Curiosi

Le persone moleste si incontrano dovunque.  Basta andare per strada, una mattina di giugno qualsiasi.C’è un bel sole, l’aria è già calda e si sente aria di vacanze. Tu sei relativamente tranquilla, la vita al momento dopo averti presentato conti salati, sembra volerti lasciare respirare e sorridi, quasi felice, al mondo intero.

E invece no. Perché mentre tu cammini quasi trasognata pensando alle prossime vacanze con un’idea quasi fanciullesca nella testa che ti farebbe camminare sul cornicione di un cavalcavia, a guardare le macchine che ti passano di sotto, e improvvisamente ti senti chiamare:…mariagrazia, mariagrazia…ma chi sarà? pensi e ti giri, ma non vedi nessuno.

Sono qui, mariagrazia…ah ecco, la vedi finalmente. Ma dai!!! Eh si, era proprio lei quella ragazzina con le trecce che aveva già capito a tredici anni che il prossimo può diventare una bella occasione per parlare di sé fino allo sfinimento. E diventare protagonisti a tempo pieno della vita degli altri.

Quanto tempo! Ma perché non sei fatta mai più sentire? Eh? Che ce l’hai con me? Sapessi quanti giri ho fatto, sono stata in Brasile e poi in Australia, sai? E tu? Ti trovo benissimo, ma come sei trasformata! Lo sai che quasi non ti riconoscevo?

E…che voglia di rispondere: sarebbe stato moooolto meglio. Ma si, perché, pur avendo verso di lei ancora una sorta di affetto che proviene da molto lontano, sono passati troppi anni e troppi avvenimenti perchè si possa pensare di tornare a quella complicità adolescienziale irripetibile.  E lei è un persona che fa domande, che vuole sapere tutto che scandaglia la vita degli altri con curiosità quasi morbosa. E a me non piace. Per questo ho tagliato i ponti e non me ne pento affatto. Perché una volta passata la sorpresa, inizia a raccontare per filo e per segno tutte le sue avventure e vicissitudini e non riesci più a fermarla a meno che non la pianti in asso e te ne  vai senza tanti complimenti.

Lo confesso, qualche volta l’ho fatto. Non sopporto i curiosi, i pieni di se stessi, quelli che pensano che la loro vita sia talmente unica ed irripetibile da interessare le masse.

Si rischia la solitudine? Si, certo ma è preferibile a dover sottostare agli umori imprevedibili di persone che pensano che gli altri siano un accessorio, un comodino, un passatempo e se ne possa fare l’uso che si ritiene.

Ne ho conosciute persone cosi e se ho potuto, me ne sono tenuta alla larga.

Poi ci sono quelli che non appena sanno come ti chiami pensano di potersi prendere tutta la confidenza del mondo, dandoti del tu come se fosse un sintomo di grande apertura mentale, credendo di poter conoscere la tua vita, chi sei, cosa fai, perché e per come.

Io detesto i curiosi. Da sempre. Da bambina mi facevano sempre un sacco di domande ed io rispondevo sempre perché mia madre mi aveva insegnato che era buona educazione rispondere garbatamente, ma col tempo ho imparato che non c’è di peggio dei curiosi, di quelli a cui interessa sapere chi sei solo per poterne parlare in giro, con altri e se possibile spettegolare.

Il pettegolezzo è molto più diffuso di quanto si pensi anche ora in questa epoca in cui ci sono molte possibilità di fare conoscenze per mezzo dei social, del tutto superficiali, ma non lo sono , in fondo anche quelle che si fanno frequentando gli stessi posti tutti i giorni?

Ma non sono che ombre che ti passano accanto, che se possono cercano di sapere quanto più possibile di te ma non gli interessa sapere come sei veramente, gli interessa solo poter “indagare” per scoprire se può tornargli utile in qualche modo. O se possono divertirsi alle tue spalle dicendo tutto il male possibile, magnificando se stessi.

Le relazioni umane vere sono rare e preziose, bisogna saperle riconoscere e coltivarle perché, oggi più che mai sono veramente quelle che ti aiutano a crescere, a vedere il mondo attraverso altri occhi, a maturare nel profondo e anche a trovare la tua strada se l’hai persa o se non l’hai mai veramente trovata.

E gli scocciatori vanno tenuti a bada, considerati per quello che valgono senza farsi troppi scrupoli di mandarli a quel paese  quando diventano molesti. La vita è troppo breve per sprecarla in diatribe oziose con chi pensa di poter disporre del tempo altrui come del proprio.

 

4 commenti su “Curiosi”

  1. Orazio fece una satira memorabile sulle persone moleste:
    Ìbam fòrte vià Sacrà, sicùt meus èst mos,
    nèscio quìd meditàns nugàrum, tòtus in ìllis.
    Àccurrìt quidàm notùs mihi nòmine tàntum,
    àrreptàque manù “quid agìs, dulcìssime rèrum, etc.”
    Quella che denuncia Orazio è una delle molestie più innocue, ma la vita ce ne offre una vasta casistica, impossibile catalogarli tutti. Però tutti hanno un comune denominatore: si riconoscono dal cattivo odore che emanano.
    Uno dei casi più frequenti è
    chi ti tormenta con la narrazione continua e incessante della sua vita privata, delle sue disgrazie, dei suoi acciacchi,dele suo lavoro, sei suoi studi, oppure delle sue prodezze, delle sue avventure, delle sue conquiste.
    Ma c’è di peggio, ossia c’è chi avendo un’alta opinione di sé, pretende che tu lo debba sopportare comunque, ti piaccia o no, e più si sente respinto, più insiste e sperimenta mille espedienti per piegarti, tra i più comuni le allusioni cattive, le insinuazioni, la denigrazione sempre velata, la menzogna, la calunnia. Nei casi peggiori si arriva a vere e proprie persecuzioni che si concludono anche tragicamente.
    Purtroppo il molestatore apprifitta della difficoltà oggettiva di farlo smettere con le buone maniere, è necessario sapersi difendere e perfino ricorrere all’estremo della denuncia.
    In ogni caso è un comportamento nevrotico che necessiterebbe di una cura.

      • Non solo, ci sono persone con la vocazione degli stalker che non desistono nel provocare chi non gli corrisponde come vorrebbero.
        Le donnne ne sanno qualche cosa e sono di più loro a fare le spese di questo comportamento che è passibile di denuncia.

  2. Lo stalker è spesso anche uno sporcaccione che non esita a ricorrere alla volgarità pur di offendere la persona presa di mira.

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