Malinconia

La chiamerei una crisi malinconica. Non so come andrà a finire, ancora non hanno votato i senatori, non so se Conte avrà o non avrà ‘sti benedetti numeri, forse no, forse ci andrà vicino. Ma non importa. La sensazione è che il paese sia sotto una cappa di malinconia che copre tutto. Copre le facce, le cose, le strade, le case. La pandemia ha fatto oltre 80mila  morti. Sembravano già tanti 30mila della prima fase, siamo il paese col più alto numero di vittime per la pandemia in Europa. E purtroppo non è finita.

Ed ora questa crisi di governo innescata da Renzi che ha sentito il bisogno di far finire una “storia” che lui stesso aveva voluto. L’ha detto oggi al senato: le storie finiscono, bisogna prenderne atto. Si tutto finisce. Anche questo governo fallisce come il precedente ed era prevedibile. Ma la cosa che mi fa più malinconia è che gli italiani sembrano “non capire” questa crisi.

Persino Liliana Segre si è presentata in Senato per votare la fiducia a Conte  e mi fa molta malinconia pensare che questa donna cosi intelligente e cosi coraggiosa, con la sua storia alle spalle, non abbia capito che Conte non sta facendo il bene del paese e che in democrazia non si può tenersi un governo solo perché si ha paura di quello che può uscire dalle urne. Paura di quello che gli italiani potrebbero decidere.  L’America si è liberata di Trump, noi possiamo liberarci di Conte?

Se il Presidente Mattarella deciderà di mandarci al voto sarà cosa buona e giusta, faremo come hanno fatto altri e come si deve fare in Democrazia in casi come questo. E poi succeda quel che deve succedere. Ma non possiamo continuare a tenerci questa cappa di malinconia sulla testa. La dobbiamo togliere. Finalmente il paese deve ritornare a vedere il sole.

Conte ce lo sta oscurando. Non possiamo permetterglielo.

7 commenti su “Malinconia”

  1. Giallo al Senato: non sono neppure in grado di votare, molto responsabili, quei due che hanno votato fuori tempo massimo.
    E la Casellati che prima chiude e poi riapre.
    Comunque l54 o 156 non cambia molto, non è la maggioranza assoluta, e sarà problematico governare con una visione strategica per il Paese come promette Conte e come vorrebbe Mattarella.
    Risposta
    no, non cambia molto ma l’effetto è ridicolo e tristissimo: quei due (Ciampolillo e Nencini) si sono decisi all’ultimo momento, chissà come mai?
    Un 5 stelle caduto in disgrazia e un PSI (ex) amico di Renzi, che spinti dall’amor di Patria all’ultimo momento (li avrei cacciati a calci) hanno deciso finalmente da che parte stare. Responsabili e costruttori, i loro nomi resteranno scritti a lettere di …fango nella storia d’Italia, altro non meritano. Tra questi anche il capitano Gregorio De Falco, il quale, non vedeva l’ora di “tornare a bordo”!
    Tutto “alla luce del sole”, naturalmente.

  2. Sto cominciando a perdere colpi: ma ieri è stata data la fiducia al Conte 2 o al conte 3? Cioè, adesso Conte si è accollato ad interim un paio di ministeri, secondo la logica dei pieni poteri derivante dal Conte 1. Quindi sarebbe stato fiduciato un Conte 2 monco. Ma se dovesse sostituire le ministre dimissionarie dovrebbe tornare in Parlamento a chiedere l’upgrade della fiducia al Conte 3 o al 2 rimpastato. Busta 1, 2 o 3? Qualcuno mi sa spiegare? E Mike direbbe ancora “allegria!” o si adeguerebbe al titolo del post?

    Risposta
    Mauro, penso che Mike direbbe “Porcheria” altro che allegria. Malinconia, tristezza e anche un pochettino schifezza. Questi “magnifici 4 sono stati determinanti per far ottenere la fiducia al Conte due in quanto al ter è tutto ancora da veder: Maria Rosaria Rossi di Forza Italia, l’azzurro Andrea Causin, l’ex grillino Alfonso Ciampolillo e Riccardo Nencini. E altri tra i quali anche Polverini, ex di un po’ di tutto che oggi si scopre responsabile…che facce di calce che hanno questi qui, Conte può davvero stare sereno. Piccola nota di “colore” (azzurro): M.R.Rossi è stata la “ragioniera” di Berlusconi ai tempi dei suoi sollazzi in villa. Con una cosi al governo possiamo dormire sonno tranquilli anche per il Next generation Eu, perché non metterla al “Tesoro”? “Meno male . per Conte – che Mariarosaria c’era”…

  3. E meno male che stanno li ancora per fare da barriera ai pieni poteri di Salvini e dei sovranisti! Più sovranisti del re, sono questi che si sono inventanti la Fiducia ad un governo già da tempo sfiduciato dai fatti e dai problemi irrisolti e complicati in un paese sfasciato. Ormai abbiamo l’emergenza Conte. E’ lui la vera emergenza italiana, lui che tiene tutto congelato per rimanere al potere.
    Ha fatto tutto alla luce del sole! Ha promesso ministeri e speranze in confezione spray a quei “generosi” costruttori di ambizioni sfrenate e un po’ acciaccate ed ora rimpolpate e anche molto bene dall’ambizione di Conte e della pattuglia degli ex rivoluzionari grillini che non si sentono per nulla a disagio a governare con Polverini, Causin e Rossi, Lonardo, e quanti altri compresi gli stessi scacciati dal Movimento, anzi ne vanno fieri e contenti di essere loro per i primi i traditori di quella Patria che disonorano ogni giorno in Parlamento, per esserci arrivati prendendo in giro gli italiani e dopo aver giurato sulla Costituzione: spergiuri!
    I responsabili costruttori di…spolverini, gli “Spolverini di Giuseppi”.

  4. Dizionario della Crisi

    Voltare pagina:
    frase preferita da Conte, lui seguita a voltare pagine, ma quel libro le ha tutte uguali: mantenere il potere.

    Appello: sirena ammaliatrice di un burocrate buono per tutte le stagioni.

    Incomprensibile: è la crisi, chi non la comprende è il popolo cui viene data la patente di volgo rozzo ed ignorante.

    Salto nel buio: non è una pratica sportiva, ma un deterrente per esorcizzare un cambio di governo.

    Accordo di solidarietà: promessa mai mantenuta che assume l’aspetto di chimera col muso di leone, il corpo di capra, la coda di drago e vomitante fiamme.

    Responsabili: significa esattamente il contrario, ossimoro che contraddice se stesso.

    Paese reale: quello sempre evocato e altrettante volte ignorato.

    Poltrona: sinonimo di rappresentante del popolo. Il taglio delle poltrone è servito a blindare la legislatura.

    Fiducia: è quelle che si chiede e poi si tradisce.

    Ciampolillo: basta la parola.

    Risposta
    Bello! Ne aggiungo una : a cielo aperto ovvero alla luce del sole…trattative trasparenti (tre toh)…e via cosi. Ha il linguaggio forbito del barone rampante il premier.
    Dimentica di dire che sappiamo i nomi dei “responsabili” ancora non sappiamo cosa gli è stato offerto per diventarlo. Ma lo scopriremo (forse) presto.
    Ciampolillo è un eroe, arrivato sul filo del rasoio. c’ha messo un po’, forse aspettava di trovare la responsabilità in qualche cassetto della cucina? Comunque diventerà un verbo, lo conio seduta istante: ciampolillare, cioè arrivare all’ultimo momento per vedere se qualcuno si accorge che esisti.

  5. Malinconia? Crisi? Mi ha fatto venire in mente questo:

    ma sono solo canzonette, la crisi vera è che ormai potrebbe succedere di tutto.

    Risposta
    bella la canzone. Ma non le pare che sia già successo abbastanza?

  6. Liliana Segre merita ogni rispetto, ovviamente, però sbaglia non solo quando si sforza di andare al Senato per votare a favore di Conte ma anche quando paragona gli immigrati clandestini agli ebrei (e aggiungiamo anche le altre categorie) sterminati nei lager (e aggiungiamo anche i fuori da quelli, nelle varie stragi). Paragone che non ha niente a che fare con il senso umanitario dell’aiutare chi soffre o addirittura è in pericolo di vita (anche se si è messo volontariamente in quella situazione).

    Risposta
    Luigi, se capisco bene lei è in disaccordo con Liliana Segre per il suo voto dato al Senato per sostenere Conte, come lo è quando paragona gli immigrati agli ebrei o altri perseguitati. Se è cosi, mi trova d’accordo. Forse la senatrice vuole mettere più enfasi sul fatto che è un dovere aiutare chi soffre sempre e comunque e questo è comprensibile data la sua tremenda esperienza.
    La senatrice, come dice anche lei, merita tutto il rispetto, ma a volte si può anche non essere d’accordo con lei, non toglie nulla al rispetto e all’ammirazione per questa grande donna.

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