Ultimi

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il blaterare e cincischiare.

Dopo un mese e mezzo il Decreto per Genova è ancora nelle more. Che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa.

Ma chi l’ ha visto ha visto anche che ha i puntini di sospensione su alcune cifre. Il passaggio più importante e decisivo manca.

Quando, prima che i Cinquestelle andassero al governo, c’era chi diceva che se avessero governato l’Italia come stanno governando Roma, l’Italia sarebbe finita a “schifio”, a quanto pare, non si sbagliava di tanto.

E, purtroppo, a me pare (ma non sono la sola) che cosi sia. Annunciano, si sbrodolano,  fanno le passerelle tra i battimani, i selfie coi fan, vanno in Tv a pontificare sui ponti, sulle messe in sicurezza, sulle responsabilità (degli altri), decretano d’urgenza una cosa che dal 13 di Settembre è stata messa in salamoia e non si sa quando verrà tirata fuori dal frigo.  Il sottosegretario, vice ministro Rixi paventa “ritorsioni da parte del ministero del Tesoro, ma dice che entro oggi dovrebbe approdare al Quirinale e che ora si trova a Palazzo Chigi. Vedremo, certo è che va come una lumaca. Allora, tanto valeva fare una legge regolare col regolare passaggio al Parlamento.

Loro sono quelli che ripetevano fino alla morte che il governo precedente aveva superato e svilito il parlamento, con loro, invece, proprio si sono perse persino le tracce del Parlamento. Un Parlamento muto, mentre loro parlano fin troppo e in ogni luogo.

Ma Genova aspetta da un e mese e mezzo che le si dica che fine deve fare, gli abitanti delle case evacuate sono ancora in attesa di sapere quale sarà il loro destino, i tronconi del ponte sono ancora li, incombenti sul panorama e il traffico intorno è ancora in tilt e il commissario è ancora ignoto.

Ma, come a Roma, i Cinquestelle con Toninelli a capo delle Infrastrutture, temporeggiano, cincischiano, lanciano accuse, fanno proclami ma non concludono nulla.

Il Quirinale aspetta da giorni di vederlo questo famoso Decreto, ma passa un giorno e passa l’altro e mai non arriva il prode Decreto. Tanto che Mattarella domanda tutti i giorni alla segreteria: “E’ arrivato?”, “Macché”, “Ecchecaspita aspettano”?

Pare che il presidente abbia perso la pazienza e figuriamoci i genovesi.

Ma mettiamoci il cuore in pace, fin che dura questa nuance limone acerbo al governo, sarà cosi: Salvini che corre e i Cinquestelle che che lo rincorrono.

Sembra la fiaba della lepre e della tartaruga di Esopo.

Ma nella fiaba la tartaruga alla fine ce la fa ad arrivare prima perché è più furba ma qui mi sa che saremo tutti noi ad arrivare( ancora più) ultimi.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il blaterare e cincischiare.

 

5 commenti su “Ultimi”

  1. Mariagrazia ha dipinto un bel quadretto, dove tra quei due tronconi di ponte, in mezzo c’è un grade vuoto, riempito di chiacchiere, minacce, promesse, litigi, voltafaccia e menzogne.
    Su quei tronconi stanno ancora applicando quei sensori che, se usati prima del disastro avrebbero salvato quelle vite, ora sanno quasi di beffa, non servono a nulla o quasi. Dovrebbero garantire l’incolumità delle famiglie evacuate che aspettano di recuperare la loro roba. Ma la probabilità che quei due troncon tronconi cadano è minima, visto che il carico del traffico non c’è più. Dovrebbero cadere al soffio dei venti d’autunno?
    Mi sbaglierò, ma alla leggerezza decisionale di ieri è subentrato un eccesso di cautela oggi.
    Oggi, ironia della sorte, la ricistruzione di quel ponte è demandata all’incompetenza e il dilettantismo dei nuovi politici.
    Io, da scemo che sono, avrei obbligato Autostrade a ricostruirlo a spese loro in tempi da record, sotto il diretto controllo diretto dello Stato.
    Ciò avrebbe evitato tutto i cavilli legali che nasceranno nonché l’iter burocratico per togliere la concessione ad Autostrade e la scelta di una nuova impresa.
    Il ponte è caduto non per incompetenza dell’impresa, ma per negligenza di alcini responsabili. I responsabili vanno rimossi, processati e condannati.
    A questo punto colpire l’Impresa risanata diventa semplice vendetta. Inutile vendetta che raddoppierà i tempi di realizzazione.

    • Tra l’altro Autostrade potrebbe fare ricorso perché secondo una legge, spetterebbe a loro ricostruire visto che il danno lo hanno fatto loro.
      Mi pare proprio una stupidaggine lasciarli fuori e farsi dare dei soldi che non hanno ancora quantificato. E’ tutta una barzelletta tragica.
      Stanno seguendo le orme della Raggi, se non li mandiamo a casa la più presto questi faranno solo danni!
      Al Quirinale

      – Presidente, è arrivato.
      – Finalmente.
      – Ma…e che so ‘sti puntini?
      – Ah, si Di Miao dice che la cifra la deve mettere lei
      – E perché?
      – Perché il governo non si vuole prendere responsabilità.
      – E allora, devo fare tutto io ?
      – E va buo’ presidè lo faccia per il paese.
      – Qua, a schifio finisce…

  2. Il vizio della minaccia è ormai la cifra di Di Maio.
    Usa come megafono la Tv, ce l’ha con la pubblica amministrazione, contro quei burocrati nominati dai vecchi politici che farebbero resistenze.
    Uno sparare nel mucchio indegno di un ministro.

  3. Forza Tria, non mollare, hai il paese in mano, batti i pugni sul tavolo e mantieni la tua linea: “sono un servitore delo stato e rispondo solo allo stato”. Ricordati, questo hai detto e questo ti fa molto onore. Anche se sei accerchiato dagli scalmanati rivoluzionari, non cedere, piuttosto cammina sul tavolo e fai in modo che guardino in alto…perché tu sei quello veramente patriottico, in questo momento, sovrastali i sovranisti. In nome del popolo italiano.

  4. Purtropo Tria ha ceduto, ha dovuto smentire se stesso,
    come potrà sentirsi responsabile di quello che accadrà dopo?
    Al suo posto d’ora in poi decideranno o due vicepremier in competizione tra loro
    Dicono che Conte abbia fatto da mediatore, ma cosa avrebbe mediato se è passata la linea del del rapoirto debito pil al 2,4%?
    Qualcuno forse lo voleva optare al 3%?

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