Addio Sophia

Sophia cancellata, passa la linea del sovranista Kurz, dI Miao gongola:
“La missione Sophia “non esiste più”, spiega il ministro degli Esteri italiano. “Adesso esiste una missione che blocca le armi e che ha delle regole di ingaggio molto imporanti – continua – la prima di tutte è che le navi disposte in mare saranno nella zona est della Libia dove c’è il traffico delle armi. Se per caso queste navi dovessero scatenare un pull factor, cioè fanno partire più migranti, la missione navale si blocca. E questa è un altra novità perchè la Ue nei suoi statement riconosce il pull factor. Siamo d’accordo che si ritirano le navi se c’è un pull factor”.

Un pull factor? perbacco DiMiao come mastica l’inglese! Ha fatto il suo figurone.
Insomma niente missione i migranti alla deriva si arrangino si aggrappino al tram se passa.
Armi no! Giusto, anche qui i grillini sanno come fare propaganda, almeno non passeranno per i canali ufficiali ma forse quelli di scolo?
Bella novità, stiamo tranquilli se ci sarà il pull-factor andranno i grillini con le scialuppe a mettersi di traverso con i megafoni: “non passerete”!

Passa la linea dei sovranisti populisti che piace tanto a Salvini e di Maio gongola?

Cos’è, un segnale di via libera? Una ripresa dei negoziati sotto banco?

Intanto Cacciari, per non sbagliare pensa di emigrare in Austria, dai sovranisti-verdi. Dice che qui paga troppe tasse.

E se se ne va lui, chi ce lo fa fare a noi di restare?

 

Il futuro che non passa

Un manifesto dei 5Stelle che campeggia in un video dove Paola Taverna tiene un microfono dal quale arringa una non identificata platea, recita: “Il futuro è arrivato” ( o qualcosa di simile), mi ha fatto venire in mente la canzone di Baglioni “La vita  è adesso”.  Per i grillini la vita, adesso, non è proprio facilissima. Sono al governo col Pd e altri partitini minori da oltre un anno ma i loro consensi sono in picchiata.

E lo sono anche per la loro evidente ipocrisia. nati per scardinare la casta si sono incistati al governo del paese collaborando con chiunque gli offra di unirsi a loro che non hanno, ovviamente la maggioranza assoluta che vorrebbero.

Hanno ribaltato completamente la loro politica e si sono dimostrati peggio del peggio della politica politicante.

Dicendo no a tutto, indecisi su tutto, rinviando tutto, proponendo riforme che si sono rivelate pessime e un problema per l’economia.

Oltretutto ora sono anche senza capo politico perché DiMiao si è tolto dalle braci e ora pare, ci sarà Taverna col suo piglio gentile a prendere in mano il partito.

Che è partito in tuti i sensi,  democristianamente parlando.

Ora stanno alla finestra aspettando che IV faccia cadere anche questo governo di sopravvivenza( la loro)  per poi rimpastarsi col Conte Ter, cambiando gli addendi però, il risultato non cambia: zero assoluto.

Un governo che galleggia a bagno Maria sempre lì lì, sempre in lite, sempre in problemi di ombelichi scoperti.

E gli italiani?

Hanno un futuro che è già arrivato, ha disfatto le valige e si è accomodato in salotto e non se ne vuole più andare neppure se lo prendi a calci.

E sarà difficile liberarsene almeno fino a fine legislatura quando finalmente sarà passato e potrà sgomberare.

A meno che qualcuno non ci mandi a votare e allora saranno …grilli…loro.

 

I mangiabanane

Una delle tante banalità lette in questi giorni è quella che accomuna i due casi di Salvini e Trump e ne fa un unico caso analogo.
In molti lo fanno secondo me sbagliando e anche di grosso, sia che si tratti di politici, giornalisti o cittadini.
Il tribunale dei ministri ha chiesto di applicare la legge, il parlamento ha detto che lo può fare, nel caso di Salvini. Se andrà o meno a processo lo vedremo e anche quello che succederà. La vicenda è quella notissima della nave Gregoretti dove 131 migranti tra cui dei minori, sotto al sole e in condizioni igieniche pietose nonostante alcuni fossero malati di scabbia, sono stati trattenuti da un ordine partito dall’allora ministro dell’Interno.
La legge, recita la nostra Costituzione è uguale per tutti dunque lo deve essere anche per il rampante leader della Lega, a prescindere dalle simpatie o antipatie. Se questa azione comporta il reato di sequestro di persona lo stabilirà la magistratura.
Ci penserà la magistratura a decidere se colpevole o innocente non certo l’opinione pubblica del solito osanna o crucifige.
Il Parlamento avrebbe potuto impedirlo ma non lo ha fatto e ne aveva facoltà. Che le ragioni, siano politiche o meno ha poca importanza, la decisione è stata presa e sarebbe potuta essere diversa come nel precedente caso Diciotti.
Trump ha ottenuto l’Impeachment alla camera dove i dem hanno la maggioranza per due reati incompatibili con la sua carica. (Non è previsto da nessuna costituzione che un presidente come un ministro, possa commettere impunemente dei reati, almeno sinora e almeno nel mondo “civilizzato”).
Il senato con la maggioranza di repubblicani ha messo la testa sotto la sabbia e salvato il capo persino davanti all’evidenza.
La legge deve essere uguale per tutti. Ma, col berlusconismo e prima con mani pulite, i magistrati sono stati declassati al ruolo di passacarte noiosi e molesti, sono state depotenziate le loro capacità di azione con leggi ad personam e ridotti a non avere i mezzi che servono per far funzionare la macchina.
La legge deve poter funzionare allo stesso modo sia che l’imputato sia potente o un poveraccio. Cosi, l’Italia sta diventando una perfetta Repubblica delle banane.
E gli italiani, almeno una buona parte, ne sono ghiotti e se le mangiano soddisfatti e contenti.

E’ colpa del rap

Neppure la mamma dei cretini rimane più tanto incinta. Ed è tutto dire.  Dice che poi se la prendono tutti con lei, che roba è?

E poi ce ne sono fin troppi in giro e ha deciso di darsi una calmata e di restare incinta si, ma moderatamente. Con discrezione.

La foto dell’Italia futura nero su bianco o bianco su nero, che fa l’Istat, non è confortante. Siamo in decadenza, decadiamo non facciamo più figli e invecchiamo. Aumenta la speranza di vita. Ma non la speranza nella vita.

E i giovani che non lavorano e hanno perso le speranze di trovare un posto  decente, cominciano ad avere i capelli bianchi a trentanni. Fateci caso, persino Mattia Santori,ha qualche filo grigio nella fluente chioma, ma come leader delle sardine ci sta. Le migliori sono grigio argentato…metallizzato.

Crolla il Pil e crolla anche la natalità. Ovviamente, quando si ha paura del futuro non si mettono al mondo figli e chi non guadagna non compra.

E non è sbagliato. E’ un’autodifesa della specie (esistente) che non vuole soccombere sotto il peso della responsabilità di aver messo al mondo un “povero”. destinato ad arrabattarsi per vivere e magari persino darsi all’accattonaggio.

Meglio distrarsi coi rave o gli sballi o le serate o mattinate in discoteca, fin che si può. E fin che ci pensa la “borsetta di mammà”. Fin che ce n’è…come canta Ligabue.

E fin che c’è la pensione dei genitori si campa e quando loro smettono di campare…si fanno carte false per farli resuscitare.

Abbiamo dato in mano il governo del paese ad un pugno di politici inconsistenti (con le debite eccezioni) dallo sguardo vacuo e troppo se medesimi miranti ed ora ne paghiamo le conseguenze.

La politica italiana è in decadenza da decenni e questi sono i risultati. Anzi direi che se non ci mettiamo presto una pezza (non dico il colore) va verso la fatiscenza.

Mi piace Tosca (la cantante) che da Floris ha detto che le sardine fanno una “rivoluzione gentile”.

Bella definizione. Abbiamo bisogno di gentilezza. Ma non quella fasulla del “grazie, prego, scusi, come è caro lei”…no, ma quella che viene dall’anima o dal cuore e non da altri organi più o meno vili.

Mentre di gentilezza in giro, ormai, se ne vede davvero poca. Si vede di più il mors tua vita mea. Quella si vede e tanto.

La globalizzazione, il libero mercato, la flessibilità…. Eccoli i risultati. Li vediamo tutti i risultati: un paese incattivito, non dico cattivo ma incattivito si.

Razzista un pochino, senza volerlo ammettere. E lasciamo stare gli altri  “ismi” che non voglio neppure nominare, eppure qui e là emergono, si fanno sentire, lanciano il sasso e nascondono la mano.

E se la prendono sempre e comunque con lei: la madre dei cretini. Che ora ha detto …”.ebbassta…fateveli da soli, signori. Io ho pensato di fare una cosa di nicchia, di sinistra progressista e non qualunquista e perciò…mi astengo.  Ne ho già messi al mondo fin troppi e non hanno voglia di lavorare, sono fannulloni perdigiorno  modaioli tatuati e spesso persino un po’ drogati, soprattutto di sonno perché non pensano che al Rap e non vogliono neppure più nemmeno fare lo sforzo di andare a votare…per colpa del rap”.

Ecco si, è tutta colpa del Rap.

 

Le cose di Renzi

Il governo non è sereno per niente.

Renzi minaccia di sfiduciare il ministro Bonafede.

In fede, direi che Renzi è matto. Ma non è una novità. Si mette contro la sua creatura? Ebbene si.

Zingaretti, a chi gli chiede cosa ne pensa, risponde con un laconico: “La risposta è nelle cose”.

In quali cose, Zinga? Le cose di Renzi? Ah, si, quelle cose, cioè le paturnie di Renzi.

 

Ha le paturnie da quando gli italiani gli hanno bocciato il suo magnifico Referendum. Non gli va giù.

Ora con questa storia della prescrizione, Italia Viva pensa di raggranellare consensi a manetta.

I Cinquestelle cancellandola hanno messo una striminzita bandierina sulla via per Waterloo e lui vuole strappargli pure quella.

Mi secca ammetterlo, ma non ha tutti i torti, non piace neppure a me che  la prescrizione sia cancellata. Non può esistere che non ci sia un limite oltre il quale non si possa più venire incriminati per un reato.

I processi rapidi in Italia sono un’utopia, si dovrebbe lavorare su quelli, piuttosto.

Mi secca ammetterlo, ripeto, ma, in linea di principio,(come dicono i benparlati) mi trova d’accordo e me lo segno sul calendario.

Ma per tutto il resto…sta mettendo in scena una pochade degna del peggior teatrino di avanspettacolo della politica nostrana.

–Venghino siori e siore…venite  a vedere come ‘sto fusto vi sbatte a  terra quel governucolo che, sempre ‘sto fusto aveva fortemente voluto–

L’uomo forte è forte solo se ha il coraggio delle proprie idee ma anche quello di cambiarle in corsa, in bici o in Ferrari, poco importa.

Sempre in corsa è il suo motto perché, lui lo sa bene, chi si ferma è perduto.

E lui a perdere non ci sta proprio.

 

Come una freccia

Un Frecciarossa che deraglia mentre vola sfiorando i binari a trecento all’ora, è uno di quegli incubi dai quali vorresti svegliarti prima possibile.

Perché non può essere che un  simbolo della moderna tecnologia che in 15 anni non ha mai avuto un solo incidente, possa di colpo dimostrarsi un fragile colosso dalle rotaie d’argilla.

Non ci posso credere.

La colpa non è certo di quel magnifico esempio di confort, velocità e anche sicurezza che è e che è stato per quindici anni, ma del pressapochismo e dell’avidità tutte italiane. Non possiamo proprio invidiare nessuno in questo.

Perché è inconcepibile che un “pisello” su uno scambio possa provocare un simile disastro.

E si vanno ad aggiungere, purtroppo, alla lunga interminabile fila di “morti bianche” i due macchinisti che quella mattina avevano lasciato le famiglie, orgogliosi di lavorare per un simile gioiello ed inconsapevoli della tragedia che li attendeva.

Tutta la mia solidarietà alle famiglie colpite dal lutto dei loro cari in quel modo così assurdo.

Assurdo, si. Perché non può esistere che l’incolumità di centinaia di persone dipenda  da uno stupido scambio difettato e dalla inconsistenza di una “rete di controlli” che non fa il proprio dovere.

Certo le responsabilità sono tante. Come sempre. Sono indagati gli operai che hanno lavorato su quello scambio difettoso, ma non basta. Altri ce ne sono che dovrebbero essere chiamati in causa.

In primis la gestione di una potente gallina dalle uova d’ora che finora è filata liscia proprio  come un treno.

Non sarà che un treno ad AV ogni 12 minuti, sia un po’ troppo per la vetustà delle nostre linee ferroviarie?

E non sarà che chi troppo vuole poi finisce per rovinare anche una cosa che funziona come un cronometro?

E che un sistema di appalti con le gare al ribasso, non sia proprio l’ideale quando si tratta dell’incolumità di migliaia di persone che viaggiano sui treni ogni giorno?

Forse c’è qualche cosa che va rivisto a partire dagli alti papaveri fino all’ultima rotellina di un “carro” super tecnologico che ha dimostrato di avere qualche crepa fra gli ingranaggi.

Credo sia giusto che venga detta la verità fino in fondo su quanto è successo al Frecciarossa deragliato e che venga data piena assicurazione che non succederà mai più.

Non può essere un treno ad AV la metafora di un paese che deraglia anche se avrebbe potenzialità tali da farlo andare alla velocità di una freccia.

 

 

Il Re di Zamerica

I senatori americani, salvando Donald J(offer) Trump dall’impeachment, hanno decretato la fine della Repubblica presidenziale e inaugurato una monarchia assoluta ed assolutoria.

Gli americani hanno preso un grosso granchio e se lo tengono come un unico rappresentante di una specie in via d’estinzione.

E l’America ha messo un grosso punto interrogativo dopo “Great”, il motto caro al presidente : “Make America great again”diventa “Is America still great”?

Ma sono stati coerenti i 53 che hanno salvato Trump, lo avevano detto prima che non sarebbero stati “a fair Jury” e che non siano stati una giuria imparziale ne abbiamo le prove.

Hanno motivato questa decisione in tutti i modi ma non sono riusciti a dire una sola parola definitiva che scagionasse il loro capo (ora re di Z-America) dalle accuse infamanti di abuso di potere e ostruzione al Congresso.

Solo uno, Mitt Romney, si è sentito la coscienza di votare contro Trump considerandolo colpevole di abuso di potere.

Eccolo, lui Mitt, potrebbe essere la tessera che scombina tutto il mosaico. Ma potrebbe anche essere l’unico coraggioso che pagherà per tutti gli altri che si sono assoggettati a baciar la pantofola regale del loro ineffabile leader, diventato ormai il sosia del re di Zamunda.

Solo che re Joffe Joffer ( illustre genitore ne “Il principe cerca moglie”) è più “abbronzato”, più  simpatico e, sicuramente molto più democratico.

 

Eccolo…chi vi ricorda?

 

Non spariranno

Da molte parti si sente parlare della prossima  sparizione delle librerie o delle edicole a causa di Internet e delle vendite o diffusione dei libri o  giornali on line.

La mia edicolante preferita ha quasi 90 anni ed è in gambissima. E’ da sempre dietro al banco della sua edicola/libreria/giocattoli e io ci entro spesso e volentieri.

Nel retrobottega ha ricavato una cucina e, mentre serve i clienti, tiene sempre qualche ottima pietanza in forno o sul gas per cui gli odori si spandono nel piccolo negozio profumandolo divinamente.
L’odore dell’arrosto e del rosmarino e salvia che rosolano nel forno si mescola a quello della stampa fresca, due profumi per me irresistibili (anche se con gli anni sono diventata vegana, ogni tanto l’arrosto lo faccio anch’io e me lo mangio).

 

Facciamo spesso due chiacchiere se non è troppo indaffarata ed ha sempre un sorriso incantevole e conciliante anche con qualche cliente “rognoso” che vuole qualche pubblicazione rara che lei non riesce a trovare in quel piccolo ma immenso spazio che sembra contenere l’universo mondo.
Parliamo del tempo o della salute o di quello che sta preparando o dei figli e dei nipoti che si riuniscono (quasi) tutti per il pranzo in quel retrobottega che sembra angusto e invece diventa accogliente e spazioso per contenere tutta o in parte, la grande famiglia riunita

Un segno di continuità della vita e che certe passioni non passano e non possono passare. Le edicole come le librerie non spariranno, sarebbe la fine di un mondo o …la fine del mondo.

Speranza

Non so perché lo abbiano chiamato Corona virus, ma, certo, di regale il virus con gli occhi a mandorla, ha ben poco.

Ho appena letto la notizia che allo Spallanzani, dove, da quanto capisco, fanno miracoli, lo hanno isolato, imprigionato, messo spalle al muro. Ah, che soddisfazione!

Scherzo,  è un modo per esorcizzare la paura, che, un pochino serpeggia anche quì. E’ impressionante vedere quelle immagini di personale sanitario vestito come i marziani e tutte quelle mascherine e le notizie che arrivano dalla Cina, ma  anche da altre parti del mondo dove il virus sembra essersi diffuso.

Ed è però confortante, almeno per me, vedere la bella faccia di persona pulita ed onesta del ministro della salute, Roberto Speranza. Con un nome cosi basta anche solo sentirlo nominare per sentirsi rincuorati.

E poi è carino e rassicurante, serio, gentile, preciso, non parla a vanvera, si comporta da vero signore e si vede, traspare dallo sguardo tutta la sua grande preoccupazione e l’impegno a fare tutto il possibile per mettere al sicuro il paese.

E, secondo me, passa in secondo piano il fatto che non possieda competenze mediche, di certo ha a disposizione le migliori equipes di virologhi di cui disponiamo e, ne sono certa, ne disponiamo.

E, lasciatemelo dire, sono orgogliosa, molto, da italiana dei nostri ospedali, dei nostri medici e dei nostri ricercatori che si fanno onore dovunque nel mondo.

E il fatto di aver isolato il”mostro” è un merito tutto italiano e adesso potrà usufruirne la comunità scientifica mondiale.

E speriamo davvero che si riesca molto presto, più del previsto, a produrre un vaccino efficace e anche di questo dovremmo ringraziare i nostri specialisti.

Questa è una di quelle occasioni in cui si debbono mettere da parte le divisioni e le contrapposizioni politiche e operare tutti insieme per il bene del paese, questo lo ha detto anche il ministro e spero che, almeno su una cosa di questa importanza e gravità la nostra classe politica, che ha molte colpe, non ne aggiunga di ulteriori.

 

Chi fa da sé… esce dall’UE

Chi avrà ragione? I Brexiteers o i Remainers?

Intanto hanno vinto i primi e se la godono, bandieroni, brindisi, cori…mentre gli altri che volevano restare, ovviamente non ci stanno…questa cosa mi ha fatto venire alla mente uno splendido Al Pacino in una scena di “Profumo di donna” dove canta una canzoncina che fa, più o meno….”vorrei restare, ma vorrei anche andare…”etc.,mi pare di ricordare, dopo aver cercato di suicidarsi.

Ecco, a me la Brexit sembra un suicidio collettivo e mi dispiace, sinceramente, per gli inglesi.

Per quelli che sono felici, ovviamente, no e gli direi la fatidica frase della bicicletta e del pedalare, ma non sarebbe troppo polite, ma glielo dico lo stesso, và…ma per quelli che oggi piangono si, mi dispiace per loro.

Ho visto in uno dei tanti video di questa giornata storica, le bandiere della UE finite nei prati, gettate ai gatti con disprezzo.

Non è un bel vedere. Sa di qualche cosa che ora non metto bene a fuoco ma credo che assomigli un po’ al fanatismo cieco di certe ideologie del passato, che, purtroppo vanno riaffiorando.

Ci sono riusciti con Boris Johnson, lo hanno votato e sostenuto e ora festeggiano la vittoria, quella Brexit che a Theresa May non era riuscita, per Boris è stata una passeggiata.

Anche se…forse era arrivato quel momento, o volere o volare…e per i fautori testardi dell’uscita è un gran giorno per gli altri a very sad day.

Li ho visti mentre venivano intervistati, quelli che non sono affatto contenti, alcuni piangevano. Altri raccontavano le loro esperienze di guerra quando sono stati i Liberatori e, anche se molto anziani, non hanno mai scordato quei giorni. E quelle mani alzate a salutare il loro passaggio. E, dicono, soffrono al pensiero di essere e sentirsi europei ma non essere più parte dell’Unione europea.  Pare un controsenso. Una sbandata una inversione a U che non si sa bene quali conseguenze possa avere. Nell’immediato e nel tempo.

I parlamentari europei ,in gran parte, hanno lasciato Bruxelles con qualche lacrimuccia, ovvio, per loro è come perdere un posto d’oro ben retribuito ben rimborsato e ora il futuro si presenta incerto.

Molti, qui da noi, manco sanno di questa giornata se non per avere sbirciato i titoli dei tiggì e tanti, scommetto hanno pensato che era ora che se ne andassero quegli spocchiosi degli inglesi, ma chi li cerca?

Dimentichi del tutto della Storia che forse manco conoscono e se la conoscono se ne fanno il classico baffo.

Ho letto i commenti agli articoli del The Guardian, on line. Molti sono furiosi, tristi, arrabbiati, sconsolati se la prendono con il governo e con… testuale ” those idiots” che hanno voluto uscire. Se ne accorgeranno -dicono – avremo problemi di ogni tipo, le fabbriche  delocalizzerano, gli scambi commerciali rallenteranno, l’economia nell’insieme ne risentierà e poi…alcuni dicono, che si sentono come se li avessero messi in castigo e che viaggiare d’ora in poi sarà più difficile e gli inglesi, si sa, sono grandi viaggiatori.

Ho scritto anch’io la mia, ho detto come la penso, come sempre e cioè che hanno toppato alla grande.

E che il Regno Unito sta per diventare molto disunito e litigioso.

Chi fa da sé…esce dall’ UE.

Spero che ci ripensino, la dis-unione non può mai fare la forza.

 

PS:quella scena non l’ho trovata ma qui …sono fantastici entrambi.