Ognuno con la sua storia

Ma non vi sembra che il governo sia il più “originale” della storia? Con ben tre “capi” che dovrebbero comandare all’unisono ed invece vanno in direzioni opposte? Ognuno ha la sua storia e ognuno se la tiene stretta ma “l’impasto” stenta a legare.

I due principali attori al governo stanno in totale contrapposizione nonostante si mostrino “amici”. E questo è abbastanza inusuale, ma passi. Quello che dovrebbe impersonare la figura dominante, pensa a tagliare la corda al più presto ( il premier del quale entrambi sono vice ma che, da solo, conta la metà di uno solo di loro).

E mi sa che è lui il più lungimirante dei tre. Si, perché Conte si vorrebbe preparare un cantuccio alla Sapienza di Roma. Prima dice che non sosterrà l’esame, che era solo una dimenticanza l’averlo lasciato in nota, ma la cosa è ancora aperta e lui, sembra, non ci voglia rinunciare e stia studiando qualche escamotage per salvare capra e cavoli.

Ma i cavoli che non vuole salvare sono quelli del governo. Lui del governo se ne impippa. Ma è chiaro.

Ma guardatelo con quella faccetta tutta mosse sembra un personaggio delle commedie di Goldoni: Filippetto.

Un ragazzotto  all’apparenza ingenuo ma che però alla fine riesce sempre a perseguire i propri obiettivi ed a raggiungerli e si dimostra più scaltro di tutti.

Il gatto (Di Maio) e la volpe (Salvini), si sono messi d’accordo: a capo dell’esecutivo ci voleva un “Filippetto” e lo hanno trovato: uno con un piede dentro e due fuori e, a questo punto, mi pare che Conte ci stia fuori con tutti e tre i piedi. Si lo so che ne abbiamo due ma lui ne ha tre: è un treppiede, uno di quei cosi che si mettevano negli angoli dei salottti con la pianta sopra e che non servivano ad altro che a fare da contorno e che non si vedeva l’ ora di buttare nel caminetto.

Ora, mentre Di Maio per confondere le acque e sottrarre l’attenzione da Genova dove non sanno che direzione prendere(e per non sbagliare le prendono tutte e tutte le sbagliano) si sta battendo per la grave questione della chiusura settimanale dei negozi e per la ancora più grave questione della troppa libertà della stampa.Ma si, basta negozi e basta giornali! Anche perché di domenica si possono trovare i giornali nei supermercati e magari leggerli a scrocco.

E questo non gli va giù, perché, dice, la stampa è da sempre nemica dei cinquestelle e i risultati si vedono nei sondaggi.

A me, scusate l’ardire,sembra paranoia o altrimenti si potrebbe chiamare in altro modo ma è troppo forte, evito.

In un paese che non legge e se legge capisce poco (parlo in generale ovvio), figuriamoci se è la stampa ad influenzare gli elettori. Ma comunque, caro viceministro, la libertà di stampa è sancita dalla Costituzione.

Non ti va che i giornali parlino delle tue (tante) gaffes? Allora prova a cambiare la Costituzione, se ti riesce.

Ci ha già provato uno che poi è finito come è finito. A te potrebbe andare meglio? Spero proprio di no.

Sarebbe la catastrofe.

“Tante facce nella memoria…”

11 commenti su “Ognuno con la sua storia”

  1. Mariagrazia, il nostro è un governo acefalo o se vogliamo bicefalo, con un PdC che non ha alcuna autonomia rispetto ai due vice che lo hanno proposto come Capo di Governo(si fa per dire, neppure portavoce, parlano sempre quei due).
    Gli hanno consegnato il programma gia bello e pronto, da seguire lettera per lettera da cui non deve discostarsi, neppure di una virgola.
    Credo che questo stato di cose sia di una particolarità tutta italiana, una sorta di esperimento in progress, perché venuto al dunque ci si accorge che occorre scegliere o una cosa o l’altra, o il taglio delle tasse o il reddito di cittadinanza. Per l’uno preme Salvini, per l’altro Di Maio, che ieri, messo alle strette da Bianca Berlinguer ha ammesso che, se il reddito di cittadinanza non si fa tale e quale promesso, allora nel governo c’è un problema.
    Un problema? Uno solo? Diciamo che “il governo è il problema”(questa l’ho copiata da te).
    Non parliamo poi della restituzione del maltolto della Lega. Salvini dice che non sono affari suoi, Di Maio d finta di non sentire, ma Di Battista che si trova oltre oceano (buone vacanze!) fa sentire la sua autorevole voce: “LA lega deve restituire fino all’ultimo centesimo, non gli fa neppure lo sconto che si preparano a fare per il rientro dei capitali dai paradisi fiscali.
    C’è poi il nodo avviso Di garanzia a Salvini. Con che faccia Di Maio riesce a governare con Salvini?
    Dovrebbe dire o ti dimetti tu o.mi dimetto io. Invece nisba, si ignora il problema.
    In tutto questo marasma,il silenzio di Conte è esemplare: se la parola è d’argento il silenzio è d’oro.

    http://www.lintellettualedissidente.it/societa/il-silenzio-e-doro-la-parola-dargento/

    • Si, ma si sente dire in giro che cento giorni sono pochi per giudicare. Pochi? A me pare che abbiano già fatto abbastanza danni e se non fosse per Tria (e forse il presidente dietro le quinte) che gli mette una pezza e continua a predicare come un santo che bisogna essere morigerati, che non possiamo chiedere troppi soldi, che abbiamo il debito troppo alto e che bisogno rientrare…saremmo già finiti in amministrazione controllata e loro …chissà, al loro destino.
      Con i loro annunci quotidiani sulle cose da fare il minuto dopo e che vengono procrastinate a data da destinarsi per mancanza di fondi, gli elettori resteranno delusi fra un po’, anche i più fanatici. Se fra duecento giorni non vedono niente potrebbero insospettirsi. Ricordo Di Maio dire in campagna elettorale che per il R.d.C. aveva i soldi in tasca e le bollinature della tesoreria. Poi che per darlo bisognava aspettare di riformare i centri di impiego, ora che possono dare qualche elemosina qui e là…infatti in Cinquestelle dimagriscono nei consensi mentre i leghisti ingrassano (non solo nei consensi).

  2. Sto ascoltando “Stasera Italia” su rete4 che oggi esce rinnovata anche nel logo (annuncio di Piersilvio Berlusconi in persona).
    Conduce la Palombelli, con cerone accattivante, si confrontano Orfini e Giordano. Se volevamo una buona esemplificazione di “faziosità”, basta ascoltare Giordano, la Palombelli, e tutta la trasmissione.
    SI parla di migranti e del pericolo che costituiscono, portano perfino la tubercolosi (Salvini). Orfini, inutile dirlo viene subissato di interruzioni parla, ma non si capisce.
    Ora parla Cazzola, argomento pensioni e quota 100, anche lui sembra in difficoltà, però si capisce che è contrario.
    Altro argomento, vitalizi, parla un deputato beneficiario, protesta, ma c’e subito un’interruzione pubblicitaria a volume aumentato.
    Poi parlano Giordano e Crosetto, dilagano, è argomento che stimola, solo Cazzola critica (“sistema creato per 1300 persone”).
    Giordano entra d’appertuto e quando non parla scuote la testa,
    a significare: “no, no, no”, oppure si tiene la testa accasciato sul.tavolo: recita bene il ruolo del guastatore…
    All’ennesima interruzione, cambio canale… meglio finirla.

    • Questa l’ho sentita oggi, ma non ricordo da chi e dove (sarà grave?):
      – Hai visto la Palombelli?
      – No, e dove?
      – A retequattro, non la guardo mai ma mi sono fermata perché mi pareva lei.
      – Ti pareva lei?
      – Si, no, era lei ma dopo l’operazione…era quasi irriconoscibile.

  3. I PRIMI CENTO GIORNI.
    In questi cento giorni
    Salvini ha gridato,
    Di Maio ha minacciato,
    Conte ha taciuto.
    Abbiamo visto l’arroganza
    assurgere a sistema di persuasione,
    abbiamo visto l’incompetenza
    mutata in arte di governo,
    la menzogna camuffata da verità,
    abbiamo visto la promessa
    che sconfessa se stessa,
    abbiamo visto la supponenza
    sostituire la prudenza,
    abbiamo visto la responsabilità,
    rivendicata se dà lustro,
    fuggita se causa dl lutto
    abbiamo visto profughi
    respinti e segregati
    e il vanto proclamato,
    abbiamo visto vite inghiottite
    dalla negligenza vorace e colpevole.
    In questi cento giorni però
    la terra ha continuato a ruotare
    Il sole a sorgere e morire,
    niente è successo che non sia
    nella norma ciclica dell’universo:
    perché lamentarsi?
    D’ora in avanti niente accadrà
    che non sia già scritto
    assoluto e immutabile
    nelle pieghe d’un contratto improbabile.
    Gaudeamus igitur.

    • Bella poesia, complimenti.Si è vero i governi si susseguono, niente o poco cambia (se non in peggio) e l’arroganza della politica aumenta, speriamo di avere una solida democrazia su cui contare per fronteggiare (speriamo di no) pericolose derive autoritarie.

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