Triste Befana

Ho ritrovato questo articolo sulla Befana scritto nel 2019 (eravamo felici e non lo sapevamo) e mi piace riproporlo ora per toglierci un po’ da questa insalata mista di vaccini, contagi, presidenti improbabili e probabili…tutto scorre diceva il filosofo, ma come scorre tutto cosi piano in questi ultimi due anni.

Quest’anno è una Befana triste, molto triste in attesa di conoscere la nostra sorte… speriamo che la sua scopa spazzi via almeno un po’ di questa triste e angosciante atmosfera.

 

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Ci sono donne che vengono definite Befane. Non è un complimento. La Befana è rappresentanta come una donna anzianotta, naso ricurvo, lineamenti grossolani e viaggia a cavallo di una scopa.

E’ l’iconografia classica della tanto amata vecchina che porta i doni ai bambini il 6 di gennaio, passando per il camino.

Mentre Babbo Natale è un buon caro vergliardo dalla curata barba bianca, di sana e robusta costituzione, pacioso allegro, di bell’aspetto che scoppia di salute, bardato con abiti rossi e slitta, la Befana è una figura vestita di stracci, ingobbita col naso a becco e, non fosse che è amata perché rappresenta una figura positiva e innocua, sarebbe perlomeno inquietante. Al solito, la donna viene rappresentata nel suo aspetto peggiore: non poteva essere di sembianze gentili, normali, di età media, ancora in salute e di carattere equilibrato.

No, manco per niente, doveva essere la Befana, cioè una stracciona  che solca i cieli in cerca di camini nei quali sguazza tutta inzaccherata di fuliggine per riempire le calze di chi l’attende con ansia sperando che gli caschi qualche cosa nel piatto.

Può anche portare solo del carbone, ma, in genere è carbone dolce.

Ma quando si vuole definire una donna bisbetica, arrogante, decisamente brutta e avanti con gli anni (cosa che per le donne è colpa grave), la si chiama Befana: brutta Befana.

Già brutta Befana!

Una donna che ne vuole offedere un’altra non potrebbe trovare appellativo migliore. Non importa che porti i doni ai bambini, che dietro quell’aspetto trasandato e decrepito si nasconda un animo gentile, non importa, quello che importa è che quando una donna vuole colpire al cuore un’altra donna non può che riferirsi al suo aspetto fisico.

L’invidia o la gelosia delle donne nei riguardi di altre donne possono essere micidiali. Possono fare danni enormi. Alcune sono veramente delle streghe potentissime. Non scherzo.

Quando una donna invidia un’altra donna lo fa sul serio, scientemente e con precisione chirurgica le lancia tutte le maledizioni che riesce a concepire.

Ma, d’altro canto, la Befana, se vogliamo è anch’essa una vittima. Una vittima del proprio ruolo nel quale è stata confinata dalla società, da sempre maschilista e per riscattarsi se la prende con le altre donne.

 

Naturalmente scherzo, è il frutto delle mie paturnie festive, che stanno comunque per passare, non esistono donne capaci di mandare maledizioni che possano nuocere ad altre donne, me lo sono inventato, o meglio sono i miei ricordi d’infanzia di quando mia nonna mi diceva di non passare e non fermarmi nella casa di una signora che era considerata una strega e mi raccontava, anche, che il giorno che è morta, un gatto nero è salito sul suo giaciglio mortale e le si è accovacciato ai piedi.

Fiabe per tenere buoni i bambini

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16 commenti su “Triste Befana”

  1. Io adoro la Befana.
    Non ho mai offeso una donna con l’epiteto “Sei una Befana”.
    Perché mai vi fermate all’aspetto estetico ed esteriore?
    Babbo Natale non è mica un aitante quarantenne con pettorali e addominali.
    E la Befana è una tenera nonnina avanti negli anni che porta i regali ai bimbi.
    W la Befana.
    Poi se volete c’è anche la versione sexy interpretata in uno spot tv in questi giorni dalla splendida Diletta Leotta. Ma in questo caso i doni li aspettano i papà dei bimbi!

    R.

    si, va beh…

  2. Oggi la Befana ci ha portato il decreto legge che hanno partorito i cervelloni di Stato in seduta plenaria, un decreto legge che sancisce l’obbligo di vaccinazione per gli over cinquanta. Dopo quella del green pass, un’ulteriore discriminazione fatta tra obbligati e non obbligati in base all’età.
    Qualcuno esulta per questo provvedimento che ci vede unici in Europa a violare la libertà personale ed introdurre l’obbligo vaccinale, sia pure “dimezzato”, ma inutile, come guardando le statistiche più giù vedremo.

    A “Zona Bianca” il conduttore vanta questa nostra unicità in Europa come una conquista in barba al diritto di scegliere per il proprio corpo. Gli fanno eco la maggioranza degli ospiti, tranne il prof. Mattei e il giornalista Borgonovo che avrebbero qualcosa da obiettare, solo se glielo permettessero. Al contrario, vengono subissati da voci di aspro dissenso, qualcuno anzi si dimostra più realista del re e avrebbe voluto l’obbligo per tutti, provvedimento da prendere già molto tempo prima. Nei servizi intercalati si mostrano no vax in corsia di emergenza intervistati mentre sono sotto la maschera ad ossigeno, affinché dicano: “Sono pentito di essere no vax”. Si strumentalizza anche il dolore.
    Gasparri con una foga da incutere paura, addebita le morti per covid al mite prof. Mattei, il quale tenta invano di leggere dei numeri portando ad esempio l’inghilterra, dove non esiste nessun obbligo e pur… E qui Gasparri diventa incontenibile “Ma lei avrebbe voluto il disastro inglese? L’inghilterra è un disastro”.

    In trasmissione, non gli permettono di leggere i dati, e allora I dati li do io: la tanto vituperata inghilterra, udite udite, senza bisogno di green pass, di super green pass, di obbligare al vaccino gli over 50 e di usare metodi coercitivi per gli under 50, questa inghilterra così bistrattata dai nostri supponenti virologi e politici ha fatto e fa meglio di noi, sia nel complesso, dall’inizio della pandemia ad oggi, sia al momento attuale
    Ecco i dati:
    Decessi in totale: 148941 Inghilterra; 138045 Italia.
    Popolazione: 67,22 milioni Inghilterra; 59,26 milioni, Italia
    Decessi per milione: 2215 Inghilterra; 2329 Italia.

    Il giorno 4 gennaio 2022:
    Decessi(media di 7 giorni): 131 Inghilterra; 156 Italia
    Decessi per milione: 1,94 Iinghilterra; 2,6 Italia
    Vaccinati con due dosi: 70,6% Inghilterra; 75,3% Italia
    Vaccinati con tre dosi: 51,1% Inghilterra; 35,2% Italia.
    https://www.google.com/search?q=status+covid+19&rlz=1C1WPZA_enIT715IT753&oq=&aqs=chrome.2.69i59i450l8.467953250j0j15&sourceid=chrome&ie=UTF-8

    L’Inghilterra additata ad esempio negativo rispetto a noi, si trova meglio di noi pur avendo meno vaccinati in totale dell’Italia. Ha però forzato col terzo vaccino.
    Lo stesso vale per Israele: oggi ha 0,63 decessi per milione (2,6 l’Italia) con meno vaccinati dell’Italia (71,6% contro 75,3), ma più richiami di terza dose (46,5% contro 35,2%.
    Ciò dimostra che occorre spingere con la terza vaccinazione anziché obbligare la minoranza di una già minoranza a iniziare un inutile iter vaccinale ingiusto e coercitivo.
    Brutti tempi si preparano.
    PS Poi ci sono coloro che raffrontano i maggior morti di un anno fa con quelli minori di ora per dimostrare l’efficacia del vaccino, senza tenere conto che già i più deboli sono morti, sono nel novero dei 138 mila, e ora restano i più resistenti. Ma qui non è in discussione l’efficacia del vaccino, sia pure di durata breve, quanto la necessità di somministrarlo a tutti, bambini compresi e coloro che per loro libera scelta preferiscono cautelarsi in altra maniera senza correre certi rischi che pur ci sono.
    R
    lo sfacelo ototale della democrazia e del buon senso, lo stato contro i propri cittadini, non può che essere una inutile e dannosa ulteriore prova di forza e di potere che non porterà che a peggiorare ancora la situazione già critica ed aggiungere altro stress ad una popolazione sfinita. Vergogna!

  3. Sembra che la Befana sia un mito antico più dell’avvento del cristianesimo (che difatti lo combatteva). E’ vero, una vecchia donna dall’aria scorbutica ma che in realtà mostra animo gentile portando doni. Sembra che la vecchiezza si riferisse all’anno appena finito.
    Comunque nel mondo antico non mancava di certo l’esaltazione della bellezza del corpo femminile, vedi le varie Afrodite!

  4. Caro Alessandro, apprezzo le sue considerazioni basate sui dati, anche se, come lei ben sa, “i dati, se li torturi abbastanza, ti dicono quello che ti vuoi sentir dire”.
    Basta pensare ai commenti dei partiti dopo i risultati elettorali.
    Comunque, meglio parlare con i dati che contro i dati.

    A me pare che le situazioni che lei ha messo a confronto siano abbastanza simili, e questo nonostante si tratti di nazioni abbastanza diverse.

    L’approccio che io contesto è la ricerca di “cosa è meglio fare”. Se i provvedimenti sono reciprocamente escludenti, è necessario fissare delle priorità e delle scelte, ma non è il nostro caso.
    Per contenere l’epidemia si possono fare tante cose contemporaneamente e vanno fatte tutte.
    Conviene vaccinare più gente possibile perché si riducono le morti e i ricoveri in ospedale, oltre a ridurre la circolazione del virus.
    Conviene obbligare la gente a portare la mascherina nel maggior numero di contesti possibili.
    Conviene consigliare il lavaggio frequente delle mani con gel disinfettante.
    Conviene evitare gli assembramenti.
    Conviene evitare le riunioni familiari (parenti e amici sono pericolosi quanto gli estranei).
    …………
    E, soprattutto, bisognerebbe fare tanti controlli.
    Mettere multe salate non serve a niente, se nessuno controlla.
    E questa, secondo me, è stata la maggiore carenza dell’Italia (come al solito), più che la scelta delle misure.

    R.
    tutte cose che sono state dette e ridette ma il governo DRaghi ha puntato sul liberi tutti col green pass e questo è il motivo dei contagi: irresponsabilità della classe dirigente che ha dato il via libera aalla irresponsabilità di chi si credeva immune e non lo era.

  5. Gli spagnoli non conoscono la Befana, è difficile spiegargliela. Per loro una vecchia col nasone e la scopa è un “bruja”, una strega, e non porta regali ai bimbi buoni.

  6. Quanto all’analisi di Alessandro, faccio qualche osservazione.

    Il maggior numero di morti in Italia si è avuto nel periodo precedente all’introduzione delle vaccinazioni.
    La popolazione italiana ha un’aspettativa di vita superiore a quella inglese, quindi abbiamo più vecchi fragili, che sono stati il grosso delle morti nel primo periodo, prima dei vaccini.
    Gli inglesi sono un popolo più ordinato e con più senso civico degli italiani e hanno una polizia che funziona.
    Anche se hanno imposto meno restrizioni, presumibilmente sono riusciti a farle rispettare in misura maggiore.
    Probabilmente, il nostro governo, conoscendo la riottosità e l’indisciplina degli italiani e la sostanziare inefficienza delle forze dell’ordine, è stato costretto ad andarci giù pesante per ottenere qualcosa.

    Comunque, le due situazioni finali non sono molto diverse, e, per trarre delle conclusioni, bisognerebbe confrontare decine di dati incrociati e non solo alcuni, e analizzare gli andamenti nel corso di questi due anni.

  7. Iter vaccinale ingiusto e coercitivo. Se richiesto a chi non ha fatto vaccinazioni. Però bisogna spingere per la terza dose. Ma per fare questa bisogna avere fatto le prime due. Quindi dov’è la logica nella prima affermazione?

  8. Triste Draghi, triste Speranza, l’Italia è nel caos più totale, a Speranza sono cresciute le orecchie a Draghi è cresciuta la barba.
    Ma se la taglia ogni cinque minuti.
    Si poteva anche evitare questa conferenza stampa, non solo non ha chiarito ma ha fatto ancora più confusione ed era anche un po’ stazzonato.
    Voglia di andare avanti, dice,,,ma acchì?

  9. “(…) triste Speranza”?
    Piuttosto io direi “triste speranza”. Quella degli italiani stufi di questa situazione. Triste. Tristissima.

  10. Doveva essere una conferenza riparatoria quella di Draghi, per sua stessa ammissione, visto che non l’aveva tenuta il giorno in cui avrebbe dovuto, quello delle grandi decisioni: obbligo di vaccino per gli over 50, di super green pass per tutti i lavoratori, nonché apertura “forzata” delle scuole.
    E invece non ha riparato nulla, nel senso che lui, e lo staff di corredo, hanno lasciato inevase le domande più “forti”(si fa per dire) . Conferenza fin dall’inizio ristretta ai temi trattati nel decreto, niente domande imbarazzanti sull’avvenimento che fra qualche settimana rischia di far saltare la stabilità politica, scatenare il gioco degli intrighi, e di relegare la stessa pandemia in secondo piano: la salita al Quirinale.

    Lo senario in cui si muove l’Italia –come richiesto da un giornalista- appare subito agli occhi di Draghi chiaro e univoco: vaccinare, vaccinare sempre, fortissimamente vaccinare; perfino di notte e poi un unico nemico da additare come colpevole di tutti i nostri mali: i no vax.
    Per la scuola aprire è un must, peccato che lo stesso governo ha codificato una sfilza di criteri da soddisfare che sarà un miracolo poter evitare quella Dad che, per detta dello stesso Draghi, sarebbe fonte di sperequazione tra i giovani, anche perché non s’è provveduto a implementarla al Sud.
    Delle domande, due sono, per così dire, “pungenti”:
    la prima è: perché non s’è dato impulso alle cure, otre che ai vaccini?
    Solo a leggere la trafila che un uomo qualunque (che non si chiami Massimo Galli), dovrebbe fare per ottenere i “monoclonali” c’è da rabbrividire: tra decisioni di medici di famiglia (ma ci sono ancora?), interventi della Uscar, determinazione delle saturazione, anamnesi approfondita, riconoscimento della necessità del farmaco, verifica della sua disponibilità, richiesta all’Aifa per l’autorizzazione, si rischia di ottenere il farmaco “a babbo morto”.
    E qui il prof. Locatelli fa capire che non è tutto così “semplice” come sopra descritto perché occorre capire quale tipo di anticorpi monoclonali occorre somministrare: basterebbe “geotipizzare”, ma non tutti gli ospedali sono in grado di farlo.
    Per il resto, c’è un farmaco che copre al 30% (andiamo bene) e quello che coprirà al 90% non si vedrà prima di marzo. Se arriva.

    L’altra domanda “pungente” è se Boris Johnson non avesse ragione nell’applicare la sua strategia liberale, visto che, sia nel complesso, sia attualmente il Regno Unito marcia meglio dell’Italia (2,76 decessi per milione contro 3,35 in quest’ultima settimana)
    La domanda deve essere stata più che pungente, addirittura impertinente, visto che Draghi se n’è uscito con un “Non giudico quello che fanno gli altri”.
    Invece sarebbe il caso di approfondire quello che fanno gli altri, perché tanti paesi in Europa–a sentire gli esperti non si direbbe- fanno meglio di noi:
    nell’ultima settimana, basta osservare i paesi limitrofi, contro 3,3 decessi per milione dell’Italia, eccetto la Slovenia che è pari a noi, tutti fanno meglio di noi, Austria(0,44) Svizzera(1,38), Germania (3,17), Francia(3,21). Del Regno Unito s’è già detto, ma non lontano da noi, fanno meglio, Spagna(1,62), Portogallo(0,59), Svezia(0.99), etc.
    Non è che s’è sbagliato qualcosa? Ma questo forse Draghi non lo sa.

    R
    e in Spagna Sanchez ha deciso di trattare Omicron come influenza stagionale. Ora sappiamo perché Berlusconi ha aderito cosi entusiata al governo Draghi.

  11. Speriamo che Draghi lasci e che vadano al governo Salvini, Meloni, più qualche berlusconiano.
    Allora l’Italia andrà a meraviglia.

  12. Il premier pop, Mario (santo) Draghi Si è avvalso della facoltà di non rispondere.
    Con quel pedigree può dire (o non dire) ciò che vuole ( o non vuole) e va sempre bene, per lui si fanno eccezioni come pop corn. Pop pop pop e anche Corn (quando vedo Speranza ne faccio mille).
    L’unica strategia contro il Covid del governo è perseguitare la minoranza dei no vaccinati, scovarli, stanarli, vituperarli e metterli definitivamente al muro.

    A scuola in presenza, per evitare il covid finestre spalancate anche sottozero non circolerà il virus ma gli si (con)geleranno le idee. Draghi parlerà solo i presenza dei suoi avvocati, a bocce ferme e stalle chiuse.

  13. Quando leggo tra i commenti recenti “mariagrazia gazzato su Triste Befana” mi scappa un sorriso.
    Non me ne voglia la nostra gentile ospite, che non manca di senso dell’umorismo …..

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