Cosa ci resta?

Le castronerie dei politici italiani, messe insieme formano una lunga autostrada che non arriva da nessuna parte. Quella dei Cinquestelle ( e dei governi Conte uno e due) però ha una corsia preferenziale e le batte tutte.

Quello che rattrista, almeno me, di più è che molti italiani si fermano in superfice (troppo difficile ragionarci su) e fanno il gioco di gente che di fiducia ne merita veramente poca, per non dire nulla.
Insomma ormai il grido di “O Conte o morte” ridicolizza un momento che richiederebbe serietà, Ma che serietà?

Mi ricorda una vecchia canzone di Celentano: “…e le persone serie, le han spedite in ferie”…”Mondo in mi settima”.

Magari fossero solo andate in ferie, qui ormai sono tutte in aspettativa lunga e le nostre aspettative ormai si riducono a girare il coltello nella solita piaga: ” Ma dov’è l’alternativa”?
Renzi ne ha fatte anche lui di castronerie e questo governo era l’ultima di una lunga serie- Ma c’è chi ne fa e ne ha fatte anche di più ed è una lotta che “bella” non si può proprio definire, ma direi piuttosto disgustosa, soprattutto in questo momento.
Conte? “Ancora tu”?  Lo vedremo in Parlamento a ripetere la scena dell’orazione contro Salvini questa volta contro Renzi?
Ah l’amicizia…”Questo strano sentimento che”…(altra canzone vecchia ma molto attuale).

Insomma, il primo Conte è nato sul programma e l’alleanza bislacca con Salvini e la Lega, il secondo Conte è nato con l’alleanza ancora più bislacca con Renzi e il PD…e qui mi verrebbe in mente “L’appuntamento” di Vanoni…”ho sbagliato tante volte sai, che lo so già, che ora quasi certamente, sto sbagliando su di teeee”…

E il terzo, se nasce su che cosa nasce? Sulle macerie dei grillini? Sui cambi di casacca dagli stessi tanto vituperati? Su qualche transfugo dell’ultima ora che decide che “Ora o mai più”? La notte è arrivata alla fine”? Tipo, Tabacci Bruno di Centro democratico? Un politico coi controfiocchi che ai grillini in questo momento calza a pennello: li rappresenta al meglio, grillini tabacciani dentro, al centro, nel cor. (E anche tanto Casini…sti).

E gli italiani che fanno? Sembra che non capiscano la crisi, che non capiscano Renzi, che non capiscano perché proprio ora che ci sarebbe bisogno di “Unità”. Insomma sembra che gli italiani non capiscano…niente.

Bella opinione che hanno di noi i sondaggisti. Non capiamo. Ma che c’è da capire?

A me pare tutto molto chiaro…ci stanno rifilando la solita vecchia suola rattoppata e l’Italia è sull’orlo di una crisi di nervi.

Lasciateci almeno cantare qualche evergreen, ormai che cosa ci resta?

 

4 commenti su “Cosa ci resta?”

  1. Sembra che Conte-Orietta Berti (avete notato la somiglianza?) andrà in Senato con un’arma vincente per catturare il consenso dei Responsabili:
    “Io, tu e le rose
    io, tu e l’amore”

    Risposta
    perbaccolina, cadranno ai suoi piedi e gli canteranno: in ginocchio da te.:

  2. Mi pare di ricordare che ai tempi di Berlusconi la “Conta ” si chiamasse “mercato delle vacche”,
    Ora con Conte che fa la conta siamo passati ai costruttori responsabili.
    Un’impresa edilizia? No un’impresa a responsabilità limitata.
    Molto limitata. Ma il presidente Mattarella darà l’ok a questa fiera degli uccelli?
    Io spero di no. Spero che gli dica che non è cosa. Se ha questi “numeri” qui è meglio che se li giochi al lotto ma che formi il nuovo governo su questa base sarebbe una proposta indecente.
    Ma non per Conte che non avrebbe remore neppure per Jack lo Squartatore o per il Mostro della Palude nera. Ma per questo povero tristo paese che non ne può più di queste manfrine.
    Cinquestelle, siete degradati in data odierna a Cinque e basta, non vi meritate i gradi. E cinque sarà il massimo del consenso che otterrete alle elezioni.
    Perché ci si arriva alle elezioni. Forse anche prima del previsto (da voi) nonostante le preghierine che fate tutti i giorni al vostro santo: San Conte Vergine e Martire.
    Ma forse il 5% è ancora troppo.

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