Aria (fritta) di regime

E’ insopportabile, nella mia vita non ho mai sentito questa atmosfera cosi pesante, molto simile ad un regime dittatoriale.

Il governo da un anno non fa che emettere DM e Dpcm, Parlamento esautorato, Speranza che fa piroette lessicali per spiegare alla nazione che fin’ora si poteva uscire, andare, ballare, aggrapparsi ai congiunti, quasi amici, amanti occasionali, fare feste danzanti, balli cene apericene, salire su un aereo affollato o treno o tram o altro, con la mascherina, beninteso, ma poi, via, andare,” Riprendiamoci la nostra vita”, sembrava lo slogan che andava più in voga, e adesso, di colpo, salgono i tamponi e salgono i contagi e sale la febbre ma non del sabato  o venerdì sera ma del giorno e della notte più nera e perciò: quaresima, tutti in giro mascherati anche dove non c’è un cane. Anzi, dove ci sono solo cani perché quelli ormai sono più degli umani.

Non sarà una dittatura ma lo sembra. Il governo resterà imbullonato alle poltrone a decretare qualsiasi cosa almeno fino a fine gennaio e noi, Popolo sovrano, resteremo incollati ai video di ogni tipo per sapere se la curva cala o sale, in attesa che qualcuno ci liberi dalla dittatura del virus, nemico invisibile che potrebbe ghermirci da un momento all’altro.

Mentre al governo si credono investiti da un’autorità improvvisamente calata dal cielo…Conte unto dal Signore, Speranza…ancora più unto, tutti gli altri…non ne parliamo proprio sono pronti per fare una bella frittura mista.

Partito democratico, ormai di democratico ti rimane solo il nome, stai vendendo il paese per trenta sporchi denari che i Cinquestelle ormai alla frutta ti mettono tutti i giorni sotto il tovagliolo.

Mai più avrai il mio voto, mai più avrete, nessuno di voi che sedete nel governo Conte due, il mio voto.

Quest’aria di regime che aleggia sempre più forte e che scende come il vento autunnale sulle nostre teste, ormai riempie tutta l’atmosfera e persino il meraviglioso tramonto che ho visto stasera mi sembrava  foriero di cattive notizie.

Andrà tutto bene?

Forse, ma solo se il popolo sovrano si sveglia dal torpore e comincia a far sentire la propria voce.

23 commenti su “Aria (fritta) di regime”

  1. Lungi da me il difendere questo governo di scappati di casa, però tutta questa aria di regime, riferita alla gestione della pandemia, non la avverto. Anzi, mi pare che il governo non sappia più che pesci pigliare e si confidi coi virologi, i quali non sanno che pesci pigliare. Bel regime proprio. Kim Yong Hun sta prendendo appunti mentre si rotola dalle risate.
    Lo stato di emergenza prolungato serve per poter emanare dei decreti tipo quello delle mascherine all’aperto che, lo so, non hanno nessun senso logico, ma almeno danno un segnale alla gente che c’è da stare un po’ più attenti per evitare un’altra chiusura. Perché tutto questo caos di notizie contrastanti ha portato la gente allo svacco e fomentato i giubbetti arancioni, no vax, no covid, no mask, no brain.
    Poi, vabbè, serve anche a tenere lontane le elezioni e Salvini in modo da chiudere il Paese e riaprire gli sbarchi, ma questo è un altro capitolo.
    Intanto la Azzolina ha detto che i contagi non avvengono a scuola, ma fuori. Ha ragione visto che 1 metro fuori dal portone delle scuole i ragazzi si ammassano negli autobus o vanno a fare un giro in centro, in gruppo, abbracciati e no mask.

    Risposta
    allora, secondo lei Mauro, come mai i controlli sono quasi spariti in questi tre mesi? Perché si è permesso lo “svacco” ed ora si cerca di riportarci in clima da pre lockdown? Molti virologi affermano che le mascherine vanno usate in caso di assembramento o al chiuso ma nei luoghi aperti o dove non c’è nessuno sono inutili,come scrive anche lei.
    Le “notizie contrastanti” arrivano proprio dal governo che prima ci spranga in casa e poi permette qualsiasi cosa, persino il giro d’Italia…per poi sprangarci la bocca con una mascherina anche dove non serve. Cioè:”bambini” siete stati cattivi e adesso vi puniamo? Tutti, anche quelli che si sono attenuti scrupolosamente alle regole. Ma, attenzione, bar, ristoranti e quant’altro sono porto franco… Poi, se serve a tenere lontane le elezioni, come scrive, allora, forse, un po di air de régime si sente…

  2. Un pochina di aria di regime deve essere arrivata anche al governo perché stanno facendo retromarcia su tutta la linea, dopo che l’opposizione gli ha detto di rendere pubblici i verbali del Cts che vogliono tenersi per sé, si devono essere spaventati e per paura di perdere troppi consensi stanno rinculando su tutta la linea.
    Dunque,bar e ristoranti e pizzerie aperte come gli pare.
    Mascherine all’aperto? si ma con buon senso…cioè?
    Cioè si può anche non metterla se si sta distanziati e non si sta a parlare in strada con estranei.( Io non parlo mai con estranei in strada e cambio strada ogni volta che incrocio qualcuno). Ma gli sportivi possono andare comunque senza mascherina anche se parlano da soli.
    Chiaro no?
    Ma non è ancora detta l’ultima parola.
    PS: nei boschi si può anche andare senza mascherina salvo se si dovessero incrociare lupi mannari o orsi in quel caso bisogna averla per fargli passare la voglia di mettersi a conversare con noi.

  3. Di controlli a mio avviso se ne sono sempre visti pochi, a parte le sceneggiate a puro scopo televisivo delle Barbare d’Urso di turno, con dispiego di elicotteri, droni e lo sbarco dei lagunari sulla spiaggia di Jesolo per catturare un pericoloso passante che, solo nel raggio di chilometri, portava in giro il cane.
    Mi creda, temo molto di più la dabbenaggine di chi ci governa che non la loro autorità.

    Risposta
    beh, certo, anche quella è molto pericolosa, ha ragione, ma spesso chi ha in mano il potere crede di essere “invincibile” (come SuperTrump), bisogna ricordargli, ogni tanto, che il potere può dare alla testa.

  4. E’ vero, il Parlamento, istituzione a fondamento delle democrazia, ha sempre meno valore in questa nostra Italia.
    Con le liste bloccate sono i segretari di partito che decidono chi deve andare in Parlamento, l’elettore si limita a votare il partito, il resto viene da sé, ossia una classe politica che non ha alcun legame con l’elettore e va per conto suo, anzi va per conto dei giochi di potere.
    Un Parlamento che si limita a ratificare le decisioni del governo, anzi le decisioni di una oligarchia di governo, apportando qualche timido emendamento, sempre che questo non scateni le varie fazioni l’una contro l’altra. Nessuna iniziativa importante.
    In questo senso, il nostro è un regime strisciante, dall’apparente volto protettivo, in realtà una somma di inadeguatezze.
    Forse i cosiddetti governatori, ossia i Presidenti di Regione, rispecchiano molto di più la volontà popolare (non per nulla si parla di limitarne i poteri), ma manca l’organo che ne coordini l’operato.
    Con l’avvento di Conte, s’è perso pure quel minimo di rappresentatività popolare che dovrebbe avere il Presidente del Consiglio: scelto dal Presidente delle Repubblica secondo le indicazioni del voto, e riscossa la fiducia da parte del Parlamento, il PdC in un certo senso deve essere espressione della volontà popolare.

    Tutto l’opposto s’è verificato con Conte: fu scelto da Di Maio, ossia da un segretatio di partito, Mattarella non lo conosceva neppure, e riscosse la fiducia solo perché i due vincitori delle elezioni (l’uno come primo partito, l’altro come coalizione) non si piegarono a lasciare il posto all’altro. Mera convenienza per governare comunque, avallata da un Parlamento che non aveva la minima intenzione di rimettersi in discussione.
    Alla faccia della democrazia.

    Risposta
    questo governo è l’espressione della volontà di potere insito in certa politica. L’esatto contrario della democrazia.

  5. da La Stampa on line di oggi:
    “Momenti di tensione a Napoli per un fermo di polizia ai danni di una donna che, sulla centrale via Roma, dopo aver rifiutato l’invito di un agente ad indossare la mascherina ha tentato una fuga e, raggiunta, ha colpito il poliziotto che cercava di bloccarla.
    La donna, racconta chi ha assistito alla scena, è stata avvicinata dai due agenti in moto che, come prevede l’ordinanza anti-covid del Governatore della Campania De Luca – invitavano i passanti a portare la mascherina. La donna avrebbe rifiutato di seguire l’indicazione chiedendo agli agenti, prima di allontanarsi, di mostrarle il testo della legga. La confusione seguita all’arrivo di altri mezzi di polizia e di alcuni militari in servizio di controllo ha avuto termine solo quando la signora è stata fatta entrare in una auto della questura dove è tutt’ora in stato di fermo.”
    Ora, mi sembra giusto che tutti osserviamo delle regole per la tutela della salute, ormai ci escono dagli occhi e dalle orecchie. C’è chi però le osserva molto e chi poco. C’è chi le infrange del tutto e chi le segue pedissequamente.
    Non si prende nessun premio a seguirle solo la coscienza di aver fatto il proprio dovere e il bene della comunità perché a questo servono le regole.
    Ma, in questo caso, avrei qualcosa da obiettare.
    La politica deve fare molta attenzione a come si muove in questo frangente: la gente, soprattutto i giovani e i soggetti più fragili, comincia a non poterne proprio più.
    Va bene, gli agenti fanno il loro lavoro e niente da dire.
    Ma, qualcuno mi può spiegare perché quando serve non si vede un vigile che sia uno? Per esempio quando ti mettono sotto sulle strisce o anche no, quando ci sono cani sguinzagliati anche di grossa taglia col rischio che ti mordano e ti uccidano e i padroni se la ridacchiano, quando vanno in monopattino, motorino, bici sui marciapiedi e tu sei a rischio di venire impallinato come un birillo…e in molte altre occasioni nelle quali ci sarebbe il bisogno di qualcuno che fa rispettare le regole che stanno alla base dell’incolumità delle persone ma non c’è mai nessuno che le fa rispettare?
    Mentre in questo caso una signora, immagino non mordace, se ne andava da sola a passeggio per i fatti propri e però non indossava la mascherina, ok è fuori regola, ma allora perché per tutte le altre situazioni si lascia tranquillamente correre mentre qui ci si intigna fino a farla arrestare? Anche negli altri casi c’è di mezzo la salute e la vita perché in questo caso ci si accanisce e non si invita semplicemente la signora a rispettare le regole?
    Temo che ci sia una tendenza dimostrare dove sta il “potere” e chi lo gestisce lo fa osservare in questo caso più che in altri perché “il momento lo richiede”.
    Ma questa china è pericolosa perché limitare la libertà delle persone, in democrazia è sempre un esercizio di potere che può sconfinare nell’abuso.
    E per alcuni o per molti questo può coincidere con gravi problemi esistenziali che già esistono e potrebbero esplodere in disagio ancora maggiore e persino incontrollabile.

  6. Ci impongono le mascherine all’aperto, ma in questi mesi cosa è stato fatto davvero per contrastare il virus? Per potenziare le strutture sanitarie? Niente. I mesi sono passati nel trastullo del referendum voluto dai grillini e sulle regionali e le pulsioni verso il potere dei vari partiti, sulla cosa più importante che al governo spergiurano da mesi di avere a cuore e cioè la salute degli italiani? Niente!
    Conte vai a casa.

  7. Non mi sembra proprio così.
    In questi mesi sono stati sviluppati e resi disponibili su larga scala i test rapidi antigenici. (e infilare una cosa su per il naso è effettivamente un gesto antiigienico). Sono stati migliorati i protocolli di cura che permettono di ricorrere meno alla terapia intensiva. Oggi, a parità di contagi, si muore molto meno.

    Purtroppo, se non si limitano i contagi, non si risolve nulla. Se nei prossimi mesi si salisse a numeri dieci volte quelli attuali sarebbe una battaglia persa comunque.

    Quanto al regime, è evidente che la nostra democrazia, così come era stata impostata nella Costituzione, è andata in crisi e andrebbe riprogettata.
    Rispetto al primo dopoguerra, per esempio, è esplosa la comunicazione.
    Internet ha permesso di far circolare le idee, giuste e soprattutto sbagliate, oltre ogni limite immaginabile. Sono fiorite le leggende metropolitane, il complottismo, e tutti gli altri “ismi” possibili.
    I partiti si sono trasformati e si trasformano continuamente, per cui l’elettore non sa più per chi vota.
    Sono state sperimentate le alchimie più fantasiose che avrebbero fatto arrossire Andreotti e Moro. Il governo gialloverde, e peggio ancora il giallorosso, sono il massimo dello spregio verso gli elettori.

    L’epidemia ha poi fatto emergere il fatto che il decentramento alle Regioni e ai Comuni è stato eccessivo e mal realizzato.
    Probabilmentebisognerà riaccentrare qualcosa, e non solo durente l’epidemia, altrimenti sarà il caos.
    Le crisi fanno emergere i problemi che già c’erano, ma che venivano tollerati. Forse ora è il momento di prenderli di petto e risolverli.

    Risposta
    auguri! lei vorrebbe “riprogettare la democrazia? basterebbe seguire la carta costituzionale e non fare i furbi. In quanto al resto, chi doveva fare delle cose molto precise non le ha fatte ma ha seguito il ballo del quà quà e anche del Quaquaraquà.
    Un paese serio fa le cose serie e non insegue le velleità dei partiti, le dittature sono sempre in agguato anche e soprattutto dietro ai virus.

  8. Se la Costituzione, pensata oltre 70 anni fa, fosse adeguata ai tempi di oggi i padri costituenti sarebbero stati degli indovini.
    Con tutta la loro serietà e competenza non potevano progettare una democrazia adatta ai tempi di oggi.
    Anche perché erano ossessionati dal timore che potesse tornare la dittatura, e molti articoli hanno senso solo per questo.
    Inoltre la Costituzione è stata il miglior compromesso che si riuscì a trovare tra l’ideologia cattolica e l’ideologia comunista.
    Oggi, con più serenità, si potrebbe riscrivere meglio. La Costituzione è il prodotto di esperti di diritto e politici che fecero del loro meglio. Non ce l’ha dettata Dio come le dodici tavole.

    Risposta
    giù le mani dalla Costituzione!I padri costituenti avevano previsto anche questo suo commento, 70 anni sono un lampo, bisogna conoscerla e applicarla non cambiarla per fare solo altri danni o l’interesse di partitucoli di presuntuosi che pensano solo ai loro piccoli e meschini interessi.

  9. Non c’entrano niente i partitucoli.
    Bisognerebbe riscriverla in modo più chiaro e non equivoco, eliminando tutte le incongruenze dettate dai problemi che ho descritto sopra.
    Ovviamente, lo dovrebbe fare una nuova assemblea costituente, che si potrebbe chiamare “ricostituente”, formata da esperti e trasversale ai partiti.

    Risposta
    ricostituente? beh, certo, specie ora…un buon ricostituente ci vuole, ma lei Lenzini, scusi, chi ci metterebbe in questa nuova assemblea?
    Non sarebbe un po’ faticoso trovare personaggi del calibro dei padri? Secondo me ne verrebbe fuori un bel pateracchio, decisamente non mi sento di sposare la sua idea, a me sta bene questa e soverchia. E poi a me sembra chiarissima e per niente “equivoca”.

  10. Mah, la costituzione americana è molto più antica della nostra, nessuno s’è sognato di svecchiarla. Funziona perché la si applica.
    Non è che la nostra Costituzione non funzioni, è che non la applichiamo.
    Un vulnus gravissimo è per esempio la non rappresentatività reale del Parlamento. Un’altro è che non si tutela affatto il paesaggio e non prodighiamo affatto la massima energia sul lavoro, cosa che divrebbe essere primaria, visto che la Repubblica è “fondata sul lavoro”.
    E vogliamo parlare della giustizia? Siamo sicuri che è “uguale per tutti”? Manco per niente.
    Potremmo avere la miglior costituzione del mondo, ma se non la applichiamo, che ce ne facciamo?

    Risposta
    se non la applichiamo non facciamo onore ai morti e a quanti hanno sofferto e vissuto un periodo tragico della nostra storia recente e disperdiamo quei valori che sono alla base della Repubblica nata dalla Resistenza e dal sacrificio di molti uomini e donne che non hanno esitato a dare la propria vita per la libertà.
    E questo è un gravissimo errore.

  11. Le faccio un esempio tra tanti.
    L’articolo 33 recita così: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”
    Evidentemente questo articolo era uno di quei compromessi tra cattolici e comunisti, e permetteva la sopravvivenza delle scuole private gestite da religiosi
    Molti, soprattutto insegnanti, lo hanno inteso nel senso che ogni insegnante è libero di insegnare ai ragazzi quello che vuole col metodo che vuole.

    Non pensa che sarebbe da scrivere più chiaro, anche solo eliminando dalla prima frase “e libero ne è l’insegnamento”?

    Risposta
    manco per niente. Penso che l’insegnamento debba essere libero o lei vuole insegnanti intruppati e irregimentati o a documentarsi ogni volta su come i vari governi o partiti vogliono che un certo tema venga insegnato a seconda delle loro interpretazioni? Mi spiace ma la “riforma Lenzini” da qui non passa.

  12. La Costituzione dà le direttive fondamentali cui il Paese deve attenersi, proprio per non renderla obsoleta nel breve periodo. La linee generali non cambiano da un giorno all’altro.

    La Costituzione quindi, non si deve prendere carico di entrare in dettaglio nelle disposizioni. Questo lavoro spetta alla leggi che però non possono contraddire le linee generali della Costituzione, pena, se lo facessero, essere dichiarate incostituzionali.

    La legge elettorale non è stata definita dalla Costituzione proprio per quel carattere generale che le si è voluto dare.
    Spetta alla legge definirla purché assicuri la rappresentatività popolare. Cosa che oggi non assicura al meglio.

  13. Signora Gazzato, ogni dipendente, pubblico o privato, in cambio dello stipendio, deve fare quello che il suo datore di lavoro si aspetta da lui.
    L’istruzione è un diritto dei cittadini e deve essere valida e impartita uniformemente.
    Lo Stato definisce i programmi e i dirigenti di istituto devono vigilare a che gli insegnanti seguano le linee guida uguali per tutti e non trasmettano ai ragazzi i propri punti di vista personali, spesso discutibili.
    Se uno vuole insegnare quello che vuole e come vuole, la Costituzione gli dice come fare: apre una scuola propria, privata e senza oneri per lo Stato.

    Risposta
    Lenzini qui non siamo una rubrica di culinaria, ci sono molti blog che insegnano a girare le frittate, qui no.
    Devo ricordarle che è lei che ha scritto che bisognerebbe modificare la costituzione dove dice che l’insegnamento deve essere libero? ” Non pensa che sarebbe da scrivere più chiaro, anche solo eliminando dalla prima frase “e libero ne è l’insegnamento”?”””
    E che io le ho risposto che per me non c’è nulla da modificare? Ora questa lezioncina da quale pulpito casca? E con quali presupposti? E soprattutto, con quale veste?

  14. La semplice veste di cittadino consapevole dei propri diritti. Non c’è bisogno di essere esperti o titolati.
    La Costituzione è scritta facile per essere letta e capita dai cittadini, e il servizio scolastico deve soddisfare i suoi clienti: ragazzi e genitori.

    Io, quando andavo a parlare con gli insegnanti di mio figlio, non mi limitavo ad ascoltare i loro giudizi – nello specifico sempre positivi – ma facevo anche le mie rimostranze.
    Ricordo la faccia dell’insegnante di inglese che mi diceva che era molto soddisfatta di mio figlio quando le feci presente che io non ero soddisfatto per niente, perché non sapeva spiccicare una frase in inglese.

    Per non parlare di quegli insegnanti che, oltre ad essere poco bravi, trasmettono e quasi impongono ai ragazzi le proprie posizioni ideologiche.
    Altro che libertà di insegnare quello che vogliono e come vogliono …

    Risposta
    cosa ne direbbe se un insegnante volesse insegnare a lei il suo mestiere? Non crede che si seccherebbe? Perché agli insegnanti tutti vogliono sempre insegnare tutto?
    Ps: noto che oggi scrive “la costituzione è scritta facile…” mentre ieri le sembrava poco chiara, mi fa piacere che abbia cambiato idea dal giorno alla notte.

  15. Non ho cambiato idea. Ci pensi un attimo.

    Ho scritto che la Costituzione, come anche il Codice Civile, sono scritti in un linguaggio facile nel senso che non occorre un giurista per interpretarli.

    Il fatto che siano scritti in un linguaggio facile anziché in termini giuridici non significa che certe frasi non possano essere vaghe e frainendibili. Anche quando parliamo tra me e lei in linguaggio normale capita di fraintendere.

    La cito un altro passaggio ambiguo: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.”
    L’ambiguità sta nel termine “altro”, che implica che la magistratura sia uno dei poteri dello stato, il che sarebbe in contrasto con l’articolo 2 che dice che il potere appartiene al popolo. E i magistrati non sono eletti dal popolo, ma si nominano tra loro.

    L’articolo si sarebbe dovuto scrivere in maniera più chiara “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente dal potere esecutivo.”

    Peraltro, termini come “ogni altro” sono indefiniti, e sono esplicitamente vietati dal “Manuale per la redazione dei documenti normativi” messo a punto dal Parlamento per la scrittura delle leggi.
    Se si scrivesse la Costituzione oggi non si userebbe quel termine.
    Si specificherebbe dettagliatamente da quali poteri è indipendente.

    Questo per spiegare come anche espressioni semplici come “ogni altro” possono essere insidiose.

    Risposta
    Lenzini, stia pur certo che se dovessero riscrivere la costituzione non la chiameranno in causa, ci metterebbe troppo tempo solo per decidere l’uso degli articoli. No, non è cosa. Per me è chiarissima. Ribadisco. Anche nel punto che indica lei. Chiarissima.

  16. Quanto al fatto che tutti vorrebbero insegnare il mestiere agli insegnanti, mi pare naturale.
    Gli insegnanti, come pure i medici e gli altri fornitori di servizi pubblici, hanno degli obiettivi e dei risultati da raggiungere. Non sono come gli antichi filosofi che fondavano una scuola e chi ci voleva andare ci andava.

    L’obiettivo è formare dei giovani cittadini istruiti, colti, maturi e responsabili.

    E, se i metodi di insegnamento sono competenza degli insegnanti, i risultati sono valutabili dalle famiglie, dagli studenti stessi e dalla società nel suo complesso.

    Se, come nell’esempio che ho fatto, un ragazzo non ha imparato l’inglese a scuola e, se lo vuole imparare, deve andare a studiarlo in una scuola privata dove fanno full immersion, è evidente che l’insegnante non ha raggiunto il suo obiettivo, e gli studenti e i genitori hanno tutto il diritto di giudicarla.
    Io ho imparato bene l’inglese perché la mia insegnante faceva full immersion nei lontani anni ’60, e ci faceva sentire in classe i dischi con le conversazioni tra inglesi.

    Un’insegnante che pretende di insegnare l’inglese parlando l’italiano in classe e insegnando le regole della grammatica (sono più le eccezioni che le regole) deve essere redarguita dal capo d’istituto e costretta a cambiare metodo.

    Risposta
    ci sono professionisti bravi come mediocri, può darsi che il professore di cui parla non sia bravo ad insegnare l’inglese ma se ha i titoli per farlo lo fa come sa e come crede meglio. Certi metodi (redarguire o costringere) non sono da democrazie liberali.
    E comunque difficilmente al genitore viene in mente che il proprio pargolo potrebbe essere carente nello studio o nell’apprendimento.
    Le lingue straniere poi, nei programmi delle scuole italiane che non siano specialistiche, sono molto poco considerate, poche ore , spesso insegnanti che conoscono molto bene la teoria ma difettano un po’ nella pratica, ma ripeto, se hanno i titoli per insegnarle sono in regola.

  17. Ho l’impressione che lei non abbia mai lavorato in un sistema gerarchico.
    Io sono stato capo di altri e ho avuto dei capi.
    La democrazia non vale in un’azienda che ha degli obiettivi. Il capo risponde degli obiettivi e per questo deve avere dei dipendenti che lo seguono e non fanno di testa loro.
    Se uno non sopporta di avere un capo deve fare il libero professionista.
    Non si può essere lavoratori dipendenti, come gli insegnanti, rivecevere uno stipendio fisso, e poi avere la velleità di lavorare come liberi professionisti.
    O l’uno o l’altro.

    Risposta
    la sua impressione è del tutto sbagliata. La scuola NON è un’azienda.

  18. Se non vogliamo credere che la scuola sia un’ un’azienda, possiamo farlo. Ma in una scuola che si rispetti bisogna fissare degli obiettivi , controllare che gli addetti (insegnanti) li raggiungano ed applicare i concetti di meritocrazia ( sempre degli insegnanti). Cioè, che piaccia o meno, si comporta come un’Azienda in cui il Preside é ( dovrebbe essere) il General Manager. Anche per la Chiesa vale questo concetto : il Papa ( che é l’Amministratore Delegato / Presidente della Chiesa) ha licenziato su due piedi un cardinale ( cioé uno dei suo direttori) per cattivo esercizio delle sue funzioni. E lo ha fatto senza preavviso, ancora più spietatamente della più odiosa multinazionale. I concetti con i quali si gestisce e si sviluppa un’azienda sono i concetti generali che dovrebbero essere applicati ovunque.
    Risposta
    anch’io vorrei licenziare il governo e non da oggi, anche il paese è “azienda” e li sono tutti “dipendenti pubblici”, ma non so come mai, sono ancora li e pensano di restarci ancora a lungo e delle mie proteste se ne fanno il baffo.
    Gli insegnanti andrebbero messi al rogo, tutti, solo per le “pene” subite da ragazzi e rimaste incrostate nell’inconscio. La scuola NON è un’azienda, qualsiasi paragone è inaccettabile. Gli insegnanti subiscono vessazioni di tutti i tipi, la “meritocrazia” è una fiaba per bambini anche un po’ ingenui.
    I genitori si sentono in diritto non solo di criticarli ma anche di pretendere che il preside (il Capo supremo) li mandi via a calci nel sedere se il loro figliolo non si dimostra un genio. La colpa è dell’insegnante. Come mai non c’è la stessa determinazione e durezza con tutti gli altri che dipendono dallo stato? Occhio perché ce ne sono tantissimi.

  19. Lenzini, il capo vecchio stampo è quello che descrive lei: lui al vertice, gli altri in cascata gerarchica.
    Ha mai sentito parlare di organizzazione a matrice? Dove i rapporti non sono solo verticali ma anche orizzontali?
    Il capo moderno è quello capace di delegare, lasciando iniziativa ai suoi collaboratori, limitandosi ad un rapporto più fiduciario che gerarchico.

  20. La delega fa parte dell’organizzazione gerarchica.
    Ovvio che c’è una cascata di deleghe. Altrimenti avremmo una struttura “piatta”.
    Rapporti orizzontali? Perché no? Resta il fatto che esistono dei ruoli di responsabili che devono portare i risultati.
    La maggior parte delle organizzazioni sono di tipo gerarchico/funzionale.
    Inoltre ci sono decisioni da prendere collettivamente (per esempio, nei “consigli di istituto”).
    Questo, però, limita ancora di più la libertà del singolo lavoratore perché crea una dipendenza multipla da altri.
    In sostanza, qualunque sia il modello organizzativo (io queste cose le ho pure insegnate) non esiste che un lavoratore dipendente con stipendio fisso possa lavorare come gli pare.
    Su questo spero che siamo d’accordo.
    Non dimentichiamo che siamo partiti dal concetto di “libertà di insegnamento”.

  21. Io credo che l’epidemia la dobbiamo anticipare invece di inseguirla.
    In primavera siamo riusciti a bloccare la crescita perché il governo ha preso provvedimenti che sembravano eccessivi e prematuri, ma che si sono rivelati lungimiranti.

    Se ogni settimana introduciamo timidamente un pizzicco di restrizioni in più finiamo come la Francia.

    Bisogna chiudere subito nuovamente scuole e palestre. Io, pur avendo pagato l’abbonamento, non sto andando in palestra perché molti si allenano senza mascherina.
    Nei bar e ristoranti bisogna introdurre orari limitati e misure di prevenzione stringenti, e chiudere non più tardi delle 10 di sera, e poi un sostanziale coprifuoco. Nei Paesi anglosassoni cenano dalle 6 alle 8 di sera. Possiamo farlo anche noi.
    Non è tanto significativo quanti si contagiano a scuola. Il problema è quello che succede subito fuori dalle scuole e sui mezzi pubblici.

    Questa volta non siamo noi gli apripista. Abbiamo Paesi che stanno peggio di noi e hanno già introdotto restrizioni più severe.
    Imitiamoli in anticipo prima di trovarci nelle stesse condizioni!
    Risposta
    sulle scuole e i ristoranti sono d’accordo, c’hanno provato ma in effetti i contagi aumentano tanto soprattutto per questi e anche perché l’uso delle mascherine è stato tutta l’estate ampiamente eluso, in molti hanno fatto di tutto e di più (come se nulla fosse) e i controlli non ci sono stati.
    Si “doveva” arrivare a questo. Lo sapevano al governo. Il lockdown di Marzo è stato eccessivo e per nulla lungimirante ma vicino alla dittatura.
    Va bene seguire le regole, ma impedire alla gente di uscire di casa o di stare a 200 metri da casa, non si può fare. Ora non credo che si ripeterà anche perché Conte e Speranza avrebbero i consensi a picco (già ce li hanno) e cosi tutto il governo. Si diano una smossa coi soldi tanti annunciati e mai arrivati per potenziare le strutture ospedaliere invece di fare tante chiacchiere e Dpcm inutili.

  22. Vorrei sottolineare anche un errore di natura psicologica.
    Tutti temiamo di più gli sconosciuti, più ancora se stranieri, mentre ci sentiamo più tranquilli quando frequentiamo amici e parenti.
    In realtà, se amici e parenti frequentano ambienti diversi, ci possono trasmettere il virus come gli altri.
    Unica eccezione le persone conviventi, con le quali non adottiamo precauzioni non perché il rischio non ci sia, ma perché non c’è modo di difendersi.
    Riconosco che anche nella mia famiglia si è caduti spesso in questa trappola mentale, organizzando pranzi e cene con parenti.
    In questo periodo, a differenza che in primavera, non ci sono più focolai circoscritti, e il virus è molto più diffuso su tutto il territorio. Chiunque, compresi parenti e amici, ce lo può trasmettere.
    Credo che questa sia stata una delle cause principali della ripresa dell’epidemia.

    Risposta
    Certo i comportamenti individuali sono fondamentali in questa come in tante altre occasioni. Ci sono molte malattie che dipendono dai comportamenti individuali e non solo le epidemie ma si preferisce “tamponare” che prevenire. Un esempio: l’inquinamento nelle aree urbane ha raggiunto livelli stratosferici ma che cosa si è fatto in questi anni per limitarlo? Quasi nulla. E questo è anche una delle cause di trasmissione di agenti patogeni.
    Ce ne sarebbero molti altri ma, per ora mi limito a questo.
    PS: con i miei fratelli ( e con tutti gli altri parenti) non ci vediamo dall’inizio di questa storia, abbiamo deciso che possiamo sentirci per telefono fino a che non sarà del tutto sicuro incontrarci senza pericoli. Sarebbe interessante capire in quanti stanno agendo in questo modo.

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