Tiro al…magistrato

Salvini ha spostato il tiro, dai migranti ai magistrati, per lui tutto fa consenso e anche brodo dato che è di bocca buona.
Basta guardarlo nel suo discorso accorato e quasi vaneggiante, mentre inveisce contro il Gip che non ha firmato la convalida di arresto per Carola.
E’ un bravo attore, si impegna in quello che fa, la parte è sempre quella del “santo protettore degli italiani”. San Matteo Salvini, suona bene, ce lo faranno presto.
Sta cercando di assoggettare la magistratura, di intimorirla, il suo lungo discorso (un po’ delirante)ma giusto quel tanto che basta per fare sensazione, ne è la prova, gioca al braccio di ferro con un potere delle stato. Gioco pericoloso perché una buona parte di italiani non sa, non conosce o non capisce la differenza tra democrazia e dittatura e la divisione dei poteri è uno dei baluardi della democrazia.
Quella che Salvini prospetta è una dittatura moderna dove lui è il”buon padre di famiglia” e gli italiani i suoi “figli”. Se poi i magistrati vogliono fare di testa loro e liberare una “criminale”se la dovranno vedere con Lui che tutto vede, tutto sa e soprattutto tutto vuole.
Già visto, purtroppo ma la memoria in Italia si esercita poco come si esercita poco lo spirito critico che diventa merce sempre più rara.
E, in fondo, la dittatura non dispiace a tutti, ci sono persino quelli che ne auspicherebbero il ritorno. In chiave moderna, naturale.
Una dittatura con la faccia di Salvini e quella di Meloni. Una dittatura di quelle che”namo, famo, pijamo, sparamo …e ce ne fregamo”…una cosa nera, un all black da cerimonia con qualche noticina di colore qui e la.
Un calzino grigiastro o una felpa blu sulle spalle un rossetto deciso.
E via andare. La dittatura del “democratico” Salvini è già iniziata, ma non preoccupiamoci è benedetta “dall’alto dei cieli” e lassù c’è sempre qualcuno che ci ama. Speriamo che non si disamori proprio adesso.

Un commento su “Tiro al…magistrato”

  1. Le paure, reali o indotte, l’insicurezza, il bisogno di protezione, la distima di sé, giocano a favore della dittatura, quella fuga dalla libertà” descritta in un bel saggio di Eric Fromm.
    Salvini conosce bene questo meccanismo e lo usa a suo beneficio.

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