La democrazia in guerra

Capisco che la politica, soprattutto quella americana, può interessare pochi. Si parla molto e si litiga anche molto, in questi ultimi mesi, su chi fa cosa e perché In Europa e oltremare.

Ho l’impressione che mai come ora il mondo sia stato vicino e diviso, contemporaneamente.

Da un lato ci si rende conto di quanto l’unione sia più che mai una forza per contrastare aggressioni di paesi con finalità belliche e di conquista. Dall’altra ci si rende anche conto che la storia non solo non insegna, ma fa disimparare anche quel poco che si è imparato da lei.

Non occorre che ripeta quanto io sia ostinatamente dalla parte degli ucraini, ma non perché li consideri santi dipinti, ma perché Putin li ha brutalmente aggrediti e ne sta facendo carne da cannone da mesi.

Una brutale aggressione colorata e variamente ridicolmente e ipocriticamente definita in tutti i modi meno che “guerra”. ma che altro sarebbe quello che accade da mesi in Ucraina? Pace, forse? Ma la pace è un concetto ben strano e divisivo se non si fa che discutere continuamente sul se gli americani e se gli ucraini e se i cinesi e se i turchi e se …Bene il concetto mi pare chiaro: la storia si fa con i “se”.

Biden ieri a Filadelfia ha tenuto un un discorso molto accalorato sulla democrazia in America allo stato attuale dei fatti. E ha detto che è in pericolo. Anzi in grave pericolo. Lo so, in molti pensano che Trump sia, alla peggio,  un bonaccione un po’ ridicolo che però non ha mai avuto intenti bellicosi. Chi lo dice dimostra di non conoscere l’uomo. Ma non fa nulla, neppure io lo conosco ma l’ho seguito da quando ha iniziato la sua corsa a presidente e quello che ho visto di lui mi piace poco o meglio, per niente.

Ora cerca di tornare a presiedere il paese che ha la democrazia nel proprio DNA. Lui però non è democratico, ma tutt’altro. Biden ha detto che il popolo deve difendere la democrazia con tutti i mezzi e uno di questi è il voto.

Anche noi siamo chiamati al voto a difendere la nostra. Con ogni probabilità andranno al governo le destre, i sondaggi da mesi, le danno vincenti.

Questo non significa che le sinistre siano migliori, ma significa che anche da noi, può insinuarsi l’idea che una sorta di ” fascismo” moderno, depurato dei mussolinismi, possa rientrare dalla finestra dopo essere stato cacciato a calci nel c… dalla porta. Difficile partita quella che si gioca in America e difficile altrettanto quella che si gioca qui.

Trump gioca sporco, molto sporco. La destra italiana ha giocato sporco per lungo tempo ma bisogna anche dire che in quanto a questo la sinistra e il centro ( per quello che possa significare catalogare i partiti in questo modo ora), non sono stati da meno. Ma ora è in gioco la Democrazia, quella vera, quella che fa la differenza tra essere un popolo libero che si può ancora ragionevolmente muovere tra un coacervo di leggi sempre più complicate e non muoversi affatto per effetto di una  Dittacrazia, personificata dal volto gentile ma anche aggressivo a seconda delle occasioni, di Giorgia Meloni, dal biascicante caimano di Arcore e dal proteiforme leghista.

Ora, chi vota vota e chi non vota si astiene. Bella scoperta, dirà qualcuno. Astenersi perché si prova uno schifo generalizzato nei partiti attuali è comprensibile (sono indecisa anch’io) ma votare richiede ora una grande attenzione a non metterci nelle mani di chi ha interesse a convertire il paese in una Repubblica a libertà limitata e democrazia controllata.

Anche se ne ha pieno diritto non significa che sia nostro interesse permetterlo.

 

21 commenti su “La democrazia in guerra”

  1. Mi riaffaccio, me ne ero rimasta in silenzio a lungo perché, non me ne voglia la BM, questo blog sembrava un rodeo drive e più che un blog sembrava uno sbroc… come diciamo a Roma.
    Ora, Trump io non lo posso vedere senza provare la voglia di tirargli un calcio sugli stinchi, Biden non mi dice molt, forse perché ha quell’aria paciosa ma non troppo, anche se le canta eccome, Ma, insomma, ha una figura, per ora almeno, ancora poco delineata. E’ in politica da una vita però perciò forse sa quello che dice e soprattutto, almeno si spera, dice quello che sa.

    R
    Serena…ben riaffacciata. Uno “sbroc” fa ridere ma mi sa che è azzeccato.

  2. “il paese che ha la democrazia nel proprio DNA”.
    Democrazia nel DNA?
    Un paese dove si affermano “democraticamente” solo i ricconi portatori degli interessi di élite minoritarie, in barba al resto delle popolazione.
    Un Paese i cui capi, da un certo momento in poi, si sono ubriacati di grandezza e hanno sognato indistintamente di dominare il mondo.
    Un Paese che soffoca le aspirazioni di autonomia e indipendenza di coloro che non vogliono soggiacere alla sudditanza o allo sfruttamento delle loro risorse (vedi, un esempio per tutti, l’Iran).
    Un paese che è presente in tutti i punti caldi del mondo che ha spalleggiato i peggiori dittatori purché facessero gli interessi degli USA
    Un Paese che ha distrutto l’Iraq tanto per fare un esempio- per capriccio e ha destabilizzato tutto il Medio Oriente
    Un Paese che occupa con la forza una enclave di Cuba, la baia di Guantanamo, dove tiene una flotta militare e un campo di prigionia in cui è permessa anche la tortura.
    Una Paese che ficca il naso negli affari della Cina, cui è stata sottratta l’isola di Formosa, ora Taiwan, dai nazionalisti cinesi del dittatore Chiang Kai-Shek fiancheggiati dagli USA. L’isola, che gli USA usano per tenere sotto controllo il mare delle Cina.
    Ho solo menzionato la punta di un Iceberg. Con ciò non nego che per altri aspetti, come per esempio nel campo scientifico, gli americani siano leader mondiali da ammirare.
    Scusa, Mariagrazia, non te la prendere, in questo campo abbiamo idee diverse, è la democrazia che consente di esprimerli.
    R
    hai dimenticato niente? No, perché volendo ci potevi aggiungere anche la schiavitù e il razzismo. E anche un paese che ha votato questo bel tomo qui e continua a volerlo come presidente:

    https://www.theguardian.com/us-news/2022/sep/02/trump-fbi-search-materials-list-fbi-latest
    uno che si è portato a casa documenti importanti e gli investigatori hanno trovato molti classificatori vuoti…uno che per arrivare ala Casa Bianca si è fatto aiutare da Putin…e potrei andare avanti a lungo e non solo su Trump.
    Dunque stai dando piena ragione a Biden quando dice che la democrazia in America è in pericolo. E che fra un po’ dovrà andare a farsi dare lezioni da Putin.

    PS: attendo Luigi che ti dia ragione e mi accodo a lui. Senza meno.

  3. Io ho affrontato il tema in maniera un po’ diversa e complementare, ma, come dice Mariagrazia, do ragione in tutto ad Alessandro.
    Il sistema americano è certamente in crisi. Proprio perché è una delle democrazie più vecchie dell’età moderna, credo che abbia bisogno di manutenzione.
    In Italia i finanziamenti ai partiti hanno determinato la fine della DC e del PSI e hanno provocato il suicidio in carcere di Cagliari e Gardini.
    In America è legale che un candidato si faccia finanziare dalla Lockheed Martin in cambio della promessa di ordini militari.
    Che Trump – sembra – si sia fatto aiutare da Putin, secondo il motto di Cesare “I nemici dei miei nemici sono miei amici” non mi meraviglia più degli altri finanziamenti e sostegni di vario genere.
    R
    Che cosa c’entra Tangentopoli sul tema lo sa solo lei.
    sui suicidi di Cagliari e Gardini. comunque ci sono ancora molte ombre:
    https://www.ilsussidiario.net/news/suicidio-raul-gardini-anche-gabriele-cagliari-si-uccise-tangentopoli-e-ancora-ombre/2153841/
    non sarei cosi assertiva sui casi in questione.
    Che il presidente Usa si faccia aiutare da una nazione straniera durante le elezioni è reato. E per questo Trump ha subito un impeachment.
    Ma lei quando si tratta di Trump, non si meraviglia di nulla.

    Biden si è riferito proprio a Trump e il trumpismo quale minaccia contro la democrazia e tra le altre cose ha detto: ” non potete amare il paese solo quando vincete”
    https://www.corriere.it/esteri/22_settembre_02/io-vedo-un-america-un-futuro-senza-limiti-joe-biden-parla-nazione-filadelfia-f5898ab6-2a53-11ed-8963-d54a3aeaa2d9.shtml

  4. Io è da tempo che sono convinto che la democrazia è in crisi.
    E non dipende tanto da personaggi atipici come Trump, quanto piuttosto dal fatto che l’enorme sviluppo della comunicazione grazie a internet sta trasformando la democrazia in populismo.

    In caso di guerra, poi, tutte le democrazie sono sospese.
    Draghi ha deciso di mandare armi all’Ucraina e di imporre sanzioni alla Russia nonostante la maggioranza degli italiani fosse contraria e ne avrebbe sofferto conseguenze gravi.
    Il parlamento, eletto sappiamo come 4 anni fa; quel parlamento che ha salutato la nascita del governo gialloverde e poi del governo giallorosso, e poi ha ratificato la nomina di Draghi a “Commissario del Presidente della Repubblica” con pieni poteri o quasi, ha approvato supinamente armi e sanzioni per paura che il governo cadesse e si andasse alle elezioni.

    Il volere e l’interesse dei cittadini non conta niente.
    Una volta votati i partiti, che poi mandano al governo le persone che vogliono loro, il cittadino va in letargo per 5 anni.

    In America le elezioni sono pilotate dai soldi dei fabbricanti d’armi, dei petrolieri, e degli speculatori finanziari, che eleggono il presidente che piace a loro e che poi fa quello che dicono loro.

    Se questa è democrazia, non vedo molta differenza con il totalitarismo.
    Essere liberi di esprimere un parere che non conta, e di protestare senza essere arrestati, ma anche senza essere ascoltati, è una differenza sottile e formale che non fa sostanza.

    Già in passato la democrazia è sfociata in totalitarismo. Alla democrazia ateniese è seguita l’oligarchia di Sparta; alla repubblica romana è seguita l’era degli imperatori, ai Comuni sono seguite le Signorie, alla rivoluzione francese è seguita la dittatura di napoleone ….
    Forse è un processo inevitabile e ciclico, e se succedesse di nuovo non sarebbe la fine del mondo.

    R
    no, non sarebbe la fine del mondo (forse) e lei e molti altri, ne sarebbe quasi contento. Ma scusi, lei che ha delle opinioni cosi nette e tranchant su tutto e tutti, dove stava quando qui si votava? Si sente del tutto un cittadino privo di responsabilità?
    PS: le passo che Draghi abbia commissariato il PdR solo per sfinimento, ma è una grossa corbelleria ( a mio avviso) e non è nemmeno l’unica (mi spiace la sincerità è sempre stata un mio grosso difetto).

  5. Signora Gazzato, Tangentopoli si basò su finanziamenti da parte di aziende ai partiti. In Italia era un reato: in USA è la prassi.

    Dove stavo quando qui si votava? A votare.
    E votai PD tappandomi il naso, come diceva Montanelli, per cercare di bilanciare la crescita del M5S. Ma un voto non fa differenza.

    Comunque, è inutile votare un partito se poi si allea con gli avversari. Bisogna riformare l’art. della Costituzione che definisce l’assenza di mandato e scriverlo meglio.

  6. Consiglio a chi ha cosi tanti dubbi sulla volontà degli ucraini di rimanere indipendenti e li danno per “servi” degli americani e “rimbambiti” dalla propaganda di Zelenzky a sua volta “tenuto a guinzaglio” dagli americani, di leggersi questo articolo di Irina Possamai forse cambieranno idea:

    https://www.linkiesta.it/2022/08/ucraina-indipendenza-24-agosto-anniversario/

    forse, dico, perché questa guerra non fa solo morti in Ucraina ma sta uccidendo anche l’idea stessa che per anni abbiamo avuto della libertà e della democrazia.

  7. Dal Guardian Int. di oggi:
    “Zelensky said:

    Russia is trying to increase the energy pressure on Europe even more – gas pumping through the Nord Stream pipeline has completely stopped. Why do they do this? Russia wants to destroy the normal life of every European – in all countries of our continent. It wants to weaken and intimidate the entire Europe, every state.

    Where Russia cannot do it by force of conventional weapons, it does so by force of energy weapons. It is trying to attack with poverty and political chaos where it cannot yet attack with missiles.

    And to protect against this, we all in Europe need even more unity, even more coordination, even more help to each other.

    This winter, Russia is preparing for a decisive energy attack on all Europeans. And the key answers to this should be two things: first, our unity – unity in protection against the terrorist state, and second – Increasing our own pressure on Russia – this includes increasing sanctions at all levels, and limiting Russia’s oil and gas revenues.

    Non sto a tradurre ma in soldoni Zelensky chiede maggiore unità tra gli stati europei perché a suo parere la Russia sta facendo la guerra all’Europa usando il gas come arma non convenzionale e che quest’inverno sarà duro proprio a causa della guerra che la Russia sta facendo non solo all’Ucraina con i missili, ma a tutta Europa con il gas.
    Poi però c’è sempre chi dice che Zelensky è un fantoccio degli Usa.

  8. Zelensky, prima si lamentava che acquistando il gas russo, l’Europa stesse sovvenzionando la guerra di Putin, adesso che Putin ha deciso di non farsi più sovvenzionare dall’Europa, il gas è diventato “un’arma impropria” contro l’Europa.
    Zelensky, confidando nella protezione degli Usa, ha teso troppo la corda credendo che non si sarebbe spezzata. Ora che si è spezzata, pretende che tutti la ricucino, ma a modo suo. Dal canto loro, gli USA, lo stanno usando per indebolire il nemico mortale di sempre. Di questa situazione fanno le spese il popolo ucraino (non Zelensky) e i popoli dell’Occidente Europeo (non i capi o i burocrati dell’UE).
    In merito alla “guerra che la Russia starebbe facendo a tutta l’Europa, questa poi è bella: l’Europa applica sanzioni alla Russia e invia armi contro la Russia, e sarebbe la Russia a voler fare la guerra all’Europa?
    R
    Ognuno ha le sue fisse, tu hai questa che gli Usa vogliano indebolire la Russia. L’Europa dovrebbe smettere in massa di comprare gas dalla Russia, almeno fino a che non ritira l’esercito dalla Ucraina. Sarebbe meno amorale che continuare a comprarlo alla faccia dei martiri. Zelensky è un poveraccio che vive da sei mesi sotto le bombe, non è lui quello che ha invaso la Russia ma è la Russia che ha invaso con le armi l’Ucraina ed ora ricatta tutta Europa con il gas.
    Ma per te è un concetto troppo difficile da capire.
    Le sanzioni sono ancora poca cosa, bisognerebbe fare ancora di più. Vuoi fermare la guerra ma insisti a darne la colpa e a mettere in croce Zelensky Fuor di logica e anche di grammatica. Le armi sono poca cosa, dovremmo inviare assieme alle armi anche medici e generi di prima e seconda necessità, quel popolo è allo stremo. E gli aiuti non bastano. La Russia dovrà pagare cara tanta crudeltà e riparare e ricostruire ciò che ha distrutto anche se i morti non ritorneranno in vita. Ma ne dubito visto come viene difesa da molti che la usano per alimentare il proprio odio verso gli americani.
    L’Ucraina è un paese libero e indipendente e tale deve restare e la UE deve aiutarla contro l’aggressione armata di chi vuole usarla come tappetino e sfruttarla a suo piacimento, altrimenti la UE si può anche sciogliere domani perché non è una unione ma un carrozzone tenuto in piedi da pusillanime che se la fanno sotto al primo bau bau di un autocrate.

  9. Inutile dire che sono d’accordo con Alessandro.
    Quanto alle sanzioni, è stato chiaro fin da subito che non avevano lo scopo di indebolire la Russia, né tanto meno farla regredire dai suoi propositi.
    Le sanzioni, da che mondo è mondo, non hanno mai prodotto effetti politici o militari, ma solo economici.
    In realtà le senzioni servono ad indebolire l’Europa e ad allontanarla dalla Russia.
    Gli americani hanno capito da tempo che un Europa unita e amica della Russia sarebbe stata un concorrente temibile per gli USA.
    Noi abbiamo tecnologie, persone, cervelli, denaro ….. e la Russia ha le materie prime.
    Insieme saremmo forti quanto gli USA.
    Mi pare cchiaro che questa prospettiva preoccupa gli USA, che hanno fatto di tutto per impedire che si realizzasse.

    R
    se le pare chiaro…merita un master in geopolitica.

  10. I russi (finalmente) si ritirano e il…sedere è la parte migliore di sé che stanno mostrando, lo dice Zelensky che riesce anche ad essere spiritoso in questa immane tragedia.
    Certo l’Ucraina non ha certo vinto (migliaia di morti e paesi distrutti dai russi) e i russi ancora non hanno perso, ma vincere e perdere sono parole obsolete che, mi insegnano quelli che ne sanno più di tutti in questa materia, bisogna andarci molto cauti…intanto però se vi piacciono i crauti (non era Voghera e non era neppure quel giorno li) i russi mostrano il sedere e questo è un segnale che rinculano.

  11. Spero però che si mettano d’accordo, ognuno avendo l’accortezza di saper rinunciare a qualche cosa. E sarebbe ora che a Mosca Putin venisse rovesciato, non ne ha combinata una buona.

    • @Bifani credo che Putin possa venire rovesciato solo in caso di clamorosa disfatta dell’armata in Ucraina. Ma chi verrà dopo di lui? Per la sicurezza e la prosperità Europea occorre mettere la Russia nelle condizioni di non nuocere a prescindere dal suo condottiero, e ciò almeno fino a quando non avranno compiuto un processo di bonifica del loro spirito nazionale simile a quello dei tedeschi dopo il secondo conflitto. Per questo sarà necessario non abbandonare gli strumenti sanzionatori e piuttosto intensificarli. Si è visto che funzionano, se i Russi ripiegano non è solo per il coraggio degli ucraini. Cordiali saluti.

  12. Francesco, sono almeno tre secoli, dai tempi di Pietro il Grande, che i russi coltivano il panslavismo, supportati poi dai serbi, che sono dei lupi arrabbiati, come loro. Prova si sono sfogati a Est, fino al Pacifico, poi hanno arraffato tutta l’Europa dell’Est, ora Putin vorrebbe tornare ai tempi dell’URSS. Mi diceva un imprenditore italiano che nelle contrattazioni sono arroganti e violenti. Hanno sempre odiato e disprezzato gli europei occidentali.

  13. Io credo che Putin sia stato meno peggio dei suoi predecessori (con l’eccezione di Gorbaciov),
    In questi quasi 30 anni ha ridato stabilità allo stato russo e non ha mai minacciato l’Europa occidentale. Anzi, ha tenuto i nervi a freno quando è stata la NATO ad attaccare il mondo slavo, come in Serbia.
    I suoi sudditi hanno poca libertà (ma quando mai l’avevano avuta?), ma hanno un po’ di benessere in più.
    Certo, stiamo parlando di un dittatore, ma governa un Paese che, al momento, non potrebbe essere governato in altro modo.
    In tutti gli altri casi in cui è stato abbattuto un dittatore, la situazione per i suoi sudditi è peggiorata (Saddam, Gheddafi, Talebani …)
    Io, francamente, non mi sono mai sentito preoccupato per quello che faceva Putin, mentre altri mi hanno fatto preoccupare molto, e con ragione.
    A me il gas russo a poco prezzo mi piaceva e come …..!

    R
    beh, niente , che già non si sapesse…dunque? Un buon dittatore è meglio di un mediocre democratico anche quando ordina massacri, contento lei.

  14. Visto che i massacri li ordinano anche i democratici (Vietnam, Afghanistan, Somalia, Irak, Siria, Libia, Serbia ….. ), io credo che ogni popolo debba avere il governo che merita (o, se vogliamo, il governo che si può permettere in base alla situazione).
    In tutti i casi che ho citato rovesciare un dittatore si è rivelato un rimedio peggiore della malattia.
    Perciò, pragmaticamente, sono diventato diffidente rispatto a qualsiasi velleità di “esportare la democrazia” in Paesi che non sono pronti.
    La democrazia la dovremmo migliorare invece di esportarla com’è o addirittura nelle sue forme più inefficienti.
    Il fatto che una democrazia come quella americana porti all’elezione di un presidente come Trump che poi, a detta dello stesso mondo politico americano, si è rivelato una persona disonesta e scorretta, indica chiaranente che sono le nostre democrazie ad aver bisogno di manutenzione.
    Per non parlare dei mostri che ha partorito la democrazia italiana, dai governi di Berlusconi (anche lui poi indagato come Trump) ai governi giallo verde, giallo rosso e a stelle e strisce (quello di Draghi).

    R
    poi non mi dica che l’offendo Luigi se trovo i suoi paragoni azzardati e la sua strenua difesa di Putin patetica, dico solo come la penso sarei ipocrita se non lo facessi.

    • @Mariagrazia: osservo che i soloni sono impegnati a rimarcare i fallimenti nell’esportare la democrazia, ma si guardano bene dal confrontarsi con l’esportazione della dittatura, che è il caso in questione. Miseri trucchetti per cambiare argomento.
      PS cari soloni, risparmiatevi i contorti ragionamenti complottisti sulla falsariga “povero Putin è stato costretto”, li conosciamo già, non è ripetendoli alla nausea che cambiate i fatti. Grazie

      Saluti a Mariagrazia.

      R
      altrettanto a lei Francesco.

  15. Paragonii azzardati?
    Se cerca in internet troverà che la guerra in Ucraina, finora, ha causato un numero di morti civili che non arriva ad un ventesimo di quelli ammazzati nella sola guerra contro l’Irak.
    Comunque, signora Gazzato, ribadisco che a me di Putin come persona non me ne potrebbe fregare di meno.
    Non credo che sia una brava persona e credo che, se esistesse, finirebbe in fondo all’inferno dopo morto, a far compagnia a Hitler e a Napoleone.
    A me Putin interessa solo come funzione, come ruolo di capo della Russia, e solo per quanto riguarda i rapporti tra la Russia e l’Italia, così come Trump o Biden.
    I rapporti tra lui e il suo popolo non sono affar mio, ma solo del suo popolo, e non mi permetto di giudicare col mio metro e senza informazioni attendibili quello che succede in casa d’altri.
    Come capo della Russia, devo ammettere che l’Italia non ne ha avuto altro che vantaggi.
    Ci ha venduto materie prime a buon prezzo, ha acquistato prodotti italiani senza badare a spese, tanto che la bilancia commerciale presentava un avanzo di una quindicina di miliardi di euro a favore dell’Italia; i superricchi russi in Italia hanno comprato ville e yacht e soggiornato in hotel di lusso senza badare a spese dando lavoro a tanti italiani.
    La Russia di Putin era un ottimo partner commerciale per l’Italia, come del resto l’Irak di Saddam e la Libia di Gheddafi.
    Le altre questioni, di carattere etico, preferisco lasciarle perdere, perché sicuramente siamo male informati in proposito, e, comunque, un capo di stato non è una persona con cui potrei fare amicizia o andarci a cena – il che eviterei – ma è solo un capo di Stato che gestisce rapporti con lo stato italiano e con l’economia italiana.
    Con ciò ribadisco che non mi piace Putin e non intendo difenderlo sul piano etico, ma, da italiano pragmatico e responsabile, mi auguro che resti al potere a lungo e non che faccia la fine di Saddam e Gheddafi.

    R
    Credo di essere altrettanto italiana e pragmatica dicendole che a me Putin non è mai piaciuto. Le sue disquisizioni tra piano etico e pratico mi sembrano, scusi, la lista della spesa di un/una casalinga. Ci sono cose che non sono tollerabili, il fatto che il nostro paese faccia affari con quell’individuo turandosi il naso o anche no, non lo autorizza a fregarsene di tutti i trattati internazionali e invadere paesi sovrani o minacciare l’Europa di rimanere al buio e al freddo. La Russia è un grande paese e merita di meglio di un personaggio simile, la sua conta dei morti e le sue “dovute proporzioni”, mi scusi ma sono terrificanti. Ma non ritenga offese quelle che sono solo le miei opinioni, se lei le espone sul mio blog io replico in base al mio sentire.

  16. Per carità, lei è stata molto gentile nella sua replica, anzi, non si faccia troppi scrupoli. Dico sul serio.

    Se non facciamo le proporzioni e i conti, parliamo di aria fritta e abbiamo tutti ragione, compreso Francesco che, nel messaggio precedente, mi ha attaccato senza portare alcun argomento concreto a fattuale.

    Lei dice che non dovremmo avere rapporti con uno come Putin. E perhé solo non con lui? Perché ce lo dicono gli americani?
    Durante la guerra del Vietnam nessuno ha rotto i rapporti con gli USA, né tanto meno ha osato imporgli delle sanzioni.
    E quando Bush ha attaccato l’Irak – e, badi bene, non ha fatto la guerra a Saddam Hussein, ma a tutto il popolo irakeno, che ha resistito meglio che ha potuto come fanno gli ucraini oggi, ma con meno successo, perché non li ha aiutati nessuno – e il tutto con pretesti inventati, nessuno ha isolato gli USA.
    Nessuno ha isolato l’Arabia Saudita che sta martoriando da anni lo Yemen, e tutti continuiamo a farci affari come niente fosse.
    Io non sono un solone, ma semplicemente uno che sa leggere i dati e sa tirare le conclusioni. E’ stato parte del mio lavoro per 30 ammi e più.
    L’unica differenza tra questa guerra e le altre è che questa non l’hanno fatta o provocata gli USA, ma un loro nemico, e che in Italia siamo costretti a plaudire a tutto quello che fanno gli USA e a condannare tutto quello che loro ci dicono di condannare.
    Ed è molto triste constatarlo, perché per tutta la vita ho creduto di vivere in un Paese libero.
    Io, alla fine e dopo un percorso sofferto, ho capito che non lo è, mentre alcuni dei frequentatori del blog non hanno ancora maturato questa consapevolezza e continuano a credere a Babbo Natale.

    R
    Luigi, francamente comincio a stancarmi di ripetere sempre le stesse cose: io non sono americanista ne antiamericana, parlo a ragion veduta, critico chi mi sento di criticare (le pare che Trump lo abbia criticato poco? eppure parliamo di un americano, presidente americano, per la precisione, e a suo tempo (esempio) Bush mi piaceva poco, ma ho già spiegato che le cose non sono sempre sovrapponibili per giustificare le “nostre ” ragioni, vanno distinti i piani e qui le distinzioni sono d’obbligo, ma ora se non le dispiace non vorrei tornare a ripetere le stesse cose all’infinito.
    Forse, però, sarà più lei a credere a Babbo Natale e dei “percorsi sofferti o meno” degli altri lei non è a conoscenza.

  17. Signora Gazzato, le faccio una domanda secca, e magari la faccio anche a Francesco.
    Il popolo irakeno e il popolo libico stanno meglio ora o quando erano governati da Saddam e Gheddafi?
    L’economia italiana (con tutto quanto comporta in termini di posti di lavoro) ha avuto dei vantaggi o solo dei danni dalla caduta di quei dittatori?
    In altre parole, dopo quelle guerre e qualle decine o centinaia di migliaia di morti, c’è qualcuno al mondo che sta meglio di prima?
    Si può dire che sono state guerre giuste e utili (a parte il doppio ossimoro)?

    R
    mai parlato di “guerre giuste”, Luigi valga quanto già detto a risposta del suo commento precedente come risposta a questo.

    • Luigi, lei è incorreggibile nella sua granitica ottusità. Non so dove voglia arrivare e la lascio al suo gioco, grazie a Dio ho una vita fuori dal blog e chi si accontenta gode. Stia bene.

  18. Francesco, ma se provasse qualche volta ad argomentare sul tema invece di insultare l’interlocutore senza portare alcun elemento a supporto di quello che dice?

    Una vita fuori dal blog ce l’ho anch’io, e lo dimostra il fatto che sono più sereno e meno animoso di lei, e critico i personaggi politici, piuttosto che i miei interlocutori.

    Nella vita si incontrano persone che la pensano diversamente da noi, ma la persona intelligente ci discute, anche perché quasi sempre dalla discussione emerge qualche spunto che fa riflettere.

    Io, da qualche mese, ho le idee piuttosto chiare sulla politica internazionale, ma porto sempre argomenti diversi e cerco sempre di motivare quello che dico. E non insulto nessuno.
    Insultare non serve a niente, se non a sfogare le proprie frustrazioni, e io non sono un frustrato.
    Ho avuto una vita soddisfacente, ho fatto quasi tutte le cose che i ripromettevo di fare (lavoro, famiglia, rapporti interpersonali …) ho un figlio, tre nipotini, tanti hobby, e sto vivendo una serena vecchiaia in buona salute. Figuriamoci ……!.

    Per me questo è un salotto dove si parla di attualità davanti ad una tazza di thè: non un ring dove si combatte, si vince o si perde.

    R
    beh, Luigi …che bella immagine di sé che ha voluto darci, grazie. Ma, sa, in fondo è proprio forse questo il bello di un blog: che non conoscendoci ci confrontiamo sulle cose che viviamo e che purtroppo ci preoccupano, ma non in tutti c’è “animosità verso l’interlocutore, ma verso le idee dello stesso e solo questo dovremmo considerare e perciò il dialogo può anche essere animato e in Francesco io non vedo alcuna intenzione di insultarla.

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