Singhiozzo

ll PD deve ringraziare il Pd se è il Pd. Questo Pd. Se il Pd non fosse il Pd bisognerebbe inventarlo e lo faremmo proprio cosi, il Pd.

Pare sempre diverso ma è sempre uguale, al Pd, il Pd attuale, quello passato ed il Pd futuro. Sempre Pd rimane.

Non importa chi lo guida, è ininfluente, il Pd si guida da sé, va dove lo porta il cuore e il cuore si sta dove sta.

Si, ok, ogni tanto ha qualche extrasistole, ma il Pd si rianima sempre. Ritorna ad essere il Pddisempre.

Semprepiddi,che ci sia Martina, Zingaretti, Giachetti o Cristoforetti (solo per la rima ma se si vuole candidare è in buona compagnia e “fuori” da tutte le orbite come è abituata).

Tutto fa Pd. Metteteci chi vi pare, mescolate bene e assaggiate: il gusto obbligato del Pd affiora sempre. Il segretario è solo un ingrediente del minestrone Pd, che sia carota, pisello, fagiolo o curcuma o zucchina, il gusto piddi rimane inalterato e lo si riconosce al primo assaggio.

Ecco, però, direi, che, forse, c’è, uno, che, forse, sarebbe, meglio, se, per, un, poco, almeno, fino, a che, non lo digeriamo, del, tutto, se, ne stesse, fuori , dagli,
dalle, insomma, dall’impasto (mi provoca il singhiozzo).
Ecco.
Per fare un buon Pd ci vogliono tutti i sacri crismi, ma, se, anche, per una volta ci dimentichiamo il prezzemolo…forse è meglio.

14 commenti su “Singhiozzo”

  1. In realtà il Pd è un partito aperto, inclusivo, questo è il motivo per cui ci sono molte anime, e perché se ne può entrare o uscire facilmente.
    La diversità è un valore se non diventa personalizzazione ed è deleteria se diventa motivo di scontro.
    Recentemente ha prevalso quest’ultimo aspetto, anche perché un ricambio generazionale è sempre traumatico.
    Il Pd, comunque, è l’unico partito che ha una struttura interna democratica, senza fare leva sulla manipolazione della base, e senza proporre uomini “carismatici”.
    Lo stesso Renzi è stato vittima, in parte, di una interpretazione troppo personalistica del suo ruolo e, in parte, di una esagerata repulsione di essa, da parte dei decani del partito, ma ha saputo mettersi da parte e accettate la sconfitta di cui non è il solo responsabile.
    Io credo che la ventata di populismo e di sovranismo è destinata a scemare per la presa di coscienza dell’elettorato che in politica non si improvvisa e non si governa inculcando paure e somministrando illusioni.

    • Si…abbiamo visto quanto sia facile uscirne soprattutto se sei “gufo” e svolazzi.
      Io non credo che il ricambio generazionale sia sempre traumatico, lo è quando arriva uno che chiama i suoi colleghi, compagna di partito “gufi” e entra a gamba tesa con l’intento di “rottamarli”.
      Mi sembra che col tempo si tenda sminuire le colpe di Renzi che, tra qualche pregio, ha dato una buona mano di mandare il partito in frantumi.
      Lui stesso le ha minimizzate tanto che fra un po’ non ci si ricorderà neppure più che lui sia stato segretario. Ma le colpe sono individuali anche in questi casi, a mio parere e chi ha responsabilità di leadership, se le deve prendere tutte.

  2. Mariagrazia, il fallimento del Pd è dovuto soprattutto ai decani del partito, che hanno fatto “sistema”, e l’hanno distrutto, perché gente di grande esperienza come D’Alema, Bersani e i giovani turchi, quali Fassina, Cuperlo e Civati, non potevano ignorare che dopo Renzi ci sarebbe stato il diluvio.
    E il diluvio è venuto sotto forma di una classe politica impreparata, autoritaria, populista, sovranista.
    Con ciò non voglio tessere l’elogio di Renzi, ma bisognava non dissipare un patrimonio di voti, e quindi di fiducia, ottenuto, con beghe pretestuose, ma occorreva, dall’interno, cercare di imprimere la giusta direzione politica e partecipare attivamente ad evidenziare quelle carenze che stavano disamorando l’elettorato.

    • Già, e per non dissipare il patrimonio Renzi ha pensato bene di sconquassare il partito con la sua arroganza, supponenza, da accentratore individualista qual’è. Che arrampicate per difendere uno che ha portato il partito dal 40 al 18 per cento e sta a vedere che è colpa di Bersani…

  3. In un parito in cui il segretario è eletto democraticamente, si deve essere leali al segretario.
    Se poi questo segretario è anche Presidente del Consiglio, a maggior ragione, si fa quadrato col governo, visti anche chi erano gli avversari politici.
    Sono convinto che la disfatta del partito sia dovuto in tra parte a questa litigiosità intestina.
    Non mi arrampico, rifletto.

    • La realtà che ti ostini a non vedere è che Renzi ha distrutto e minato alle fondamenta il Pd. Gli italiani lo hanno mandato a casa.
      A mio parere le tue riflessioni vanno nel senso cotrario alla logica quando ti ostini a vedere le colpe della sconfitta in chi ha solo cercato di fermare un treno che andava a sbattere. Non si “fa quadrato” con chi mina un partito alle fondamenta, si fa quadrato per farlo smettere di minarlo.
      Ma dubito che riuscirai a capire che il “treno” del Pd è stato portato allo sfascio dal suo conducente. Piuttosto saresti disposto a dire che è stata colpa del pilota automatico.
      Non c’è peggior orbo di chi non vuole vedere. E aggiungo che Renzi è un ostacolo tuttora per il partito democratico. Ma fino a che ci sarà chi come te lo sostiene, nonostante l’evidenza, potrà solo declinare fino a sparire del tutto.

  4. Mariagrazia una cosa mi è chiara, se compio un’azione sono responsabile delle conseguenze di quell’azione.
    In altre parole: se tu voti contro il Pd, sei responsabile della sua caduta, in primis, e del fatto che siano andato al governo gli oppositori, come conseguenza.
    E poi: se Bersani &Co. si sono dissociati dal Pd, sono loro che hanno favorito questa nuova scellerata maggioranza bicefala, non Renzi.
    Renzi non ha fatto un colpo di stato, non ha usurpato il posto di segretario, ha perseguito la sua linea convinto che fosse la migliore.
    Ha sbagliato? È stato punito. Ma chi l’ha punito sapeva a cosa sarebbe andato incontro. Ha preferito punire Renzi e così facendo favorire gli avversari.
    È cosi, Non si sfugge.
    Se anziché il governo Salvimaio si fisse insediato un governo a te gradito , te ne saresti presa giustamente il merito. Non avresti dato il merito a Renzi.

    • ti sfugge ti sfugge:
      1) io non ho mai votato contro nessuno ma per qualcuno.
      2) Renzi ha tradito i valori di sinistra facendosi votare le leggi da Verdini e attuando politiche che di sinistra non avevano nemmeno un rosa pallido pallido. Ha promesso la luna e ci siamo ritrovati con un cestino di nespole cadute dal ramo perché troppo mature.
      Bersani & Co, non si sono dissociati sono stai cacciati, letteralmente a calci nel sedere dall’atteggiamento arrogante supponente del segretario premier (imperatore dei tre mondi).
      Renzi ha portato via la sedia da sotto al sedere a Letta ch stava governando (bene o male è ininfluente, certo non peggio di lui) con l’inganno”Stai sereno Enrico”
      Ha sbagliato? Non solo ha sbagliato ma ha fatto patti con Berlusconi e ha concordato la linea politica con lui. Se tu questo lo chiami sbagliare, io lo chiamerei molto pgeggio ma ti risparmio per carità di patria, c’è qualcuno che legge ( i mei affezionati trenta o giù di li, lettori) e non li voglio scandalizzare.
      E poi, che merito mi sarei presa io? Di che? Non mi prendo meriti, non faccio il premier nè il segretario di partito ma solo il cittadino che vota o svota e critica a seconda di come si comportano al governo e a seconda di come sgovernano. E subisce le politiche sbagliate. E paga!

  5. Mariagrazia, non discuto le tue ragioni che ti hanno.portato ad abbandonare il partito, saranno senza dubbio, dal tuo punto di vista, validissime e anche nobili.
    Secondo me, pur riconoscendo degli errori, non valeva la pena
    abbandonare il partito ei populisti.
    Sostengo un fatto lapalissiano, ossia che il tuo voto, come quello di una grandissima parte degli ex elettori Pd, hanno prodotto questo stato di cose di cui pagheremo le conseguenze.
    Ma rispetto la tua scelta.

  6. Mariagrazia è chiaro che la conseguenza diretta di votare Leu è aver indebolito il Pd
    (legittimo, ripeto).
    Ciò che ne è seguito, certo non era prevedibile, ma, sia pure involontariamente, è stato favorito.
    Concordo che non si può parlare di responsabilità.

    • Alessandro
      il voto è segreto e non per nulla si svolge dentro la cabina elettorale. Può essere determinato da molti fattori, non sempre la spinta a votare un aprtito piuttosto che un altro deriva dalla precisa volontà di contribuire a fare il meglio per il paese eleggendo quelle forze politiche che ci sembrano essere le più adeguate a svolgere il compito al meglio. Può essere dato per un sacco di motivi che tu conosci benissimo e quindi non li elenco. Ed è una scelta legittima. Fintanto che l’elettore esprime una posizione eleggendo un partito che rientra nell’arco costituzionale, svolge un’importante funzione democratica.
      Attribuire agli elettor le colpe che sono esclusive della politica, a mio avviso, è voler deresponsabilizzare la politica.
      Non c’è alcun dubbio che l’elettore abbia il “potere” di determinare dei cambiamenti non sempre auspicabili e neppure prevedibili, ma il mantenimento delle promesse elettorali e l’espletamento delle funzioni che determinano il buon funzionamento di qualsiasi amministrazione, è in capo a chi mette in atto le politiche che aveva annunciato.
      Gli elettori hanno la possibilità di punire o di premiare quella forza politica che li ha delusi o che li ha soddisfatti.
      IL Pd (Renzi) aveva avuto un mamdato del 41% alle europee segno che l’elettorato gli aveva creduto ma, soprattutto, aveva creduto che il Pd potesse mettere un argine ai populismi.
      Non è stato cosi: il Pd (Renzi) ha sperperato quel tesoro e, non tenendo in alcun conto i suggerimenti di chi, al suo interno, lo aveva abbondantemente ammonito che la via intrapresa si sarebbe dimostrata un disastro ed avrebbe aperto le porte ai populismi (come è stato) , ha continuato a far prevalere politiche di destra aumentando la precarietà sul lavoro e le disuguaglianze.E gli elettori gli hanno girato le spalle.
      Ma la colpa non va data agli elettori, ma a chi ha continuato sulla strada sbagliata credendo di essere invincibile.
      Non con me te la devi prendere, né con nessun elettore, ma con chi (il Pd di Renzi) ha buttato alle ortiche un patrimonio di voti aprendo un’autostrada per il governo attuale.

  7. Mariagrazia non ho dato colpe, ci mancherebbe che fosse colpa votare per chi più riscuote la nostra fiducia,
    ho parlato di conseguenze.
    E concludo, viva la libertà di voto.

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