Alla fine dei conti…

Insomma, non mi vorrei “intrigare” (termine veneto che significa “immischiare”), con la vicenda dell’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, ma come si fa?

13 anni e due mesi di galera sono una bella pena, davvero consistente, anche se si tratta di primo grado e tutto può ancora succedere.

Ma ‘sto “modello Riace”,… ‘sto sindaco “del rione Sanità”, santo o delinquente, che ha, secondo l’accusa commesso una sfilza di reati da far impallidire Al Capone, che “roba” è?

Difficile non restare intontiti davanti alla pena. Sono tanti gli anni da scontare. Ma, mi dicono che le accuse siano pesantissime, tra queste l’associazione per delinquere e peculato.

Due “cosette” non da poco.

Ma lui, imperterrito continua a dichiararsi innocente a dire che faceva tutto “per il bene” che il suo paese era un modello di accoglienza agli occhi del mondo…che non era consapevole di commettere tanti reati…

Beh, beh, io non lo so, mi piacerebbe credergli, la faccia non è quella che diresti: “che faccia da furbastro che ha questo”.

No, non ce  l’ha la faccia.
Ma, il giudice non giudica in base ai tratti somatici, ma sulle prove a carico dell’imputato. E, se ha dato una condanna cosi pesante devono per forza essere pesanti, gravi come due macigni. O almeno credo.

Aspetterei a farne un eroe, un santo, un esempio da seguire. Aspetterei, se la giustizia deve seguire il suo corso lo segua fino in fondo.

E poi, eventualmente…i conti di fanno alla fine.

 

8 commenti su “Alla fine dei conti…”

  1. Posso fare uscire un attimo off topics e un esempio tra Luca Morisi e Mimmo Lucano? Il primo esposto al pubblico ludibrio per un fatto grave ma privato. Il secondo appena condannato a 13 anni e 2 mesi di reclusione per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e truffa, in relazione ai progetti di accoglienza dei migranti, definiti da molti (Saviano in prima linea!) un vero e proprio “modello”. Ripeto qualora fosse sfuggito “FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA E TRUFFA”… E ricordiamo che trattasi di un sindaco quindi un rappresentante dello stato condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e truffa!! E dovrà anche restituire 500 mila euro riguardo i finanziamenti ricevuti dall’Unione europea e dal Governo. Reati che hanno arrecato danno ad un’intera comunità e invece son tutti in fila (per sei col resto di due?) ad esprimere vicinanza e pronti a predisporre la causa di beatificazione.
    Poi accade che Luca Morisi, venga coinvolto per un illecito di tipo amministrativo che riguarda lui e solo lui, e sia esposto alla gogna mediatica. La sua colpa è aver svolto le mansioni di social media manager di Matteo Salvini ma non ha arrecato danni erariali alla nazione. Questa è l’Italia!

    R.
    per quanto riguarda Mimmo Lucano mi pare che qui venga spiegata bene la sentenza (in attesa delle motivazioni):
    associazione per delinquere, peculato, truffa aggravata, abuso d’ufficio etc.
    https://www.open.online/2021/10/01/mimmo-lucano-condanna-perche/

    Per quel che riguarda Morisi, beh la gogna mediatica non va certo bene, ma stiamo parlando di una persona che ha avuto grande peso, anche indirettamente, sulle politiche del partito che sta attualemte al governo e che ha “curato” l’immagine e tutta la propaganda di Salvini di questi ultimi anni…non proprio l’ultimo arrivato.
    https://quifinanza.it/info-utili/video/quanto-guadagna-morisi/537615/

  2. Ho l’impressione che certi giudici pecchino di protagonismo e di inconsapevole autolesionismo. Forti di altri due gradi di giudizio, la sparano grossa nel primo, intanto i giornali parlano del caso con titoli a caratteri cubitali, ne riceverà gloria pure il magistrato di turno, poi coi tempi biblici della giustizia… campa cavallo, magari la sentenza verrà ridimensionata o addirittura ribaltata (non sarebbe la prima volta), e chi s’è visto s’è visto.
    E poi mi chiedo, come si fa a quasi raddoppiare la pena richiesta dal pubblico ministero? Non è uno schiaffo che gli si dà? Ecco perché ho parlato di autolesionismo: è la magistratura inquirente e giudicante che ne esce con le ossa rotte.

    R.
    non saprei, Che gloria può derivare ad un giudice che va contro il mainstream che vorrebbe Lucano un eroe dei nostri tempi? Non capisco.
    Comunque nel link allegato al commento di Salvatore David Faedda, mi pare ci sia una risposta alla tua domanda.

  3. Né eroe né santo ma nemmeno un delinquente, di certo. A me sembra una persona che partita da buone intenzioni poi ha debordato oltre la legalità e si è anche un po’ infatuato di sé stesso. Con l’aiuto della sua compagna che se non erro è etiope.
    Però la pena mi sembra comunque davvero eccessiva. Verrà ridotta di certo.

  4. Tante opinioni su questa sentenza che farà molto discutere, questa è una autorevole:
    https://www.huffingtonpost.it/entry/la-condanna-di-lucano-frutto-di-settarismo-giudiziario_it_615726c3e4b0487c855e6eff?utm_hp_ref=it-homepage

    Mi sa che “alla fin dei conti”, forse la verità non la sapremo mai perché in Italia è difficile anche applicare la legge.
    Io mi auguro che Mimmo Lucano esca meglio di cosi da questa faccenda, ma le implicazioni politiche non aiutano certo a fare chiarezza.
    Certo che se la giustizia deve essere “Giusta”, allora ci vorrà forse un qualche compromesso tra la valutazione dei reati commessi e le qualità di un personaggio che avrà anche sbagliato ma che, per la sua “idea” forse utopistica di accoglienza, in qualche modo merita forse almeno le attenuanti generiche.

  5. Le spiegazioni del giudice sulla sentenza mi sembrano convincenti. Lucano si era un po’ inebriato del suo personaggio. Il numero di anni è frutto della somma burocratica e sicuramente verrà ridotto al punto da evitare la prigione a Lucano.

    R.
    anch’io ho come l’impressione che la situazione gli sia un po’ sfuggita di mano, non proprio “inconsapevolmente”. Ma spero di sbagliare.

  6. MI sono informato.
    Lo stesso PM aveva fatto due ipotesi: una che portava a circa 8 anni e una che portava a 15 a seconda che si tenessero unite o separate due serie di reati. Ha dichiarato che ha preferito proporre la prima lasciando al giudice l’eventuale modifica.
    Secondo quanto dichiarato dal capo della Procura di Locri, Luigi D’Alessio, “Lucano ricorda un «bandito da western. Idealista, improvvisamente issato su un piedistallo, ubriacato da un ruolo più grande di lui, inconsapevole della gravità dei suoi comportamenti». Il procuratore non si spiega le polemiche «per un processo basato su carte e fatture false difficilmente controvertibili, non su testimoni più o meno credibili». E la pena a 13 anni? «Sono parecchi. La Procura ne aveva chiesti quasi 8 e il tribunale li ha divisi in due tronconi: quello associativo e quelli per favorire se stesso e la sua compagna, pure condannata. Poi ha fatto la somma. La matematica non è un’opinione, le pene non si stabiliscono a peso». Ad ogni modo nemmeno 8 anni per D’Alessio cambierebbero le cose: «Un sindaco condannato per decine di reati va portato in processione sull’altare?», ha detto a La Stampa. D’Alessio riconosce a Lucano «una mirabile idea di accoglienza», ma gli contesta di averla «riservata a pochi eletti che avevano occupato le case». A dispetto della norma che prevedeva un avvicendamento periodico dei migranti, «lui manteneva sempre gli stessi, sottomessi. Gli altri li mandava nell’inferno delle baraccopoli di Rosarno».
    Altra cosa che non torna è che nonostante incassasse i fondi destinati ai corsi obbligatori di italiano, «non c’era un migrante che lo parlava». E al di là «dei murales e di qualche casa diroccata, gli alloggi destinati ai migranti venivano abitati dai cantanti invitati per i festival». Il che spiega, secondo il procuratore, perché «non ho mai visto tanti migranti manifestare in suo favore. Tutto era organizzato per favorire varie cooperative locali, creare clientele, accumulare ricchezze, beneficiare di indotti elettorali». E certo, Lucano non si è arricchito, «anche se nella sede di una cooperativa avevamo trovato una cassaforte nascosta e svuotata, non credo per custodire la merenda». D’altronde «c’erano abbondanti somme distratte. Soprattutto ai migranti, che erano vittime dei reati di Lucano e non certo beneficiari. Questo è il grande equivoco da cui la sinistra non riesce a liberarsi».

  7. “La Procura ne aveva chiesti quasi 8 e il tribunale li ha divisi in due tronconi: quello associativo e quelli per favorire se stesso e la sua compagna, pure condannata. Poi ha fatto la somma.”

    Cos’è la moltiplicazione dei pani?

  8. Due episodi fuori argomento, ma che vale la pena segnalare per il loro contenuto, oltre che sportivo, di umana commozione.
    Oggi la Parigi-Roubaix, la classica ciclistica più famosa , è stata vinta dall’italiano Colbrelli. E’ stata una gara di fatica tremenda, svoltasi nelle terribili stradine della Francia del Nord, lastricate di pavé reso scivoloso dal fango. I corridori “sopravvissuti” , estenuati, ridotti a maschere di fango.
    Verso la fine, il trentino Moscon pareva lanciato verso la vittoria, ma prima una foratura, poi una caduta ne spegnevano le speranze. Raggiunto e staccato da un terzetto, di cui faceva parte Colbrelli, era il bresciano che nelle pista del velodromo di Roubaix si imponeva in volata, battendo il favorito olandesa Van der Poel. Colbrelli, sfinito, aveva ancora la forza di sollevare in alto la bicicletta per poi accasciarsi al suolo piangente.

    L’altro episodio due giorni fa, il “vecchio” Nibali, lo “Squalo” messinese di un tempo, vincitore delle più grandi gare a tappe(Giro, Tour, Vuelta) ha ritrovato l’orgoglio del campione vincendo il Giro Di Sicilia. Anche lui, da tempo alle ricerca di una vittoria, s’è imposto nell’ultima tappa e poi è scoppiato in lacrime.
    Secondo si è classificato lo spagnolo Valverde, ex campione del mondo -41 anni!-un altro fenomeno di longevità.
    Il ciclismo riesce ancora ad appassionare e a regalarci episodi commoventi.

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