Il cane e lo psichiatra

Ma che cosa sta succedendo agli italiani? Tutti improvvisamente cinofili?  Ormai dove ti giri ti giri ci sono cani aggrappati a  guinzagli di tutte le fogge, trainanti padroni rin…galluzziti dal trofeo (o più di uno) che si portano a spasso o meglio, a volte, sono loro ad esserne trainati.

Cani di tutte le taglie, forme e colori. Piccoli, grandi, immensi, ringhiosi, miti oppure vivaci e intraprendenti e anche un tantino rompi…scatole. Entrano ovunque, negozi, bar, ristoranti. I gestori non hanno più coraggio di fiatare, sono pochissimi quelli che osano esporre il cartello “i cani non sono graditi”, temono ritorsioni anche pesanti.

E allora sopportano.Sopportano che entrino anche due o tre cani alla volta al medesimo guinzaglio o con tre diversi, che si piazzino tra le gambe della gente, col muso che fruga nelle scarpe, o nel caffè o cappuccino.

E’ normale! E’ segno che gli italiani amano gli animali o che gli italiani si stanno rim…becillendo?

Propendo per la seconda ipotesi. Non me ne vogliano gli amanti delle care bestiole, ma non si rendono conto di quanto sono ridicoli? Tengono i cani per dimostrare che li amano? Ma quando mai?

Servono come body guard, come status symbol, per darsi un tono, per non camminare da soli. Ma l’amore non c’entra nulla.

L’amore per gli animali è un’altra cosa. E’ rispettarli per quello che sono e non pretendere che diventino il nostro zimbello, dama di compagnia, badante, guardiano o alibi per uscire.

E, soprattutto, alibi per rompere le scatole alla grande al prossimo.

Ieri al bar è entrato un signore con un cane di grossa taglia e un lungo guinzaglio. La cara bestiola scorazzava dovunque mentre il padrone osservava il banco con le paste.  Nel frattempo era entrata una signora con un cagnolino. Le due bestiole si sono messe ad azzuffarsi abbaiando furiosamente l’una verso l’altra.

I due padroni cercavano di calmarle ma con poca convinzione. Alla fine si sono messi a chiacchierare tra loro su quanto tengono alle rispettive care bestiole e su quanto siano buone ed educate, salvo in rare occasioni quando si incontrano vis à vis con qualche esemplare troppo diverso. Una vera analisi psicologica delle razze canine davanti al bancone di un bar. Il padrone del cane grosso si è poi rivelato e presentato come psichiatra. Si è mangiato tre frittelle con la crema (in piedi) una via l’altra e si è bevuto un caffè.  Poi è uscito trascinandosi il bestione che nel frattempo aveva fatto amicizia col cagnolino.

Chissà se si sono scambiati il nunero di cellulare. (i due cani, intendo).

Nessuna meraviglia, dunque, se siamo presi cosi in Italia e al governo abbiamo il”cambiamento”.

C’è   da fare un check up completo all’intera popolazione per capire se stiamo covando qualche sorta di epidemia di stupidità strisciante complicata da un alto grado di analfabetismo di ritorno.

Tra un po’, in giro, si sentirà solo abbaiare. E il bau bau, verrà insegnato a scuola.

Ma solo nelle scuole del nord, al sud, per ora, si devono impegnare di più e poi, forse, vedremo…

 

8 commenti su “Il cane e lo psichiatra

  1. MGG, sono ben più cani, in senso traslato deteriore, i possessori dei quadrupedi, che nebabusano solo come ostentazione di un certo status symbol. Presumo che i due cani non erano dei bastadini, ma costosi esemplari esclusivi. Nessuno, oggi, gira con cani se non di razza particolare e di nicchia. Una mia conoscente possiede un cucciolotto da 1000€, a mia figlia, un vero cinofilo ha sganciato, stufo di tenersela, una cagnolina da 1200. Hai dimenticato di citare i padroni cafoni che non raccolgono le deiezioni canine. Il Parco Ducale di Parma è tappezzato di simili fiori. Non parliamo poi dei punk-abbestia, che girano con rottweiler e pittbull liberi, specie dove giocano i bambini. E se ti lamenti, ti insultano pesantemente. Infine, che dude di quelli che li abbandonano nelle aree di sosta delle autostrade? Quello non era uno psichiatra, ma un paziente del medesimo.

  2. Mariagrazia, sarà perché siamo governati da Miao e da Bau, ma questa del cane, e direi anche del gatto, onnipresente sta diventando un’epidemia.
    Tu parli dei cani, ma i gatti dove li metti? Con questi chiari di luna, dovrebbero esser tutti impegnati a cacciare sorci (mi pare che madre natura li abbia creati per questo, no?) e invece? Non c’è cortile di condominio che non ne conti almeno una decina, neri, grigi, rossastri, striati, tigrati, picchiettati, a chiazze, insomma come pelame c’è n’è una varietà incredibile. Loro, a differenza dei cani che subito scodinzolano appena vedono il padrone (ma che scodinzolano a fare?), manco ti degnano di una sguardo, si fanno i fatti loro, al massimo si scostano se proprio ti avvicini troppo, quasi tu avessi la lebbra.
    E’ questo lato del carattere altero e sussiegoso che li rende antipatici, per non dire odiosi. E che dire di quelli neri che ti attraversano la strada? Li ucciderei all’istante, ma in genere mi limito ad un’altra mossa.
    Non parliamo, poi, di quelli che si vedono negli spot pubblicitari in Tv, gatti dal pelame pettinatissimo, oppure così folto che non ne distingui neppure i connotati, gatti di razza pura, persiani, siamesi, abissini, soriani, etc. tutti coccolati, accucciati, super alimentati, che sbafano cibi prelibati racchiusi in scatolette che paiono scrigni per custodire gioielli. Quelli siedono in poltrona e nei divani, e quando è ora, te li porti pure a letto.
    Manca il gatto con gli stivali e saremmo al completo, e neanche il gatto mammone è più di moda. Peccato, però, questi da piccolo mi piacevano un mondo.

    PS Vorrei assicurare gli animalisti che sto solo scherzando.

    • Questa l’ho sentita stamattina e mi è piacita: quando chiami il cane arriva subito con la lingua a terra, quando chiami il gatto, prende nota e si riserva di rispondere.
      E’ cosi, infatti, Ma anche i gatti possono essere molto affettuosi.
      E poi scusa ma ti sbagli, non sono i gatti neri a portare sfortuna (per chi ci crede, cioè quasi tutti) ma quelli bianchi.
      Ma di gatti ce ne sono sempre stati tanti ed è un bene, a Roma poi lo sappiamo che sono una leggenda(anche se con la Raggi i topi sguazzano nella rumenta e faticano a starci dietro)e sono felini che non attaccano l’uomo e non vanno in giro a lasciare ricordini ovunque mentre i cani sono dei sozzoni per natura almeno tanto quanto i padroni che gli consentono l’inconsentibile e poi manco puliscono.
      Ps: gli animalisti ultimamente stanno diventanto anti umanisti.

  3. Mariagrazia, al di là delle considerazioni ironiche che possiamo fare su cani e gatti, indirizzate più che ad essi, ai loro proprietari e alle relative trasgressione di norme elementari d’educazione civica, questa bestie sono attaccate al padrone come pochi altri animali, sono di grande compagnia per chi è solo, e molti sono anche di utilità pratica.
    Non per nulla sono ormai i soli animali, o quasi, che vivono in relativa libertà a contatto con l’uomo.

    • Non c’è alcun dubbio. Sono la prima a dirlo, ho avuto una cagnolina per dieci anni e mi ci sono affezionata moltissimo e da bambina ho avuto cinque gatti un cane e due o tre papagallini contemporaneamente, oltre a tartarughe e pesci rossi e gli animali, soprattutto cani e gatti sono sempre stati la mia passione.
      Ma da questo a ridicolizzarli e costringerli a frequentare i bar e i ristoranti e a passeggiare in centro agghindati come alberi di natale oppure portare a spasso molossi altamente pericolosi che defecano sotto al naso della gente o ancora, lasciarli liberi nei parchi costituendo un pericolo costante per la loro latente aggressività che può scatenarsi in qualsiasi momento o essere usati come trastulli per farsi vedere forti e prepotenti, ce ne corre.

  4. tutti a prendersela co’ ‘sti poveri cani. ma è colpa loro se i padroni sono maleducati?
    No, ho capito che stiamo parlando anche dei padroni ma non vorrei che diventassimo canofobici. Però certi bestioni fanno paura. E lo schifo per le strade fa schifo.
    Avrei un’idea, perché invece di dare le multe (che non le danno mai) non gli facciamo fare un mese di lavori nei socialmente utili?

  5. E che dire dello psichiatra?
    Mi chiedo se è una di quelli che “aggiustavano” certe anomalie di carattere, somministrando al paziente elettroschok.
    Ma forse no, avrà sbagliato mestiere, se è vero che si gratificava ingoiando frittelle al crema. Un buongistaio, un vero gaudente.
    Ma il cagnone l’ha lasciato a bocca asciutta? Egoista!

  6. L’elettroshock fu inventato da un cugino di mia nonna, suo coetaneo. Venne a trovarla, un giorno, si assomigliavano. Furono,più i guai, che i benefici, di questa invenzione, che viene ancora usata, tra controversie che durano da 80 ani.

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