Chi semina vento…

Però, Salvini cuor di leone (e anche dente), che “ingenuo” a fidarsi del gatto e la volpe.
Naturalmente parlo della coppia DiMaio/Conte.
Non si era accorto con chi aveva a che fare quando ci governava assieme?
Li considerava casti e puri?
Mah, come cambiano le prospettive!
Pare, pare, che dovrà affrontare il processo per sequestro di persona e che gli ex amici gli abbiano voltato le spalle. Rischia una condanna fino a 15 anni.
Quindi rischia davvero grosso e comincia ad avere paura.
Dice che in tribunale con lui ci saranno un tot di milioni di italiani…
Ah, si?
E poi lui dirà…prima gli italiani?
Dubito che i giudici non lo prenderanno per pazzo.
Ma, naturalmente il leader della Lega ha molti assi nella manica. Li calerà uno per uno sperando che servano a farlo passare indenne attraverso questa avventura giudiziaria che non sarà (se sarà) per nulla facile.
Ma, mi spiace per lui, umanamente non glielo auguro, ma credo, nessuno può considerarsi al di sopra della legge.
E,come Trump in America, dovrà rispondere delle proprie azioni.
Forse ne uscirà fortificato o forse no, staremo a vedere.
Una cosa, secondo me è sicura.
Che “chi semina vento, raccoglie sempre tempesta”.
Auguri.

3 commenti su “Chi semina vento…”

  1. I casi di Salvini e di Trump sono molto diversi. Trump ha subito l’impeachment – procedura molto più complessa di una semplice denuncia alla Magistratura – per comportamenti scorretti verso la nazione e verso il Parlamento. Salvini è stato denunciato per un ipotetico reato comune compiuto ai danni di privati, peraltro non italiani. Il parallelo si potrebbe fare piuttosto con la faccenda Clinton/Monica Lewinsky per molestie sessuali. Trump non è mai stato messo sotto accusa per le sue azioni in difesa del confine con il Messico, perché la maggioranza degli americani le condividono. La richiesta di processare rappresenta una fattispecie nuova nella storia della repubblica. Anche il “processo Ruby” contro Berlusconi non era incentrato su una sua azione di governo, ma su comportamenti privati. Come ricordiamo, poi il tutto si è concluso con un’assoluzione definitiva per non aver commesso i fatti imputatigli. Staremo a vedere. Si sta aprendo un capitolo nuovo nei rapporti magistratura e politica.

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    Lei dice?
    A me sembra un “capitolo” molto vecchio!
    Certo i due casi sono diversi, quello che li unisce secondo me, ma è solo una mia opinione è una certa tendenza, in entrambi, a fare un po’ come gli pare per pura propaganda. Sarebbe troppo comodo se chi è al potere potesse infischiarsene delle leggi del paese che governa.
    Clinton al confronto di Trump era un bambino.

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  2. La politica si fa con i voti, non con i processi. Solo quelli dei quartieri alti col mignolino progressista alzato possono illudersi di buttar fuori con i giudici un politico che piace al popolo. Le accuse a Salvini fanno abbastanza acqua, e Trump ha con sè la maggioranza degli USA, soprattutto da quando la disoccupazione è scesa al 4% circa e la lobby delle armi lo sostiene. Assisteremo alla solita nobilissima sportellata in faccia ai nobiluomini di Capalbio (da noi) e a qualche abbracciatore di alberi con attico a Manhattan. Deja vu.
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    Beh, se fosse stato per il suo 17 e qualcosa Salvini avrebbe fatto ben poco…quindi la politica non si fa solo con i voti.

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  3. Se lo guardiamo da un punto di vista diverso, il caso Salvini potrebbe costituire un precedente pericoloso e bloccante per chi governa. Se le azioni di un governante – che si suppone agisca per mandato e nell’interesse del popolo – fossero passibili di denuncia penale o civile come le azioni di un qualsiasi cittadino, si potrebbe creare una situazione di paralisi, che è quanto meno ci serve in questa fase. Infatti, si potrebbe denunciare il ministro dell’economia se modifica le tasse o le procedure in un senso che danneggia economicamente certe categorie di cittadini o di imprese. Per esempio, i lavoratori dell’ex ILVA che perderanno il posto potrebbero denunciare per danni chi ha deciso di non rinnovare lo scudo penale ad ArcelorMittal. Si potrebbe denunciare il ministro della salute o il presidente della Regione, se, per esempio, decretano la chiusura di un ospedale, o se decidono di non fornire più gratuitamente certi tipi di cure, causando indirettamente la morte di qualche paziente. Le casistiche sarebbero infinite. Credo che si debbano distinguere le azioni compiute come governante dalle azioni compiute come privato. Le azioni private sono soggette alle valutazioni della magistratura, a meno che il Parlamento non decida che è meglio non procedere per non interrompere l’azione politica del denunciato. Le azioni di governo, invece, dovrebbero essere soggette solo alle valutazioni del Parlamento. Altrimenti viene meno il principio della separazione dei poteri.
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    Lenzini lei cosi ipotizza che un politico possa compiere qualsiasi reato mettendosi al di sopra della legge.
    L’azione penale è obbligatoria poi il parlamento decide se sottoporre il politico al giudizio della magistratura.
    Mi pare che basti.
    I parlamentari non si possono sostituire alla Legge.

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