L’amaro…in fondo.

Il”popolo italiano”, cioè il 70 per cento del 54 per cento degli aventi diritto, ha deciso di avallare una legge populista e demagogica. E siamo andati all’ultimo posto in Europa per rappresentanza. Ci piace il fondo della classifica.
Ma va bene cosi, è la democrazia bellezza. Ma io nella partita non ci sono.
Hanno fatto esultare DiMaio, Zingaretti e le loro belle facce e compagnia cantante, il governo che ora si barrica e con un Parlamento che andrà di molto ridotto, ma dalla prossima legislatura. E’ stato utilizzato poco finora dai Conte uno e due, in ogni caso e forse, in futuro sarà usato come soprammobile.
Cosi come saranno ridotte le idee e gli spazi democratici, il dissenso interno ai partiti e nel paese. Nel nome dell’anticasta che diventa sempre più élite.

Cosa ne facciamo di quel “popolo” che ha disertato le urne? O che ha votato NO? E cosa ce ne facciamo di quegli spiccioli che rappresentano il risparmio?
Un altro Reddito di Nonfanullanza? O tagliamo le tasse agli evasori?
Ecco, sarebbe un’idea.

Le destre non hanno sorpassato (a destra) ma hanno messo in cantina per tempi migliori un pareggio. Beh, diciamo che la maggioranza attuale ci rappresenta sempre di meno ma si autoesalta sempre di più.

Ora, sarebbe tempo che si mettessero a pensare come aiutare gli italiani in difficoltà invece di stare a guardarsi i mignoli e a confrontarseli gli uni con gli altri.Li fuori c’è tutto un popolo che non ci sta ad essere preso per i fondelli.

Non avete vinto nulla grillini (piddini ancora meno), vi siete tagliati la “zavorra” solo per poter stare più comodi sulle poltrone. Il partito del non-voto diventa sempre più consistente. Qualcosa vorrà dire, o no?

Comunque in Veneto ha vinto solo Zaia che è un fenomeno paraleghista. Salvini può raccontarsela come vuole, ma in Veneto c’è lo zaismo e non il leghismo. In quanto alla Toscana è rimasta rossa per un pugno di voti, o giù di lì, la Ceccardi ha perso con onore, si deve dire.

I grillini hanno visto pochi voti, ma sono cosi presuntuosi che diranno certamente che hanno vinto tutto loro.

Beh, insomma, speriamo che da domani si parli d’altro.

Il governo durerà?Bene duri! Ma faccia anche qualcosa, almeno ogni tanto, altrimenti sarà l’Italia a non durare.

1 commento su “L’amaro…in fondo.”

  1. Bene, in futuro avreemo un mini parlamento e risparmieremo un po’ di quattrini: ma non abbiamo risolto il problema del bicameralismo perfetto, né quello della governabilità, né quello dell’efficienza dei parlamentari.
    In compenso il mini parlamento controllerà meno il Governo, anzi sarà il governo a controllare il mini parlamento.

    Il Parlamento non è un’accozzaglia di gente che pensa solo ai propri interesse e privilegi, è anche per contrastare questa idea (che è stata alla base della vittoria del si) che ho votato no. Il Parlamento è l’organo che legifera, che controlla l’operato del Governo e che ci rappresenta. Darne un’immagine totalnente negativa è falso e pericoloso, guai a delegittimare il Parlamento, come finora è stato fatto.
    Certo, non tutti i parlamentari si sono mostrati degni e all’altezza del loro ruolo, ma a ciò non si rimedia tagliando il numero: piuttosto, lo si fa rendendo più stretto il rapporto elettore-eletto, ma questa riforma lo rende più lasco, aumentando il numero di elettori che ciascun deputato rappresenta.

    Cosa succederà adesso? Nulla di quel “buono” che i promotori hanno dichiarato di voler perseguire, perché la riforma interesserà la prossima legislatura; invece in un momento in cui la politica dovrebbe produrre il massimo sforzo a causa della pandemia non debellata e delle misure da prendere per rilanciare l’economia, come l’utilizzo al meglio delle risorse Ue, in un momento così decisivo, ecco che il segnale è una sorta di delegittimazione di una istituzione, e l’orientamento è la centralizzazione di pochi della gestione del potere e delle sfide che ci aspettano nel futuro.

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