Una vittoria che conta

A me è piaciuta molto la canzone che ha vinto l’Eurovision song contest, “Stefania, dei Kalush Orchestra, molto.
L’ho trovata davvero commovente e centrata per il momento. Tutti ricorriamo alla mamma nei momenti di dolore anche se non c’è più da molti anni e Stefania, la mamma descritta dalla canzone è una madre universale, quella che da piccoli ci canta la ninna nanna e ci fa passare la paura del buio.
Ed è veramente buio questo momento per l’Europa ma soprattutto per l’Ucraina che deve fare i conti con una aggressione senza precedenti se non andando indietro alla terribile seconda guerra mondiale.
La mamma dei Kalush Orchestra è chiamata a dare sostegno agli ucraini e ad aiutarli a superare la notte che sembra non finire mai.
Bene ha fatto Torino e tutti quanti l’hanno votata, a farli vincere. Una vittoria forse scontata, come dicono in tanti, ma forse anche no.
Forse sarebbe piaciuta lo stesso.
Sono bravi, sono eclettici, catturano l’attenzione, sembravano un quadro astratto di quelli molto colorati che prendono subito per l’effetto surreale e coinvolgente che riescono a trasmettere.
Una canzone non basta per far ragionare di pace ma tutto serve e spero davvero che anche questa vittoria rappresenti una piccola, piccolissima consolazione per il popolo ucraino che soffre cosi tanto a causa della guerra.
E che la musica e l’arte uniscano come sempre non è solo un auspicio ma una speranza.

https://www.youtube.com/watch?v=UiEGVYOruLk

 

Pubblicato oggi (16.5.2022 ) su Italians del Corriere della sera

Charlie Putin

Con la faccia sempre più gonfia (ormai sembra Charlie Brown) Vladimir Putin ha lanciato minacce da un video dopo aver appreso della prossima adesione alla Nato della Finlandia.
Ha detto che prenderanno misure militari non meglio identificate e che comunque gli taglia il gas da venerdì che sarà il 13. E meno male che non è il 17 altrimenti chissà cosa avrebbe tagliato.
Insomma il leader russo sembra invecchiato bolso e incaz…di brutto.
Qualche cosa non sta andando secondo le sue previsioni e pare che abbia deciso persino di cambiare cartomante.
Ma si, gli aveva detto che Zelensky era un pirla, che Biden un rincoglioni…e la UE una accolita di ubriaconi davanti alla porta dell’enoteca a giocare a tresette.
E invece, nonostante lo spreco di artiglieria e soprattutto di vite umane (incalcolabile) e l’orrore e il terrore che ha seminato in Ucraina, chi gli sta intorno o ai confini, non sembra essere impaurito più di tanto o lo è talmente dal voler entrare nella Nato, non si sa mai. Insomma non sembra aver ottenuto il suo scopo ma il contrario.
Solo Conte per tenersi con i denti un poco di agonizzante consenso, va contro le misure del governo nella gestione della crisi. Lui, come il migliore dei grillini in forma migliore, va controcorrente e non ci sta a mandare ancora armi agli ucraini.
Biascica con la patata in bocca che il suo partito è di tutto altro avviso. Controcorrente per contratto, dice no. Un no grillino che ha il suo peso.
Ameno fino a che la sedia incollata al sedere dei grillini non verrà strappata a viva forza da quelli che uno ormai vale zero.

Vendetta

La Corte Suprema americana sta per cancellare una sentenza del 1973 che impediva agli stati di legiferare autonomamente sull’aborto.

Le donne americane sono insorte e protestano da giorni.

La cosa è stata possibile grazie a Donald Trump, l’ex presidente che ha nominato scegliendoli accuratamente dei giudici antiabortisti mentre era in carica, proprio per permettere di far cassare la sentenza Roe versus Wade e fare tornare a decidere ai vari stati di legiferare sulla pelle delle donne.

Dopotutto era il sogno di un personaggio meschino e misogino che voleva fortemente contrastare la possibilità di abortire per le donne americane. Voleva che non potessero scegliere l’interruzione della gravidanza e che si tornasse al medioevo delle pratiche illegali.

Lo stesso vogliono i giudici conservatori che sono stati eletti da lui anche proprio a questo scopo: rendere illegale l’aborto e rendere difficile ancora di più la vita alle donne che non vogliono o non possono portare avanti una gravidanza.

E in molti stati a guida repubblicana i governatori si stanno già preparando a questo scopo e se tutto andrà come pare e la Corte Suprema casserà la sentenza Roe vs Wade (come è molto probabile) per le donne americane le lancette dell’orologio verranno riportare ai tempi delle mammane e gli aborti clandestini.

Una cosa da medioevo che farà regredire di un secolo il paese e creerà scompiglio e sconcerto oltre che rabbia per un provvedimento che toglie alle donne la possibilità di decidere del proprio corpo e della propria vita.

Biden è fortemente contrario ed ha già espresso solidarietà alle donne che manifestano da giorni ed ha detto che farà quanto nelle sue possibilità perché possano continuare a decidere sulla propria pelle. Inoltre, ha fatto notare, che se passa questa decisione della Corte i bambini Lgbt non potranno più stare nella stessa classe con gli altri.

Infatti Biden ha detto: “che cosa aspettarci ancora da questa gente M.A.G.A. (make America great again, il motto di Trump) i più estremisti della storia americana”?

Per ora mi pare che abbia fatto abbastanza danni e con questa decisione il caos sulla regolamentazione dell’aborto in America, sarà massimo. Ma Donald Trump si sfrega le mani contento di essere ancora in grado di influenzare la vita degli americani a lungo nonostante non l’abbiano rieletto. E’ la sua vendetta sulle donne che lo hanno a lungo contestato durante la sua presidenza per i suoi modi decisamente maschilisti, sarà servita fredda e su un piatto di plastica.

 

L’ospite

La faccia di Brindisi mentre ascoltava il monologo di Labrov era impietrita, neppure un miracolo avrebbe potuto scioglierla. E mentre quello sciorinava balle a ripetizione come sulla pista del bowling ( …oh, pardon, verità rivelate), lui rimaneva un blocco di granito inespressivo. Questo si che è giornalismo d’inchiesta fatto come si deve.
Oppure temeva che se lo avesse interrotto gli sarebbe arrivato un fulmine sui piedi?

La polemica su quell’intervista, giustamente rimane accesa. Che sia più nobile tollerar….no, William lasciamolo perdere, lui di tragedie se ne intendeva ma questa non è letteratura, purtroppo.

Insomma il giornalista di Mediaset ha fatto bene a rimanere impassibile mentre il ministro russo esponeva i fatti come gli pareva e piaceva raccontando agli italiani nell’ora di massimo ascolto tutto quello che Putin voleva fargli sapere (meglio che non sappiano quello che dovrebbero sapere), oppure avrebbe dovuto almeno accennare ad un minimo di contraddittorio, non dico tanto ma una cosa semplice tipo….ma, gentile ed esimio signor ministro lei è proprio sicuro di quello che afferma? Ha verificato di persona personalmente le cose che espone davanti a questo distinto pubblico di miei connazionali?

Ecco, una cosina cosi persino credo, Barbara Palombelli (tanto per citarne una, ma potrei dire anche Lilly Gruber) avrebbe osato dire.

Ma Brindisi no. Brindisi è rimasto di stucco. Pietrificato in una espressione un po’ cosi che non direi fosse proprio da “genovese” e neppure da “brindisino” ( è di Modugno) …comunque lui si è difeso dicendo che se lo avesse interrotto se ne sarebbe andato e lui avrebbe avuto i suoi cinque minuti di celebrità (?)

e tanto basta e però non soverchia.

Passata la paura dei fulmini, ora può anche un pochino auto celebrarsi. Beh, contento lui, se pensa di avere fatto scuola però credo che dovrebbe rifletterci meglio. Non mi è sembrato per nulla un “cane da guardia” ma piuttosto un micio miao spaurito.

Ma forse ha ragione lui e ora non si potrà più dire ( i maligni) che non abbiamo dato spazio alla “versione” dei russi sulle TV italiane.

Se sarà una medaglia, avrà ragione di appuntarsela al petto. In fondo l’ospite è sacro, o no?