Occhio al ciclone!

Si può dire che questa orribile estate sta per volgere al termine? Forse, si può dire, ma…what next?

Cosa succede dopo?  C’è chi si suicida pensando di non farcela a sostenere un eventuale secondo lockdown, ma c’è anche chi si “batte” strenuamente perché riaprano le discoteche. Come se il nostro destino dipendesse dal poter fare quattro salti in beata compagnia, tutti rigorosamente distanziati ma in realtà, appena l’autorità costituita (che ha bisogno di una cura ricostituente) gira l’occhio, via, liberi tutti di riammassarsi, arri unirsi, ingolfarsi nel ballo, insomma divertirsi per dimenticare.

Eh già, capisco anche gli imprenditori di destra o di sinistra (ma più di destra) che non vedono il pericolo, lo vedono di più per lo loro tasche, quello di rimanere al verde. Poverina la signora Santanchè che soffre per mancanza di aperture discotecare (la sua). E cosa dire del “povero” Briatore? Gli hanno chiuso il Billionaire? Scempio, infamia, protervia. Hanno anche trovato dei contagiati, ma lui si difende e dice che i tests erano farlocchi.

Qualche giorno fa un ragazzo che era salito senza mascherina su un vaporetto a Venezia è stato letteralmente preso per gli stracci e messo fuori da viaggiatori imbestialiti. Una signora che aveva tolto la mascherina in un treno è stata messa alla berlina e lei si è difesa dicendo “siete un popolo di schiavi”.

Beh, allora? What next?

Viviamo un tempo sospeso tra la paura e la speranza e forse anche l’illusione che tutto finisca quanto prima e possiamo ritornare alle nostre usuali occupazioni, a prendercela coi politici che fa tanto catarsi.

La Coldiretti vuole mandarci tutti a vendemmiare  e il capo di Confindustria Bonomi dice che il governo non sta  facendo niente e rischiamo la paralisi. Il governo (ma quale governo se sono tutti in vacanza?) risponde che si faccia i fatti suoi come se non lo fossero e come se non fossero fatti di tutti.

La paralisi la rischiamo noi a leggere le notiziole che passano ovunque sull’web ( e nei tiggì) di catastrofi imminenti.

Direi che ci siamo già dentro, i profeti di sventura  si troveranno senza lavoro perché la tempesta perfetta c’è già, è in atto, il ciclone è già qui e noi ne siamo comodamente sdraiati nell’occhio.

Ma Salvini dove sta? Che fa? Si fa un ovetto?

Lui e la sua propaganda a salve che non è servita a niente se non a mettere insieme due forze antitetiche che lottano da dietro le spalle e si sorridono davanti prendendoci in giro alla grande tutti i giorni.

La colpa è anche sua. Si, caro senatore, la colpa è sua o tua se permetti. Cosa ti è saltato in mente di dimetterti? Speravi nelle elezioni? O semplicemente ti sei chiamato fuori da questo disastro che tu, in parte, hai contribuito a formare?

E adesso? Che fai? In attesa del processo? A proposito quando si fa? Ma poi, perché? che tanto ti manderanno assolto e farai solo la figura del martire?

Povero paese mio come sei messo male. Avresti bisogno di una bella scossa. Ma chi te la da? Conte? Grillo? Zingaretti?

Temo che siano sul punto di ammainare bandiera bianca anche se non lo vogliono ammettere e lasciare che sul vascello Italia sventoli bandiera nera, anzi nerissima, pece proprio.

Grazie governi Conte e grazie anche al senatore Salvini che sta per essere surclassato nei sondaggi (se già non lo è) dal governatore, il grande, l’unico, mitico (che esagerazione vero? Sembra  anche a me), Luca Zaia.

C’è la farà dopo la batosta sui suoi vigneti del maltempo di domenica scorsa? Mi sa di si. Lo credevo poco ambizioso, mi sbagliavo è un veneto scarpe grosse e cervello fino che sa mettere in saccoccia e far fruttare i “risparmi”, uno che le vigne c’è l’ha nel sangue, come la politica e fra poco inizia la vendemmia…anche dopo la grandinata si deve salvare la stagione.

Vedremo chi tra i due Colonnelli avrà la meglio.

Se devo proprio dirla tutta io in questo momento espatrierei volentieri, ma dove? Forse, paradossalmente, il posto più sicuro al mondo è proprio qui, nell’occhio del ciclone, cullati dal vento…

E Conte che fa? Sta serenamente pensando a dare l’avvio alla grande opera: Ponte sullo Stretto?

O forse sta facendo progettare una piattaforma galleggiante sulla quale si potrà camminare “sulle acque”?

Perché no? In fondo è pieno di risorse (e di quattrini). Dai Conte, aspettiamo con ansia la prossima mossa, ma che sia una smossa da ballo della “trivella”, altrimenti ci arrabbiamo. Di cha cha cha, ne abbiamo abbastanza.

4 commenti su “Occhio al ciclone!”

  1. Leggo ora la notizia che Flavio Briatore è stato ricoverato all’ospedale per aver contratto il Covid, mi dispiace aver fatto dell’ironia su di lui e mi auguro che ne esca guarito molto presto.
    Le discoteche non avrebbero dovuto mai essere aperte.
    Le scuole ora sono una grossa incognita.

    E invece questa è una bella notizia finalmente:
    una signora di 100 anni supera l’operazione al femore e il covid: tanti auguri!
    https://www.huffingtonpost.it/entry/nonna-di-100-anni-sconfigge-il-covid-e-guarisce-dalla-frattura-al-femore-a-napoli_it_5f44c180c5b60c7ec415adc8?utm_hp_ref=it-homepage
    Anche la sanità al sud merita un applauso.

  2. C’è un’altra grana per il governo, il conflitto istituzionale con la Regione Sicilia.
    Il provvedimento di chiudere gli hot spot e i centri di accoglienza preso da Musumeci per motivi igienico-sanutari (e perciò si sia competenza) ha le sue ragioni di essere, ma il governo la impugna.

    È da parecchio tempo che le strutture di accoglienza qui in Sicilia sono soprassature, le persone sono ammassate come bestie, molte fuggono e non vengono più rintracciare.
    Questo sarebbe già grave in una situazione normale, figuriamoci in un stato di emergenza per il Covid-19.
    Il governatore della Sicilia da tempo fa presente al governo questo stato di cose, situazione messa in evidenza anche da sindaci di vario colore, delle cittadine siciliane, compresa Lampedusa.
    Ma il governo fa orecchie da mercante e si limita a rivendicare la titolarità della politica di accoglienza.
    Così anziché collaborare si ricorre e si controricorre al Tar , come se il Tar potesse risolvere i problemi.
    È invece il solito modo di eluderli, di prendere tempo in attesa che qualcosa accada.
    Ma l’unica cosa che è certa, è che tutto peggiora al motto di chi ha rinunciato a combattere e si adagia all’andazzo degli eventi: “Fin che la barca va, lasciala andare”

    Risposta
    certo fin che la barca andrà ad arenarsi sugli scogli. Musumeci ha fatto bene, ma Salvini che dice? Non è d’accordo? Dove è finita tutta la sua retorica anti immigrazione? Mi sa che sono tutti impegnati a salvarsi la pelle tutti e in tutti i sensi. Ma forse sono troppo pessimista, in fondo, abbiamo ancora Conte a capo del governo, ma dove sta il conte Zazà?

  3. A proposito del fatto che “anche la sanità al Sud merita un plauso”, è di questo giorni la notizia che a Catania è stato fatto il primo impianto di utero, e altri quindici pazienti sono in attesa.
    Un’operazione eseguita nel mondo, 70 volte.

    Risposta
    onore al merito!

  4. Notizia dell’ultima ora:
    Trump avrebbe fatto pressioni per cambiare le linee guida relative a Covid-19.
    Lo rivela il New York Times.

    Se la notizia venisse confermata, sarebbe un’altro buon motivo per non votare Trump.

    Risposta
    assieme ad altri centomila.

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