Asini e cavalli

Ma dov’è questa crisi? E’ una crisetta, una crisina, una crisi da lumache.

Quello che l’ha innescata ha fatto una parziale marcia indietro. Fifa?

Eh già le cose non vanno come se le aspettava. Nessuno si è dimesso, anzi sono più saldi che mai sui braccioli delle poltrone.

Salvini poi,  pare davvero in crisi, ma comiziale. Si, perché non fa che sproloquiare nelle piazze ovunque si trovi, in lungo e in largo e pure in stretto o strettisssimo.

Ormai ha le crisi comiziali anche quando è in salotto di casa da solo.

In bagno si guarda allo specchio e declama che ci sono 60 milioni di italiani che aspettano solo di essere difesi, coccolati, abbassati le tasse e alzati i redditi e soprattutto che invocano sicurezza.

Con lui…e mentre lo dice si rimira da tutti i lati del faccione barbuto e abbronzato che ormai sembra Carlo Conti appena tornato da una seduta lampaterapica, possono stare tranquilli e dormire della grossa tra tre guanciali. E’ talmente abbronzato che se si presenta al porto di Lampedusa lo portano subito al primo hot spot per essere identificato.

E parla, parla, ringrazia tutti i santi che ha in paradiso compreso l’Ente Supremo. sperando di ingraziarselo ancora per continuare a comiziare per tutta la vita.

Logorroico com’è non potrebbe fare altro che il ministro oppure potrebbe vendere materassi, ma non avrebbe lo stesso appeal. E poi lui ama i bagni di folla e anche quelli in mare e i letti, come si sa, sono al chiuso.

Gli piace stare desnudo a farsi fotografare con le ragazze.Ma quando gli ricapita di averne a frotte che attendono per ore per farsi fotografare con lui?

Una, guarda un po’, si  è vista rifiutare un posto di lavoro perché aveva postato su Facebook (questa vanitosa) la sua foto con accanto il faccione barbuto del ministro. Non fa curriculum anzi, lo disfa, postare i selfie con Selfini.

DiMaio cicca. Eh già perché lui è fidanzato stretto con la bella giornalista ed è molto più riservato e poi ora è nero o meglio giallo dalla bile, non è un bel vedere.

Salvini prima gli tira una pugnalata e poi chi rifà l’occhiolino? Ma tu pensa!

Ora sarebbe tentatissimo di governare col Pd, tanto, che gli costa? Ormai è rotto a tutte le esperienze, perché non provare anche questa e mandare il leghista a dar via…(non lo scrivo per decenza ma si è capito) anche se lui da bravo napoletano lo manderebbe a…’ncoppa Posillipo.

Insomma, sembrava che il governo stesse tirando le cuoia e invece sta solo tirando a campare ancora un poco.

Fin che il barcone va.

A proposito, Salvini fa il duro, non fa scendere i 500 migranti a bordo delle due navi delle ong, aspetta che la situazione diventi ancora più critica e che da tutto il mondo si colleghino con quei poveracci stipati sul ponte, in balia delle onde, cosi tutti potranno constatare quanto lui tiene fede alla sue promesse.

E quanto è cinico e quanto è ridicolo questo tira e molla che poi si conclude sempre allo stesso modo: che sbarcano stremati e poi non si sa dove finiscano.

Ma intanto cosi, con l’annuncio della crisi fantasma, evita l’autonomia e l’ira di Zaia e Fontana e soprattutto  la manovra economica lacrime e sangue che sarà sul groppone del prossimo governo. Per non parlare di rispondere sui maneggi coi russi, cosa che è stata quasi dimenticata con questa storia della crisi e che lo stava mandando in crisi.

A proposito se, prima o poi, questo governo si decide a formalizzare questa ridicola farsa di crisi, scegliamo bene i prossimi ministri che non dovranno esssere  dei  Cinquestelle, neppure mezzo. Neppure un sottosegretariato.

Magari un sotto, sotto segretario. Ma molto sotto.

Sono stati loro il cavallo di Salvini e adesso facciano gli asini. Già sarebbe un compito fin troppo difficile per loro.

 

 

4 commenti su “Asini e cavalli”

  1. Asini e cavalli, ma dove sono le pecore?
    Quel gregge che, ad ogni suo ruggito, lo seguono belando?
    Adesso ha rimesso il veto allo sbarco, dopo che il Tar l’aveva tolto, dovremmo dargli la cintura di campione di braccio di ferro.
    Colosso si, ma dai piedi d’argilla.

    Ha aperto una crisi al buio, non sa manco lui cosa vuole e dove può arrivare , o meglio cosa vuole lo sa, “vuole il potere assoluto”, lo scettro del Rex e del Dux, e non si sa mai, anche della Lex.
    insomma un’ubricatura di potere che neppure Cesare poté sostenere.

  2. Ma dov’è questa crisi?
    Mi ha ricordato un vecchia canzone di un tempo…
    Pigliamola a scherzo, è un modo come un altro per far finta che non c’è.

    https://youtu.be/6nuU8cmI9Wk
    RISPOSTA
    La crisi c’è ed è gravissima, ma non da oggi, ormai da anni.
    Oggi è dichiarata da un ministro che si ribella persino al Tar che è inappellabile e vorrebbe porre le “sue”regole a tutto.
    Dspostismo alla stato puro.
    DiMaio smbra non cadere di nuovo nella trappola del riavvicinamento farebbe davvero una figura barbina della quale dovrebbe pentirsi in eterno e Conte è arrivato a dire che Salvini è stato sleale.Mentre Trenta ha messo a disposizione le navi della Marina per il salvataggio dei migranti.
    Qualcosa si sta muovendo e non nel senso che prevedeva Salvini, ma, spero nel senso contrario. Intanto, prima di Conte bisgona sfiducuare lui.
    E’ la cosa più urgente da fare.

  3. Asini, cavalli, galli e gallline tutte nell’aja a festeggiare il ferragosto ex festa della trebbiatura quando i contadini mettevano giù le zappe e ballavano fino allo sfinimento mangiando fette di melone.
    Ai politici bisognerebbe prenderli a zappate ma passerei per una violenta, ma a qualcuno una bella fettata di anguria in faccia starebbe proprio bene!

  4. Ancora Salvini imperversa sugli schermi televisivi e sui social.
    “Il mio telefono è sempre acceso”, dice.
    “Troppo tardi ormai la frittata è fatta”, risponde Di Maio.
    Conte parla di slealtà di Salvini.
    Insomma una crisii farsa che squalifica ancora di più chi l’ha provocata.
    Salvini non è più così sicuro di aver fatto la mossa giusta e tenta col suo modo spiccio di tornare indenne sui suoi passi.
    Il suo punto di forza, il ricorso alle urne, non lo rassicura più abbastanza e allora fa il duro con i migranti ridotti all stremo per rasicurare che lui è sempre lui e se putacaso dovessero sostituirlo l’Italia sarebbe invasa dallo straniero africano.
    Poi, temendo un governo del Presidente, blandisce Mattarella dichiarando: “Per fortuna che c’è Mattarella”. E dopo questo tentativo fi “captatio benevolentiae”, come potrebbe deluderlo Mattarella?
    Dimentico poi che la nostra è una democrazia parlamentare, usa parole di sprezzo dileggio per eventuali accordi che non siano i suoi.
    È una tecnica elementare e rozza la sua: quel 15% di fedelissimi non c’e speranza che se ne accorgano, ma quell’altro 15%-20% trainati dalla sua politica di governo dura, basata sull’inoculazione dell’insicurezza negli animi e sul terrore per i migranti africani? Costoro crederanno ancora al bluff Salvini? Non si accorgono dell’isolamento a cui ci porterà questa politica della perdita dei valori umani?
    RISPOSTA
    ha monopolizzato tutti i media, possible che chi lo vota pensi che sia per meriti personali e non per calcolo. E la maggior parte della gente non ha voglia di approfondire le cose ma resta sempre in suerficie. Uno spudorato cosi non si era mai visto, batte tutti. E se ne vanta pure.

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