Un lavoro prezioso

Il maresciallo dei Carabinieri Vincenzo di Gennaro, ucciso a colpi di pistola da un pregiudicato in centro a Cagnano Varano in provincia di Foggia, è purtroppo la conferma di quanto sia rischioso il “mestiere” che si era scelto.
A diferenza dei colleghi che si sono macchiati di reati odiosi come quelli contro il povero Stefano Cucchi, la figura di questo militare dell’Arma, morto durante il servizio per mano di uno spacciatore che lo aveva minacciato di morte dopo una perquisizione, è un esempio lampante di cosa comporti portare quella divisa.
Comporta anche questo: morire freddato da un colpo di pistola a tradimento mentre sei in macchina con i colleghi e non ti aspetti certo di morire ma di proseguire nella tua vita che a 47 anni poteva essere ancora lunga.
Progettava di sposarsi a breve, era una persona amata e rispettata da tutti in paese ed aveva anche ricevuto parecchi encomi.
Ecco, anche questo sono i carabinieri, quelli che speriamo sempre di incrociare quando ci succede, per esempio, di essere scippati o che chiamiamo quando subiamo un furto in casa e che speriamo prendano i ladri e ci riportino quello che ci hanno rubato.
A me è successo ben due volte di avere avuto la soddisfazione di ricevere, dalle mani di un maresciallo dei carabinieri, i gioielli che mi erano stati appena rubati in casa.
Ricordo la faccia soddisfatta del maresciallo, comandante della stazione di una città vicina alla mia e le sue parole: “Lei è fortunata signora, una su un milione”, mentre mi mostrava la refurtiva che avrei avuto restituita il giorno dopo alla stazione dei Carabinieri.
Lo avrei abbracciato, anzi credo proprio di averlo fatto.
E un’altra volta quando mi hanno chiamato per andare a recuperare documenti e altri oggetti che erano stati recapitati in busta chiusa alla stazione dei carabineri della mia città, dopo che avevo subito uno scippo con destrezza.
Ricordo la faccia del comandante della caserma, il quale, anche in quel caso, mi disse che ero stata fortunata. Si, ma avevo anche denunciato subito in entrambi i casi e non fosse stato per loro che hanno fermato i ladri per un controllo, in un caso e che hanno ricevuto i miei documenti e me li hanno riconsegnati, nell’altro, non avrei visto nulla.

Per questo e anche per altri casi nei quali ho dovuto ricorrere al loro aiuto o consiglio, mi sento di ringraziarli e voglio anche dire che il vicebrigadiere Tedesco, il quale ha affrontato le proprie responsabilità nel dire la verità nel caso del povero Sefano Cucchi, alla fine ha dimostrato quel coraggio che non aveva avuto all’inizio nel difendere Stefano e nel dire tutta la verità subito e denunciare i colleghi.

Segno che in tutti questi anni, lui, si è fatta strada la coscienza del “bene” che è insita in tutti noi e che qualche volta non trova la strada per uscire. Lui stesso ha detto di essersi tolto un enorme peso. Anche questo dovrebbe deporre a suo favore quando verrà giudicato, ma, naturalmente, saranno i giudici a decidere il suo destino.

Termino con con maresciallo che mi è molto caro, sin da bambina e che è di una simpatia impareggiabile, con un augurio di buon lavoro a tutte le Forze dell’Ordine per il lavoro prezioso che svolgono tutti i giorni.

Un commento su “Un lavoro prezioso

  1. Le forze dell’ordine -Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza, etc.-
    svolgono non solo un lavoro prezioso, ma anche pericoloso, difficile e logorante, un lavoro spesso non adeguatamente pagato e soggetto e facili critiche e a generalizzazioni ingiuste.
    Non mancano anche lì errori ed abusi di potere -come molti casi di cronaca dimostrano- ma rispetto alla mole di lavoro svolto, sono casi sporadici, che però è facile vengano estesi a tutto il corpo.
    Il motivo, a parte casi di irrazionale antipatia per l’ordine costituito, è perché l’uso della forza, cui a volte sono obbligati, rischia di renderli malvisti.
    Facile criticarne i difetti, difficile è tenere presente il duro lavoro svolto quotidianamente, i sacrifici fatti, e non ultimo il tributo di sangue da essi versato

    http://www.vittimedeldovere.it/caduti.php

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