La violenza del potere

IL poliziotto americano Derek Chauvin ha ucciso premendogli un ginocchio sul collo, l’afroamericano George Floyd dopo che era stato arrestato a Minneapolis per aver cercato di pagare con un presunto assegno contraffatto.

Gli agenti chiamati dal proprietario di un negozio, lo hanno arrestato, ammanettato e bloccato  sul marciapiedi, mentre uno di loro, gli teneva un ginocchio pressato con forza sul collo.

Floyd diceva di non riuscire a respirare, di sentirsi morire e pregava di non  ucciderlo…il video di questa atroce vicenda gira in internet e si vede benissimo la scena e si sentono le implorazioni dell’uomo che di li a poco sarebbe morto, ucciso brutalmente, senza pietà non da sicari assassini ma dalle Forze dell’Ordine. A Minneapolis ma anche in altri città Usa, da tre giorni sono in corso proteste anche violente. La polizia cerca di reprimerle usando gas e sparando pallettoni di gomma e operando arresti massicci. Un manifestante è stato ucciso dalla polizia.

La presidente del consiglio comunale di Minneapolis, ha girato un video dove ha cantato un brano di Amazing Grace per dimostrare vicinanza alla famiglia Floyd ed ha detto che il razzismo deve essere riconosciuto come una malattia grave come il cancro.

L’agente che ha ucciso Floyd, è stato licenziato (assieme agli altre tre della squadra che ha compiuto l’arresto) ma la gente si chiede come mai non venga processato e messo in galera.  Non è nuovo a simili episodi e non si capisce come un tipo cosi violento possa essere ancora in circolazione a fare danni.

Trump ha chiamato i manifestanti “Thugs”, cioe “criminali”, mentre dice che si farà luce sulla vicenda. Che ipocrita!

Io penso che questo sia l’ennesimo episodio che scredita la democrazia americana agli occhi del mondo. Ancora un efferato crimine, una violenza spaventosa e gratuita nei riguardi un uomo inerme, nero, che chiede pietà e di non essere ucciso. L’ennesimo, ributtante, estremo caso di razzismo.

Non ci sono attenuanti o giustificazioni di sorta, si vede benissimo e ci sono testimoni oculari attendibili,  che l’agente trattiene l’uomo a terra pressandogli il collo con un ginocchio: una scena rivoltante.

L’abuso di potere, la protervia, la totale mancanza di umanità è sfacciatamente esibita.

Come può la comunità internazionale non sentire la necessità di protestare ufficialmente?

Le proteste a Hong Kong e la repressione del regime cinese nei confronti dei manifestanti ha qualche parallelo con questa vicenda: l’indifferenza (o quasi) della comunità internazionale, nei riguardi della repressione delle proteste è analoga all’indifferenza del mondo nei riguardi di vicende come quella del barbaro assassinio di George Floyd da parte di un agente di polizia del Minnesota.

L’analogia è evidente: la violenza di cui fa sfoggio il potere nei riguardi dei più deboli e la totale negazione dei diritti umani platealmente esibita davanti agli occhi di tutti. Non può essere che un segnale, una spia di un cedimento dei valori democratici a livello globale che dovrebbe preoccupare tutti.

7 commenti su “La violenza del potere”

  1. E’ l’ennesima violenza fatta sui neri da parte delle polizia americana, un fenomeno di razzismo mai sopito negli Usa, come l’appello dell’Onu conferma:
    “Gli USA fermino gli omicidi di afroamericani” così l’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet.
    Non basta aver licenziato il colpevole e che i vertici di polizia di Minneapolis abbiano chiesto scusa, misure ridicole nella loro irrilevanza.
    Così la rivolta è scoppiata e sta dilagando nel Minnesota già da tre giorni, mentre Trump non trova di meglio che minacciare: : “Quando inizia il saccheggio si comincia a sparare”.
    Proteste anche a Roma:
    https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/05/29/minneapolis-a-roma-murales-in-via-usa_bc15e442-1281-4a41-8e7d-0821bdbe1ec4.html
    e a Milano:
    https://tg24.sky.it/cronaca/2020/05/29/george-floyd-protesta-milano#04

    Risposta
    George Floyd in gioventù è stato un buon giocatore di calcio poi la sua vita ha preso una brutta piega fino a questa terribile fine.
    Trump è stato censurato da Tweeter per aver istigato la violenza contro i dimostranti, ora il presidente ha fatto causa si social media.

  2. Trump dice che vuole mettere gli antifascisti tra i terroristi e la sindaca di Atlanta ha detto che Trump dovrebbe stare zitto. Immagino che gli avrà detto : “shut up”|
    Chiudi il becco. E finalmente qualcuno che dice le cose straight…dirette.
    Trump shut up, chiudi quel becco, l’America brucia e tu butti benzina sul fuoco?

  3. Una seconda autopsia, fatta eseguire dalla famiglia di George Floyd, ha confermato che l’uomo è morto per “asfissia dovuta a compressione del collo e della schiena”. Se, confermata, risulterebbe palese che il risultato delle prima autopsia fosse un tentativo di scagionare il poliziotto.

    Intanto Trump, con le sue dichiarazioni, anziché contribuire a sedare la rivolta, sta finendo con l’alimentarla. Adesso la rivolta è anche contro di lui, tanto che è stato ritenuto opportuno che fosse trasferito nei bunker sotterranei della Casa Bianca.
    Una rivolta che sta dilagando come il virus e che ha già causato oltre quattromila arresti e alcune vittime

    Risposta
    ora dovrebbero incriminare anche gli altri 3 poliziotti che erano presenti e non hanno mosso un dito.
    Trump e famiglia sono nei bunker della W.H. e Trump minaccia di slegare vicious dogs e armi terribili contro i manifestanti, una crisi cosi l’America non se l’aspettava ma era prevedibile con un tipo simile alla Casa Bianca il figlio di Tom Hanks tra i manifestanti ha detto che Trump è a fine corsa ed ha gridato “Vote him out” votate per mandarlo via.

  4. Joe Biden, maggior concorrente di Trump alle prossime presidenziali di novembre oggi ha detto:
    ““The president of the United States must be part of the solution, not the problem. This president today is part of the problem and accelerates it,” Biden said.”
    Il presidente degli Stati Uniti deve essere parte della soluzione non il problema.
    Questo presidente oggi è parte del problema e l’ accelera”.
    Poi ha aggiunto: “I can’t breathe”, non respiro.
    Ha detto anche che se diventerà presidente sa che non si tratterà di una passeggiata ma che farà il possibile per cercare di sanare le brutte ferite di questo eterno problema,ma e non lo userà per gettare benzina sul fuoco per fini personali.

  5. “Thank you for shining a spotlight to people around the world who have been sadly unaware of your country and the state it has been in for hundreds of years, and for outing the racist, hateful, bigoted and violent people who not only voted for you but have held the cultural key to an unjust, corrupt and fundamentally prejudiced society and system from the conception of the USA, built on the genocide of Native Americans and the slavery and incarceration of millions of black people.

    Thank you for giving us a tangible, symbolic enemy (yourself and your Make America Great Again minions) against which people now have fuel to organise, strategise and mobilise a long-lasting movement and process to change our planet for good. ”

    Riporto un brano di una lettera aperta di un cittadino di colore inglese (Sul The Guardian) al presidente Trump dove, in sintesi, lo ringrazia per aver dato il via ad un vero movimento antirazzista che in America ancora non c’era mai stato di queste dimensioni e spiega perché:

    “Grazie per aver acceso una luce su quella gente che nel mondo non sapeva quanto il tuo paese per centinaia di anni sia stato razzista e per aver smascherato tutte quelle persone, violente, bigotte, razziste che non solo hanno votato per te ma che hanno tenuto la chiave culturale di una società culturalmente ingiusta e un sistema fondamentalmente pregiudiziale costruito sulla concezione degli Usa nati dal genocidio dei nativi americani e la messa in schiavitù e incarcerazione di milioni di persone di colore.
    Grazie per averci dato un tangibile simbolico nemico (tu e il tuo slogan “Make America great again minions”) contro il quale la gente ora ha il carburante per organizzare strategie e mobilitare un processo di lunga durata che cambi davvero questo pianeta.”

    Se l’assassinio di George Floyd servisse davvero a questo sarebbe un ottimo motivo per legare il suo nome per sempre ad una lotta sacrosanta al pari di altri grandi personaggi che hanno fatto la storia dell’antirazzismo.
    L’autore della lettera si chiama Liam Rosenior e la lettera finisce con : “questo è solo l’inizio”.

  6. Riporto il link di un articolo sulla violenza strutturale del razzismo in Usa, e la parte conclusiva di esso.

    “Di fronte a uno scenario così complesso ed esplosivo, fanno riflettere alcuni commenti o titoli di giornali, anche italiani, che si affrettano a spiegarci le odierne rivolte negli Stati Uniti con la presenza delle gang mafiose e dei black bloc (rieccoli!) o, addirittura, con la discesa in campo (a fianco dei neri?) dei suprematisti bianchi. Rifiutare di riconoscere o di rappresentare la violenza strutturale del razzismo oggi non salverà però i razzisti dall’onda d’urto del movimento #blacklivesmatter.”

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/02/george-floyd-il-razzismo-negli-usa-esiste-ed-e-violento-ora-e-il-momento-della-solidarieta/5819708/

    Risposta
    cercano di mettere tutto a tacere come il solito, ma questa volta sarà diverso perché il movimento è diverso e la pandemia ha acutizzato anche il problema del razzismo.

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