Mister Mandarino

This is Italy: inefficienza, boria e presunzione.

Conte fa le lezioni magistrali sui Dpcm all’Università, mentre qui si richiudono le scuole: arriva la terza ondata. E poi? Avremo anche la quarta e quinta? Siamo esauriti, non ne possiamo più. Io ve lo dico.

Ma a lui, l’ex premier, ora forse capo politico dei Cinquestelle (una sciagura nazionale), non importa, ora c’è Draghi, la colpa è di Draghi, che c’entra Conte? “Pigliatela con lui”.

Anche dello “stiamo a vedere come lavora, prima di giudicare” mi sarei abbondantemente stancata: siamo stati a vedere sempre e che cosa abbiamo visto? Che andiamo sempre peggio.

Ora starò a vedere anche questo, ma da questo a quell’altro, anche dal “buongiorno” non passa nessuna differenza. Ah, si l’unica differenza è che la pandemia peggiora: arriva di nuovo il temporale, ma tanto ci pensa Draghi…stiamo a vedere.

Stiamo a vedere la bella faccia di Speranza che ci dice di essere prudenti ma poi? Tutti sono cosi prudenti da fare quel broccolo che gli pare, tranne pochi che seguono pedissequamente le regole, il resto è uno sballo totale.

Ma noi aspettiamo e vediamo.

Intanto Draghi ha parlato chiaro : vaccini presto e bene per tutti e subito!

Già, come se le case farmaceutiche fossero enti assistenziali e non fossero tra le più inquinanti al mondo.

Batte i pugni sul tavolo in Europa, ma qui?

Si circonda di uomini e donne di partito, per la maggior parte e il resto? zitti e mosca.

E lui tace! Tace e acconsente, sembra Mister Mandarino, fa l’inchino anche al portinaio di Chigi.

Ma intanto tace e noi stiamo a vedere…andrei a vivere su Marte ma non ha ancora l’abitabilità.

 

10 commenti su “Mister Mandarino”

  1. Mario Draghi, mister mandarino? L’accostamento mi aveva meravigliato, ma ascoltando la musica e le parole… insomma l’accostamento poi non è tanto peregrino…
    Un personaggio esotico quasi di natura diversa dalla nostra, come poteva essere un cinese nei raccontati di Marco Polo, che riporta la speranza in un Paese che la sta perdendo, dove i personaggi passano come ombre cinesi che sembrano vere, ma sono solo finzioni.
    Sarà “mister mandarino” che viene da molto lontano a portare “la voglia di sognare”? O sarà anche lui ombra cinese ingannatrice?

    Oeh oeh
    mister mandarino
    dimmi tu chi sei
    dimmi cosa fai
    ma di dove sei
    dove te ne vai

    sono venuto da
    molto lontano
    nel caso eccomi qua
    io sono l’anima dell’amole
    che passa e se ne va
    e polto sempre con me
    la voglia di sognale
    distese veldi pel chi
    è tliste e non sa amale

    che sorprese dai
    quando parli tu
    calda estate sai
    danno gli occhi tuoi
    un glan paese giallo di limoni
    il succo eccolo qua
    e senza voce nella plimavera
    col vento non se ne andlà

    impalelete tutto a poco a poco
    domani io me ne andlò
    e se pel voi non è soltanto un gioco
    limpianti non lascelò
    a molti ancola dalò
    l’azzullo dei miei mali
    pel non vedele più
    che è tliste e non sa amale

    vai ma in fondo a noi
    tu non morirai
    c’è chi aspetta vai
    non fermarti mai
    non pensare a noi
    tutto è chiaro vai
    c’è chi aspetta sai
    non fermarti mai
    oeh oeh
    mister mandarino

  2. Lo ammetto: quando Mattarella ha nominato il prof. Draghi mi son detto soddisfatto. La mia soddisfazione è durata poco. Fino al momento in cui ha rivelato i nomi dei ministri. E mi son cadute le braccia.
    Ero convinto che elaborasse un governo dei migliori. Sì un governo con persone competenti del ramo del proprio dicastero. Un governo di competenti! Mi sbagliavo.
    Ora sono sempre più convinto che Draghi sia solo un paravento organizzato dall’alto del Colle visto che da lassù ci si è incaponiti testardamente a non dare la parola agli italiani con l’unico modo democratico: il voto.
    La dimostrazione di tutto ciò è stata la riconferma di ministri che hanno gestito i loro dicasteri in modo più catastrofico possibile: Speranza, La Morgese e DiMaio. Erano i primi da sostituire e sono stati riconfermati. Altro che governo dei migliori.
    Immaginavo che il prof. Draghi affidasse il ministero degli Esteri ad un alto diplomatico con un’ottima padronanza di almeno due lingue (oltre la lingua madre) e invece lo riaffida a chi a malapena sa parlare l’italiano.
    E poi la Sanità? In un momento così delicato l’avrei affidata ad una personalità eminente in campo sanitario. Macché! SuperMario l’ha rimessa ancora nelle mani di un signore con la maturità scientifica. Vuoi vedere che forse Draghi si è affidato al cognome (nomen est omen) perché nella Sanità possiamo affidarci solo alla “Speranza” che tutto vada al meglio?
    No, il prof. Draghi mi ha deluso!
    È molto grave, a mio parere, che proprio quando è emerso uno schiaramento trasversale …tripartizan (Salvini – Bonaccini – Patuanelli) che confluisce in una strategia di inizio di apertura dei locali, il presidente del Consiglio Draghi si sia appiattito sulla linea di Speranza, replicando l’orrida e folle giostra dei DPCM di famigerata memoria contesca.
    La spiegazione è una sola: il problema non è Draghi, bensì il Colle che ha dettato la linea editoriale nelle nomine di ministri, viceministri e sottosegretari.
    Quando ha nominato Draghi gli ha dato il “pacchetto all-inclusive” come nei tour operator. O come nei ristoranti a menù fisso. «Se accetti queste caselle dei ministri sono già occupate»…
    È dal Quirinale che parte la catena di trasmissione. In modo silente e defilato secondo l’uso Mattarelliano.
    Mi stupisco solo che una persona come il prof. Draghi abbia acconsentito a essere un premier telecomandato e non abbia preteso “carta bianca”!

    Risposta
    potrebbe essere andata come dice lei, spiegherebbe delle scelte davvero incomprensibili. Ma, fosse davvero cosi, troverei anch’io difficile spiegare come il professor Draghi abbia potuto accettare. Che il presidente Mattarella, comunque, ci abbia messo del suo, mi pare evidente.

  3. Nel nostro sistema politico non esiste “carta bianca”. Visto che il governo, chiunque lo presieda, deve ottenere la fiducia del Parlamento, è giocoforza contrattare.
    Non credo che Mattarella abbia né Il potere costituzionale, né Il carattere, di chi possa forzare la mano al Presidente incaricato.
    Sono piuttosto i segretari di partito che, nonostante le apparenze e l’assicurazione di dar fiducia al governo, non hanno digerito l’essere stati messi da parte e hanno preteso la loro parte di potere, sia nella riconferma di alcuni ministri, sia soprattutto nella nomina dei sottosegretari.
    Non è il governo dei migliori ma il miglior governo nato dall’ineludibile compromesso.

    Risposta
    Che sia “giocoforza contrattare”, non ci piove, in quanto alla nomina dei ministri si dovrebbe tener fede a questo:
    “L’art.92 della Costituzione disciplina la formazione del Governo con una formula semplice e concisa: “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”. Quindi Draghi dovrebbe aver avuto ampia discrezionalità, tuttavia non si capisce come sia sia giunti a questi risultati.
    E anche i segretari di partito non dovrebbero avere tutta questa “carta bianca” che sembra gli sia stata concessa visti i risultati: in gran parte yes men and women, dediti ai capi e la nomina degli stessi ministri, francamente ha più il sapore di un ricatto che di una contrattazione.
    E che sia il miglior governo che avrebbe potuto nascere dall’ennesimo forzato compromesso, mi fa sentire ancora peggio e ribadire la mia propensione al voto.
    Speriamo che sia solo una prima impressione che venga presto smentita dai fatti.

  4. IL gioco” Trova le differenze” è presto fatto: le abbiamo già viste.
    L’unica differenza che salta all’occhio e direi è macroscopica è lui Mario Draghi, cioè Mr. Mandarino.
    La differenza è che al posto di Conte c’è una figura autorevole che, almeno si spera, saprà tenere la cassa sottochiave. Rischiavamo che andasse per le terre.
    Altro, al momento non possiamo sperare, date le premesse, anche questo è un governo che nasce sul compromesso, l’ennesimo, al voto non si poteva andare e dunque anche questo ci tocca beccare.
    Ma un Draghi contro un Conte, fa sicuramente la differenza.
    Uno che dopo aver fallito su tutta la linea va a fare conferenze su quanto è stato bravo ed eroico e uno che si è presentato in politica timido come un riccio e che però poi ha tirato fuori gli aculei e che ora pare sia destinato a guidare i grillini sempre più in fuga, verso lidi sicuri…beh, ai posteri la sempre più ardua sentenza!

  5. I segretari dei partiti hanno nella loro disponibilità i voti del parlamento, eccezion fatta per quai pochi che volessero rendersi autonomi, rischiando di essere radiati.
    Sono loro che alla fine cindizionano molte scelte.
    D’altro canto un capo di governo che avesse mano libera somiglierebbe ai “pieni poteri” richiesti a suo tempo da Salvini.
    Con ciò non sto sbilanciandomi a favore di questo governo -per giudicarlo occorreranno i famosi primi cento giorni- ne sto riconoscendo i limiti.
    Risposta
    e si! E intanto, campa cavillo.

  6. L’art.92 della Costituzione disciplina la formazione del Governo con una formula semplice e concisa ma solo apparentemente.
    «Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri». Sì, sulla carta, ma poi abbiamo un lungo elenco di casi in cui è stato fatto strame delle parole di questo articolo.
    Vi ricordate quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel “Conte1” si oppose alla nomina a ministro dell’Economia di Paolo Savona, noto e competente economista? Ex art. 92 avrebbe dovuto nominarlo “su proposta” del Presidente del Consiglio. Eppure Mattarella si oppose!
    Nel 2014, quando Matteo Renzi, incaricato di formare un governo, “propose” il nome del magistrato Nicola Gratteri come ministro della Giustizia fu bloccato dall’allora presidente della repubblica Giorgio Napolitano suggerendo il nome di Andrea Orlando.
    Nel 1994, invece, sempre sul ministero della Giustizia, Silvio Berlusconi, al suo primo incarico da presidente del Consiglio, “propose” all’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, Cesare Previti, allora suo avvocato e notoriamente avverso alla magistratura italiana, Scalfaro ottenne che Previti finisse al ministero della Difesa.
    Nel 2001 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si oppose alla nomina a ministro della Giustizia di Roberto Maroni, imponendo Maroni al Lavoro, e nominando Roberto Castelli alla Giustizia.
    Molti emeriti costituzionalisti si sono espressi al riguardo giocando sulle parole che il Presidente del Consiglio deve “proporre” e il Presidente della Repubblica deve”nominare” (quindi sovvertendo la “proposta”).
    Resta il fatto che anche io concordo con Alessandro M. che il prof. Mario Draghi – che anch’io ho sempre stimato – ha trovato il pacchetto “all inclusive” già pronto e le “caselle” dei dicasteri strategici NON sono state scelte da Draghi!

    Risposta
    beh, una proposta può non venire accettata (altrimenti che proposta sarebbe?) e nel caso del professor Savona, se conosco almeno un poco il presidente Mattarella, si trattava di proposta piuttosto difficile da accettare per un convinto europeista come lui. Sugli altri casi evito di commentare, ormai sono storia e però credo che ognuno ponesse al presidente di turno la difficoltà di una scelta non facile: non credo che un presidente rifiuti un ministro proposto mai a cuor leggero.
    In quanto alla sua certezza finale, ripeto può essere, ma francamente dubito che Mattarella si sia imposto con tale perentorietà.

  7. E io conosco bene chi conosce molto bene da molto tempo il presidente Mattarella e concorda che tutto ciò è nel suo stile. Certamente non sarà ricordato come il Presidente delle decisioni e delle prese di posizione, ma del silenzio e delle commemorazioni.
    Il momento di pandemia e di crisi sia in termini di salute pubblica che per la salute economica è apparso terrifificante il silenzio di Mattarella.
    Troppo silenzio, zero parole e zero azioni.
    Nemmeno una presa di posizione diretta ai cittadini per dare loro conforto e fiducia. Nulla.
    Solo silenzio, anni di silenzio.
    Nemmeno nelle recenti storie di scarcerazioni di importanti mafiosi o alle vergognose vicende del CSM e magistratura hanno fatto aprir bocca a Mattarella che è pur sempre Presidente onorario dello stesso CSM.
    E non ultimo, altro silenzio per la vicenda del sequestro dei nostri pescatori in Libia, lasciando in mano la trattativa a ministri ragazzini (per usare un eufemismo…) che non godono di nessun rispetto dai capi di quei paesi.
    A Palermo (sua città di origine) danno da tempo una definizione granitica su di lui: “quanno c’è da parlari sta muto e parla quanno deve star muto”.
    Purtroppo concordo con Alessandro M.

    Risposta
    tutti concordiamo sul fatto che il presidente sia di poche parole, ma non è sempre un difetto. Sul caso Palamara:
    https://www.repubblica.it/politica/2020/05/29/news/mattarella-257945358/

    sui pescatori
    https://www.editorialedomani.it/politica/italia/mattarella-chiama-il-sindaco-di-mazara-per-i-pescatori-trattenuti-in-libia-ua26dfp6
    Sulla pandemia ho trovato diversi articoli:
    https://www.repubblica.it/politica/2020/10/26/news/covid_mattarella_vero_nemico_e_il_virus-271900079/
    Per quanto riguarda la frase che gira circa il suo mutismo, tutti i personaggi famosi si portano dietro delle dicerie che sono magari corrispondenti alla verità ma che non sono tutta la verità, ma una parte di essa.
    E aggiungo che però anch’io a volte ho sentito la mancanza di una sua parola in più, e l’ho anche criticato, ma, dopotutto non siamo bambini e non abbiamo bisogno di un buon papà ma di un severo rappresentante delle Istituzioni che ci sia quando serve e mi sembra che su questo possiamo essere d’accordo che c’è.
    Poi, come per tutti…come si fa si sbaglia, se tace perché tace, se parla perché parla, se fa perché fa…e via così.
    A volte vorremmo che parlasse di più, ma è sicuramente una persona riservata e di questo però non possiamo dire che sia un difetto e che si è trovato, anche lui come altri, in un momento particolarmente difficile della nostra storia e sono certa che si senta sulle spalle tutta la sua responsabilità. Non lo invidio, ma anzi lo rispetto e nei suoi confronti, alla lunga sento di provare persino simpatia.
    Piuttosto, mi pare che sia Draghi a parlare troppo poco, vorrei sentire la sua voce un po’ di più di quella di Mattarella e un po’ di meno di quella di Conte (anzi, molto meno).

  8. Mi sembra strano che il signor FFFF descriva Mattarella come una persona assente, o quasi, dallo scenario politico sociale, e poi concordi con la teorie di Alessandro M che immagina un Matterella dispotico che si impone sul Presidente del Consiglio incaricato, esorbitando dai suoi poteri, imponendogli la lista dei ministri (il il “pacchetto all-inclusive”).
    Fosse vero saremmo in pieno complotto contro la Nazione e alto tradimento della Costituzione. Altro che pecorella come viene descritto.
    Non scherziamo, Mattarella conosce bene i suoi poteri costituzionali, è rispettoso della Costituzione e ne è garante. Se dà l’impressione di parlare poco (e non è vero, dice il necessario), impressione per impressione, è una figura quasi ieratica che riscuote rispetto non solo per l’alta funzione che ricopre.

  9. Chiamato in causa dal sig. Alessandro chiedo ospitalità per spiegare il senso del mio post.

    Ho descritto il presidente Mattarella come una persona – apparentemente – “assente, o quasi, dallo scenario politico sociale”. Quell’avverbio racchiude tutto il succo del mio post e mi fa concordare con la teorie del sig. Alessandro M che immagina un «Matterella dispotico che si impone sul Presidente del Consiglio incaricato, esorbitando dai suoi poteri, imponendogli “pacchetto all-inclusive”».
    Ecco il punto: agisce nell’ombra.
    Riguardo poi l’accusa di alto tradimento della Costituzione, beh Altro che pecorella come viene descritto.
    Mattarella conosce bene i suoi poteri costituzionali e da buon democristiano (“simul democristianus, semper democristianus!) sa molto bene come agire approfittando del “detto-nondetto”.
    Il mio post voleva sottolineare che dà l’impressione di parlare poco ma nell’ombra agisce molto.

    P.S. ma scusate… perché anche qui usate abbreviare i nomi come capitis deminutio?

    Risposta
    E’ chiarissimo e lo era anche prima, almeno per me. Io ho molti dubbi che Mattarella “agisca nell’ombra” nel senso che vuole dare lei a questa frase, anzi, penso che sia stato sinora fin troppo discreto e abbiamo visto i risultati. In quanto ad abbreviare i nomi, io vengo spesso chiamata MGG e non me ne risento. Avendo un nome e cognome piuttosto lunghetti.

  10. Signor FRANCESCO FEDERICO FASTORINI – FORTE, nessuna “deminutio capitis”, il suo nome è un po’ lunghetto da scrivere, ma se l’abbreviazione le dispiace, farò un copia e incolla, e lo scriverò per esteso.
    Ho capito la sua idea su Mattarella, ma non concordo sul fatto che agisca dietro le quinte e che abbia confezionato lui il governo per Draghi.
    Ciò anche per rispetto sia di Mattarella, sia di Draghi.
    Cordialità.

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