Orpelli di moda

Ormai siamo al delirio!

Non so voi, ma io che amo uscire a passeggiare nei parchi o sull’argine del fiume e che amo frequentare le pasticcerie del centro,non faccio altro che incontrare persone con al guinzaglio uno o anche più di un cane.

Piccoli, medi grossi gossissimi e spaventosi. neri e mordaci, alcuni fanno davvero paura.

E sono portati con nonchalance (proprio non gliene cala) da padroni esili, mingherlini o palestrati, donne, uomini e persino bambini, ovunque e comunque, al guinzaglio all’ultima moda, lungo lunghissimo tanto che il cane cammina davanti a loro qualche decina di metri, alcuni persino dal lato opposto della strada.

E io, che amo gli animali, li temo. Ma temo di più i padroni, la loro arroganza ignoranza delle minime regole della buona educazione e soprattutto infingarda spavalderia.

Tanto loro hanno il cane e sono apposto, chi gli dice niente a loro amanti delle care bestiole (cento chili di stazza)?

Allora, ultimamente ho adottato la tattica dell’indifferenza, fingo dinon avere paura e sguiscio il più possibile lungo il muro per evitare la cara bestiola.

Ma, se dovesse capitare che si interessi a me, guardandomi o persino abbaiando, allora non posso fare  a meno di chiedere, gentilmente a quel’arrogante scriteriato (il più delle volte) del padrone, se… scusi tanto potesse tenerlo vicino perché non amerei mi saltasse in grembo, sa è una cosa mia, trovarmi vis a vis col suo muso mi farebbe un po’ paura ma cosi, mica tanta, solo un pochina non so neppure io perché deve esere una cosa psciocologica…

Ovviamente non faccio questo discorso ma mi limito a sorridere e dire -scusi per favore- accennando al cane.

Apriti cielo, fulmini e tempeste.

Ma è buono, mi rispondono, non la mangia mica,

Ma va?

E poi, se mi trovo a prendere un cappuccino in pasticceria.Mi siedo al tavolo tranquilla, ordino e poi scopro che, nascosto sotto al sedile c’è un molosso di duecento chili che se ne sta muso a terra e che appena mi vede sedermi vicino a lui pensa subito che io voglia fare amicizia.

E non posso fare osservare al padrone che preferirei bere il cappuccino senza doverlo difendere da fidobau, ma , al massimo, ottengo un’occhiata sdegnata che significa più o meno: tu guarda questa povera scema  che non sa vivere al mondo…

Ormai sono giunta a questa conclusione: cari amici a quattro zampe…vi odio, odio voi e i vostri stupidi padroni che vi scorazzano dovunque come se foste dei trofei da mostrare per sembrare intelligenti.

E se mai, nella vita, dovessi ancora avere un cane (dopo Trudy, la mia barboncina non ne ho voluti più) lo porterei in giro con un guinzaglio a piede e solo dove non possa dare fastidio a nessuno e non lo costringerei mai a entrare nei bar o nei posti dove soffrirebbe il caldo e la noia a meno che non fosse proprio indispensabile.

E soprattutto non ne farei mai un oggetto di culto come lo stanno facendo diventare in tanti solo per vantare il proprio smisurato ego e consolarsi delle proprie frustrazioni.

Ma lo rispetterei come va rispettato perché un cane non è il nostro alter ego ( più intelligente) ma un compagno che abbisogna di attenzioni e affetto e va tenuto a bada ed educato perché può diventare aggressivo e pericoloso e gli altri non devono per forza trovarlo irresistibile.

E non è un abito alla moda da esibire in società e di cui farsi un vanto.

Perché cosi rendete ridicolo lui e voi stessi e ne fate un povero orpello senza dignità.

 

 

11 commenti su “Orpelli di moda”

  1. Leggo, in un articolo del Foglio, intitolato: “Rassegnatevi, i cani non sono persone”(Manuel Peruzzo):

    “La notizia del dicembre scorso è che in Italia la spesa dei cibi per i cani e gatti cresce di più rispetto alla spesa per baby care e baby food (il giro d’affari che nel 2017 è di 1,4 miliardi di euro secondo i dati Nielsen). Il che significa che non facciamo figli ma trattiamo i nostri cani come se lo fossero: vestitini assurdi, giochi inutili, cibi sempre più sofisticati”.
    E poi:
    “È nata la prima pasticceria artigianale per animali domestici: lì potete comprare il candoro e il canettone”.
    RISPOSTA
    si lo sapevo del can doro e canettone…siamo aldelirio veramente. Una deriva spaventosa.
    Oggi ho visto un cagnolino molto grazioso, però. Mi ha mosso la coda e aveva un accenno di can…izie.Confesso me lo sarei portato a casa volentieri.

  2. È vero c’è cane e cane della serie non si può fare di tutt’ erba un fascio ,ad ognuno il suo ,come Si dice che ci siano 7 donne per ogni uomo ( anche se io credo che una basti e avanzi) sono convinta che non ti puoi innamorare di ogni cane ma quando incontri quello destinato a te non c’è più scampo .Volevo un cane e poco prima di andare in pensione sono andata al canile della mia zona ,mi hanno mostrato dei cagnolini erano carini e anche un po’ spaventati ma a parte un sentimento di pena non è passato altro ,non è scoccata la scintilla ,tempo dopo sono tornata al canile e vedendo 3 cuccioli di cane sono stata attratta da uno tutto solo in disparte rispetto agli altri 2 fratelli che giocavano . Mi sono accucciata e subito ho capito di aver trovato il mio cane ,quel piccolo meticcio salendomi in braccio ha pensato “ sai aspettavo proprio te adesso portami a casa, almeno questo è quello che ho pensato io …Lui si chiama Teddy e per me è gioia pura.
    RISPOSTA
    Carmela non c’è alcun dubbio che un cane possa rappresentare “gioia pura” e che un cane possa addirittura guarire certe patologie, certamente il senso di solitudine e che siano preziosi.
    Non dico di no. Dico che ci sono cani pericolosi, mordaci e che vengono trattati come giocattoli costosi per meglio rappresentare il proprio ego e che magari una volta a casa vengono abbandonati in un cortile, da soli e senza alcun affetto da parte dei padroni tanto entusiasti in pubblico.
    E che, comunque, sia una moda che ormai sta diventando opprimente perchè non puoi andare in nessun posto senza trovartene davanti anche di immensi e magari pure senza guinzaglio.
    Il tuo Teddy è sen’altro un amore e non farebbe male a nessuno a meno che non voglia fare del male a te, allora si immolerebbe per salvarti.
    Ma, come dici bene tu, c’è cane e cane e padrone e padrone…

  3. Qui si parla di cani vedo. per carità!Toglietegli tutto ma non il loro cane!
    Io ne ho uno adorabile che si chiama Rino, qualcuno lo chiama anche canerino.

  4. C’è anche chi sul proprio cane, scrive poesie commoventi

    Anima che accarezzo a sera

    Anima che accarezzo a sera, e sei un cane stanco,
    ma un cane sempre fedele.
    Un cane
    che balbetta un nome: padrone, padrone mio.
    Non lasciarmi anima cane, non lasciarmi mai.
    (Alda Merini)

    RISPOSTA
    Non conoscevo questa poesia di Alda Merini, veramente si può dire tantissimo in poche parole. Solo i poeti.

  5. Mariagrazia, il sommo Omero non può state chiuso in un link, quello che hai postato in risposta al Cerbero di Dante, perciò permettimi di riproporlo esplicitamente:

    Così dicean tra lor, quando Argo, il cane,
    Ch’ivi giacea, del pazïente Ulisse,
    La testa, ed ambo sollevò gli orecchi.
    Nutrillo un giorno di sua man l’eroe,
    Ma còrne, spinto dal suo fato a Troia,
    Poco frutto poté. Bensì condurlo
    Contra i lepri, ed i cervi, e le silvestri
    Capre solea la gioventù robusta.
    Negletto allor giacea nel molto fimo
    Di muli e buoi sparso alle porte innanzi,
    Finché i poderi a fecondar d’Ulisse
    Nel togliessero i servi. Ivi il buon cane,
    Di turpi zecche pien, corcato stava.
    Com’egli vide il suo signor più presso,
    E, benché tra quei cenci, il riconobbe,
    Squassò la coda festeggiando, ed ambe
    Le orecchie, che drizzate avea da prima,
    Cader lasciò; ma incontro al suo signore
    Muover, siccome un dì, gli fu disdetto.
    Ulisse, riguardatolo, s’asterse
    Con man furtiva dalla guancia il pianto,
    Celandosi da Eumeo, cui disse tosto:
    Eumeo, quale stupor! Nel fimo giace
    Cotesto, che a me par cane sì bello.
    Ma non so se del pari ei fu veloce,
    O nulla valse, come quei da mensa
    Cui nutron per bellezza i lor padroni.
    E tu così gli rispondesti, Eumeo:
    Del mio Re lungi morto è questo il cane.
    Se tal fosse di corpo e d’atti, quale
    Lasciollo, a Troia veleggiando, Ulisse,
    Sì veloce a vederlo e sì gagliardo,
    Gran maraviglia ne trarresti: fiera
    Non adocchiava, che del folto bosco
    Gli fuggisse nel fondo, e la cui traccia
    Perdesse mai. Or l’infortunio ei sente.
    Perì d’Itaca lunge il suo padrone,
    Né più curan di lui le pigre ancelle:
    Ché pochi dì stanno in cervello i servi,
    Quando il padrone lor più non impera.
    L’onniveggente di Saturno figlio
    Mezza toglie ad un uom la sua virtude,
    Come sopra gli giunga il dì servile.
    Ciò detto, il piè nel sontuoso albergo
    Mise, e avviossi drittamente ai Proci;
    Ed Argo, il fido can, poscia che visto
    Ebbe dopo dieci anni e dieci Ulisse,
    gli occhi nel sonno della morte chiuse.

    RISPOSTA
    Si, hai ragione Alessandro, tanta magnificenza non si merita di essere nascosta.

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