Tutti insiem

Il 10 agosto 2019 il taglio dei parlamentari diventa legge con una maggioranza trasversale. Frutto dell’intesa tra PD e M5S quando è stato deciso il governo Conte Bis.

Ma Giachetti non ci sta e chiede il referendum per abrogare la legge, cioè il Referendum è confermativo ma l’intenzione è quella di cancellare la legge con la quale in tanti non sono d’accordo.

Il Referendum, dunque, in base all’articolo 138 della Costituzione, serve a bloccare la legge sul taglio dei parlamentari approvata (trasversalmente) il 10 agosto dello scorso anno, frutto dell’inciucio tra Pd e 5stelle che si sono uniti per formare il Conte due, dopo che il Conte uno era rovinosamente caduto ed è stato chiesto ed ottenuto a gennaio di quest’anno da 71 parlamentari di varia estrazione.
Ma il Pd aveva chiesto per contropartita di avere una legge elettorale proporzionale e con lo sbarramento al 5%, fortemente osteggiato però da Italia Viva (Non più Pd dopo l’accordo).

Complicazione affari semplici, come sempre, e però il taglio dei parlamentari è da sempre la bandiera dei Cinquegatti (con a capo sempre Dimiao) che ora fremono perché il si non è più cosi scontato mentre il PD freme perché non è scontato affatto che loro ottengano quello che avevano chiesto in contropartita per votare sulla legge bandiera dei 5gatti. Insomma nel Pd sono buggerati e scontenti. Ma cosi va l’Italia ai tempi del Covid.., fin che c’è …poltrona c’è Speranza. (E Conte).

Ora, dopo che  è stato rinviato a causa dell’epidemia, il referendum dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) tenersi il 21 di settembre, in pieno caos da inizio dell’anno scolastico.

Voci di anticamera dicono che ci sono molti problemi irrisolti e che sono in tanti a spingere perché venga ancora prorogato.

Già, chissà chi sarà a chiederlo? Forse quelli che non sono più cosi convinti che la gente voterà SI in massa? O chi altro?

Ora che è passata la luna di miele del governo 5gatti/PD, che litigano sulle alleanze alle regionali un giorno si e l’altro pure anche se se ne escono sui giornali a dire che no…..ma quando mai? che vanno d’amore e d’accordo, che ipocriti, le cose si fanno un po’ più complicate, la gente comincia, se pure con difficoltà, ad aprire gli occhi.

Ma chi credono di prendere per i fondelli?
Ma noi, no? Ovvio. Ci facciamo prendere per i fondelli noi italiani con una facilità sconfortante. Siamo ingenui, buoni, creduloni…però, questa volta anche NO, grazie.

E questo loro lo sanno, gli tremano le gambe delle poltrone al pensiero di fallire. La vittoria del NO significherebbe una sonora batosta, l’ennesima per i grillini e pure per tutto il governo ormai andato in aceto.( Per non parlare della “guerra” delle regionali dove potrebbe esserci una battaglia che lascia il M5G a terra, tramortito).

Ma se persino i grillini ormai sono perplessi e non sanno da che parte stare e a che santo votarsi, perché gli italiani dovrebbero dare credito al fatto che tagliare i parlamentari sarebbe un “grosso” vantaggio?

Non sarebbe nessun vantaggio per gli italiani che vedrebbero diminuire la rappresentanza al Parlamento e conterebbero ancora meno del due di picche che contavano prima della “riforma epocale”. in quanto al risparmio effettivo è stato calcolato in 97 centesimi a testa. (!) Beh sempre una bella cifra tutta assieme, ma allora tanto vale fare una colletta.

La democrazia rappresentativa non esisterebbe più e conterebbero solo i partiti e i loro capi che potrebbero diventare pericolosi per il maggior potere che otterrebbero.

I 5gatti (al vertice) sarebbero contenti per la vittoria del SI ma anche tra I grillini (soldati semplici) ci sono molti distinguo e tanti si smarcano, quelli in buona fede hanno capito dove questa riforma vuole arrivare: ad eliminare il Parlamento, cosa che Grillo diceva già durante i famosi comizi dei vaffa e dei tuttiacasa. Certo” tuttiacasa”, meno quelli che con la complicità del PD stanno per ridurre l’Italia ad una Repubblica dei bagigi e stanno comodamente poltronati e qualcuno chiede pure il bonus…. Insomma, oramai s’è capito ( ma si è capito?) che c’è una gran parte dei  grillini che sono contrari a tutto ma a se stessi anche No e al referendum possono solo dire grazie e sperare che vinca il NO… coerenti come sempre! Che bel caos!

 

Per questo, se si farà ed ho ancora molti dubbi, voterò convintamente NO e poi NO.

Tutti a casa andateci voi grillini tutti  assieme e assieme  a chi con voi sta cercando di minare le radici stesse della Costituzione.

 

7 commenti su “Tutti insiem”

  1. Il taglio dei parlamentari ha tutto l’aspetto di un provvedimento demagogico.
    Si delegittima prima una istituzione come il Parlamento -infatti i parlamentari, nelle parole di Di Maio, vengono equiparati a poltrone- poi se ne propone il taglio considerandoli dei pesi morti, alla stregua di fannulloni, quindi ben venga l’eliminazione di una spesa inutile.
    Presentata così è chiaro che molti abboccano: ecco l’effetto deleterio dell’antipolitica.

    E invece i parlamentari, se devono essere rappresentativi della popolazoome, come costituzione vorrebbe , dovrebbero essere aumentati di numero: oggi siamo più di 60 milioni, quando fu fatta la Costituzione eravamo 45 milioni, logico aumentare la rappresentanza.

    Poi sarebbe giusto e sacrosanto pretendere da essi il massimo impegno: presenza alle sedute parlanentari, ruolo attivo per date corpo alle istanze popolari, iniziative, interrogazioni, controlli, etc. Lavoro ce n’è fin troppo.
    Perciò votare NO e pretendere dignità del ruolo.

    Risposta
    e magari diminuire l’indennità e i privilegi che comporterebbe maggior risparmio, ma chi li vede a tagliarsi lo stipendio?

  2. Un violento nubifragio si è abbattuto stasera alle 18 sul Veneto, grandine da paura a Verona che sembra imbiancata come a dicembre, forti raffiche di vento e danni ancora non stimati.
    Qui, entroterra veneziano, ho avuto un po’ di paura il cielo si era fatto nerissimo alle 18.30 e si vedeva arrivare la buriana che, però, qui si è limitata a vento e pioggia lampi e tuoni, grandine niente per fortuna. Coinvolta anche la provincia di Padova e Vicenza, acqua a catinelle allagamenti e alberi abbattuti dovunque, Zaia ha chiesto lo stato di crisi per la regione…ci mancava.
    Anche Bolzano ha avuto gravi danni con le strade che sono diventati torrenti in piena, da paura.
    I temporali estivi diventano sempre più spaventosi ed ora anche qui il vento si è rafforzato…speriamo bene.

  3. Si dice “piove sul bagnato” quando ad una situazione già critica se ne aggiunge un’altra.
    Ma qui, altro che pioggia! Un nubifragio è lo sctanersi di tutti gli elementi naturali, tutti insieme, pioggia a dirotto, grandine, vento, trombe d’aria, fulmini, torrenti in piena, esondazione di fiumi, frane, campagne allagate, alberi sradicati, città inondate…
    Spero che non ci sia stato di peggio.
    Solidarietà per il Veneto che saprà reagire, come sempre, con forza e determinazione.

    Risposta
    si ed è la seconda volta in poco tempo che il Veneto viene interessato da un’ondata cosi catastrofica di maltempo (senza contare l’acqua granda a Venezia lo scorso anno dalla quale non si è ancora ripresa del tutto) ed ora questo. La conta dei danni non è ancora stata fatta, i Vigili del fuoco (ironia del termine) stanno lavorando alacremente (lavoro ingrato) per liberare le strade e aiutare la gente in difficoltà. E il tutto nel giro di mezz’ora, un’ora al massimo. Certo che il veneto si risolleverà, come sempre, comunque grazie per la solidarietà, ne abbiamo bisogno.

  4. Come si fa a chiedere al popolo di ridurre la propria rappresentanza?!
    È un vero nonsenso.
    Il voto per la maggior parte di noi è l’unica opportunità di partecipare alla vita politica, col voto scegliamo (già con molte limitazioni, lo sappiamo) chi dovrà portare in sede politica le nostre istanze. E noi che dovremmo fare? Anziché tenerci stretta questa prerogativa di scegliere e dare potere a chi ci rappresenta, dovremmo assecondare il qualunquista e demagogico detto “tagluamo le poltrone”. Un vero insulto ed una Repubblica democratica rappresentativa.

    E da chi viene questa proposta?
    Dai fautori dell’antipolitica che non hanno idea di come debbano funzionare le istituzioni. Fautori dell’antipolitica ora perfettamente integrati, rinnegatori di tanti principi che usarono per raccogliere consensi, e poi tradirli, uno per tutti il limite ai mandati, ora sfacciatamente rinnegato. Purtroppo assecondati da gran parte del Pd.
    Italiani, non votate contro voi stessi, dite NO a questo sconcio di referendum

    Risposta
    il referendum è stato richiesto per eliminare lo “sconcio” di legge approvata trasversalmente. Diciamo NO a questa demagogia spicciola e che prende in giro l’intelligenza delle persone. I grillini ne hanno fatte cosi tante ormai di corbellerie che dovrebbero venire azzerati alle urne. Speriamo nelle regionali e poi, alle politiche quando ci ci arriverà. I grillini stanno distruggendo il paese con l’aiuto di chi si è messo avventatamente assieme a loro e ne condividono tutta la responsabilità

  5. Ecco le ragioni di 183 costituzuionalisti per votare NO al referendum sul taglio dei parlamentari:

    “la riforma svilisce il ruolo del Parlamento e ne riduce la rappresentatività, senza offrire vantaggi apprezzabili né sul piano dell’efficienza delle istituzioni democratiche, né su quello del risparmio della spesa pubblica”.

    Poi perché il taglio “presuppone che la rappresentanza nazionale possa essere assorbita nella rappresentanza di altri organi elettivi (Parlamento europeo, Consigli regionali, Consigli comunali…) contro ogni evidenza storica e contro la giurisprudenza della Corte costituzionale”.

    Ancora: “La riforma riduce in misura sproporzionata e irragionevole la rappresentanza di interi territori” e “aggraverebbe i problemi del bicameralismo perfetto, anche se è spesso presentata dai suoi sostenitori come un intervento volto a raggiungere gli stessi obiettivi di precedenti progetti di riforma, diretti a rendere più efficiente l’istituzione parlamentare”.

    Infine, la riforma “appare ispirata da una logica punitiva nei confronti dei parlamentari, confondendo la qualità dei rappresentanti con il ruolo stesso dell’istituzione rappresentativa”.

    https://www.repubblica.it/politica/2020/08/24/news/taglio_dei_parlamentari_183_costituzionalisti_pronti_a_votare_no_al_referendum-265342149/

  6. Volevo sfatare(o almeno provarci) una bufala che Di Maio, ogni volta che si parla di taglio dei parlamentari va propagando, e cioè che il taglio dei parlamentari non comprometterebbe la rappresentatività del Parlamento.
    Allora, vediamo qual è attualmente la rappresentatività in Italia e nei paesi europei a lei assimilabili per popolazione ed estensione, ossia UK, Francia, Germania, Spagna, e quale sarebbe in Italia se vincesse il si.
    Nella sottostante tabelle riportiamo per i Paesi su citati il numero di parlamentati totali (camera bassa più camera alta) il numero di abitanti e la rappresentatività definita come numero di parlamentari per centomila abitanti
    Parlamentari Abitanti Parlam. per 100mila abitanti
    UK 1442 66 mil 2,18
    Italia 941 60 mil. 1,57
    Francia 925 67 mil. 1,38
    Germania 778 82 mil. 0,95
    Spagna 616 46 mil. 1,34
    Italia* 600 60 mil 1
    *Se divesse vincere il si al referendum
    Come si vede la rappresentatività del nostro parlamento scenderebbe da 1,57 parlamentari ogni 100 mila abitanti a 1 .
    Saremmo buon ultimi insieme alla Germania.

  7. Non mi interessa dare soddisfazione ai populisti che si faranno belli della vittoria del Si come se avessero fatto qualcosa di utile agli italiani.
    Si saranno tagliati un po’ di “loro”, ma quelli che contano rimangono ed avranno più voce in capitolo per nominare gli yes men (le yes women non le hanno ancora inventate).
    Insomma, come direbbe un grande commediografo scomparso non di recente…Tanto rumore per…il costo di un caffè. O meno.
    Meno rappresentanti e meno rappresentanza e quindi meno libertà.
    A questo mirano i fautori del Si, a tagliare gli elettori.

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