La corda

Questo è il 2021 signori. Cosa vi sembra che sia cambiato? Troppo presto per dirlo? Si, forse.

Ma qualcosa sta covando e per non parlare sempre di politica che potrebbe annoiare, parlerò di come un Tale stia cercando di rimanere al potere, mentre c’è un altro tale che sta cercando di scalzarlo.

E’ la Storia che si ripete da secoli: la lotta per il potere ha sempre mietuto molte vittime.

Il Tale in questione sta cercando nuovi alleati per rimanere al potere: finora gli è andata bene, nella prima salita al potere lo hanno aiutato il consenso (un po’ ingenuo a mio parere) verso uno dei partiti più deludenti degli ultimi secoli, e un altro top della classifica, ma non ancora abbastanza per fare la differenza. Esperienza fallita.

La seconda salita al potere lo ha visto fare ancora patti con un altro partito nemico per eccellenza, ma comodo al momento giusto in cui gli serviva un appoggio per non cadere.

Ora che, a causa di un Tale che è Tale come lui, ma forse un tantino più scafato di lui, anche questa esperienza sta per fallire. Complice sicuramente la pandemia del secolo che sta devastando il paese sotto molti punti vista: sanitario, economico, sociale, culturale…ma di fondo e come primo attore/attrice ha:  l’inadeguatezza mascherata da competenza solo millantata.

Ora, bando alle ciance e fuor di metafora, (mi sono stufata anch’io del giochino): Conte non sa con chi allearsi per non cadere e sta frugando il fondo del barile che sembra però essere sfondato.

Dunque? Cosa gli rimane per restare in sella formando il Conte tre visto che il due sembra essersi volatilizzato?

Se errare è umano, sappiamo bene che perseverare è…diabolico. E il premier però potrebbe anche, messo alle strette, cercare tra i probabili “alleati” l’unico rimasto che potrebbe garantirgli la permanenza al potere.

Ma sa di dover pagare questa alleanza a caro prezzo. Sarà Conte disposto a vendersi l’anima?( Preziosa per chi la possiede e ne è consapevole, meno per chi non sa dove cercarla).

Si sa che la politica è l’arte del compromesso e sinora in politica di compromessi ne abbiamo visti tanti: gli stessi Conti uno e due sono stati due compromessi durati il tempo di fallire.

Ora, questo “compromesso” sarebbe “il compromesso” e bisogna avercelo alto il pelo sullo stomaco e anche altrove per non farsi venire la tremarella alle giunture.

Quello che conta è che il baratro, purtroppo per noi è da tempo dietro l’angolo e se ci ostiniamo a non volerlo vedere…potrebbe sfuggirci anche l’ultima corda che ci resta per impiccarci.

 

11 commenti su “La corda”

  1. Scusate, non ho capito, che c’entra la corda?
    Ma stanno per fondare il Conte tre o il Renzi due? Non ci capisco più niente, forse fanno un governo giallo arancione con qualche spruzzata di rosso? Ma perché non li mettiamo in lockdown tutti? Non è che il Covid gli da alla testa?
    Risposta
    in effetti…la corda sarebbe quella che ci buttano per uscire dal baratro, ma poi non è che ci impiccano? Si, un po’ macabro lo ammetto.
    In Veneto diciamo: è cosi avaro che non ti darebbe neppure la corda per impiccarti!

  2. Ecco la visione, secondo me illuminata, di ciò che la politica italiana dovrebbe perseguire, da parte di un grande ex manager industriale.
    Mi riferisco all’Ing. Pasquale Pistorio -85 anni, già CEO della STMicroelectronics, vice presidente della Motorola, presidente delle Telecom Italia, e vicepresidente della Confindustria- e ad una sua intervista apparsa sulla Repubblica del 3 gennaio 2021 rilasciata a Claudio Reale.

    Per quanto riguarda l’immediato:
    -Accettare il finanziamento del Mes (“è ridicolo rifiutare prestiti a tasso zero per un paese come l’Italia che ha un debito pubblico mostruoso).

    Per far fronte alla terribile crisi economica che si prospetta:
    -Introdurre una tassa sui patrimoni e i redditi più elevati: “escludendo la prima casa e i primi 200mila euro di liquidità; poi una tassa dell’1% fino a 10 milioni e del 2% oltre quelle cifra”.
    –Introduzione di una Web tax, chiedendo il 3% del fatturato ai colossi della rete, come Google e FacebooK;
    –Introduzione della Carbon tax, nella misura di 25 euro per ogni tonnellata di anidride carbonica prodotta (“un effetto che fra l’altro ridurrebbe il “global warming” : il Covid produrrà 2 miliardi di morti nel mondo, la crisi economica 5, il surriscaldamento globale rischia di provocarne centinaia di milioni”)
    -Incentivazione delle ricerca facendo leva sulla collaborazione tra università, centri di eccellenza e industrie.
    -Semplificazione burocratica
    -Digitalizzazione di tutta l’economia a partire dalla pubblica amministrazione. Lavoro a distanza.
    -Per i due grandi problemi dell’evasione fiscale e della corruzione, ridurre l’uso del contante eliminando progressivamente tutte le banconote da 20 euro in su, e lasciando in circolazione solo monete e banconote di piccolo taglio.

    Per quanto riguarda la Sicilia, la sua terra natale, Pistorio, indica nel patrimonio storico, artistico e culturale e nel clima, i suoi punti di forza per cui occorre puntare sul turismo, l’agroalimentare e l’energia solare. Per quest’ultimo punto, Pistorio ricorda una frase del premio Nobel Rubbia: “Su ogni metro quadrato della Sicilia piove un barile di petrolio all’anno”: se quindi si potesse ricoprire meno del 10% del territorio siciliano di pannelli fotovoltaici , si colmerebbe tutto il fabbisogno energetico italiano e si potrebbe anche esportare energia.

    Un programma lungimirante cui i nostri politici dovrebbero prestare la dovuta attenzione. Ma non basterebbe: sarebbero capaci di realizzarlo?

    Risposta
    sicuramente lungimirante e sensato, una sorta di New Deal moderno, (a parte la storia delle banconote che non approvo). Ma perché non realizzarlo? Metterlo in pratica sarebbe troppo difficile con la classe politica che ci ritroviamo? temo di si. Troppi interessi e contrapposizioni, banalità e scaramucce, nessuna visione se non quella notturna dei gatti che di notte sembrano tutti bigi. Una brava persona questo industriale illuminato e visto che è siciliano lo deve essere particolarmente visto il clima di cui la Sicilia gode.
    Ma stasera anche Renzi ha parlato di Mezzogiorno: mi sa che fa comodo a molti questo mezzogiorno di cui tanti si riempiono la bocca per poi lasciare le lancette sulla mezzanotte. Non parlo ovviamente del Cav. Pistorio (Lo deve essere per forza) che sicuramente ha una visione chiara di quello che servirebbe all’Italia intera.

  3. Chi avrebbe mai creduto che in Italia ci fosse un problema serio di smaltimento delle scorie radioattive? Eppure è così, e immagino che solleverà forti proteste e tensioni sociali non propriamente auspicabili in un periodo di crisi come questo.
    Le nostre centrali nucleari furono fermate in seguito al referendum del 1987 e nel 2011 un altro referendum metteva definitivamente a tacere il “nucleare”, eppure ammontano a ben 78 mila metri cubi i rifiuti prodotti che occorre conservare in speciali depositi. Si tratta di rifiuti a bassa e media attività e provengono soprattutto dalle attività mediche e ospedaliere, come per esempio le terapie antitumorali.
    Ma dove sono ubicate le sorgenti di tali scorie? Soprattutto in Piemonte(Trino, Bosco Marengo e Saluggia); poi in Emilia (Caorso), nel Lazio (Latina e Casaccia), in Campania(Garigliano) e infine in Basilicata(Matera).
    Adesso, dopo anni di studi tenuti segreti, condotti della società statale Sogin, finalmente lo Stato Italiano ha reso pubblica la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad accogliere tali scorie(Cnapi). Sono in tutto 67 zone, così distribuite: in Piemonte 8 , in Toscana e nel Lazio 24, in Basilicata e Puglia 17 , in Sardegna 14, in Sicilia 4.
    Le aree individuate sono il risultato della scelta di svariati parametri e di criteri di valutazione che, benché scelti dall’Ispettorato per la sicurezza nucleare, difficilmente si potrebbero definire assoluti. Sappiamo quanto elastici possano essere questi criteri.
    Ciò che subito salta all’occhio è come la distribuzione penalizzi le regioni del Sud, proprio dove ci sono meno sorgenti di scoria; Sardegna, Sicilia, Basilicata e Puglia. Da notare che verrebbero coinvolti siti di importanza archeologica e paesaggistica come Segesta e Matera.
    Questa ennesima sperequazione ai danni del sud, sarà sicuramente motivo di tensioni sociali, di contestazioni e di ritardi nella definitiva stesura delle mappa.

    Risposta
    Beh il problema dello smaltimento delle scorie radioattive in Italia non mi pare che fosse cosi sconosciuto. Purtroppo anche se non tanto propagandato, per ovvie ragioni e tenuto piuttosto basso per non innescare troppi malcontenti nella popolazione, si sa da tempo che c’è e che non è piccolo ma enorme e molto inquietante e preoccupante. Senza contare che hanno scelto il momento meno adatto, o forse il più adatto per nascondere “scorie” di altro genere, vale a dire: fare confusione, come se ce ne fosse bisogno.
    Ma, Alessandro, la suddivisione dei siti, fatta come tu dici in base ad alcuni parametri e criteri di valutazione, non credo rappresenti una “sperequazione ” ai danni del sud.
    Forse non se sei al corrente ma è da tempo che dalle nostre parti si sa di avere a che fare tutti i giorni con “bombe ecologiche” più o meno ad alto potenziale, guarda ad esempio qui:
    https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/bomba-ecologica-nord-est-mappa-rifiuti-radioattivi-lombardia-veneto/97e41b6a-605d-11e9-b055-81271c93d411-va.shtml

  4. Mariagrazia, che il fenomeno del rischio radioattivo sia abbastanza sconosciuto alla maggioranza delle persone, lo dice l’articolo stesso da te postato, che inizia con le seguenti parole:
    “Nel cuore produttivo del Paese c’è un rischio radioattivo poco noto e minimizzato… “.

    Ecco, poco noto e minimizzato, non solo, ma gestito nel peggiore dei modi.
    Ho messo in evidenza che le fonti di inquinamento sono concentrate soprattutto nel nord, e in mancanza di un piano organico di smaltimento ognuno si arrangia come può trasferendo in discariche abusive.

    Ma io parlavo del piano nazionale ancora in divenire, che dovrebbe porre fine a tale caos, e criticavo il fatto che le discariche verrebbero a gravare di più al Sud, proprio dove se ne producono meno.
    Nel Nord-Est addirittura non ce ne sarebbe nemmeno una, così come in gran parte dell’area orientale dell’Italia Centrale.
    La Sicilia e la Sardegna di contro verrebbero fortemente interessate nonostante non producano scorie.

    Risposta
    ecco, si:
    “Nel Nord-Est addirittura non ce ne sarebbe nemmeno una, così come in gran parte dell’area orientale dell’Italia Centrale.”… si, ma hai dimenticato di scrivere…ufficiale. E hai dimenticato anche di scrivere che a nord- ci sono complessi industriali in via di dismissione o ancora produttivi che sono una continua minaccia per la popolazione e che le scorie produttive finiscono nell’ambiente, basti pensare solo come ultimo ma non piccolo esempio all’inquinamento nella zona intorno a Vicenza
    “https://www.repubblica.it/cronaca/2019/03/20/news/disastro_pfas_la_provincia_di_vicenza_ha_nascosto_l_inquinamento_per_tredici_anni-222114177/
    Senza parlare dei tanti siti militari che non sappiamo bene quali pericoli possano rappresentare.
    E comunque questo piano non è ancora in atto e chissà quando lo sarà, per me è solo un modo per nascondere la crisi di governo in atto e fare un bel polverone su una cosa che chissà quando sarà veramente e concretamente realizzata.

  5. Mariagrazia, tutto giusto ciò che dici, ma io mi riferisco alla mappa dei siti proposta, non alla situazione attuale.
    Nel seguente link è ben visibile l’immagine dell’Italia a dell’ubicazione dei siti, molto più eloquente di quanto non si possa dire.
    https://www.open.online/2021/01/05/nuova-mappa-depositi-rifiuti-nucleari/amp/

    Risposta
    eloquente lo era anche prima, ma rimango della mia idea: qui da noi mancano solo le scorie radioattive almeno quelle ufficiali e se non le hanno previste (per ora) fidati, non è per “favorirci” ma perché proprio “non ci stanno”.

  6. Interesante il riferimento a Pistorio con cui ho avuto occasione di lavorare (a un paio di livelli piu’ in basso) per oltre 20 anni. Era una persona eccezionale, preparata, competente, orientato verso la societa’ e ammirato dai suoi dipendenti in tutto il mondo (Europa, Asia e USA). Ma aveva un grande vantaggio : era circondato da parecchia gente in gamba che ascoltava ed era ascoltato. Insomma, non era un dittatore. Ma vi sembra questa l’atmosfera esistente nella politica italiana? Incompetenti, mezze cartuccie, senza idee, ondivaghi e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
    Non ho una soluzione che sarebbe quella di mandare tutti a casa. Ma con chi li sostituiamo? A questo punto “cade l’asino”.
    Buona giornata
    Umberto Broggi

    Risposta
    Che l’ing. Pistorio non fosse “un dittatore”, ma un industriale di grande successo ed illuminato, lo si evince bene sia dalla sua biografia che dall’articolo del Corriere e dall’intervista segnalata da @Alessandro e dai suggerimenti al governo, molto precisi e che denotano grande lungimiranza ed esperienza. Deve essere stata un’esperienza esaltante lavorare con una persona cosi. Però, certamente, anche il più grande industriale deve sapersi contornare da persone altrettanto capaci e deve saperle ascoltare e valorizzare
    E’ quanto dovrebbe fare un bravo PdC, ma, purtroppo, stiamo assistendo alla rappresentazione della mediocrità che crea solo problemi invece che risolverli. Sulla dommanda…”chi ci mettiamo, dove cadrebbe l’asino…Umberto non credi che sarebbe arrivato il momento di lasciarlo decidere agli italiani?
    Mi piacerebbe anche sapere cosa ne pensi di quanto sta succedendo in America e dei fatti incredibili che stanno accadendo.

  7. Quando entrai al Liceo Scientifico di Catania, c’era un alunno, già al terzo anno, del quale circolava la fama di essere un fenomeno da tutti 9 e 10: era Pasquale Pistorio, fenomeno non unico perché, sarebbe stato eguagliato dal mio compagno di classe Nino Cavallaro, poi diventato chirurgo.
    Pistorio si laureò in ingegneria a Torino e intraprese una brillante carriera che lo portò ai più alti livelli alla Morotola, negli Usa, io mi laureai in ingegneria a Genova, e dopo il servizio militare, fui assunto all’ATES, l’azienda elettronica che la RCA americana aveva fondato nella mia stessa città, poi assorbita dal gruppo STET.
    Da quel momento vissi tutta l’evoluzione di questa azienda, segnata, man mano che ingrandiva, dal cambiamento della ragione sociale, da ATES a SGS-ATES, poi SGS Microelettronica, SGS-Thomson, ST e infine STM, un excursus che va dai transitori al germanio, a quelli al silicio, ai circuiti Integrati, ai microprocessori alla memorie, etc,
    Pistorio arrivò in un momento di crisi profonda della società, ma da quel momento fu un continuo miglioramento, e puntando sulla ricerca e sull’organizzazione, portò la società, divenuta una multinazionale, ai vertici mondiali nel campo dei semiconduttori allo stato solido. Ruolo tra i massimi leader, che tutt’ora ricopre.
    Non mi resta augurare: “Ad maiora”.
    Risposta
    complimenti per la carriera e complimenti anche al tuo ex “compagno di scuola”.
    Che strana la vita, come le cose ritornano a galla dopo tanti anni e come le persone possano rincontrarsi, anche idealmente dopo tanti anni.
    E complimenti anche a @Umberto Broggi per aver avuto l’onore di collaborare con una persona di cosi tanto ingegno. l’eccellenza italiana che purtroppo, negli ultimi anni, fugge quasi tutta all’estero.

  8. Risposta a Maria Grazia
    Io avrei votato nel 2019 e avremmo adesso una rappresentanza parlamentare +/- in linea con l’orientamento degli italiani. Non credo purtroppo che sarebbero arrivate aquile a fare il governo e a cambiare l’Italia perche’ la clase politica, a 360 gradi, e’ un disastro di incompetenza.
    Stati Uniti
    Personalmente non sono preoccupato per la democrazia americana. I casini di Washington, per quanto gravi, sono generati da 4 cretini pompati da un imbecille.
    Io invece, da persona pratica, sono preoccupato dalla pochezza del management dei DEMO. Sarebbe stato da sostituire immediatamente dopo le elezioni del 16 (regalate e non vinte da Trump) e nei 4 anni successivi non sono riusciti a trovare un candidato
    per continuare e migliorare i programmi di Obama (anche lui in gamba ma senza collaboratori in grado di supportarlo). Hanno dovuto ripiegare su Biden, di serie B o minore, che, oltretutto all’inizio delle primarie era addirittura fuori dai primi 5 e pensava di ritirarsi. Speriamo bene ma non ci spero molto anche se la Kamala potrebbe tenerlo “in tiro”. A causa di questa pochezza, spero che non si abbia ancora a che fare con Donald nel 24

    Alessandro
    Fuga di cervelli (e forse me intendo avendo lasciato l’Italia nel 72!) e’ una bufala. Si tratta di gente normale che va all’estero, lavora, fa esperienza e, chiaramente, molti, si fanno onore. ma, ti assicuro, gente normale. Restando in STM, ti assicuro che ce ne sono ancora tanti bravi e tu credo che conosca tuttora Catania.

    Risposta
    per Donald dovrebbe intervenire il 25esimo emendamento che lo toglierebbe dai giochi per sempre e spero che si concretizzi. In quanto a Biden a me pare una persona seria e capace, pur con tutte le difficoltà che non saranno certo poche. Certo io vivo qui e forse la prospettiva cambia anzi senz’altro, ma Biden mi rincuora mentre Trump mi inquietava. Perché volere o volare la politica americana influisce anche su di noi e anche tanto.
    Io pure avrei votato nel 2019 e certo non avremmo avuto aquile (non ne abbiamo per ora nell’uccelliera) ma meglio di questa armata Brancamicione forse si, neppure troppo difficile ipotizzarlo.

  9. Certo, un’industria come la STM è stata preziosa per l’impiego di “cervelli” -Ingegneri, fisici, chimici, tecnici- tutti adeguatamente inseriti nel campo con programmi di training e di perfezionamento. Non solo, ma anche per lo sviluppo di un “indotto”(alias Etna Valley). Ce ne fossero di più!

    Risposta
    certamente un grande esempio, ma non era questo quello che intendevo quando parlavo della impossibilità per i nostri giovani laureati di mettere a frutto tutta la loro potenzialità in Italia a causa delle politiche sul lavoro che a partire dagli anni ’90 del 1900, hanno distrutto un sistema che funzionava e permetteva a chi aveva ottenuto dei titoli di essere adeguatamente inserito nelle aziende sia pubbliche che private. Da li in poi è stata un’emorragia continua di potenzialità letteralmente costrette ad emigrare per vedersi riconosciuto il merito. Uno spreco senza limiti che continua ancora e che ha impoverito il paese sotto molti punti di vista.

  10. Non so quanta voglia e tempo hei per leggere questa intervista.

    Questa Alexandra Ocasio Cortez e una giovane stella nascente nei Democratici, eletta a New York

    che dice +/- quello che dico io. Sicuramente non e’ l’ultima arrivata, non ha partecipato alle primarie

    ma e’ tosta e si fa sentire con idee nuove ma che sono importanti e pure fattibili (non si tratta di una

    sinistrorsa che spaventa gli yankees).

    E tu pensa che nessun media, a partire dal vetusto New York Time (di cui sono abbonato giornalmente)

    l’ha degnata di una riga di pubblicazione o di un commernto. In compenso pubblicano pagine e pagine di

    cretinate che non interessano la gente con un barlume di testa. Come ad esempio, si sa poco o niente dei

    programmi di Mr Joe a breve e a lunga gittata. Internamente e internazionalmente.

    Avrei altri articoli ma non ti voglio annoiare. Sopportami di tanto in tanto.


    https://theintercept.com/2020/12/16/aoc-nancy-pelosi-needs-to-go-but-theres-nobody-to-replace-her-yet/

    Risposta:
    l’ho letto, Alexandra O.C. (che ovviamente conoscevo, per quel poco che arriva di lei) mi sembra di vedute molto chiare e tosta al punto giusto, certo ha tutta una vita (politica e non) per combattere i “vizi” del sistema (che ci sono in tutti i sistemi). Ci deve mettere del suo buono e anche meglio e non sarà per niente facile. Ma sono sicura che ci proverà, le premesse ci sono e spero che riesca a portare avanti istanze di giustizia per l’America che ne ha bisogno, come ne abbiamo bisogno tutti.

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