L’ospite

La faccia di Brindisi mentre ascoltava il monologo di Labrov era impietrita, neppure un miracolo avrebbe potuto scioglierla. E mentre quello sciorinava balle a ripetizione come sulla pista del bowling ( …oh, pardon, verità rivelate), lui rimaneva un blocco di granito inespressivo. Questo si che è giornalismo d’inchiesta fatto come si deve.
Oppure temeva che se lo avesse interrotto gli sarebbe arrivato un fulmine sui piedi?

La polemica su quell’intervista, giustamente rimane accesa. Che sia più nobile tollerar….no, William lasciamolo perdere, lui di tragedie se ne intendeva ma questa non è letteratura, purtroppo.

Insomma il giornalista di Mediaset ha fatto bene a rimanere impassibile mentre il ministro russo esponeva i fatti come gli pareva e piaceva raccontando agli italiani nell’ora di massimo ascolto tutto quello che Putin voleva fargli sapere (meglio che non sappiano quello che dovrebbero sapere), oppure avrebbe dovuto almeno accennare ad un minimo di contraddittorio, non dico tanto ma una cosa semplice tipo….ma, gentile ed esimio signor ministro lei è proprio sicuro di quello che afferma? Ha verificato di persona personalmente le cose che espone davanti a questo distinto pubblico di miei connazionali?

Ecco, una cosina cosi persino credo, Barbara Palombelli (tanto per citarne una, ma potrei dire anche Lilly Gruber) avrebbe osato dire.

Ma Brindisi no. Brindisi è rimasto di stucco. Pietrificato in una espressione un po’ cosi che non direi fosse proprio da “genovese” e neppure da “brindisino” ( è di Modugno) …comunque lui si è difeso dicendo che se lo avesse interrotto se ne sarebbe andato e lui avrebbe avuto i suoi cinque minuti di celebrità (?)

e tanto basta e però non soverchia.

Passata la paura dei fulmini, ora può anche un pochino auto celebrarsi. Beh, contento lui, se pensa di avere fatto scuola però credo che dovrebbe rifletterci meglio. Non mi è sembrato per nulla un “cane da guardia” ma piuttosto un micio miao spaurito.

Ma forse ha ragione lui e ora non si potrà più dire ( i maligni) che non abbiamo dato spazio alla “versione” dei russi sulle TV italiane.

Se sarà una medaglia, avrà ragione di appuntarsela al petto. In fondo l’ospite è sacro, o no?

 

10 commenti su “L’ospite”

  1. Un normale giornalista è come un arbitro e non può scendere in campo. Ecco per citare la Dietlinde Gruber in arte Lilli una buon giornalista non deve fare endorsement come spesso fa lei vedendo l’interlocutore come uno sparring partner. Un giornalista deve fare domande ed essere impassibile. E questo vale anche per i forum!

    R
    “e questo vale anche per i forum” è una sua opinione che io non condivido affatto: i forum dove parlano solo i commentatori ci sono, se li cerchi e li frequenti, qui non è cosi. E non insista.

  2. Onestamente mi danno più fastidio i giornalisti/conduttori che interrompono l’intervistato quando non dice quello che lui/lei non ritengono giusto. Non ho visto in diretta la citata intervista, ma ormai se ne parla da giorni. Non tocca a Brindisi sgridare Sergej ЛABPOB, ma forse qualche suo omologo. Al/alla giornalista tocca fare domande più o meno appuntite ed ascoltare le risposte, senza indispettire l’ospite perché sarebbe forse controproducente. E comunque Lavrov lo sa benissimo che, con la sua faccia da vecchio parruccone bolscevico, sta dicendo una montagna di fesserie. Ma la faccia di tolla non gli manca e nemmeno qualche grullo che gli dà retta, perché il bello (e il brutto) della libertà è che puoi credere anche alle balle.

    R
    ha ragione, ma quando queste “balle” compromettono la pace, direi che ci sarebbe qualcosa di dire.

  3. Pare che il Papa abbia chiesto ben due volte di poter incontrare Putin.
    Ma entrambe le volte, o almeno senz’altro recentemente, ha ricevuto solo una lettera morta.
    Kirill non vuole, teme che Francesco ammansisca il lupo e lo converta.
    Sarebbe una tragedia, poi, lui il patriarca non potrebbe più fare il suo “chierichetto” e dargli i suoi buoni consigli.
    Ma forse c’è un equivoco dovuto alla traduzione, Francesco non intendeva dirgli di non fare il “chierichetto di Putin”, no ha capito male, voleva dire che loro due devono fare gli uomini di chiesa e pensare alle anime.
    Ma Kirill ha interpretato male e si è offeso. Sono ben permalosi ‘sti russi, devi stare attento a come ti esprimi anche se sei papa, non guardano in faccia a nessuno. Anche perché per trovargli l’anima a Putin Kirill farebbe fatica assai, come direbbero a Mosca.
    Già temo faccia fatica a trovare la propria. Ma lui è ortodosso, qualche anima sotto il cavolo nell’orto magari cercando la trova.

  4. Oggi ricorre il 73esimo anno dalla morte del Grande Torino, non so quanti hanno vissuto quel periodo, erano gli anni del dopoguerra e l’Italia veniva ricostruita dopo il rovinoso conflitto cui l’aveva trascinata il regime fascista.
    Il Grande Torino resterà nelle memoria di coloro che ne conobbero le gesta: soprattutto ricorderanno quel giorno di maggio del ’49, quando la notizia della tragedia di Superga, si diffuse via radio lasciando impietriti e increduli tutti, tifosi e non tifosi, in Italia e nel mondo.
    Lo ricordo con questo filmato dove, oltre l’indimenticabile squadra, appare un’Italia profondamente segnata dai tempi, ma desiderosa di riscossa in nome della nuova Repubblica.

    R
    una vicenda tristissima il film è bello e commovente.

  5. Signora Gazzato, a me la questione sembra semplice.
    C’è una guerra in corso. Zelensky racconta la sua versione e nessuno fa contraddittorio.
    Lavrov racconta la sua e nessuno fa contraddittorio.
    Non sappiamo e non possiamo sapere se quello che dicono è la verità, ma almeno abbiamo il diritto di sapere cosa dicono.

    Mi congratulo con questo barlume di informazione professionale in questo marasma di mistificazioni fatte di illazioni e aggettivi mescolati ai fatti.

    R
    N.C.

    https://www.fanpage.it/esteri/tutte-le-bugie-dette-dal-ministro-degli-esteri-russo-lavrov-a-zona-bianca-su-rete4/

  6. Cara signora Gazzato, se fossimo in un Paese libero invece che in una colonia, sul sito fanpage si troverebbe anche l’analisi delle bugie dette da Zelensky e quelli che lo appoggiano.
    Ma, purtroppo, non è così.

    R

    le scriva lei qui le bugie di Zelensky. E scriva anche le bugie di quelli che lo appoggiano.

  7. Zelenski sembra aprire a un compromesso sulla Crimea ma dalla NATO lo stoppano.
    Chiaro il messaggio: marionetta, sta al tuo posto, siamo noi che decidiamo.

    R
    non è cosi. Stoltenberg ha detto che la Nato non riconoscerebbe annessioni alla Russia ottenute con la violenza. E’ diverso. Se Zelensky accettasse compromessi con la Russia sulla Crimea dovrebbe prenderne atto. Definire “marionetta” una persona nelle condizioni del presidente ucraino è, a mio avviso, una totale forma di disprezzo che giustifica anche se in modo implicito le “operazioni” russe di guerra in atto sul territorio ucraino.

  8. Signora Gazzato, inutile girarci intorno.
    Zelensky, come qualsiasi capo di stato e di governo che sta assistendo alla distruzione del suo Paese per effetto di una guerra dalle motivazioni abbastanza discutibili, è ragionevole che sia disponibile a fare un accordo per farla cessare.
    Sarebbe veramente assurdo se puntasse veramente alla vittoria imponendo ulteriori sacrifici al suo popolo, per ottenere risultati che certamente non giustificherebbero i costi.
    Infatti, nonostante ci sia una propaganda contraria e infondata, è chiaro che Putin non vuole occupare l’Ucraina, e tanto meno annetterla.
    Il peggio che può capitare all’Ucraina è la secessione della Crimea, già decisa dal referendum e attuata da anni, e uno statuto speciale per il Donbass, con bilinguismo ecc… come per altre regioni europee (Catalogna, Sudtirolo …).
    Quanto alla non adesione alla NATO non dipende da Zelensky, ma dalla NATO.

    Quindi, senza bisogno di usare termini dispregiativi come “marionetta”, mi pare chiaro che chi non vuole un accordo ora non è Zelensky, ma gli USA.
    Gli USA lo hanno detto chiaramente. Vogliono che la guerra duri fino a quando Putin si troverà in difficoltà così gravi da dover lasciare il comando o essere deposto.
    E un cessate il fuoco deciso ora non permetterebbe di raggiungere questo obiettivo, perché il consenso verso Putin è ancora alto.
    R
    beh, la lascio scrivere quello che crede, ma non pensi che io sia d’accordo, ma non discuto, la pensi come vuole lei pare saperne di più persino del giornalisti sul posto in Ucraina e in Russia.
    In quanto al termine “marionetta” riferito a Zelensky, è pregato di specificare chi lo ha scritto perché, altrimenti sembra che lo abbia scritto io visto che si rivolge a me. E non è corretto perché io mai lo avrei scritto e non l’ho fatto. Sia più preciso almeno sulle cose che legge qui.

  9. Signora Gazzato, io non mi limito a leggere l’ultimo messaggio, ma leggo anche i precedenti per contestualizzarlo.
    Non c’è bisogno di indicare sempre chi ha detto che cosa. Basta scorrere una pagina in alto e si trova.
    Altrimenti questa discussione assume un taglio notarile.

    R
    quindi decide lei come si conduce questo blog? chi legge non sono solo i pochi che commentano ma un discreto numero che non commenta ma legge solo e che non deve necessariamente andare a cercarsi quello a cui lei si riferisce. Non sia polemico, se non le dispiace il mio blog lo conduco a modo mio!

  10. Comunque, nel caso sepecifico, il virgolettato non si riferiva ad affermazioni dei frequentatori del blog, altrimenti li avrei citati.
    Erano solo citazioni di slogan ricorrenti nelle discussioni che fa la gente su questo tema, virgolettati solo in quanto slogan.

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