Il cigno

 

No. La differenza col governo precedente ancora non si vede: anche prima non c’era opposizione ( ora c’è solo Fratelli d’Italia e non basta). E non c’era neppure parlamento e  questo andazzo continua.
Non andava bene prima e non va bene adesso.
E non serve fare sarcasmo come sento fare dai nostalgici di Conte che non hanno ancora elaborato il lutto perché se questo andazzo continua nessuno è contento (a parte gli avvoltoi speculatori che ci sono sempre), tenere li Speranza è stata una mossa sbagliata. Dettata dalla paura.
Quindi per ora Draghi non ha dimostrato cuor di leone ma continua nella falsariga di prima che era falsa come quella di oggi.
Per questo la politica non va lasciata solo ai politici ma sono gli italiani che si devono mettere in testa di responsabilizzarsi. Se continuano i contagi è perché non hanno capito che devono stare attenti e seguire le regole: in abbondanza se ne fregano. Pensano che bastino le regole per fermarli: se non si seguono non servono a nulla. E allora se non lo capiscono e fanno quello che gli pare (li ho visto ammassati ovunque, Jesolo sabato era piena come a ferragosto) è inutile fare sarcasmo sulle regole, meglio farlo su quei cretini che credono che basti mettersi la mascherina sotto il mento e poi parlare a un metro in piazza oppure andare alla partita e ammassarsi fuori dallo stadio senza mascherina. E cosi daremo ancora alibi a tutti i governi per tenerci come polli da allevamento. No, Draghi ha già sbagliato a lasciare tutto in mano ancora a Speranza. Quasi 100 mila morti non sono un buon risultato, sono una catastrofe. E la catastrofe continua!

 

 

Il professor Garattini a Coffee Breack qualche minuto fa: ha detto che la responsabilità di questa situazione è del governo che non ha fatto quello che doveva fare, testuale.

E ha anche detto,  che ancora troppa gente se ne infischia delle regole e che se non si fanno i controlli continuerà cosi o peggio. La penso esattamente cosi e l’articolo avevo iniziato a scriverlo prima di sentirlo parlare. Quindi ne ho avuto la conferma da parte di qualcuno che non si può dire non abbia voce in capitolo.

 

Meglio il lockdownd duro che questo pastrocchio dei colori delle regioni che non fanno che fare confusione e cosi la gente pensa di poter fare come se niente fosse.
Il lockdown duro se serve si fa. Ma non può durare in eterno e neppure però può durare in eterno questo vai e vieni di spostamenti continui di date sempre più in là: o si agisce con fermezza oppure si continua all’infinito. Il governo precedente ha sbagliato molte cose quello attuale, per ora, va nella stessa direzione.
Io sono in lockdown duro da marzo dell’anno scorso, quanti italiani invece, se ne sono fregati delle regole? E quanti controlli omessi invece che essere effettuati rigidamente? E perché?

Quando Garattini parla di “governo” ovviamente si riferisce a Conte. Questo è appena partito. Ovvio.
Il fatto che il ministero della Salute lavori in team coi comitati scientifici non giustifica le responsabilità della politica che deve fare le cose con una visione d’insieme e con lo sguardo lungo: Speranza e Conte, hanno dimostrato scarsissima lungimiranza e fiato corto.

E tempo di cambiare davvero. Serve coraggio, anche un lockdown duro è preferibile a questa agonia. E i balletti dei politici siamo stufi di vederli. Siamo alla morte del cigno.
Speranza ha la responsabilità dell’apparato che coordina se non è in grado di attuare misure serie di contenimento né di farle rispettare, il “cigno”, cioè il paese, non può continuare ancora questa agonia.

Bisogna intervenire subito e con coraggio. Draghi avrà tutta la competenza del mondo in economia ma sta già dimostrando di non averla in politica e la politica è una visione globale delle cose.

Nonsolosoldi.

 

3 commenti su “Il cigno”

  1. Quella del lockdown generalizzato mi sembra l’odiosa usanza degli insegnanti ai tempi della scuola di punire tutta la classe perché il solito pistolotto ne combinava una. Ovviamente era odiosa quando il pistolotto non ero io. Preferisco le regioni colorate a seconda del pericolo, ma colorate con i dati attuali e non quelli del mese scorso. Una chiusura totale finirebbe per pesare sulle solite attività già penalizzate, mentre chi ha il reddito assicurato organizza spritz clandestini no-mask. Sarebbe divertente se quando si becca in giro il fenomeno da “tanto non ce n’è coviddi”, costringerlo a pagare il ristoro a qualcuno che non può lavorare.
    Per quanto riguarda il Conte 3 (alias governo Draghi), credo che farà quelle 2 cose che deve fare (3 se teniamo conto dell’elezione del P.D.R.) e poi verrà seppellito dalla storia. Cose certamente importanti e che condizioneranno anche i governi futuri, ma ci sono troppe mani pronte a staccare la spina al momento giusto.

  2. Meraviglia che il governo Draghi abbia lasciato pressoché immutato il ministero delle salute, con la conferma del ministro Speranza e del sottosegretario Sileri, nonché dello staff di tecnici che collaborano con i politici.
    Infatti, se nelle prima parte delle pandemia, nonostante 36 mil morti, il governo aveva ottenuto riconoscimenti positivi, considerata anche l’attenuante di aver subito per primi in Europa il contagio, nelle seconda parte le gestione, nonostante l’esperienza acquisita, è stata disastrosa: l’Italia a pochi giorni dall’insediamento del nuovo governo sta per raggiungere la quota impressionante dei 100 mila morti. Se c’era un comparto che andava modificato soprattutto al vertice, era quello delle Salute. Perché si è preferito chiudere gli occhi e seguitare con la vecchia struttura?
    Probabilmente Draghi, ha preferito riservarsi i ministeri economici e di sviluppo, più congeniali alle sue competenze, e lasciare intatta una struttura di cui certamente non è esperto, confidando che l’esperienza possa sopperire agli errori fatti finora, anziché rivoluzionare tutto, rischiando di frapporre ulteriore tempo per “rodare” il sistema, e così di rimandare a tempi più lontani la soluzione dei problemi.
    Vedremo se la scelta fatta sarà quelle giusta.

    Risposta
    e cosi finiremo “rodati” o arrotati noi.

Lascia un commento