Un grosso rospo

Hanno giurato di osservare la Costituzione e le leggi. In cuor loro sono sinceri, ci credono.

Ma poi osserveranno solo quello che gli arriva dal capo del loro partito, da chi li ha designati, dall’intrigante di palazzo che ha fatto il loro nome o semplicemente daranno retta alla loro ambizione, al loro egoismo, al loro individualismo, alla loro impossibilità di operare in un paese che ha sacri vincoli dovunque, limiti invalicabili, norme e cavilli e burocrati occhiuti e spocchiosi.

Faranno quel che potranno, vorranno e sapranno e soprattutto quello che gli permetteranno di fare e non fare.

Come sempre.

Il governo che nasce è piccolo, non posso giudicarlo ancora. Devo aspettare che inizi a far sentire la propria voce. Per ora solo vagiti, flebili, un tantino ipocriti, per nulla rassicuranti delle notti in bianco che ci farà fare prima di essere svezzato.

Ci penseranno Conte e Grillo. Con la collaborazione di una balia d’eccezione, no, non Mary Poppins, ma nientedimeno che il Presidente della Repubblica.

Ha fatto tutto bene il presidente, ha seguito alla lettera la costituzione, ne ha osservato i principi e ha dato il suo battesimo a questo ennesimo… fallimento.

L’importante non è solo che i mercati e le borse reagiscano bene. Si, certo, lo è ma non è tutto.

Io da cittadina e da elettrice mi sento tradita. Ma chi sono io?  Una che crede ancora di essere “popolo sovrano”?

Ma sovrano di che? Ma se voto per X e poi al governo mi ritrovo XYZ? Ma se io Y o Z non lo avrei votato neanche sotto tortura, perché si  può fare finta che io non abbia votato per qualcosa di preciso e definito, ma solo per poter dare la possibilità ai soliti “lorsignori” di fare quello che gli pare?

Non voglio essere governata da chi ha tradito il mio voto.

Se mi sposo con X non posso ritrovarmi ad essere sposata con X  ma anche con Y o Z, perché a me Y non va giù, mi sta di traverso e mai, a nessun costo avrei acconsentito alle nozze, Z…poi, non ne parliamo proprio.

Sono molto delusa, ritengo questo governo peggiore del precedente, più ipocrita ancora del precedente, ma non perché sono e sarò mai leghista o di qualsiasi altro partito di destra (legittimo per chi lo vota), ma perché me l’hanno fatta ancora una volta sotto il naso pensando che tanto a noi “popolo sovrano” va giù tutto.

Ma per me Grillo è un rospacccio troppo grosso da digerire.

Naturalmente spero di sbagliarmi e se sarà cosi sarò pronta a riconoscerlo.

Ma ho molti dubbi che questo accada.

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7 commenti su “Un grosso rospo”

  1. Rospo comune: bufo bufo

    Il rospo comune è il rospo europeo più grande. In media misura circa 10 – 12 cm ma ci sono degli esemplari che raggiungono dimensioni di 20 cm.

    Presenta una pelle molto verrucosa dal colore che può variare: va dal castano al verde scuro, dal brunastro al grigiastro.. E’ facile distinguere il rospo comune da un rospo smeraldino. Il Bufo virdis raggiunge una lunghezza di circa 7 cm e presenta una pelle meno rugosa.

    Il rospo comune ha le stesse abitudini del rospo smeraldino, fatta eccezione per il canto notturno e… la vita sociale. Già, perché il rospo Bufo virdis emette un trillo intenso soprattutto di notte (qualcuno può confonderlo con il canto del grillo) ed è sempre solitario. Il rospo comune o Bufo bufo, durante la riproduzione può riunirsi in gruppi molto fitti.
    Insomma anche Grillo è un bluff non è il saggio grillo parlante della favola ma trattasi proprio di un Bufo -Bufo Rospo asociale che ogni tanto spunta fuori organizza un raduno e spara il suo canto ….

    RISPOSTA
    Già e la descrizione gli si attaglia perfettamente.

  2. Mariagrazia, noi Popolo votiamo i nostri rappresentanti ossia deleghiamo a loro la decisioni da prendere.
    Loro non hanno vincolo di mandato, ma di volta in volta devono decidere sui fatti non ipotetici, ma reali.
    Apprezzo il tuo scoramento per un’alleanza anomala, e il sentirti tradita per questo.
    Ma, ripeto, il Parlamento non ha vincoli di mandare, è il Popolo stesso, per interposti rappresentanti, che decide secondo le circostanze.
    Oggi ha deciso di dare fiducia ad un governo giallorosso, non c’era altra via per evitare il peggio (secondo il Parlamento sovrano) e tentare un governo di legislatura.
    Spero che nonostante tutto questo governo possa fare meglio del precedente, staremo all’erta ma senza pregiudizi.

    PS Scrivo da lontano, forse mi sono perso qualcosa, ma la penso così.

    RISPOSTA
    Non ti sei perso molto, ma comunque fare meglio del precedente non sarà tanto difficle, hanno già cominciato a litigare prima di cominciare(sono in perfetta continuità) e i 5s rimpiangono già Toninelli.
    Ma ormai anche questa frittata è fatta. Ma, con la tua logica sai che faccio?La prossima volta voto con una benda sugli occhi, alla ‘ndocojo. Tanto…

  3. Con la mia logica dovresti votare chi ti dà più fiducia come persona capace di ragionare (non è poi così semplice) e di risovere i problemi, e deleghi a lui le decisioni sui problemi che si presentano di volta in volta e che spesso sono diversi di quando l’hai votato, cambiando le circostanze.
    Se poi le sue decisioni non ti piacciono, al prossimo appuntamento elettorale cercherai di essere più oculata nello scegliere il tuo rappresentante, ma tieni presente che è la Costituzione che lo vuole senza vincoli di mandato, perciò non puoi parlare di tradimento.

    Comunque, puoi seguire altre logiche, anche quella ‘ndo coj coj, sei libera, ma non è la mia logica.
    RISPOSTA
    non ho detto che è la tua logica, ma se votare significa poi ritrovarsi alleati a partiti dei quali non si ha alcuna fiducia e sono lontati anni luce dalle tue idee, allora significa che chi hai votato ti ha tradito, io la vedo cosi.E comunque non voto mai una persona ma un partito politico che ha l’obbligo di essere coerente con le proprie idee e programmi altrimenti mi prende in giro e predica bene e razzola male.

  4. Maria,sono venuto sul tuo blog,una mia considerazione.Secondo te in questa situazione,con mille dubbi,ma secondo te si doveva andare al voto?Se malauguratamente la destra come dicono I sondaggi,ancora il popolo non ha capito cosa e’ successo,con due parole la gente si e’ invachita;prima gli italiani e porti chiusi.Come Berlusconi a PortaaPorta,disse se vinciamo togliero’la tassa sulla casa,basta un nulla per prendere per I fondelli gl’italiani.Loro sempre uniti,noi sempre guerre indestine,come succede anche adesso.Un saluto

    RISPOSTA
    Benvenuto Angelo, non mi piace questa situazione. Non mi piaceva prima e ancora meno mi piace ora.
    La Democrazia non può avere paura del voto. Si, è vero, gli italiani si fidano di tanti che promettono la luna; ci sono molte situazioni difficili ed è facile cascare nelle trappole di chi promette sapendo di non poter mantenere.
    Ma siamo un paese democratico e la Costituzione recita che “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei modi consentiti”.
    Uno di questi è appunto il voto.
    Piuttosto di mettere assieme ancora due forze che si oppongono l’una all’altra e che non si metteranno mai d’accordo su nulla, preferisco mille volte che gli italiani scelgano nelle urne a chi dare la propria fiducia. Ma cosi, secondo me. si perde solo altro tempo prezioso e si prendono in giro gli elettori.

  5. Salvini si è avvalso della sua carica di ministro e vicepremier per farsi una propaganda assidua e penetrante, amplificata dei mezzi di comunicazoone.
    C’è stato un momento che non si parlava altro che di Salvini e del pericole dei migranti.
    Come ai tempi di Berlusconi, il fatto che fosse proprietario di televisioni, lo ha avvantaggiato spudoratamente.
    La democrazia è “par condicio”, se questa manca, come nei due casi citati, non è democrazia.
    Tutte le dittature si avvalgono della propaganda, e questa non è democrazia. In questo casi il voto può condurre a conseguenze nefaste.

    RISPOSTA
    Se dovessimo dar retta alla par condicio, non si voterebbe mai e questo sarebbe il vero pericolo per la democrazia.

  6. È la Costituzione che stabilisce quando si interpella il popolo, non i sondagi più o meno farlocchi, o viziati da una “sapiente” propaganda che fa leva sull’emotività popolare.
    Oppure il Capo dello Stato se constata che non c’è più una maggioranza parlamentare.
    Non certo Salvini.
    Ma a dargli retta si rischia una dittatura ammenuata di un consnso popolare effetto di suggestione su temi fasulli quali il pericolo africano.

    RISPOSTA Lanzanò, ho come l’impressione che lei veda Salvini dovunque.Orma si è dato. Si rilassi.

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