Mi fate fare un giro?

I mezzi della Polizia di stato per fare divertire il ragazzo, figlio di tanto padre, sulla spiaggia di Milano Marittima.

Non è grave che un ministro chieda ad un poliziotto di far fare un giro sulla moto d’acqua al figlio?

A me sembra gravissimo. E guardatelo anche lui, il ministro come si diverte a montare la moto mentre l’agente gli spiega i comandi.

E i giornalisti vengono scacciati perché intrusi, importuni. Ma  di che s’impicciano? Siamo o no nella repubblica delle noci di cocco?  Dunque il cocco di papà deve potersi esplicare e divertirsi.

“Errore di papà”, dice Salvini. Che tenero! Quasi,  quasi mi commuovo!

Salvini non si ferma. Continua imperterrito a farsi beffe dello Stato di cui è servitore servendosi di tutto quello che può far divertire lui e la sua famiglia.

Allora, se è permesso al figlio del ministro fare un giro coi mezzi della Polizia, perché non dovrebbe essere permesso anche a me?

Ci posso provare, vado alla prima caserma dei Carabinieri e chiedo di fare un giro sulla volante, cosi, per vedere l’effetto che fa. Sono una cittadina che paga le tasse e ho o stesso diritto che ha il ministro di “usare” ciò per cui pago fior di tasse. O no? Mi sfugge qualche cosa forse?

Cinquestelle pavidi e tremebondi, il coraggio non ve lo potete più dare, vero? Che trasformazione che avete fatto ora che siete diventati casta.

L’Italia è in mano a questo carrozzone da circo. E siamo solo alla stagnazione: crescita zero.

L’importante è che Salvini senior e junior si divertano! E che i grillini siano soddisfatti di scaldare le poltrone con grande soddisfazione di Grillo e Casaleggio. I due padri del movimento. E la madre?

Se ne sta nascosta per la vergogna.

Un commento su “Mi fate fare un giro?”

  1. Salvini vuol mostrare agli italiani che abboccano, che lui è un uomo come tanti altri, un sempliciotto, un giocherellone che si entusiasma per un giocattolo, un padre che stravede per il proprio figliolo, che può commettere qualche marachella, uno che non ha idea del ruolo istituzionale, ne è al di sopra, o meglio al di sotto: siamo o non siamo tutti uguali? Insomma, una fesseria la possono fare tutti e la si perdona a tutti.
    Sembra voler dire: “Chi sono io per non sbagliare?”. E molti lo paragoneranno a papa Francesco.
    Chiamatelo scemo!

    RISPOSTA
    analisi perfetta ma anche lui può commettere un errore prima o poi e allora anche i più fessi potrebbero capire questo giochetto.
    Spero che sia prima possibile.

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