Green revolution

La green revolution o rivoluzione verde, ha riunito, venerdì scorso, intorno alla sua madrina ispiratrice Greta Thunberg, una miriade di persone in tutto il mondo.

Spettacolare la vista di tanta gente che ha a cuore le sorti del pianeta, perché, come recita uno degli slogan più usati non ne abbiamo un altro.

Ma non è solo per questo, ma soprattutto perché quello che abbiamo è bellissimo.

E dobbiamo amarlo e proteggerlo.

Ci voleva una ragazzina di 16 anni , col suo motto delle tre “F” (fridayforfuture) perché, finalmente, il mondo intero si svegliasse e si rendesse conto che è seduto sopra una polveriera?
Evidentemente si!

Fino ad ora, gli ambientalisti erano, per lo più gruppuscoli sparuti di fronte a questa marea montante. E non erano tenuti in minima considerazione e anche chi ci metteva tutto l’impegno possibile, era guardato come un rompiscatole, radical chic con la smania di mettersi in luce.

Quanta fatica ho fatto per convincere chi non aveva altro per la testa che abbattere tutti gli alberi che gli venivano a tiro. per questo e quest’altro motivo e quante volte ho dovuto dirgli: piantatela e piantateli.

In un video che gira in rete, Greta, assieme ad uno studioso dell’ambiente, parla molto semplicemente dei rischi che corriamo tutti se non ci mettiamo in testa che certe abitudini, dannose per l’ambiente, vanno modificate subito, che non c’è  più tempo da perdere.

E mi ha commosso sentirli dire che abbiamo un mezzo semplice ma efficacissimo per combattere l’inquinamento e il degrado: gli alberi. Gli alberi possono essere determinanti per la nostra salvezza e la salvezza della terra.

Ma noi non facciamo che distruggerli, quando non ci pensa il meteo, sconvolto, anche lui, dall’enormità di schifezza che riversiamo nell’aria.

E le foreste bruciano e i potenti si sfregano le mani pensando a come sfruttare la terra “liberata” da quelli che considerano inutili orpelli e con quante coltivazioni intensive possono sostituirli: un’ enorme fonte di reddito e di speculazione. Mentre il mondo guarda indifferente.

Ma ora gli speculatori che compromettono il futuro del pianeta  avrannno a che fare con tanta gente, di ogni età, sensibilizzata (finalmente) da una ragazza coraggiosa e ispirata che trascina dietro di sè una marea di buon senso e di logica che fino ad ora era rimasta sepolta sotto una montagna di buone, ma ipocrite intenzioni.

Spero davvero tanto che diventi sempre più invadente e invasiva fino a raggungere i massimi inquinatori mondiali che non potranno che arrendersi e tirare il freno a mano e invertire la rotta.

Prima che sia troppo tardi.

 

Vice versa

Non sarà che il movimento 5stelle si stia debattistizzando?
C’è aria di scissione anche li?
Dopo che Di Battista ha detto “non fidatevi del Pd”, sembra che DiMaio e Conte siano caduti dal letto in contemporanea.
Conte ha chiesto un caffè forte alla sua tata e ha subito chiamato Luigi per chiedere se avesse sentito la tromba che gli aveva rintronato l’orecchio.
Credo che DiMaio lo abbia tranquillizzato dicendogli di stare sereno perché il tipo è cosi, abbaia ma non morde e che, sotto sotto, è d’accordo con lui.
Ma si, dai, lo sappiamo che Renzi  ha lasciato i pali nel Pd, lo sanno tutti anche se fanno finta di no.
DiBattista fa il suo lavoro di grillino e lancia il suo grido di allarme ai fratelli di partito.
Ma in fondo è un buono, non pensa di fare male, è solo rimasto all’apposizione anche se ora al governo c’è il suo partito.Lui è oppositore dentro, ci sta. Conte ha capito subito che DiMaio aveva ragione e si è rasserenato e ha chiamato subito Zinga per dirgli che lui ha fiducia in lui e anche negli altri che non sono lui.
E Zinga ha risposto che anche lui ha fiducia in lui e anche negli altri che non sono lui.
Mentre Renzi, per smentire DiBattista si è precipitato a dire che lui sosterrà sempre il governo, di avere fiducia in lui e nelle sue parole.
A questo punto mi è venuto in mente un vecchio bestseller di Moravia dal titolo, guarda caso, “Lui”, che parlava del rapporto molto particolare che l’autore aveva con …appunto” lui”.
Ecco, si tratta sempre di avere fiducia nel prossimo e di attaccarsi a quello che si trova di più vicino e rassicurante.
(O.S.Q.M.Y.P).
Naturalmente Renzi se ne infischia perché non ha detto non fidatevi di Italiaviavà. Che c’entra lui?
Lui non c’entra dunque?
Eh no!
Ormai c’entra dappertutto, tutti ne parlano, Renzi qui, Renzi li, quanto mi piaceva, quanto mi ha deluso e giù pianti…
ma come si fa a credere a un politico?
Va da sè, per definizione che non si può credere ai politici, al massimo si può credere in un partito in un’ideale, ma ad un uomo politico…andiamo su.
Fatevene una ragione renziani: anche Renzi è umano.
Come lo è Salvini. Ora che hanno indagato gli uomini della sua scorta per la faccenda del giro in moto di suo figliio, dice che la colpa è tutta sua.
Bene, allora che si faccia indagare al posto dei poliziotti altrimenti è aria fritta, ripassata in padella come i quattro salti che si mangia quando non va al ristorante con Verdini (femmina, naturale).
Insomma io tutta questa aspettativa sui politici non ce l’ho messa mai, non gli credo ma non perchè non si meritano fiducia (e a maggior parte delle volte è cosi) ma perché non hanno (giustamente) vincolo di mandato.
Ma anche noi siamo svincolati e possiamo mandarli …a quel paese quando ci pare.
Dunque, dicevo, tutta questa melassa su Renzi, su quanto siano delusi i suoi ex sostenitori per questo suo salto nel vuoto, mezzo carpiato , a capofitto a capitombolo al chissenefregadelpd, non la capisco e non l’approvo.
Casomai se proprio vogliamo affidarci ciecamente a qualcuno, almeno, poi, se ci tradisce, non piangiamo perché la fiducia cieca rischia sempre di andare a finire in qualche vicolo cieco, in qualche sac de cul, o vice versà.
Voilà.

Vespa, vai

Questa é Lucia Panigalli intervistata da Bruno Vespa che le dice, dopo che lei gli ha raccontato la sua orrenda disavventura con l’uomo che aveva lasciato da poco (uno normale, normalissimo): “Se avesse voluto ucciderla l’avrebbe uccisa”.
E lo dice sempre con quella sua aria sorniona come dire… ma dai ma che mi racconti? se avesso voluto ucciderti lo avrebbe fatto, mentre sei qui viva e vegeta a raccontare una esperienza difficile ma tutto sommato…sei proprio sicura che non hai fatto niente per provocare?
Dietro ci sono le foto della signora con ferite e tumefazioni sul volto da fare paura:
https://www.huffingtonpost.it/entry/polemica-per-lintervista-di-bruno-vespa-alla-vittima-di-tentato-femminicidio_it_5d832

Questa Italia fa davvero paura e il servizio pubblico ne fa altrettanta.
E fa paura l’indifferenza della gente e addirittura l’indulgenza che a volte mostra verso questi mostri dai quali tutti si estraniano come se non fossero uomini che vivono su questa terra ma su un altro pianeta.
E non fossero quelli che si incontrano ovunque, nel bus, al bar, al cinema, per strada. Tanto che ormai le donne di tutte le età biogna che si guardino bene intorno e si preparino a difendersi in qualsiasi circostanza, putroppo.
E chi denuncia si sente rimbrottare che non si tratta di nessun “allarme sociale”, che si esagera, che in fondo è come è sempre stato anzi, anzi, persino un pochino meglio ora, andiamo.

Come se i numeri, le statistiche, non rappresentassero ognuno una donna massacrata, violentata, fatta a pezzi, trascinata e nascosta dentro buchi, bruciata in casa o in macchina, sfregiata con l’acido…

Mi fermo qui, Vespa non mi è mai stato simpatico ma dopo quei sorrisini e quello sguardo quasi perplesso e quella frase che sembrava quasi una giustificazione di quella atroce aggressione che quella poveretta aveva subito, secondo me, andrebbe cacciato dalla Rai. Senza se e senza ma.

Vai Vespa, vai.

 

PS: ho provato ad aprire il link. una faccetta moticon mi informa che “questo è imbarazzante”…già lo credo anch’io…

 

Ci riprovo con questo (finalmente una buona notizia!):

 

L’Ordine dei giornalisti contro Bruno Vespa: procedimento disciplinare per l’intervista a Lucia Panigallii

 

Lo stretto del Nazareno

Secondo Pierluigi Bersani Renzi deve andare dove lo porta il cuore.

Il che equivale a dire che può andare dove gli pare purché vada.

Ma il fatto che se ne sia andato dalla “casa madre”, non significa che lui stia per tornarci. “Non scherziamo” dice, ai giornalisti che lo assediano.

Non è in vena di scherzare, Bersani. Sa che il momento non è dei migliori ed il protagonismo di Renzi che cattura l’attenzione potrebbe essere, come sempre, un diversivo che serve solo alla sua vanagloria e prestigio personale non certo al paese.

Dice  anche che non è uscito dal PD perché Renzi era antipatico.

Certo, questo è uno dei motivi, l’altro è che proprio non si sopportavano. Difficile sopportare uno che ti ha preso il portafoglio, lo ha aperto, ha guardato la carta d’Identità ed ha sentenziato che il suo  proprietario aveva fatto ormai il suo tempo ed era meglio che si togliesse di mezzo. Ad uno che gli ha permesso di diventare leader e premier e che non chiedeva che di poter argomentare le proprie idee. Mentre invece è stato subito messo nello sgabuzzino delle scope.

Il problema per Renzi era che Bersani parla chiaro e quando parla dice cose sensate. magari lo fa con un eloquio fiorito, ma quello che dice ha sempre un fondamento di verità e buon senso che deriva dalla sua lunga militanza politica e, ora, si può dire che è stato profetico quando diceva che il renzismo avrebbe spalancato la porta alla destra (la arcifamosa “mucca nel corridoio”)..

Ora Bersani afferma che non ha intenzione di tornare indietro ma che ci vuole rispetto per il PD che è arrivato a vincere più di una volta, una delle quali anche con lui, anche se, afferma, non se lo ricorda nessuno.

Infatti, sembra passato un secolo da quel 2013 della famosa “non vittoria”. E dal quel famoso streaming con Crimi&Lombardi, quelli del “sembra di stare a Ballarò”.

Ma Bersani è una colonna della sinistra, se ancora esiste. Uno che non molla, una persona seria e pragmatica anche se ha, spesso, nei suoi discorsi, qualche spunto filosofico al limite dello psichedelico.

Ha anche detto una cosa che mi ha colpito: “Bisogna riunire le forze sperse, sparse e vaste”.

E ha sorriso, dopo questa frase. Gli è sembrata bella, gli è sembrata riuscita. Compendia, forse, un pensiero che ha in mente da tempo: riunire le pecorelle smarrite della sinistra in un unico grande ovile dove ci sia pluralismo e larghezza di vedute e rispetto per le idee degli altri e unità e concertazione e confronto e libertà di pensiero di parola e partecipazione….

Un ambiente dove Renzi faticherebbe ad ambientarsi. Un ambiente dove lui si troverebbe male ma dove si potrebbe ritrovare un pezzo di paese ormai disperso.

Vada pure nella direzione in cui lo portano i peli dello stomaco o il suo fiuto da lupacchiotto ex scout, purchè si tenga bene alla larga dal Largo del Nazareno, che per lui è diventato troppo stretto.

Lascia la casa e fa la cosa

Trovo commovente  lo scambio di battute tra il neo (si fa per dire) ministro della cultura, il politico di lungo corso, alberato e frondoso come la sua chioma ritinta e Renzi, che, pare, questa volta sia deciso a lasciare la casa comune.

Fran…Casini, gli dice di restare, che il Pd è la casa di tutti e lui gli risponde, sornione come un toscano e mezzo, che stia sereno, che se se ne va, per il ministro è tanto di guadagnato perché potrà diventare padrone di casa e sfrattare Zingaretti che ormai è un affittuario con l’intimo(di sfratto).

Perchè è proprio Francasini l’artefice primo e massimo di questo nuovo governo…come lo potrei chiamare? Non mi piace l’accostamento dei colori, sembra la lista dei vini e non mi piace neppure il Conte 2 o bis. Il personaggio mi ispira una inspiegabile antipatia, ma d’altronde, l’antipatia come la simpatia non è spiegabile.

Dunque lo chiamerò con una famosa battuta di uno simpatico (almeno a me e tantissimi): Carlo Verdone.

Lo chiamerò il governo del Namofamo, riprendendo una battuta di un vecchio film dal titolo “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”.

Che poi è una frase che Salvini pronuncia ogni giorno  stringendo un rosario per mano e battendosi il petto villoso del guerriero padano, fresco di nuova incoronazione pontidina con conseguente bagno di folla (una mano santa dato il caldo che fa), pensando a Conte.

Lui lo chiama il governo dei traditori, per fare prima. come se non fosse lui quello che ha lo ha lasciato con un SMS.

Dunque dicevo…ah si, Renzi.

Stavolta ci siamo, pare che  il suo partito sia in dirittura d’arrivo. A furia di stare sull’ultima spiaggia è diventato un surfista di prim’ordine e se non cavalca quest’onda potrebbe non averne un’altra a disposizione. Deve cogliere l’attimo.

Dice che ci stupirà, che farà una “renzata”. Ci stupirà? Mah, ormai siamo instupibili e anche un po’ instupiditi, ma potrebbe anche essere.

Vuole tenersi al largo dal Nazareno perché pare che stiano rientrando Bersani e Dalema.

Lui non sopporterebbe un’altra coabitazione forzata coi due figlioli (poco) prodighi (con lui, s’intende).

Quindi, pare, che abbia preso in affitto un super attico tribagni, in via del Gufo solitario, una traversa di via Santa Leopolda da Rignano.

A proposito, non sarà lui che ha rubato il “servizio” in oro massiccio dell’artista Maurizio Cattelan, trafugato dalla ex residenza ora museo di W.Churchill?

Cosi, mica per il valore intrinseco (un milione di euro)  ma per dare, come si suole dire: un cachet all’ambiente.

Scherzo, naturalmente, l’idea che avremo (pare) , nel panorama dei partiti/movimenti/cose… anche “L’Italia del si” con  a capo l’ex premier, ex segretario del PD, fautore del nuovo governo, mi mette addosso una certa elettricità (tipo Bellanova) e quindi cerco di sdrammatizzare.

Dice che si porterà via solo lo stretto necessario, pochi uomini, quelli giusti, il resto li lascia in eredità all’amico e consorte nella ideazione e sponsorizzazione del governo Namofamo, Dario Francasini e, naturalmente,  la sua chioma.

 

 

Razzismo e orgoglio

La signora milanese che ha negato l’affitto di un suo appartamento ad una ragazza foggiana, forse, non si sarebbe mai immaginata che  il suo messaggio audio sarebbe finito di dominio pubblico.

L’ho sentito più di una volta perché non mi pareva vero.  Si definisce razzista al 100% e per lei, neri, rom, meridionali , sono tutti uguali e non gliene frega un … di quello che ne pensa la ragazza destinataria di un simile “ragionamento”.

Non la vuole e basta, al massimo, se proprio ci tiene, la casa gliela vende, se la compra allora va bene.

Si dichiara fan di Salvini e leghista della prima ora, razzista e fiera di esserlo!

Mi posso immaginare come si sia sentita la ragazza ad ascoltare un simile sproloquio, un simile attestato  di stupidità, di arroganza, di ignoranza e di supponenza.

Deve essersi  sentita come un cane bastonato, cacciata perché meridionale. Una gravissima colpa secondo la signora milanese.  Quasi potesse portarle il malocchio, la peste, la zanzara killer in casa.

E non si è limitata ad inventarle una scusa qualsiasi. No, lo ha proprio affermato il suo “orgoglio” di essere  razzista e leghista (a quanto pare le due cose marciano insieme).

Lo sappia la ragazza foggiana: quella signora la odia a prescindere e non faccia tante storie, lei afferma “solo” il proprio “diritto” ad essere una razzista, se ne vanta e lascia che l’interlocutrice ne pensi ciò che crede, non è affar suo.

Il razzismo è la quintessenza della meschinità, della trivialità e della bassa volgarità e fa ribrezzo.

La signora milanese non ha proprio nulla di cui andare fiera, al contrario.

Scommetto che farebbe il diavolo a quattromila se le capitasse, in una qualche bella spiaggia del meridione, di leggere: “Non si affitta a settentrionali”.

Il leghismo, purtroppo ha sdoganato i sentimenti più bassi.  Salvini ora dica che quella signora ha sbagliato e che lui  si dissocia totalmente.

Lo dica a chiare lettere che quella signora non può definirsi leghista perché i leghisti aborrono il razzismo e chi lo pratica.

Lo vorrei proprio sentire. Avrei molte ragioni di dubitare della sua buona fede. Ma… magari, mi convince.

 

Meditate gente

Non provo acuna attrazione per Salvini, anzi, sotto nessun profilo.

Eppure ogni tanto lo sogno. No, non scherzo. L’ho sognato anche stanotte.

Il primo articolo di questo blog, descrive proprio un sogno con protagonista Salvini. Non scherzo, chi non mi crede può cercarlo in archivio e si convincerà.

Insomma, la faccio breve. Si è trattato di un flash. Salvini, al solito, con un’aria tronfia (era lui non ci sono dubbi di sorta), io che gli chiedo cosa gli sia passato per la testa di fare quella mossa di darsi la zappa sui piedi. Proprio cosi, come se io fossi una sorta di conoscente o amica.

Lui mi guarda con aria sorniona e poi si mette a ridere.

Fine del sogno.

Non è molto, ma una interpretazione, seppure fantasiosa io la posso ricavare.

Non so perché sogno un politico, una persona con la quale non ho assolutamente nulla a che fare se non che quello che fa potrebbe determinare il destino degli italiani e che i giornali sono stati pieni e straripanti delle sue gesta che io, certo, non ho mai approvato, anzi. E che non sia salviniana lo si può constatare cercando in archivio.

Ma, me lo spiego cosi: capto l’inconscio collettivo, le onde cerebrali (e anche decerebrate) di italiani frastornati da questa situazione politica che, francamente, non lascia troppo ben sperare, dati i presupposti.

Dunque dicevo, potrebbe essere questa una semplicistica interpretazione di questo sogno:

Attenzione, l’uomo non è affatto meno pericoloso adesso che è tornato all’opposizione, anzi.

Teniamo gi occhi bene aperti, quella risata gelava un po’ il sangue, una specie di “tornerò ricco e spietato come il Conte di Montecristo” e il riferimento a Conte è puramente casuale.

Insomma, penso che senza voler scomodare Freud o Jung, l’inconscio collettivo degli italiani manda segnali contraddittori ma chiari: Salvini è molto sulla cresta dell’onda e nei pensieri di molti  italiani fila come un surfista alle Barbudos.

Leggo molte analisi su questo gesto inatteso del leghista di mollare la poltrona in un mattino d’estate senza dare alcun segnale preventivo.

Non mi convince nessuna.

Io mi sono fatta la mia idea. Quale?

Dunque, vediamo. Primo non voleva affrontare la manovra economica da vice premier, non voleva risultare nel governo della manovra lacrime e sangue un po’ come l’assassino sul luogo del delitto.

Poi, altra cosa non irrilevante: era stanco di tenere chiusi i porti, temeva di finire lui al chiuso, ma non al porto, ma in luogo molto più claustrofobico.

Terzo ma non meno importante: l’inchiesta sui fondi russi. Non se ne parla più tanto. Ma perché? Forse perché lui essendosi tolto di mezzo, la cosa non attira più tanto l’attenzione dei media?

Non ci sono grandi sviluppi?

Forse no, ma gli inquirenti vanno avanti con le indagini e quello che potrebbe uscirne potrebbe non essere proprio molto conveniente ad un leader in costante ascesa che occupa(va) la poltrona (scomoda in questo frangente) di ministro degli Interni.

Insomma, sapere che uno dei suoi uomini, tramacciava, presumibilmente, coi russi per rimpinguare le casse della Lega e con altre non meglio precisate intenzioni legate a presunte “collaborazioni” tra i due paesi per combattere le domocrazie europee liberali…insomma , non è proprio cosa da prendere sottogamba.

E poi, diciamolo, si era proprio stufato dei grillini. Di fare la figura di quello che ci sta, pur di stare col sedere ben appoggiato alla poltrona, a subire i veti di chi ha tutt’altre idee di “sviluppo” del paese. Voleva, forse, marcare una netta diferenza da loro.

Forse non una scelta ponderata abbastanza, forse un gesto sconsiderato, può darsi, ma io ci vedo un certo ragionamento, seppure spicciolo dietro a questo.

E, temo, che le prossime elezioni. Ora l’arroganza di Salvini è  smorzata ma potrebbe ritonare presto ancora più esplosiva.

Dipende da come si muoverà questo nuovo governo, ma da quanto si vede dalle prime mosse e, considerati i fondamentali della nostra economia, temo che la su Arroganza potrebbe di nuovo far sprofondare questo clima di ostentato ottimismo.

E l’Italia finire più che mai nelle sue grinfie.

Meditate gente!

 

L’uomo di mondo

Lo showcontinua.

Beppicorason, il più amato dagli italiani, l’uomo che non deve chiedere più, trasformato da avvocato del popolo a uomo delle cancellerie europee, amato da Trump, corteggiato dalla Vontrappen, insomma il Cuccarino della politica italiana.
Ha fatto un discorso sulla fiducia che levati.
Non più burattino, uomo di pezza, ma statista di raglio, il più grande spettacolo dopo il big bang che, per fortuna, ha detto stop.

“Cambieremo l’Italia” e giù applausi. La faremo tornare più bella e più…e giù applausi.

Italiani brava gente, con quelle facce un po’ cosi, guardate qui che uomo!

Insuperabile, non avrà fatto tre anni di militare a Cuneo ma è sicuramente uomo di mondo.

Ma non si da arie, anzi è uno modestino di secondo nome, dopo quello più famoso e carismatico di Giuseppi, meglio detto Beppi (de mi corason).
Ricercato nel parlare e meglio ancora nel vestire, Contone ha le donne a profusione e vuol farne collezione.
Ma siamo noi degni di tanta intelligenza?

Già mi sento un po’ contessa anch’io. Mi impegnerò. Lo sosterrò, scriverò e…piangerò?
No, meglio di no.
Tanto prima o poi finirà, come finirà non si sa ma finirà. Oh se finirà!

 

Che si tratti di fifa?

 

“Tempo sei mesi e ti spari, nemico mio”.

Scrive Luigi Sanfilippo su Facebook  a  Matteo Salvini.   Che potrebbe voler dire che i social network andrebbero chiusi per l’uso distorto e irresponsabile che se ne fa continuamente , soprattutto da parte di tanti politici che se ne servono per attirare consensi e rimbecillire la gente. E’ il caso di Salvini ma è anche il caso di Renzi, che  si è precipitato a difenderlo.

Ma piantatela di usare un mezzo che potrebbe anche essere utile ma che è abusato da troppi personaggi in cerca di visibilità o di autore.

E’il caso di questo Sanfilippo che non ha trovato di meglio per diventare il caso del giorno che scrivere stupidaggini sul suo profilo contro Salvini.

La Rai ha avviato un procedimento urgente contro di lui…

Secondo me dovrebbe licenziarlo tout court.   Un comportamento indegno, a mio parere, di chi rappresenta il servizio pubblico.

Ma Salvini ne ha dette tante, ha insultato tanti , si è fatto tanta pubblicità su Facebook.   Poi, però,  un giorno d’agosto si è tolto di mezzo da solo. Sparato sui piedi da solo. Preso a mazzate da solo.

Non è il caso di infierire.

Il motivo lo sa solo lui. Tutti possiamo ravvederci  e pentirci delle nostre malefatte in qualsiasi momento. Oppure,  più che il pentimento potè la fifa.  Di chi o che cosa non saprei . Ma credo che lo scopriremo presto.

 

Riflessioni sull’Unione Europea

Pubblico, eccezionalmente, le considerazioni di un lettore sull’Unione Europea, perché le trovo interessanti e possono offrire molti spunti di riflessione.

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Sono trascorsi, oramai, una sessantina d’anni da quando furono create le prime istituzioni, fra Paesi europei: EURATOM, CECA, MEC… che, nelle intenzioni degli allora capi di Stato e di Governo di alcune nazioni del nostro continente, avrebbero dovuto essere, attraverso un processo di sempre più stretta integrazione, “antesignane” di una futura unione politica fra gli stessi.

Invece, dopo tutto questo tempo, oltre ad essere rimasti ancora al palo, di quel “sogno” sembra tutto svanito.
L’ unica istituzione sopravvissuta, fra quelle del passato è la attuale “Unione Europea”, “evoluzione”, si fa per dire, del vecchio MEC.
Di unione, però, a parte l’enfatico nome, non c’è niente.
Essa è divenuta, poco alla volta, anno dopo anno, più un assemblaggio di Stati che, a mio giudizio hanno poco o niente da spartire, occupati, come sono, a primeggiare uno sull’altro o a turlupinarsi vicendevolmente, che una comunità desiderosa e determinata ad addivenire, quanto prima, a svolgere nel mondo un ruolo di “pacifica potenza”economico-politico-militare.
Ogni Stato europeo comunitario, difatti, continua pur sempre a restare indipendente e sovrano, con i propri problemi o le proprie nazionali “gioie interne”.
In buona sostanza a non aver niente a che spartire con gli altri Paesi (europei comunitari) se non alcuni interessi meramente….condominiali o di nazionale convenienza.
In tale contesto parlare di interessi comuni o di comuni destini…federali e prendere iniziative in tal senso, è tabù.
In un mondo in continua evoluzione e con mille problemi da affrontare, con nuove o vecchie potenze sorte o che sono già formate sul nostro pianeta (USA, Cina, Russia, India, Musulmani, ecc.), gli Stati europei, o molti di essi, continuano, imperterriti, a coltivare ancora sogni di “egemonia” nazionale, così come accadeva tanti anni or sono quando le colonie di diversi Paesi europei li rendevano importanti e prestigiosi (grandeur francese, Impero di Sua Maestà britannica, Sacri Romani Imperi germanici, domini di re spagnoli dove non tramontava mai il sole e via dicendo…).
Ci si chiede perché gli attuali leaders europei, almeno quelli dei Paesi più rappresentativi (Francia, Germania, Italia, Spagna…) non si siedano attorno ad un tavolo e non comincino a parlare, seriamente e una buona volta, di “unione politica” buttando giù una bozza di…unione in tal senso?
1) Una Costituzione democratica e condivisa che salvaguardi i nostri comuni valori cristiano giudaici;
2) Un Parlamento europeo democraticamente eletto dai cittadini europei (ogni Stato comunitario invia propri rappresentanti proporzionalmente al numero dei suoi abitanti) con gli stessi poteri e prerogative che ha il Congresso degli USA.
Il Parlamento europeo elegge il Presidente dell’Unione che, a sua volta, forma il Governo avvalendosi della collaborazione dei “Commissari”, o ministri che dir si vogliano, da lui nominati e preposti ai vari dicasteri sovrannazionali quali, ad esempio:
– la politica estera;
– la difesa (forze armate comuni europee coordinate da una istituzione sovrannazionale a guisa di “Pentagono”);
– l’ economia (moneta unica gestita ed emessa da una BCE che abbia però i poteri di una Federal Reserve americana) con tasse uguali per tutti gli Stati comunitari e guidata da un unico dicastero federale, ecc.;
– una unica cittadinanza europea con passaporto valido ed identico per tutti i cittadini dell’Unione…
Ovviamente politica estera comune che faccia capo ad un solo ministero e ambasciate europee al posto di quelle oggi nazionali.
– seggio unico europeo al Consiglio di Sicurezza all’ONU affinche’ in tale sede il nostro continente possa contare di piu’ che non i singoli Paesi per trattare del clima, delle migrazioni di popoli e quant’altro di importante e vitale v’è oggi nel mondo.
In buona sostanza necessita creare i concreti presupposti per una improrogabile unione politica europea nella quale, pur salvaguardando le “autonomie” e le prerogative dei singoli Stati “nazionali” tuttavia le altre competenze e poteri, quali possono essere moneta, difesa, politica estera e quant’altro stabilito nella Costituzione Federale, siano di spettanza ….”federale” e delegate ad apposite istituzioni.
Quanto sopra, però, sembra non interessare a nessun leader europeo perché nonostante tutti (Macron, Merkel ecc.) si professino europeisti, democratici e aberranti i “sovranisti”, i “populisti” e quant’altri di tal risma, tuttavia sembrano restare sordi ed indifferenti a tali iniziative.
Tutti ciarlatano, tutti accennano a crescita, a lavoro, a benessere, a progresso europeo e quant’altro ma poi tutto rimane in un’ottica nazionale perché ogni Stato in fin dei conti vuol rimanere, libero, indipendente, sovrano, e, appena lo può, in condizione di turlupinare l’altro per fare I PROPRI INTERESSI NAZIONALI alla faccia della unione e delle belle chiacchiere!!!
Allora se sono davvero cosi’ europeisti come dicono, perché non si muovino, i leaders europei (Macron e Merkel in primis), sulla succitata via senza stare a perder tempo con ipocrite chiacchiere e a tirar acqua ognuno al proprio mulino solo per far egoistici interessi nazionali a scapito di quelli comuni?
Ripeto, non siamo più all’epoca degli Stati di ottocentesca memoria o, peggio ancora, al periodo feudale dove bastava arroccarsi nel proprio maniero o attaccare il signorotto confinante per prevalere e stare “bene”; oggi il mondo è cambiato e sono mutati tempi e i problemi ragione per cui questa attuale “pseudo” unione europea si dia una mossa attuando davvero un percorso unitario oppure abbia almeno la dignità di mandare tutta la istituzione allo sfascio piuttosto che trascinarsi in una ipocrita ed inutile farsa che di unitario non ha proprio niente.
Cordiali saluti.
Romolo Piccinini
RISPOSTA:
Non credo sia una buona idea mandare allo sfascio la UE ma, come afferma anche lei, credo sarebbe più giusto, specie in momenti di svolta come questo, cercare di trovare soluzioni nuove a problemi vecchi, cercando strade alternative che rafforzino l’idea di una unione tra stati europei che vogliono veramente che gli ideali di pace e di solidarietà fra i popoli (ragione principale per cui la UE è nata) vengano esaltati  e non avviliti.
E che serva da argine a chi, al contrario, vorrebbe riportarci indietro nel tempo.
m.g.