Piroetta a cinque stelle

Se questo non è un voltafaccia, anzi una piroetta dei cinquestelle, una porta sbattuta in faccia a tutti quegli elettori che gli avevano creduto e li hanno votati proprio perché avevano spergiurato che una delle prime cose che avrebbero fatto, una volta al governo, sarebbe stata l’abolizione del Job’s act e la reintroduzione dell’articolo 18. Ebbene oggi ne avrebbero avuto l’occasione votando una proposta di LeU e l’hanno disattesa votando no.

NO! L’M5S, avrebbe potuto assolvere alla prima e forse più simbolica promessa e invece non lo hanno fatto(della Lega non mi stupisco nemmeno un po’).

Naturale! Non stanno facendo niente di quanto avevano promesso ed anche questo è naturale, normale, logico: si sono accomodati dentro la “scatoletta di tonno”? Bene e adesso i tonni li fanno loro.

Ma insomma, ma non scherziamo Ora sono forza di governo e fanno come gli pare. Ma e chi gli ha creduto e li ha votati per quello? Beh, si attaccano al tram e corrono o aspettano che arrivi qualche altro bellimbusto che strilli nelle piazze e si strappi i capelli e si ammanti di onestà trallalà, trasparenza e Dignità…

Questi qua,beh diciamolo, almeno sinora e con questa bella prova di coerenza somigliano molto a Qui, Quò e Qua che fan sol quaquaraquà.

Alla prova dei fatti si stanno dimostrando coerenti con tutta la politca politicante che abbiamo avuto sinora, tranne qualche eccezione, che c’è sempre.

Anzi, no, loro sono davvero diversi in molti sensi perché non ci provano neppure a mantenere le promesse, loro proprio fanno quello che gli gira per la capoccia sull’istante, in questo bisogna dire che sono molto diversi dagli altri che con una faccia ci dicevano che avevano fatto il meglio per noi e con l’altra si scompisciavano dalle risate per come erano riusciti a prenderci in giro.

Gli dicono che il Decreto Dignità farà aumentare la precarietà? Aumenterà i disoccupati? Non servirà ad aumentare i contratti a tempo indeterminato?

E loro se ne fanno un bel baffo, hanno deciso cosi, è una bella legge e chi si oppone al “cambiamento” se non è gufo e senza dubbio uno che non ha capito niente e… sono tutti bugiardi che sanno di esserlo, mentitori per la gola, faziosi e prevenuti contro gli unici che dicono la “Verità”.

Prima la Tap era la rovina ora è diventata opera strategica, per il premier Conte, mentre per il ministro(che Conta di più) bisogna prima chiedere al popolo.

Ma Toninello, se ti hanno già detto che non la vogliono neppure dipinta, che cosa gli devi chiedere ancora?

Insomma, DiMaio (e con lui tutto il governo) è sulla buona strada …per prendersi qualche fischio, ma non di approvazione per quanto è Fico ma di disapprovazione per quanto è Sòla.

A proprosito di Fichi, ieri il presidente della Camera ha sbagliato il nome di un deputato( lo ha chianato Giacomini invece che Giacomoni) e lo stesso si è vendicato storpiando, a sua volta il suo nome. E’ finito tutto in una  bella risata,si divertono, a quanto pare (anche loro coi soldi nostri). E Fico si è divertito più degli altri dimostrando di essere una persona di spirito, certo non sarà stata la prima volta che storpiavano il suo nome ma in quella occasione, cosi istituzionale…hai capito gli onorevoli!

Già, un certo  Sestino Giacomoni di Forza Italia evidentemente è uno spiritoso (con quel nome lo deve essere per Forza) e quando si è sentito chiamare Giacomini ha pensato bene di chiamare il presidente Fico…al femminile.

Che sestin…si direbbe dalle nostre parti.

 

 

11 commenti su “Piroetta a cinque stelle”

  1. Di giravolte ne vedremo tante, come ballare un valzer, o una mazurka, questo già si sapeva e si sta confermando.
    La flat tax sarà tax ma non tanto flat, il reddito di cittadinanza sarà di dignità, cambiano le parole ma anche i concetti. Resta la buggeratura.
    Non ci meraviglia poi che il presidente della camera scambi un accrescitiivo con un diminuitivo e la risposta conseguente che ha sollevato il riso dell’assemblea. Mi chiedo che effetto avrebbe fatto l’annuncio che il prestigioso premio Fields per la matematica e stato assegnato, dopo 44 anni, ad un italiano, il romano Alessio Figalli.

  2. Il vero,problema libico sarà quello di estromettere dagli affari di quel paese la Francia, che ha ha sgomitato, buttando fuori l’Italia. Lo sanno bene anche Trump e Putin.

  3. Credo che il massimo inganno dei 5s sia stato il rifiuto conclamato delle vecchie logiche di potere, ma cos’è cambiato?
    Niente, anzi mai come questa alleanza anomala con la Lega dimostra come la logica di potere prevalga anche sulle ideologie.
    Un tempo lo chiamavano inciucio. E lo spoil system tanto deprecato? E le nomine di sottogoverno?
    Ma chi li ferma più quando sono riusciti perfino a “nominare” il Presudente del Consiglio?

  4. Braccio di ferro tra Salvini e Berlusconi, su Marcello Foa alla presidenza della Rai.
    Il Cda lo apporova, la vigilanza lo boccia grazie alla defezione di Fi.
    La lotta continua.
    Altro che meritocrazia… partitocrazia a tutto gas.

  5. Purtroppo, la francese Total ha appena siglato un accordo per lo sfruttamento dei campi petroliferi, nella zona controllata dal generale Haftar, molto malato e premurosamente curato in una struttura ospedaliera proprio a Parigi. Macron gliel’ha fatta sotto al nasino, a Conte.

  6. Dal 2 agosto di 38 anni fa, a Bologna, ore 10,25, dopo 85 morti alla stazione ferroviaria, c’è stata fior di gente, al governo e tra i servizi segreti, che ha fatto piroette per decenni, per depistare le indagini e scaricare le responsabilità su tutto e tutti, tranne che sui veri colpevoli. Chi fossero i mandanti, noi poveri sudditi non lo sapremo mai, e chi lo sa, tace. Io conoscevo la povera cassiera del bar della stazione, sotto cui Fioravanti lasciò l’esplosivo. Fino a poco tempo prima, andavo per visite al Rizzoli, per un’eventuale protesi al ginocchio.

  7. Mentre litigano, FI, Lega e M5s, per cavolaie di lana caprina, come posti di comando al carrozzone RAI, Decreto Dignità, flat tax e cascia fòra i nègher e dintorni, 2 milioni di giovani hanno lasciato il Sud e non ci torneranno mai più e sempre lì tirano a campare in modo gramo ben 600mila famiglie.

  8. A proposito di Italia dei misteri, dei depiastaggi e dei comportamenti omertosi, non solo su stragi quali Portella delle Ginestre, Piazza Fontana, Bologna, Italicus, etc. e uccisioni di personaggi come Moro, Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino, etc, ma anche su episodi isolati di nudo e crudo nonnismo, la verità stenta a farsi strada.
    Sono passati 19 anni perché si cominci a fare luce sulla morte del parà siciliano Scieri, trovato esanime nella caserma Gamerra di Pisa.
    Un ex caporale della Folgore mentre era in procinto di partire è stato arrestato e incriminato, in concorso con altri commilitoni, di omicidio del parà, causato da “atti di nonnismo”.
    C’e voluta la determinazione e la costanza dei parenti e una commissione parlamentare di inchiesta perché Il processo già archiviato, fosse riaperto.
    Adesso dopo 19 anni si spera sia fatta giustizia, quella “piena luce”, spesso conclamata, ma quasi mai realizzata.

  9. Ho seguito la diretta dalla Camera della votazione sul Decreto Dignità (con il quale i grillini la stanno perdendo) ho apprezzato molto l’intervento di LeU (Epifani), di Crosetto di F.lli d’Italia e di Gelmini di Forza Italia.
    Strano come due forze politiche lontane anni luce da me (e sempre lo saranno, si tratta di giudizio estemporaneo) siano riuscite a convincermi per la passione che hanno messo nell’intervento dei loro rappresentanti e anche perché hanno detto cose di buon senso che vanno oltre qualsiasi ideologogia(anche se in qualche punto non concordavo).
    Per LeU era scontata l’approvazione anche se io avrei reso molto più incisivo l’intervento. Quello di Epifani, pur se condivisibile mi è sembrato un po’ fiacco.
    Chi non ho apprezzato per nulla è stata la Lega e meno che mai i Cinquestelle.
    DiMaio mi è sembrato spaurito, poco convinto, perplesso, ma forse era solo una mia impressione. Come se le parole dell’opposizione avessero fatto un po’ di breccia in lui e si stesse rendendo conto degli errori che, varando il decreto stanno compiendo.
    Con un occhio più alle conseguenze sul consenso al partito che sui lavoratori e le imprese.
    La Lega, però ha, a mio avviso, avuto la faccia più tosta dell’alleato che si trova da poco a maneggiare materia viva a dover decidere sulla pelle delle persone.
    La Lega è la stessa che ha governato per tanti anni con Berlusconi e che ha fatto passare tante porcherie e che ora parla come se si fosse rifatta una verginità adamantina.
    Per nulla credibile, tranne che i suoi tanti fans. Tra questi io, chiaramente non ci sarò mai.
    Ma non ho apprezzato molto neppure Martina del Pd. Ammetto che aveva nel tono della voce un’emozione che lo rendeva simpatico. Che è agli antipodi rispetto a Renzi come forza comunicativa ma sembra sicuramente una persona più leale e persino più concreta.Ma è troppo fresca la sconfitta per le tante colpe del partito democratico, prima fra tutte avere aperto un’autostrada per l’attuale governo. Martina ha un compito molto difficile se vorrà essere lui a guidare il Pd verso la rinascita,cosa che io non credo.
    Faccio mia la frase conclusiva dell’intervento di Gelmini (cosa che mai avrei pensato di poter fare) e cioè che si augura che questo governo vada a casa presto.
    Ed io aggiungo un “issimo” anche se temo che non sarà cosi facile stanarli.

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