Spaventapasseri

Non guardo mai Mediaset. E ancora meno Domenica Live di Barbara d’Urso. Ma ho visto la foto del vice premier (Bluto) Salvini e della conduttrice, seduti uno di fronte all’altra. Lei con stivaletto a  stiletto stile cow-girl, lui con scarpa lucida e orrendi calzini a righe.
Ecco: questa è l’immagine della politica attuale, il governo del cambiamento… di calzini. Renzi avrà anche tanti difetti, ma dei calzini come quelli non li avrebbe messi neppure per fare jogging.
Ma Salvini jogging non ne fa, si vede, in compenso si strafoga, la sua nuova vita da ministro lo mette a dura prova e lo stress lo fa mangiare a quattro e anche cinque palmenti. Da quando poi ha la moglie alla Prova del cuoco, si mette alla prova come assaggiatore e ci sta riuscendo con molto successo. Anche per questo piace, perché non bada alla dieta, se ne infischia, della dieta, come di molte altre cose.
Sembra sia andato in Tv, nelle reti del cavaliere suo amico, per dire che i dipendenti di Mediaset possono stare tranquilli: il governo non toccherà i beni del loro capo, non riusciranno gli spocchiosi Cinquestelle a mettere tetti alla pubblicità. Giammai.
Ha rassicurato su questo direttamente Berlusconi durante una cena tra i due conclusasi sul divano del salotto buono della villa dell’ex premier, a guardare la partita.
E però i Cinquestelle sono brave persone, serie ed oneste, ha detto Bluto, e l’intesa con loro durerà per tutta la legislatura, gli ha detto, come digestivo. E però con Berlusconi si sono accordati su un po’ di cosette, come per esempio far cascare il governo, cacciare l’alleato scomodo e ritornare ai vecchi amori di destra verace per prendersi l’Italia, alla prima occasione. Visto che lui, Bluto, ormai nei sondaggi vola, la cosa sembra fattibile, anche se nessuno si fida di nessuno ed hanno tutti il coltello tra i denti.
Anche i calzini a righe fanno parte della sceneggiatura, servono per attirare l’attenzione su di loro e non badare a quello che dice. Perché di promesse ne ha fatte e qualcuna (purtroppo) pure mantenuta (quella di fare lo spaventapasseri H24), ma la più importante, cioè la tassa piatta è ancora sul piatto della roulette che si giocano al governo tutti i santi giorni.
E tirano quella coperta da una parte e dall’altra come nel gioco della fune ma siccome non è elastica, finisce che vanno a gambe all’aria tutti. Ma Salvini si è preparato la sua scialuppa di salvataggio, anzi il suo yacht di salvataggio, uno di lusso, come il suo amico Berlusconi al quale è legato da un bel nodo scorsoio.
E ci si è messa anche Meloni che a prendersi tutte le cucuzze ci sta. Non vede l’ora di portale via all’odiato Di Mao(miao).
Ma io da oggi ho deciso che per un po’ non seguirò più la politica, cercherò di occuparmi d’altro perché di sentirli parlare a vanvera non ne posso davvero più. E seguirò anche poco i dibattiti politici, ora che tornano i vari Floris, Berlinguer,Formigli e compagnia.
Sempre le stesse quattro facce scontente che applaudono e sempre le stesse miserrime bagarre tra chi dice chi e chi dice cosa.
Non so quanto durerà questo “poco”, forse un’ora o forse più. Ma ci provo, tentar non cuoce…ah, scusate, ho la pentola sul fuoco e sento anche un po’ di puzza di bruciato.Vado a seguire la Prova del fuoco, tanto Salvini ha fatto il corso antincendi..

8 commenti su “Spaventapasseri”

  1. E si, lo spavetapasseri Salvini lo fa bene, e bisogna riconoscere che di passeri spaventati ce n’è parecchi, se è vero, com’è vero, che cresce il consenso nei sondaggi.
    Questo di fare leva sulle paure della gente è un classico dei dittatori, e Salvini -che dittatore non è- ne sta seguendo però la falsariga.
    Sentivo oggi alla radio il proclama delle leggi razziali che fece Mussolini nel 1938, e come descriveva bene, con voce ferma e altisonante, il pericolo che gli ebrei costituissero per la purezza della nostra razza: via gli ebrei dalle strutture statali, via i bambini dalle scuole, vietati i matrimoni misti, via pure dall’Italia ad affollare i campi di concentramento.
    Oggi non siamo a questo punto con i migranti, grazie anche a una coscienza democratica più radicata, ma la paura viene agitata lo stesso: rischiamo di perdere l’ identità -si dice- non siamo più sicuri a casa nostra, ci tolgono i posti di lavoro, non si piegano alle nostri leggi, non vogliono il crocifisso nelle aule scolastiche, vogliono il loro culti religiosi, impossibile integrarli. Se ne stiano a casa loro… e poi l’Europa non ci aiuta, tutto è a carico nostro.
    E ci sono molti, dal naso fino, che troverebbero aromi gradevoli pure in un letamaio, in cui comincia a far breccia qualche merito di Salvini: si è un po’ cattivo, però…
    Per i passeri impauriti ecco una statistica dell’Istat (2017):

    Immigrati in Europa: valori assoluti e incidenza sulla popolazione totale

    Valore assoluto Incidenza sulla popolazione totale
    Austria 1.333.239 15,2%
    Belgio 1.346.358 11,9%
    Irlanda 564.884 11,8%
    Germania 9.219.989 11,2%
    Spagna 4.419.621 9,5%
    Regno Unito 6.071.093 9,2%
    Danimarca 484.934 8,4%
    Svezia 841.165 8,4%
    Italia 5.047.028 8,3%
    Grecia 810.034 7,5%
    (Dato Istat 2017)

  2. Nella tabella precedente manca la Francia che si attesta al 6,8%.
    Ma, in tal caso, il dato risulta basso perché sono di più gli stranieri che vengono naturalizzati e quindi contano come francesi.

    Il numero di persone residenti in un paese ma nate in un altro, ci dà la misura delle persone che sono diventate nel tempo cittadine di uno stato provenendo però da un background migratorio. L’Italia qui scivola ben oltre il decimo posto, con il 10%. L’Austria è sempre il paese con la maggiore incidenza di persone residenti nate in uno stato estero (18,8%), seguita da Svezia (17,8%), Irlanda (16,6%), Belgio (16,5%), Germania (14,7%), Regno Unito, Spagna, Francia.

    • E però ora l’Austria con Kurz sta tirando su dei bei muri e vuole dare il doppio passaporto agli altoatesini di lingua tedesca. Conte ha detto che è contrario fortemente, vedremo se avrà voce in questo capitolo o se se ne faranno un bel baffo.

  3. Ne avessimo avuti spaventa passeri come Salvini.
    Oggi avremmo avuto un’Italia più ordinata, meno furti negli appartamenti, meno fastidi ai semafori. Il Pd ha permesso che l’Italia venisse invasa da chi se ne vuole appropriare e ha fatto arricchire gli scafisti e i mercanti di uomini.

  4. Signor AvantiMarch, magari un’Italia allineata e coperta, sull’attenti, pronta ad alzare il braccio in segno di saluto, agli ordini di in Duce . Sarebbe un vero e proprio RetroMarch.
    No grazie, preferisco dare un piccolo obolo a chi mi pulisce il vetro ai semafori.

  5. Capitan Spaventa ha detto che per gli italiani è capace di mangiare pane e spread tutta la vita.
    Si…certo, come no? Il pane ci credo, lo mangia eccome ma poi si strafoga di manicaretti che la Isoardi gli porta dal “lavoro”.
    Un’assaggino di peperonata, melanzane al funghetto, pasticcio di peperoni come primo, poi triglia al cartoccio, vongole veraci in guazza di funghi, filetto di salmone alla brace e come dessert tiramisù (e ne ha bisogno) al rhum come i veri bucanieri.
    Altro che spread. E che sbattute di mani e cheers da Floris. Si, si pane e spread, si vede come soffre e quanto è magro, filato come uno sfilatino, poverino!

  6. Occorre aggiornare il dizionario degli slogan politici.

    “Inciucio” si chiama “Saldatura”.
    “Programma di Governo” diventa “Contratto”(stavolta non con gli italiani, ma tra due soli italiani).
    “Condono” di chama “Pace fiscale”.
    “Flat tax per tutti” si chama “Tre aliquote di tassazione per alcuni”.
    “Reddito di cittadinanza per tutti” si chiama “Reddito d’inclusione per pochi(poi si vedrà)”.
    “Uno vale uno” diventa “Uno vale due”(due vice premier; due commissari per Genova, due politiche, due italie)
    “Responsabilità” diventa “Acchi?”
    “Accoglienza” muta in “Marciscano pure attraccati al molo”
    “Ue” diventa Ueh!
    “PDC” diventa “Per Diana! Conte?”

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