Il nostro cancellorusso

Da noi non pare avere un gran seguito. La politica estera non ci appassiona. Però, c’è un caso che ritengo che potrebbe avere anologie con quanto sta succedendo in Italia ed è  l’americano “Russiagate”.

Il procuratore speciale R.Mueller, incaricato di indagare se la Russia abbia avuto ingerenze nella campagna elettorale del 2016 e se Donald Trump ne abbia beneficiato, è arrivato alla conclusione dell’inchiesta e ha fornito un rapporto piuttosto dettagliato e due giorni fa è stato chiamato al Congresso  a risponderne personalmente.

Ho guardato la diretta.

R.Mueller è un avvocato staunitense, repubblicano, è stato direttore dell’FBI anche durante la presidenza Obama ed è conosciuto come persona retta e leale.

A me ha fatto esattamente questa impressione.

Ha risposto alle domande piùttosto laconicamente ma credo che il motivo sia che si tratta di un’inchiesta molto delicata che ha come primo imputato il presidente della più grande democrazia mondiale e quindi bisogna andarci coi piedi di piombo.

L’America, soprattutto dopo l’11 settembre, non può più  permettersi di mostrarsi quel colosso dai piedi d’argilla che purtroppo, è uscito dopo quella immane catastrofe. Credo che il procuratore Mueller ne sia pienamente consapevole.

Il suo incarico è,  credo, l’incarico di una vita, quello che potrebbe segnarti nel bene e nel male e lui, a 74 anni, forse non vuole che il suo nome possa venire legato particolarmente al fatto di aver scoperchiato le pentole e rivelato gli intrighi di palazzo dell’attuale inquilino della Casa Bianca. O almeno, non solo per quello.

Perciò tiene un profilo basso, quasi sotterraneo, direi.

Ciononostante è riuscito a dimostrare che la Russia ha avuto una forte ingerenza nelle elezioni del 2016 e che Trump ha provato almeno dieci volte ad ostruire le indagini del caso.

Ci sarebbe materia per far saltare tutto. Ma, dice Mueller, non si può incriminare un presidente mentre svolge il suo mandato, dopo si.

Ma dopo potrebbe essere troppo tardi.

L’analogia con l’Italia è che Salvini, (tanto per citarne uno) sembra aver tramacciato, via Savoini,  coi russi, per ottenere dei soldi per finanziare la Lega, si parla di milioni di dollari non di bruscolini.

Ovviamente lui nega e chi non lo farebbe al suo posto?Ma gli italiani, credo, hanno il diritto di sapere se il vicepremier, ministro dell’Interno è, in qualche modo, ricattabile a seguito dell’inchiesta che vede indagati alcuni suoi collaboratori.

Finora il governo ha fornito molte intepretazioni del caso, ognuno dei tre maggiori esponenti, offre una sua versione: Salvini nega e rifiuta di parlare del “nulla”, Conte riferisce in parlamento ma non sa nulla di nulla del “nulla”. DiMaio sta con sette piedi in otto scarpe e si inventa una versione diversa al giorno a seconda di come scende dal letto.

Ora, gli americani potrebbero anche chiedersi se le prossime elezioni non saranno ancora inficiate dalle ingerenze russe, visto che sono riusciti a farglierla sotto al naso.

Gli italiani possono davvero stare tranquilli?

 

2 commenti su “Il nostro cancellorusso”

  1. Per me sono tutte invenzioni campate in aria, destinate a fare un buco nell’acqua, per tre motivi.
    Primo. perché sui grandi personaggi se ne inventano di ogni, e Trump è un grande personaggio che ha molti nemici. Lo stesso vale per Salvini, un politico che non se ne vedono in italia da molto tempo. Infatti lo votano, ma i suoi nemici lo boicottano.
    Secondo, anche se qualcosa di vero può esserci, un aiuto spontaneo non richiesto per esempio, che reato sarebbe?
    Terzo, ammesso e non concesso che tutto è vero, credete che gente potente come il presidente degli Stati Uniti, o anche Salvini sono così fessi da farsi trovare mentre rubano la marmellata?
    Illusi.

    RISPOSTA

    Si, lo credo. Il problema è che non ci credono gli americani (e gli italiani).E loro li fanno fessi.

  2. Off topic ricordando l’ultima tragedia nel Mediterraneo:

    Il Mediterraneo -il mare nostrum dei Romani- a dispetto del nome così dolcemente scorrevole, sei consonanti e sei vocali, con quel dittomgo finale che sembra prolungarne la pronuncia ed estenderne i limiti, è divenuto luogo di morte fra le più crudeli, per annegamento (che non riaparmia né donne né bambini), di gente in fuga dai propri paesi in seguito alle guerre, alla fame, alla sete, alle malattie.
    Credo che sia dovere di tutti i paesi civili, gestire al meglio questo flusso che sarà inarrestabile finché in quei paesi ci saranno condizioni invivibili che noi stessi, in gran parte, abbiamo contribuito a propagare.

    RISPOSTA
    E’ davero una tragedia immane, nessuno che vada più a raccogliergli e ci sono anche donne e bambini: disumano, alcuni sono andati a salvarli le motovedette libiche (quelle che gli abbiamo dato noi) ma poi li riportano nei campi di detenzione dove i ribelli bombardano. Quella gente fa una pena enorme ma il nostro ministro segue la linea dura e vuole inasprire la legge sugli sbarchi, mi pare davvero una follia, cuore di pietra e intanto il mediterraneo ritorna ad essere un cimitero dacqua per chi cerca una vita migliore. Salvini ha persino impedito di sbarcare e sono fermi i porto, i 135 migranti salvati dalla nostra nave della Guardia costiera, mi sembra una commedia dell’assurdo!
    I più fortunati riescono ad arrivare su dei barchini alla chetichella a Lampedusa e per quelli nessuna grande parata propagandistica.
    E intanto il ministro non va alle riunioni dove si parla del problema immigrazione, a Marrakkesh hanno votato una risoluzione firmata da 164 paesi ma l’Italia non c’era: che vergogna!
    Non sono aggiornata sulla storia del peschereccio italiano che ne aveva preso a bordo una cinquantina, spero cheli abbiano lasciati sbarcare.

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