Unità? Ma va là…

Maurizio Belpietro firma l’Unità di oggi?
Cos’è uno scherzo? Un “affaccio al balcone”, una provocazione?

Ma di chi è stata questa bella idea?

Dice Belpietro che se non lo faceva lui non lo faceva nessuno, si è sacrificato perché il giornale potesse essere in edicola.
Ah si? Siamo ridotti a questo? Belpietro che difende la libertà di stampa?

Ma, se non ricordo male, lui è quello che ha sempre difeso a spada tratta tutte le berlusconate che abbiamo subito negli ultimi decenni, non proprio un comunista.

Uno che, seduto sui panchetti di tutti i talkshow, faceva venire i brividi di fastidio e rabbia anche al più sereno pacifista democratico convinto della  più pallida sinistra.

Sembra davvero un’occupazione in piena regola di tutti gli spazi rimasti vuoti, sembra davvero un’invasione delle idee della destra.

Moderata, nel caso di Bel Pietro considerato il suo compiacente sorrisino da Giocondo, eternamente stampato sul volto pacioso.

Ma sembra diventare un ghigno di scherno se compare sulla pagina della testata fondata da Antonio Gramsci.

Che si “risveglierebbe” solo per prenderlo a testate.

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Un commento su “Unità? Ma va là…”

  1. “Belpietro direttore dell’Unità, anche solo per un giorno, è un insulto inaccettabile alla storia gloriosa del giornale di Antonio Gramsci e alla comunità politica che esso rappresenta. #unita”, twitta il segretario nazionale di Articolo Uno Roberto Speranza.”

    Sono d’accordo, è non credo affatto a ciò che afferma Belpietro, che l’abbia fatto, su richiesta dell’editore, per amore di libertà.
    Non mi piacciono le messe in scena, non gli credo, come non ho mai creduto all’attentato non riuscito, fatto ai suoi danni, da lui denunciato e mai dimostrato.

    RISPOSTA
    non credo neppure una parola nemmeno io e non ho creduto a quella messinscena dal primo istante.

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