Senso di responsabilità

Le parole che si sono sentite pronunciare di più durante questi ultimi giorni prima della “festa” di capodanno, sono state “senso di responsabilità”. E ora si fanno i conti del “senso di responsabilità degli italiani”. E i numeri non tornato, anzi, rinculano o avanzano a seconda delle prospettive. Tra zone di ogni colore, coprifuochi e divieti vari, l’Italia si ritrova in questo inizio d’anno nuovo con maggiori contagi di sempre. Come può essere?
Eppure sembrano tutti mobilitati al governo a restringere i contagi, a emanare regole e regolette che servano a fermare l’epidemia e chi più ne ha…ne abbiamo sentite tante che non riusciamo neppure più a contarle. Eppure le regole chiare sono: distanziamento, mascherina e igiene. Tre regole indispensabili per far fronte all’epidemia. Ma vengono seguite da tutti? A quanto pare no, visto che i contagi, nonostante i divieti, non solo non diminuiscono ma aumentano.

Quanti imbecilli se ne sono fregati delle regole e hanno “festeggiato” l’arrivo del nuovo anno e dato un calcio nel sedere al vecchio, sbracandosi e tenendo comportamenti scriteriati di ogni tipo? Solo per fare un esempio?

In tanti, anzi tantissimi. Basta  leggere le cronache: morti, feriti per i botti (come sempre), animali morti a migliaia come gli uccelli ritrovati senza vita sulle strade di Roma, feste danzanti e champagne a fiumi alla faccia della miseria e dei “ristori”. C’è chi si è “ristorato” alla grande, “del doman non v’è certezza”, hanno pensato strafregandosene del senso di responsabilità e anche e alla grande, della nota massima aurea, da molti rispolverata in questi giorni di affannosi dibattiti sui vaccini si o no: “la tua libertà finisce dove comincia quella degli altri”. Bella, certo, se ne fanno una panza e mezza e se ne riempiono la bocca in tanti.

Ma poi? Quanti la seguono e quanti invece se ne infischiano della “mia libertà” che le regole le seguo da sempre? Tanti anzi tantissimi.

Per non parlare di quelli che in questi giorni si sono riempiti le bocche, oltre che di salama e culatelli, caciocavalli e tacchini ripieni, panettoni e stracui de vedeo…anche con la Costituzione. Già gli articoli della costituzione che, secondo molti, sono stati scritti solo per dargli ragione.

Come se la nostra Costituzione non fosse stata scritta con estrema perizia e conteggiando anche le virgole, perché in Italia non si instaurasse più un regime totalitario di cui ha già fatto ampia esperienza in passato. Ma fosse stata scritta per obbligare gli italiani, soprattutto quelli ligi alle leggi e alle regole, a sorbirsi qualsiasi “narrazione” senza protestare.

Eh no, protestare è sacrosanto diritto sancito dalla Costituzione e se qualche cosa non ci torna, anche facendo tesoro delle esperienze passate, non solo  protestare è un diritto, ma un dovere.

Ma  non parlo delle proteste di chi vorrebbe gli fosse concesso far fare i bisogni al cane sulle scarpe di chi passa, no di certo.

Ma protestare per quello che non è chiaro e trasparente e rischia di diventare cronico e se un cittadino teme che una regola emanata dal governo  o un governo stesso stiano facendo il contrario di quello che vorrebbe la nostra costituzione o quantomeno non stiano facendo il bene del paese, non solo è dovere di ogni cittadino che ha a cuore il bene del suo paese, ma è una forma di autodifesa personale dal tentativo, non certo palese, di abusare della sua credulità e pazienza e anche della sua buona fede.

Come sono messi questi in quanto a “senso di responsabilità”? E se per caso, non improbabile, si dovessero trovare a passare dall’ospedale, gli dovremmo far pagare le spese come si vocifera (da parte di tante bocche larghe che straparlano di costituzione) oppure a loro, se dichiarano…basta anche la sola dichiarazione d’intenti, di volersi fare vaccinare in un futuro anche lontano, gliele condoniamo?

https://video.lastampa.it/cronaca/le-immagini-della-festa-extralusso-illegale-sul-lago-di-garda-tra-champagne-e-balli-senza-mascherina/126111/126247

8 commenti su “Senso di responsabilità”

  1. Credo che uno dei principali punti di disaccordo tra Renzi e Conte, è il tentatitivo di quest’ultimo di creare un super servizio segreto, l’IIC, (Istituto italiano per la Cybersicurezza), dal lui stesso coordinato, di cui sarebbero fondatori, il premier, i ministri del Cisr (Comitato interministeriale per la Sicurezza della Repubblica) e il ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi.
    Insomma, chi sottovaluta Conte come pericoloso accentratore di poteri, dovrebbe ricredersi.

    https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/mani-conte-vecchione-servizi-segreti-nasce-fondazione-252899.htm
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    io non sono tra quelli che lo sottovalutano, spero che cada presto.

  2. Io a dire il vero un po’ lo sottovaluto. Se questi al governo, ogni volta che indicono un click day per qualche funzionalità on-line, fanno andare in crash il sistema, figuriamoci se sono in grado di mettere in piedi un programma per la cybersicurezza. Abbiamo visto cos’è successo per le richieste di ristoro della prima ondata o anche per l’iscrizione al cash back: si sono fusi i server. Temo che se metteranno in piedi questo IIC dovremo intervenire noi in loro aiuto per liberarli da hackers e virus.
    Però ci meritiamo quelli che ci governano. E pensare che se tutti utilizzassero il contenuto di quella palla che separa le orecchie, ci saremmo liberati del virus in 2 mesi, anziché sperare di farcela in 2 anni. Ma io ho l’asma, ma mi si appannano gli occhiali, le mascherine le ha inventate Satana, la Costituzione non vieta di sputazzare in faccia all’interlocutore, la Terra ha la forma di un tetraedro e se scrivi sul blog della Gazzato vieni risucchiato in un altro pianeta dove sei costretto a parlare in rima. Tutte le scuse sono buone per farsi i cavoli propri, tanto se chiudono la pizzeria mi faccio portare a casa un sushi.

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    Beh va bene anche il sushi, a chi piace, ma parlare in rima non è poi tanto male. a me viene quasi naturale e se il mondo è davvero fatto a scale, ci sarà sempre chi le scende e chi le sale. O no?
    E però, Mauro, quella “pratica” è disdicevole sempre, ora potrebbe anche configurarsi come reato. Ma gli asmatici non sono dispensati dall’uso di mascherina?

  3. D’accordo con l’incompetenza di questi al governo, ma proprio da lì nasce il pericolo, un istituto per la cybersicurezza sarebbe in mano a tecnici scelti da superburocrati ignoranti e senza scrupoli, che ne farebbero ciò che vogliono.
    Risposta
    la cybersicurezza è una materia estremamente delicata. Non so se dei superburocrati siano in grado di gestirla, quello che suona falso è che sia il premier ad invischiarsi in faccende (come le nomine dei vertici), che, credo dovrebbero essere sottoposte ad un organo collegiale e non prese a “simpatia”.
    Ne va di mezzo la sicurezza del paese in tutti i sensi non è certo una cosa da poco. Ma non dimentichiamoci che anche Renzi voleva mettere un suo “amico” a gestire questo delicatissimo ramo dell’attività di intelligence. Cioè, il potere in mano a pochi è sempre un grave pericolo per la democrazia. E abbiamo già fatto esperienza di come Conte considera il Parlamento.

  4. Siamo già abbastanza tracciati da entità forse più subdole di un governo che vorrebbe far pagare le tasse un po’ a tutti. Quando facciamo la raccolta punti al supermercato praticamente stiamo raccontando ai sigg. FamUla, ConaN o PriSS anche quale marca di dentifricio usiamo. I sigg. Voda, Vento o Iliade potrebbero conoscere persino di che corrente politica siamo o che patologia abbiamo, visto che basterebbe leggere qualche messaggio inviato. La banca sa quanto incassiamo e per quanti anni ci potrà tenere la cravatta al collo per il mutuo. Il sig. Google addirittura ci fornisce il tracciato di dove siamo stati, centimetro per centimetro, oltre al fatto che conosce con chi eravamo in macchina in quel momento. Costoro usano i dati a scopo commerciale e noi potremmo sottrarci al gioco evitando di usare i loro servizi. Ci lamentiamo, ma poi tutti postiamo tempestivamente la foto del ristorante dove siamo in modo da informare i ladri che la casa è libera e possono agire indisturbati.
    Se il proposito dello Stato fosse serio, magari verificherebbe che il sig. Gigio Cervellin incassa 500€ di emolumenti, ma ha appena fatto il pieno di nafta al suo natante facendo un bonifico di 20.000€. Se vogliono controllare se pago le tasse e dove mi sposto facciano pure: non invidio la persona che dovrà farsi due bolle così nel fare rapporto su di me, a parte che risulterei il fumatore di famiglia sebbene io le compri per la moglie, ma strisciando la mia tessera sanitaria. Anche il tabaccaio testimonierebbe a mio sfavore, ma vi assicuro che sono innocente.
    Gli esempi fatti erano esclusivamente a scopo illustrativo/canzonatorio. Magari poi vi racconto un fatto curioso che mi è capitato.

    Risposta
    ok, racconti pure Mauro, ma forse non era troppo “canzonatorio” né troppo lontano dalla realtà purtroppo, nonostante tutta questa manfrina continua sulla privacy che mi ha urtato la nervatura fin da subito.
    Però, lei non so, ma io non “posto” nessuna foto di dove sono e dove vado e cerco di dare meno informazioni possibili. per quel che posso naturalmente.. Nemmeno la tessera al super ho voluto e quando mi chiedono perché non me la faccio (ormai si sono stancati) gli rispondo che dei fatti miei sono gelosa e di far sapere al signor Taledeitali cosa mangio o non mangio e quant’altro, per avere due sconticini , anche no.

  5. Sospiro di sollievo, la nostra privacy è salva grazie a Renzi. A parte le cose elencate sopra.
    Ma torniamo ai massimi sistemi che ci osservano silenziosamente.
    Per addormentarmi mi cimento spesso nella soluzione di qualche cruciverba. Dopo pochi incroci la palpebra già tende verso il basso, pertanto la Settimana Enigmistica è per me un bimensile. Una volta mi mancavano un paio di definizioni per finire lo schema; mi pare chiedessero il nome di un filosofo greco minore (per me ovviamente) e il titolo di un’opera di un autore polacco sconosciuto anche a sua zia. Per curiosità ho digitato le due definizioni su Google e ho avuto le risposte. Al comparire della seconda risposta ho trasecolato leggendo le “ricerche correlate” apparse in calce, le quali elencavano diverse definizioni del cruciverba alle quali avevo risposto. Praticamente il motore di ricerca, forse incrociando le richieste di altri solutori come me, aveva capito che mi stavo dilettando con quel settimanale, che avevo in mano quel numero di quel settimanale e persino quel preciso schema di parole crociate. Questo oltre ad aver colto la mia scarsa cultura in filosofia greca e letteratura polacca.
    Sono passati un paio di anni dal fatto esposto e non mi ricordo nemmeno quali fossero le risposte. Qualora vi interessassero… chiedetele a Google!

    Risposta
    grazie di aver condiviso questo piccolo divertente episodio delle sue scorribande su Google. Non si preoccupi non è il solo, pensi che io frequento giornali stranieri on line i quali mi danno la temperatura in tempo reale della mia città, senza che io l’abbia chiesta, naturalmente. Mi aspetto che un giorno di questi mi chiedano se accetto un invito a cena…
    Però, scusi Mauro se mi permetto…ma che soddisfazione c’è a farsi dare le soluzioni delle parole incrociate da Google?

  6. Come detto, era solo per completare gli ultimi quadratini vuoti e per la curiosità di capire la perversione di chi aveva elaborato quei quesiti. Una volta si guardavano le soluzioni nel numero successivo, ma acquistandone una copia ogni 2 mesi pensavo che internet potesse sopperire. E poi mi si poteva aprire un modo: magari mi scoprivo grande appassionato di letteratura polacca. Invece il mondo mi si è aperto sui motori di ricerca. Non lo farò più, soprattutto perché potrebbero scoprire anche le mie lacune in storia delle tradizioni popolari sumere, quelle in economia rurale uzbeca o sul pensiero diffuso durante il dissenso russo negli anni della guerra fredda.
    Per le previsioni del tempo in genere geolocalizzano l’IP dal quale ci si collega alla rete.

    Risposta
    si, capisco, rimane la curiosità di conoscere il nome del filosofo o scrittore che hanno pensato per incastrarlo dentro le caselle e magari dopo averlo saputo la cosa ci lascia indifferenti ma, almeno, la casella è riempita e non rimane il lavoro incompiuto. E’ brutto vedere gli schemi mezzi vuoti, ci sembra una sconfitta. ora è molto che non ne faccio, ma tempo fa si e anche a me faceva quell’impressione.
    In quanto alla privacy, quella ce la possiamo proprio scordare. Ora pare che Conte si sia deciso a delegare non si sa a chi la storia del cybersicurezza che va avanti da un bel pezzo e non è una cosa di poco conto considerando che qualcuno potrebbe venire a scoprire tutti i nostri segreti di stato. Sembra che domani ci sia riunione plenaria in casa Chigi per decidere i nostri destini…mah, proprio il giorno dell’Epifania, mi sa che ci arriva un vagone di carbone.

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