Jimmy go home!

IL padre di Asia Argento, Dario, finalmente, parla della vicenda che ha tenuto banco in questi giorni e cioè delle accuse di molestie da parte dell’attore californiano Jimmy Bennet nei riguardi della figlia. E lo dice esplicitamente: è stato pagato da Weinstein perché voleva vendicarsi.

Non è difficile crederlo. L’ho pensato appena letta la notizia che il New York Times aveva pubblicato sulle presunte molestie subite dal 22enne Bennet e del fatto che Asia avrebbe pagato perché non le rivelasse. Mi era puzzato d’imbroglio già allora. (E ne parlo in un articolo precedente).

L’ho pensato subito perché avere a che fare con i potenti (e Weinstein lo è) è sempre molto rischioso e ora Asia paga le conseguenze della sua denuncia che ha dato l’avvio al movimento Meetoo.

Questo ragazzo si è presentato in compagnia del suo avvocato negli studi di La7 per un’intervista esclusiva a Giletti. Ha risposto alle domande del conduttore e a me ha dato subito l’impressione di una recita, ben fatta ma sempre di una recita.

Entrambi, avvocato ed assistito, avevano curato in modo particolare il look dei capelli e sembravano appena usciti dalle pagine di Vogue. Mi ha incuriosito questo particolare che sembra banale, perché ho pensato che entrambi volessero impressionare favorevolmente la platea. Un modo per attirare l’attenzione e suscitare simpatia.

In me non ne hanno suscitata per niente, anzi, mi è sembrata una buffonata per imbarcare cucchi.

Dunque il ragazzo sarebbe stato “violentato” da Asia, nel 2013 in un Hotel della California, dove si erano incontrati in seguito ad una mail dell’attrice/regista. I due si conoscevano perché Jimmy bambino aveva interpretato il ruolo del figlio della principale interprete (Asia Argento) in un film diretto dalla stessa. Tra i due era nata un’amicizia, anzi Asia diceva di considerare Jimmy come un figlio e lui ha continuato a chiamarla mamma anche dopo le riprese del film.

Ma la notizia rivelata dal N.Y.T. che Asia avrebbe pagato 380mila dollari perchè Jimmy non rivelasse che lei lo aveva molestato, è piombata proprio nel momento in cui Asia era ancora nell’occhio del ciclone dopo le sue accuse di violenze al potente produttore americano e prima artefice del movimento che ha raccolto moltissime adesioni.

Asia Argento non è indagata ma il giovane americano le ha fatto una richiesta di risarcimento danni per 3 milioni e mezzo di dollari.

A me non interessa sapere che cosa hanno fatto i due in quella camera d’albergo quando lui aveva 17 anni e lei venti di più. Non me ne importa niente: affari loro.

Ma tutto questo mi suona come un’estorsione bella e buona e mi è sembrata tale fin dal primo momento.

Che questo Bennet venga anche in Televisione in Italia con quel faccino da ragazzino innocente (e furbo) a chiedere la nostra solidarietà, mi sembra una grande presa per i fondelli.

Non gli darei un solo centesimo, si faccia restituire dalla sua famiglia i soldi che ha guadagnato e che  sembrano essere spariti e con  la quale sembra abbia in corso un contenzioso. Io non credo affatto che Asia sia stata la causa della sua mancata crescita nella carriera da cinque anni a questa parte, al contrario penso che Asia sia vittima di un ricatto bello e buono.

Non gli avrei dato tanto spazio. Non se lo merita. Non gli credo, per nulla. E i ricattatori poco mi piacciono. fossi stata Giletti gli avrei detto chiaro e tondo: torna in America a prendere in giro la gente e non venire qui a farti pubblicità gratuita. Jimmy go home!

5 commenti su “Jimmy go home!

  1. Asia non è mai stata una grande attrice, ma a mevè sempre piaciuta pervquella sua romanità un po’ greve e grezza. Non è nemmeno molto bella, ma è un tipo, anzi, un tipaccio simpaticissimo. A X Factor non ha peli sulla lingua, è seria e competente, niente a che vedere con Arisa.

  2. Mi.puzza di bruciato questa vicenda di Asia Argento accusata di aver violentato un minore.

    Una donna accusa un potente di abusare della sua posizione per ottenere favori sessuali in cambio di un ingaggio o della prospettiva di una carriera brillante , e poco dopo scoppia lo scandalo che metterebbe in cattiva luce l’accusatrice .
    Non è la prima volta che si tende a sminuire un’accusa  squalificando la moralità dell’accusatore. È il tipico metodo mafioso.
    Ma ciò non cambia affatto la verità dei fatti, già acclarata,  e si risolve solo in una vendetta personale o in un tentatvo meschino di estorsione.

    Non credo alla storia della violenza sessuale, con atto completo, di una donna su di un uomo, normalmente non si può costringere un uomo ad essere attivo, e se lo si convince non è più violenza.
    Neppure si potrebbe accusare la donna di avere avuto rapporti sessuali illegali. L’età  del consenso (almeno in Italia)è  di 14 anni, tanti quanti ne avrebbe avuto il ragazzo.
    Non sono molto addentro ai fatti, e sarebbe anche difficile esserlo, ma questa è la mia convinzione.

  3. Pubblico il testo di una mia lettera pubblicata oggi sul quotidiano il Gazzettino.
    Mi riferisco alla risposta del Direttore ad un lettore che aveva scritto che secondo lui sia Jimmy che Asia erano dei “morti di fama”e il Direttore aveva più o meno confermato la tesi dl lettore che entrambi erano alla ricerca di soldi e visibilità:
    //Gentile Direttore
    mi dispiace ma non sono d’accordo con la sua risposta.
    Che il giovane Bennet sia alla ricerca di pubblicità e denaro mi sembra che non ci piova, ma che lo sia altrettanto Asia, non ci siamo proprio.
    Lei di entrambi ne ha fin troppi e non le interessa certo crearsi ulteriori problemi con una vicenda cosi balzana per cercare ulteriore visibilità. Casomai il contrario.
    L’establishment ha alzato la testa e, forse, tramite questo fanciullo dalla faccia d’angelo, vuole rovinarla. Io la vedo cosi.
    Lei e il movimento meetoo che rappresenta e di cui è co-fondatrice.
    Il potere si prende la sua rivincita e gliela fa pagare. A lei e al movimento che da questa storia non può che subire dei danni.
    La cosa in sè poi è ridicola, addirittura grottesca.
    Si metterebbero in fila per venire “violentati” da lei, altro che 3 milioni e mezzo di dollari di “risarcimenti morali”.
    Ma non ci faccia ridere signor Bennet, vada a cercarseli altrove i milioni di dollari.
    E poi, un’ultima cosa: ho l’impressione che ultimamente la sua bella rubrica ospiti quasi esclusivamente firme maschili, niente di male, per carità, ma, almeno nei casi in cui c’entrano le donne, lasciateci dire la nostra, tanto il sugo bolle da solo.
    Invece, noto, che ( non solo da lei) ve la cantate e ve la suonate tra uomini su tutto e di più. Mi perdoni la franchezza.//

  4. Mi pare che il ragionamento fili liscio come l’olio.
    Asia Argento ha denunciato un malcostume abbastanza noto e purtroppo tollerato dalla cosiddetto “sentire comune”, o addirittura giustificato dai più incalliti maschilisti.
    Jimmy Bennet è funzionale soltanto al tentativo di sminuire il malcostume e trarne vantaggio economico.
    Lettera coraggiosa la sua, alla quale mi associo.

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