Il processo del signor S

Pubblico questo piccolo reportage di Alessandro che ha assistito al comizio di Salvini a Catania, il giorno prima del processo del secolo. Quasi un D day o meglio un S day.

Beh, vedremo come andrà, anche Salvini è umano e deve rispondere delle azioni che compie soprattutto quando si svolgono cariche istituzionali cosi importanti.

Concordo con quanto dice Alessandro alla fine e cioè che la ragione non sta mai da una sola parte e anche Salvini di sicuro qualche cosa di giusto la fa e la dice. Ma non mi entusiasmerei troppo circa le sue promesse di costruire il Ponte, magari potrebbe anche essere in buona fede ma è anche molto facile che, visto che si trovava li, ne abbia sparata una delle sue. Anche per me (come per Alessandro) vale la domanda: “Dov’era Conte,?forte e chiara…ma questa rappresentazione fatta a favore di telecamere come un divo di Hollywood, mi sembra una pacchianata.

Salvini non ha certo bisogno di consigli, ha dimostrato di saper sbagliare benissimo da solo, ma nel caso, potendo, lo avrei sconsigliato…comunque, ai posteri.

 

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Grande assembramento di forze dell’ordine -carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, polizia comunale- al Porto di Catania, insomma tutti presenti, come per le più alte e prestigiose personalità.
È arrivato il Presidente della Repubblica? Niente affatto, si tratta di Salvini che terrà un pubblico comizio prima di presentarsi, domani, al tribunale di Catania per rispondere di sequestro di persona.

Nell’entrare…all’aperto del porto, regolarmente mascherato, mi misurano la temperatura, operazione reiterata in altri posti di blocco. Risulto sano, e supero le barriere.
Grande palco illuminato con tre schermi giganti, ai lati grandi e accattivanti immagini di Salvini sorridente, slogan noti ma che fanno presa: “Prima gli italiani”, “Una sfida di libertà”.
La gente si accalca nel grande spiazzo recintato, mi consegnano qualcosa, è un cartello con la scritta “Processate anche me”. Dovrei mostrarlo agitando le braccia, ma no, non c’è motivo di farmi processare, abbandono il cartello sul gradino del marciapiede, dove sono seduto a distanza di sicurezza dalla folla.
“La bandiere, mi raccomando le bandiere” -urla lo speaker al microfono- agitatele bene!” Nell’attesa una musica a tutto volume, lacera gli orecchi.
Intanto si fa sera, nello sfondo il profilo scuro della città con le luci ancora spente, e le sue cupole.
Finalmente arriva qualcuno, è
Maria Giovanna che introduce Salvini: ed eccolo Matteo, camicia bianca, volto disteso, come prima cosa rivolge un pensiero ad Aurelio, la guardia costiera morta per salvare due giovani dal mare in tempesta.
Segue un repertorio noto:
“Vivere da protagonisti”, “Chi ha paura muore ogni giorno” , “Andrò in tribunale perché ho fatto ciò che la legge mi permetteva di fare”.
Dalla platea, “Matteo, Matteo”.
Lui continua: “In questo anno abbiamo lavorato per unire di più, non per dividere”.
In merito a chi nei social gli augura di prendersi il coronavirus, risponde:
“Che schifo quelli che godono delle malattie altrui”.
Riferendosi alle loro richieste inascoltate, di mettere in quarantena chi proveniva dalla Cina), dice:
“Siamo In un paese dove chi sbaglia non paga mai”.
E così via.
Quando termina, in cielo brilla la luna piena, e s’ode, come un saluto, il fischio del treno che passa sopra gli “archi della marina” che recingono il porto.
Dopo il comizio, cena alla Vecchia Dogana, insieme con 800 fans, ognuno paga per sé, Salvini ci tiene a precisarlo. Domani al Palazzo di giustizia a testa alta, e là non sarà organizzata nessuna manifestazione pro domo sua. Anche questo Salvini tiene a dire.

Non ho mai creduto che i meriti siano tutti da un lato e i torti tutto dall’altro lato, ascoltando Salvini ne ho avuto conferma.
Cito due argomenti in cui gli ho dato ragione:
primo, che la decisione per cui è incriminato non può essere ascritta solo a lui. Dov’era Conte? Non è lui il Presidente del Consiglio dei ministri? E se Conte non ha deciso, ha certamente tollerato;
secondo, che il Ponte sullo Stretto è opera irrinunciabile, da fare subito. Altro che trastullarsi col tunnel sottomarino come fa Conte. Ben detto chiaro e forte.

 

 

Alessandro Stramondo

5 commenti su “Il processo del signor S”

  1. Che strana giornata questo 3 ottobre 2020, mentre Venezia sta col fiato sospeso per la paura che l’acqua invada la città anche se pare che il sistema di dighe mobili (Mose) stia per ora funzionando, dalla parte opposta della penisola, a Catania, formazioni contrapposte attendono l’esito della prima udienza del tribunale nei confronti dell’ex ministro dell’Interno, leader della Lega Matteo Salvini.
    Ho visto i rispettivi video: la mia città in attesa col fiato sospeso che si fida e non si fida delle rassicurazioni sul Mose, dopotutto sarebbe la prima volta che entra in funzione e l’esperienza ha insegnato ai veneziani ad aver paura dell’acqua pur se ci vivono immersi da sempre.
    Mentre agli antipodi, Catania, affronta questa sfida tra idee anch’esse agli antipodi.
    Chi vuole il leader della Lega (non più nord) assolto con formula piena e chi, al contrario, vorrebbe che fosse fatta giustizia per quegli uomini, donne e bambini che sono stati trattenuti per giorni a bordo di una nave al porto, sotto un sole leonino, senza poter sbarcare.
    E’ vero che Salvini ha ottemperato al Programma del suo partito cioè fermare gli sbarchi, ma c’è modo e modo. Costringere delle persone su un ponte di una nave per giorni e giorni, per me è crudeltà e non c’è nessuna ragione politica che possa giustificarla.
    Ora vedremo se questa specie di Woodstock siciliana del nostro (o loro) eroe, sortirà l’effetto di farne una vittima della “giustizia ingiusta” o che “interferisce con la politica” come ha affermato Meloni accorsa a Catania per solidarietà nei riguardi del “fratello” e anche per propagandare l’ideologia del suo partito e rinfrescare la sua immagine già di per sé fresca e in ascesa di consensi.
    Ma, fatta salva la possibilità di manifestare le proprie idee e convinzioni, trovo, specie in questo momento, del tutto inopportuna questa Woodstock della Lega che ne approfitta per magnificare le proprie politiche.
    E ho visto assembramenti inopportuni in un momento di continua emergenza sanitaria, fortemente voluta dal governo e che non sembra finire mai.
    Vedremo se il Mose farà il proprio dovere e salverà Venezia dall’acqua e vedremo se i giudici di Catania salveranno Salvini dalle accuse di sequestro di persona.
    Io mi auguro che le cose vadano bene per i veneziani (anche se il cielo è cupissimo e la pioggia scende a secchi ma vedo che in altre parti d’Italia va anche molto peggio)) e per Salvini, mi auguro sia fatta Giustizia e solo i giudici possono emettere sentenze.
    P.S. è uscito un bel sole…e poi con 125 cm sul medio mare il Mose non ha fatto un grande lavoro, si è limitato a ridurre di qualche millimetro ma nei casi di 180, cosa potrebbe succedere?

  2. Il Palazzo di Giustizia di Catania è il più grande di tutta la città, fu costruito dal 1936 al 1951, sorge in piazza Giovanni Verga, al sui ingrasso spicca la gigantesca statua della giustizia di M.M. Lazzaro, una donna che soppesa sul palmo delle mani due uomini nudi, il giusto e il colpevole. Secondo palazzo per cubatura, è il Carcere Borbonico, ora adibito a caserma.
    Non è strano che entrambi i luoghi di sofferenza, l’uno dove si giudica e si comminano le pene, l’altro dove le pene si scontano, abbiano trovato il più ampio spazio in una città che diede i natali al legislatore Caronda: di lui si narra che, di ritorno da una caccia, entrasse armato in parlamento, in violazione alla legge da lui promulgata, e che, per sua decisione, fosse condannato a morte, come la stessa legge prevedeva.

    Oggi, il Palazzo di Giustizia è riservato a un solo uomo, il leghista Salvini, ex ministro dell’interno, incriminato per il noto fatto della nave Gregoretti.
    Tutto intorno è stato fatto il vuoto, niente accesso in auto e da un certo punto in poi neppure a piedi. Transenne e cordoni di polizia assicurano che tutto si svolga regolarmente.
    Ma nella vicina piazza Trento è pronto il corteo di protesta anti Salvini.
    Sventolano bandiere comuniste, giallo-rosse con la Trinacria, dei Cobas, etc. Folla ammassata, striscioni, proclami al megafono, slogan sui cartelli o recitati, insomma tutti gli ingredienti delle proteste di piazza: “Mai con Salvini”, “Sleghiamo la Sicilia”, “Odio la Lega”, “Decreto sicurezza bis = stato di polizia”. Scritte in latino (Salvini morituri te salutant), in siciliano (Salvini pagghiazzu), e in inglese (Leghisti not welcome), e perfino qualcuna con rima irriferibile (-Salvini, +p@@@@@i)
    Certo, sembra un modo di protestare un po’ datato, e a volte persino… sbracato.

    Intanto oggi comizi pro Salvini della Meloni e di Tajani, c’è sempre qualcuno che cerca di trarre profitto da ogni occasione.
    Mi auguro che in nessun caso, né dal comizio leghista di ieri, né dalle manifestazioni di oggi, la giustizia si faccia influenzare. La giustizia non sia né di classe, né politica, sia semplicemente Giusta.

  3. X Sra Gazzato : mi ha dato gioia vedere oggi un servizio televisivo da una Piazza San Marco con il pavimento asciutto mentre tutta l’Italia era sott’acqua. Venezia è un argomento che “tira” ed interessa e così penso che il mondo intero avrà apprezzato questo evento straordinario, che fa il paio con il ponte di Genova. E’un riconoscimento a quella parte di Italia buona che chiacchera poco e che fa cose belle e importanti.
    A Catania, l’avvocato Bongiorno ha spiegato in maniera sintetica e chiara quello che era successo. Il GUP, trovatosi di fronte Salvini ed esaminate le carte, ha deciso che non ci aveva capito granché . Per raccapezzarsi in quel papocchio, ha deciso di convocare Conte, Di Maio, Lamorgese, la Trenta , Toninelli e qualche altro. Prende una brutta piega per il Governo, costretto a sfilare per raccontare e giustificare cose che non stanno in piedi e nelle quali hanno sguazzato anche loro. Ma la Lamorgese, oltre che dal giudice, è stata convocata anche come testimone dalla Bongiorno per confermare che la procedura del Governo non prevede sbarco di clandestini se prima non vengono fissate le destinazione degli stessi. Ci sarà da ridere. Ma sarà un riso ben amaro perchè tutto questo processo alla Bokassa sarà anche seguito dai politici europei e mi domando con preoccupazione se i nostri partners ( si fa per dire) considereranno ancora opportuno concedere prestiti importanti ad un governo che cerca di far fuori in tribunale quegli avversari politici che non riesce a battere alle urne. Sperim ben, come dicono in Friuli.
    Chi definisce come Woodstock un assembramento di cittadini che manifesta la propria preoccupazione per un clima in cui si tenta di eliminare così gli avversari politici (processo per sequestro di persona ???) offende innanzitutto la propria intelligenza. E cosa dovrebbero essere allora le riunioni delle Sardine, dove si denuncia con una straordinaria violenza verbale la presunta violenza verbale di altri ? Dei Rave parties? Sorprende che quelli che ragliano al cielo ” quelli che scappano dalla guerra”, ” tenuti sotto il sole e torturati sulle navi”, non abbiano ancora capito che con tutta questa retorica pelosa portano acqua al mulino di Salvini. Salvini è cresciuto e prosperato grazie a questi ipocriti e ipocrite. Tra queste ultime, magari ci sono quelle signore che si scatenano per le presunte attenzioni di un regista verso una starlet , ma che si guardano bene dallo spendere una parola di compiacimento per la Meloni eletta Presidente dei Conservatori Europei. Glieli faccio io i complimenti
    Risposta
    mi fa piacere il suo apprezzamento su Venezia, ma che si sia arrivati a questo punto dopo quanto è successo, mi pare davvero il minimo, non posso dimenticare quanti miliardi sia costato il Mose (Mo’ se…move…)e soprattutto quanta corruzione prima di arrivare a questo (ho la faccia del “doge” Galan sempre ben presente), ma non è detto, perché questo primo giorno prevedeva una marea molto più alta e non c’è stata e il Mose è previsto che intervenga solo quando supera un certo limite, dove comunque l’acqua in piazza arriva,( immagino per questione di costi), quindi lo spot la ministra se lo sarebbe potuta anche risparmiare.Ma mi dispiace e anche molto per le altre regioni italiane sottoposte a queste tragedie per l’incuria e la scarsa o nulla manutenzione del territorio dopo tanti inutili proclami.
    In quanto a Salvini. Beh, per ora sentiamo i testimoni che c’entrano sicuramente e sono più che testimoni specie Conte che era ed è primo ministro, ma vorrei ricordarle che l’allora ministro si beava di aver fatto tutto da solo e si batteva il petto dicendo che non aveva paura della giustizia, ma poi…si cambia. Mi dispiace per la Bongiorno che si è presa la lastra sul piede, niente di grave ma si potrebbe dire che non comincia benissimo. Curioso però che ci si scagli spesso contro i giudici quando è stato il tribunale dei ministri che ha autorizzato il processo, se pensavano di eliminare Salvini per via giudiziara, non lo so, ma certo non si sono tirati indietro dopotutto è nelle loro prerogative.
    In quanto a Woodstock, è venuto in mente a me. Le sembra giusto trattare un politico come una rockstar bloccando un città per due giorni solo perché lui deve andare all’udienza preliminare del suo processo? A me sembra che l’Italia abbia problemi ben più gravi. E la Lega però non poteva non approfittare del momento e che momento…
    Ps: forse il Palazzo di Giustizia di Catania ha bisogno di qualche ritocchino per metterlo in sicurezza, ma non è il solo è tutta l’Italia che cade a pezzi, speriamo piccoli almeno…

  4. Si sta cercando di mascherare con effetti speciali una faccenda che è chiarissima quanto imbarazzante.
    Innanzitutto c’è stato e c’è tuttora un conflitto interno alla Magistratura. La Procura aveva indagato sull’operato di Salvini e aveva deciso che non c’era stato reato, e aveva chiesto l’archiviazione.
    I giudici, smentendo la Procura, rifiutarono l’archiviazione mandando Salvini a giudizio.
    Nell’udienza di oggi nuovamente la Procura ha chiesto l’archiviazione e il giudice ha preso tempo convocando mezzo governo.
    Secondo me, poco importa sapere se Conte era d’accordo con Salvini. Se non si è opposto e non lo ha fermato e nepure criticato a suo tempo vuol dire che era d’accordo.
    Interessante sentire cosa dirà la Lamorgese, che ha fatto la stessa cosa che aveva fatto Salvini, anzi, peggio, perché la sua nave è stata trattenuta in mare invece che ormeggiata in porto, e non è stata indagata.

    A me sembra che la questione sia molto semplice.
    Come il governo non può intervenire nei processi e nelle altre attività giudiziarie, che sono esclusiva competenza della Magistratura, la Magistratura non può intervenire nelle azioni del governo, che ne risponde solo al Parlamento.

    Tutto il resto è fumo per cercare di confondere le idee alla gente e non ammettere l’errore commesso dai magistrati che rifiutarono l’archiviazione (magari consigliati da Palamara e compagni).

    Risposta
    ognuno, di questa storia si fa il film che vuole e alla fine saranno tutti vincitori. Speriamo che tra questi ci sia la Giustizia.

  5. Sono d’accordo.
    Oltre alla Giustizia mi auguro che vinca anche la Costituzione e che non sia smentita la separazione dei poteri.

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