Stiamo bene a casa

Noi non partecipiamo a Russia 2018, i mondiali di calcio. Come suona ufficiale, che pompa magna ‘sti mondiali.

Lo so che mi attirerò (tra i miei 25 lettori) qualche antipatia, ma fa nulla, la penso cosi e lo voglio dire.

E’ una cosa buona che non ci siamo. Si nota di più se non ci siamo. Siamo in ribasso, nel calcio come in altre cose.

Ma ci pensate a tifare in queste serate afose di inizio estate, con le urla che escono dalle finestre aperte, con i cori, le trombette e tutto l’equipaggiamento isterico delle “notti magiche”? E poi stare li a patire, mentre 22 uomini in mutande si ammazzano di fatica per rincorrere un pallone da una parte all’altra del campo, mentre folle vocianti e inneggianti li incitano, mentre dalle panchine allenatori nevrotici li guardano come se da quei piedi dipendessero le sorti dell’universo, come se ci forsse una relazione tra un calcio ad un pallone ed il destino dell’umanità.

Un pallone senz’anima, che si lascia maltrattare da 22 indiavolati che sudano, faticano, si spintonano, tutto per far finire quel benedetto pezzo di plastica contro una rete davanti alla quale un personaggio con due mani enormi e due occhi fuori dalla testa, sta in perenne e ansiogena attesa di respingerlo il più lontano possibile dalla sua zona di competenza.

Si, va bene, io per la nazionale ho sempre tifato, ho tifato per Baggio, per Del Piero non tanto, e per altri che ora non ricordo a cominciare da quel lontano 1982 in Spagna per finire a Berlino nel 2006: “il cielo è azzurro sopra Berlino”, ricordo che mi stava per venire un mezzo infarto per quella epica partita finale che non finiva mai e ricordo di essere uscita nella notte e di essere rimasta in strada ad ascoltare da fuori le urla che uscivano dalle finestre ad ogni pallone che andava in gol e poi la vittoria.

Bello vincere si. Anzi esaltante. Ma l’Italia del 2006 non è quella del 2018, non siamo più quelli.

L’Italia di oggi e maleducata, cafona, egoista, arrivista, piena di cani ovunque edi Suv anche se c’è poco lavoro i Suv impazzano, dove prendano i soldi per comprarseli non si sa. Anzi si sa: non pagando le tasse.

E L’Italia che ha un governo Arlecchino, due vice premier che comandano il premier, due forze politiche antitetiche che non sappiamo dove ci porteranno. Ho fiducia che non facciano …cavolate, ma non ne sono proprio certissima.

Meglio cosi, non siamo in the mood per festeggiare e poi chi lo dice che avremmo festeggiato e che non ce la saremmo presa sui denti anche questa volta?

No, stiamo meglio a casa, per festeggiare ci sarà tempo, se ci sarà qualcosa da festeggiare, ora restiamo sobri, i problemi sono tali e tanti che…meglio guardare senza esaltarci, le vittorie e le sconfitte degli altri.

Quella dei tedeschi…che soddisfazione, tieh!

71 commenti su “Stiamo bene a casa”

  1. E no, Mariagrazia, non siamo affatto d’accordo, tu mi colpisci nel cuore, nel punto più sensibile dell’anima, mi provochi, mi pianti uno strale nel petto quando dici: “Stiamo bene a casa”.
    E ancora sarebbe tollerabile, se non aggiungessi considerazioni del tipo:
    “22 uomini in mutande si ammazzano di fatica per rincorrere un pallone da una parte all’altra del campo”
    oppure:
    “Un pallone senz’anima, che si lascia maltrattare da 22 indiavolati che sudano, faticano, si spintonano”

    E no, proprio non ci siamo. Mariagrazia.
    Intanto voglio dirti che non c’è professione più “professionale ” di quella del calciatore.
    Il calciatore giunge ai massimi livelli di tecnica con un allenamento continuo, faticoso, stressante, è sottoposto a mille controlli, diete, attenzioni e cure anche psicologiche, non può permettersi di sbagliare, pena l’andare in panchina, un’onta che lo colpisce nel profondo del suo orgoglio.
    In quei novanta minuti perde peso, percorre circa dieci chilometri fatti di continui scatti, rincorse, frenate, salti, scontri, tuffi, cadute a terra; nei contrasti
    riceve calci negli stinchi, testate, spinte, ammaccature, pestaggi.
    Tutto questo con la necessità di controllare il pallone, tenendolo incollato al piede, difendendolo dagli attacchi o cercando di toglierlo all’avversario: stop, dribbling, assist millimetrici, passaggi, cross, rinvii rovesciate, sforbiciate… e infine il tiro in porta che è già tutta una tecnica di suo, tiro di collo piede, di piatto, di esterno piede, anche di punta, se necessario, e perfino di tacco.
    E poi c’e quel campo verde che è un vero “inno alla gioia”, al solo vederlo, a me, semplice dilettante del pallone, moltiplicava per mille le energie, mi dava forza e ciraggio, voglia di correre senza più smettere, era vita intensa per la durata di novanta minuti che trascorrevano velocissimi e al fischio finale avevo voglia di ricominciare.
    E quel pallone “senz’anima” è invece la quintessenza della vitalità, calciarlo, a parte quel botto secco che pare segnare il ritmo di una sinfonia, trasmette ad esso “l’impulso” che diventa “quantità di moto”, e che insieme alla direzione e all’effetto spin, concretizzano il gol, condanna per il.portiere, gioia per chi lo segna. Niente di più semplice del gol (basta che il pallone superi una certa linea) e nel contempo più emozionante: nel momento che segni gol, per un’infinitesimo frazione di tempo ti senti immortale.

    • Beh…diciamo che ho voluto un po’ provocare, lo dico all’inizio. so quanta preparazione atletica e spirituale richieda questo sport.
      Però ho ottenuto una bella reazione…potresti ragguagliare i “distratti” come me su quanto succede in Russia, visto che, a quanto pare sei un “dilettante” piuttosto competente.
      Ah, le mie scuse infinite al pallone, lungi da me pensare di offenderlo so che lo fanno persino d’oro.

  2. Mariagrazia, accetto volentieri l’invito di “ragguagliare i distratti”, come dici tu, ma spero anche che qualcuno più esperto di me possa intervenire per dire la sua e ravvivare la discussione.

    Russia 2018 vede in lizza 32 nazioni, suddivise in otto gironi da disputare all’italiana, da ciascuno dei quali, le prime due classificate, accederanno alla fase finale ad eliminazione diretta.
    Manca l’Italia, una delle nazioni più blasonate, con quattro titoli mondiali conquistati, in parità con la Germania, precedute solo dal Brasile(5 titoli).
    Campione uscente è la Germania. Novità assoluta l’uso del Var per derimere i casi dubbi.
    Ancira siamo ai primi turni e già si registrano alcune sorpese come la sconfitta della Germania, e proprio oggi quella della Polonia da parte del Senegal. Un passo semifalso anche per l’Argentina e il Brasile costrette al pareggio.
    Nella sfida principale per la conquista della Coppa, si inserisce un’altra sfida trai due campioni considerati i migliori del mondo, l’argentino Lionel Messi e il portoghese Cristiano Ronaldo entrambi alla ricerca del massimo riconoscimento.
    Finora Ronaldo con le tre reti segnate alla Spagna (3-3), è in netto vantaggio su Messi reo di non aver trasformato un rigore che avrebbe dato la vittoria alla sua squadra.
    Comunque siamo appena agli inizi e non mancheranno le sorprese e lo spettacolo. Peccato pet noi non poter gridare
    “Forza Italia”.

  3. Io non ho mai capito il calcio ed i suoi tifosi. Se penso poi che, da tempo, molte partite sono truccate, proprio non mi interessa minimamente. Ma non per questo disprezzo chi lo segue con passione. Mi sembra però che sia divenuto una fabbrica di soldi, a suon di milioni di Euro, spesso poco puliti, manovrato da maneggioni corrotti, disonesti e tuffatori.

    • Ci sono molti aspetti nelle cose, insistere a trovare sempre i peggiori non aiuta alla comprensione dei fenomeni. E le generalizzazioni mettono in cattiva luce anche il tanto di buono che c’è, pur nella complessità, negli stessi. A mio parere.

  4. Non esiste attività umana che sia al 100% “pura”, c’è sempre un certa percentuale che può costituire una pecca. Ma la tendenza è di generalizzare e di buttare tutto via.
    Non deve poi meravigliare che un fenome vasto come il Calcio, di rinomanza mondiale, comporti un grosso giro di denari e di affari.
    Ad ogni modo ricordo che la giustizia sportiva, dove vale il “principio di responsabilità oggetteva”, è molto severa

  5. Stasera la Russia con la vittoria sull’Egitto (3-1) è la prima squadra che accede alla fase finale.
    Ho notato i grandi progressi delle squadre africane, Il Senegal in particolare.

  6. Russia e Uruguay già qualificate.
    Va male invece per Egitto, Marocco e Arabia Saudita, già fuori.
    Cristiano Ronaldo segna il gol della vittoria del Portogallo contro il Marocco e si qualifica
    recordman per gol tra i nazionali europei, battendo il grande nazionale ungherese Ferenc Puskás.

  7. Il Calcio piaceva anche ai poeti.
    Pasolini lo praticava per diletto.
    Umberto Saba dedicò al.calcio alcune poesie, tra le quali una mi piace particolarmente.
    Eccola:
    Tredicesima partita
    Sui gradini un manipolo sparuto
    si riscaldava di se stesso.
    E quando
    – smisurata raggiera – il sole spense
    dietro una casa il suo barbaglio, il campo
    schiarì il presentimento della notte.
    Correvano sue e giù le maglie rosse,
    le maglie bianche, in una luce d’una
    strana iridata trasparenza. Il vento
    deviava il pallone, la Fortuna
    si rimetteva agli occhi la benda.
    Piaceva
    essere così pochi intirizziti
    uniti,
    come ultimi uomini su un monte,
    a guardare di là l’ultima gara.

  8. E’ toccato anche a Baggio quando ha tirato quel rigore, mi pare e non se lo meritava proprio. Ma si riprendono presto, i calciatori sono uomini come tutti, una volta passata la delusione gli restano un sacco di soldi per godersi la vita, alle persone comuni rimangono solo le delusioni.

  9. Quell’uomo barbuto con la testa china e l’espressione affranta
    che la Tv inquadrava a fine della partita Argentina-Croazia, era
    quello stesso uomo che fino a poco tempo addietro aveva vinto ben cinque volte il Pallone d’oro ed era considerato tra i migliori calciatori del mondo in assoluto?
    Si, il suo nome è proprio Leo Messi e al suo inesorabile declino corrisponde la probabile eliminazione da questo mondiale dell’Argentina, battuta per 3-0 dalla pugnace Croazia, complice anche una colossale “papera” del portiere argentino Caballero.
    Chi l’avrebbe mai detto che quell’uomo sconfitto era il grande
    trascinatore del Barcellona, abituato da sempre a mietere allori con la squadra catalana?

    In tribuna un altro grandissimo del calcio, Diego Armando Maradona, ingrassato e spento, soffriva e si rosicchiava le unghie
    come un ragazzino.
    È il destino di imolti campioni del Calcio quello di non poter coronare la propria carriera col massimo riconoscimento, la vittoria al mondiale.
    Questa sorte toccò al granda Di Stefano (pure lui argentino, ma schierato con la Spagna), toccò all’ungherese capitano della famosa Honved, Ferenc Puskas, probabilmente toccherà a Cristiano Ronaldo perché il suo Portogallo difficilmente potrà vincere il Mondiale.

    Un po triste questa sorte dell’Argentina guidata un CT, Sanpaoli , che pare una macchietta, tondo e tatuato alle braccia in meniera mostruosa,
    in continuo nevrotico movimento,
    che lascia a casa un giocatore come Icardi e sfrutta in uno scampolo di partita giocatori delle taglia di Higuain e Dibala.
    Chi è causa del suo mal…

    • E’ toccato anche a Baggio quando ha tirato quel rigore, mi pare e non se lo meritava proprio. Ma si riprendono presto, i calciatori sono uomini come tutti, una volta passata la delusione gli restano un sacco di soldi per godersi la vita, alle persone comuni rimangono solo le delusioni.

  10. Mariagrazia,
    le persone comuni, non avendo provato l’ebbrezza della gloria, provano meno il senso di vuoto della decadenza e forse quello di cui hanno goduto in vita è ancora di grande conforto, come l’affetto dei figli.

  11. Dopo Russia e Uruguay, si qualificano per la fase fiinale Francia, Croazia e Belgio.
    Tra coloro che son sospesi, vita facile dovrebbe avere l’Inghilterra, mentra Spagna, Germania, Portogallo, Brasile e soprattutto Argentina dovranno ancora lottare duramente.
    Il Brasile ieri ha dovuto penare per battere la Costa Rica e rientrare in gioco per la qualificazione: ha vinto negli 8 minuti di recupero concessi perché la Costa Rica finché era in parità ha usato mille espedienti per perdere tempo. Alla fine è stata punita
    L’Argentina è a mal partito, è rientrata in gioco grazie alla Nigeria che ha battuto l’Islanda, ma ora dovrà battere proprio la Nigeria, ma sarà dura e la sua eliminazione sarebbe clamorosa.
    Possibile atout il Senegal.

  12. C’è stato un momento che il presagio di una clamorosa eliminazione della Germania, Campione del mondo uscente, s’è dipinto nei volti dei tanti tifosi e negli stessi calciatori tedeschi, compreso il Ct Lowe.
    La Svezia infatti era passata in vantaggio e, con sei punti, avrebbe affiancato il Messico per la promozione alla fase finale: perciò Germania, fuori.
    Ma i tedeschi sono rinomati per la loro tenacia, non demordono mai, non si ritengono mai sconfitti, e passato il momento di inevitabile scoramento, reagiscono.
    Così nel secondo tempo pareggiano con Reus, attaccano per tutto il resto della partita, rimangono in dieci per l’espulsione di Boateng e, nonostante tutto, sperano ancora. Ed ecco che a dieci secondi del termine del recupero, usufruuscono di una punizione al limite dell’area svedese. Calcia magistralmente Kross, e insacca con tiro a giro quasi all’incrocio dei pali.
    È il gol della vittoria e la Germania esce dall’incubo, prima di una eliminazione, poi di una qualificazione difficilissima.
    Adesso si la giochranno, al terzo turno, con il Messico, e la stessa Svezia. Una delle tre dovrà uscire.

    Per chi vuole vedere cin gli occhi ecco gli higlight

    https://youtu.be/4e9a3KptfC0

  13. Oggi Polonia eliminata, Mandzukic e compagni vanno casa ad opera di una solida Colombia guidata da tra grandi campioni quali James Rodriguez, Falcao e Cuadrato. Vincono 3-0.
    Segnano Mina di testa, Falcao di esterno piede, Cuadrato di piatto, a dimostrazione della loro eccellente tecnica.
    Quest’ultimo lanciato nella sua solita maniera travolgente da un lungo assist trasversale, da quasi meta campo, calibrato al millimetro, da parte di James Rodriguez.
    Una bellissima azione che ripaga di certe manovre troppo macchinose tipiche del cosiddetto tichitaca.
    Adesso la Colombia si giocherà la qualificazione col Senegal.

    Ecco gli higlight

    https://youtu.be/wa974tOozEI

  14. Be’ non si può solo magnificare il bel gioco, parlando di Calcio, è bene anche deplorare il comportamento antisportivo.
    Credevo fosse espediente di certa squadrette delle divisioni inferiori, invece lo si mette in pratica perfino nei mondiali.
    A cominiare dal cosiddetto “fallo tattico”, cui ormai si ricorre quando l’avversario, sfuggito al proprio controllo, si appresta ad una ripartenza pericolosa.
    Questa scorrettezza ormai è quasi elogiata come una furbata perfino dai teleconisti.
    C’è poi chi, appena viene sfiorato, finge di essere stato colpito dell’avversario, si copre il volto o si butta ostentando dolore, nella speranza di ingannare il direttore di gara, e farlo espellere. C’è anche chi si tuffa in area di rigore per ottenere il penalty, un premio, se ottenuto, molto maggiore del rischio di prendere un’ammonizione.
    C’è addirittura chi riesce a segnare un gol con la mano e gli venga convalidato, Maradona ne sa qualcosa, propiziò così la vittoria dell’Argentina ai Mondiali.
    Ma l’ostruzionismo peggiore è quello di perdere tempo prezioso appena ci si trovi in vantaggio. Allora si indugia nel battere i falli laterali, i calci d’angolo, le rimesse in gioco, le punizioni o nel formare una barriera, perfino nell’uscire fuori dal campo per un’infortunio o una sostituzione;
    Ma quello che più innervosisce è il frammentare il gioco fingendo un infortunio. Cosi il tempo scorre e non sempre il recupero compensa il tempo perduto, per non parlare del nervosismo che si induce nella squadra che è costretta a rimontare.
    Eppure ci sarebbe il modo di evitare tutte queste sceneggiate a scapito del gioco. Fissare il “tempo netto” di una partita: il conometro scorre se si gioca, sta fermo se il pallone non viene giocato. Semplice no? Eppure la Fifa non si convince, è già troppo che si siano decisi ad usare il Var.
    Troppo fifoni nel rivedere certe regole che aiutino il bel gioco.

  15. Oggi dopo la conclusione del gruppo A che aveva sancito la promozione agli ottavi di finale di Urugaay e Russia, s’è concluso anche il gruppo B, con una lotta serrata che ha visto in bilico la promozione di altre due favorite, la Spagna e il Portigallo.
    La Spagna per ben due volte s’è trovata in svantaggio contro il Marocco, riuscendo alla fine a pareggiare (2-2) e fugare la paura dell’eliminazione.
    Anche il Portogallo s’è conquistata a fatica la promozione pareggiando 1-1 contro l’Iran.
    Passato in vantaggio con un bel tiro di Quaresma, fallisce il raddoppio proprio con Cristiano Ronaldo che s’è visto parare un rigore, in ciò emulando l’altro big del Calcio, Leo Messi.
    Ronaldo poi rimediava un’ammonizione, vittima di un comportamento antisportivo, (come spiegato nel post precedente): sfiorava la guancia dell’avversario che inscenava una commedia cui l’arbitro dopo aver ricorso al Var, abboccava.
    Ma le emozioni non erano finite e l’arbitro fischiava un rigore a favore degli iraniani: pallone su “braccio largo” e il Var conferma. Stavolta il rigore viene trasormato ed è 1-1, anche il Portogallo trema sull’ultima azione favorevolissina fallita dall’Iran che avrebbe valso loro la promozione.
    Spagna a Portogallo passano agli ottavi dl finale, ma che fatica!

    Ecco la sintesi della bella partita:
    https://youtu.be/JlPIrEKFCeo

  16. Tanto scontato il risultato del gruppo C, quanto emozionante e incerto fino all’ultimo quello del gruppo D.
    Nel gruppo C, Francia e Danimimarca confezionano iln classico biscotto (0-0) utile ad entrambe per il passaggio agli ottavi, ovviamente ai danni dell’Australia (anche questo è un comportamento antisportivo) che peraltro viene sconfitta dal Perù e non avrebbe perciò nulla da recriminare.

    Nel.gruppo D, invece, promossa già la Croazia, sono in tre a contenersi il secondo posto Nigeria, Argentina e Islanda. L’incontro chiave è Argentina-Nigeria. L’Argentina per essere promossa deve necessariamente vincere, e potrebbe non bastare se l’Islanda dovesse vincere(eventualità poco probabile ma possibile ) contro la Croazia e avesse una migliore differenza reti.
    Se vince la Nigeria, tutto piu semplice, le altre due sono condannate comunque.

    A inizio partita un ritrovato Messi mette a segno il gol del vantaggio.dell’Argentina, ma poi un fallo di Mascherano propizia il rigore con cui la Nigeria pareggia e siccome l’Islanda perde, passerebbe il turno.
    L’Argentina pere confusa, rischia prime di subire il secondo gol(e sarebbe la fine), poi fallisce il gol del vantaggio con Higuain, che tira alto da posizione favorevole, confermando la sua refrattarietà a incidere in un modiale.
    intanto il tempo scorre e non si viene a capo di nulla. Quando ormai anche lo spettatore di lusso Maradona pare schiantato, ecco che a 5 minuti dalla fine Rojo trova il colpo del fuoriclasse, un tiro al volo che si insacca inesorabilmente e porta in vantaggio l’argentina: Messi per la gioia salta al collo del compagno che ha segnato, Sanpaoli dal look rinnovato (tuta bianca che gli nasconde i tatuaggi) si scatena in una goffa corsa, e Maradono si sveglia dalla catalessi per esultare.
    Così l’Argentina passa il turno e se De Dominici si decidesse a far giocare Dybala, e Higuayn si svegliesse dal torpore, potrebbe riservare delle sorprese
    Ecco gli highlight:
    https://youtu.be/RmlkAOwJ1gI

  17. Nel gruppo F, Corea del Sud amara per la Germania che esce clamorosamente dai Mondiali.
    I coreani già eliminati, si battono da leoni e sconfiggono gli spenti ex Campioni del Mondo per 2-0
    La Svezia batte a sorpresa con largo punteggio il Messico (3-0) che nonostante i 6 punti già acquisiti sarebbe stato eliminato se la Germanua, come nei pronostici, avesse vinto.
    Invece esce proprio la Germania e si qualificano Svezia e Messico.

    I tedeschi producono più gioco, mancano alcune occasioni favorevoli, ma non riescono a sfondare per tutti i novanta minuti. In fase di recupero è la Corea che passa in vantaggio con Kim Young Gown. Ora i tedeschi si giocano il tutto per tutto: addirittura si vede il portiete Neuer lasciare la porta sguarnita e avventurarsi all’attacco, idea degna di un torneo dilettanti: così, ingaggiato un goffo duello con un difensore coreano, perde palla e il contropiede che ne nasce non perdona, H.Son segna il 2-0.
    Kroos, Gomez, Ozil, Muller, Khedira etc. che quattro anni fa avevano trionfato ora vanno a casa. È il triste destino delle squadre forti, non si rinnovano a sufficienza, non s’accorgono che il tempo passa e quei giocatori un tempo così aitanti, ora sembrano l’ombra di se stessi.
    Ecco la sintesi:

    https://youtu.be/OKjV2SQfKrw

  18. Tutto secondo previsioni nel girone G.
    Il Brasile mostrando di ritrovare a gradualmente la forma, batte la Serbia per 2-0, con reti di Paulinho e di Tiago Silva, e si classifica al primo posto.
    Al secondo posto la combattiva Svizzera raggiunta sul pari per ben due volte dalla Costa Rica
    (2-2).
    Di notevole, quattro legni colpiti. L’ultimo, su tiro dal dischetto, è una carambola sulla traversa e sulla schiena del portiere, prima di insaccarsi e dare il pareggio alla Costa Rica, che ringrazia il portiere di aver intuito il verso giusto del tuffo: fosse stato un brocco, il tiro non sarebbe entrato in rete.

    https://youtu.be/izvscMabH8o

  19. Nel gruppo H, con la Polonia già eliminata , si giocano i primi due posti, e quindi la qualificazione, in tre, Giappone, Senegal e Colombia.
    Con alterne vicende -che vedono qualificate, prima Giappone e Senegal, poi Senegal e Colombia- alla fine la spuntano Giappone e Colombia, in virtù della vittoria della eliminata Polonia sul Giappone(1-0) e della Colombia sul Senegal(1-0).
    Il Senegal benche finisce in parità di punti col Giappone(e anche stessa differenza reti nonché stessi gol all’attivo) viene eliminato a causa delle maggiori penalità collezionate.
    E si, anche il comportamento corretto viene premiato in questi gironi eliminatori.

  20. Con la vittoria del Belgio sull’inghilterra (1-0), e la qualificazione di entrambe le squadre agli ottavi di finale, s’è conclusa la fase dei gironi all’italiana del mondiale.
    Da domani scontri diretti, chi vince va oltre, chi perde va a casa.
    Gli abbinamenti agli ottavi sono i seguenti:
    Francia-Argentina
    Uruguay-Portogallo
    Spagna-Russia
    Croazia-Danimarca
    Brasile-Messico
    Belgio-Giappone
    Svezia-Svizzera
    Colombia-Inghilterra

    Si tratta delle prime classificate nel propio girone contro le seconde classificate di un altro girone. A parte Russia e Giappone, sono nove le squadre europee, e cinque quelle sudamericane.

    Ad oggi la classifica dei marcatori vede in testa l’inglese Harry Kane, con 5 gol, davanti a Cristiano Ronaldo(Portogallo) e Romelu Lukaku (Belgio) con 4 gol.
    Seguono Denis Cerysev(Russia) e Diego Costa(Spagna) con 3 gol.
    Messi è fermo ad un gol
    A domani dunque, l’avventura dei.mondiali entra nel vivo.

  21. Grande attesa per quella che, nelle previsoni, sarabbe potuta essere una finale, )Francia-Argentina, prima delle partite degli ottavi di finale.

    Nella strutturazione del torneo mondiale si cerca si fare un modo che, sia i gironi preliminari sia gli accoppiamenti successivi, siano i più equilibrati possibile, questo per evitare che le squadre più quotate si incontrino in una fase iniziale del torneo con eliminazione prematura di una squadra aspirante alla vittoria e, d’altro canto, evitare che una squadra debole possa
    ritrovarsi in finale avendo seguito un percorso favorevole.

    Questo in teoria, perché in pratica spesso tutti gli accorgimenti vengono elusi dal caso.
    Cosi, ora, già agli ottavi il Mondiale dovrà fare a meno di Francia o Argentina, e stasera, nell’altra eliminatoria, di Uruguay o Portogallo. In pratica, agli ottavi potrebbero uscire di scena giai i due calciatori, Messi e Cristiank Ronaldo, considerati i più forti del torneo.
    Per la verità dei due percorsi che qualificheranno le finaliste, uno è più impegnativo contemplando oltre le quattro nazionali citate , anche Brasile e Belgio; l’altro, cui partecipano, fea le altes, Russia, Spagna, Croazia, Svezia, Inghilterra, appare più agevole.
    Da notare che tutte le squadre africane sono state eliminate.

  22. Grande inizio degli ottavi, con una vera e propria finale, perché questa è sembrata Francia-Argentina, terminata 4-3 con l’eliminazione dell’Argentina. Messi, Mascherano Di Maria e compagni tra i quali Higuain e Dybala(utilizzati l’uno poco, l’altro pochissimo) vanno a casa, per il dispiacere del 35 mila tifosi argentini convenuti allo stadio di Kazan, contro i 5 mila francesi

    Inizio più incisivo dei francesi che su punizione tirata da Grieznann colpiscono la traversa e poi su una delle molte ripartenze guadagnano un rigore con Mbappé che viene attrerrato da Rojo.
    Batte Griezmann, con tiro forte e centrale, ma il portiere argentino Armani si tuffa(da fermo avrebbe parato) ed è gol.
    Poco dopo, su un altro contropiede, è Pogba che viene atterrato, sembra rigore ma l’arbitro comanda la punizione, lo stesso Pogba calcia alto.
    Finalmente si fa vivo Messi che viene atterrato in area di rigore, ma l’arbitro fa cenno di rialzarsi.
    Adesso l’Argentina manovra meglio, e al 41′ Di Maria, su assist di Banega, pareggia con un tiro da fuori area che s’insacca all’incroscio dei pali.
    Nel secondo tempo l’Argentina passa in vantaggio, su sviluppo da corner, Messi ha un bel guizzo, il suo tiro deviato, forse fortuitamente da Mercado,
    spiazza il portiere ed è il gol dell’ 1-2. Il tiro di Messi forse sarebbe andato in gol anche senza deviazione, ma il fuoriclasse al tramonto, anche se gli è stata negata questa soddisfazione, esulta con i compagni e le migliaia di tifosi argentini, tra i quali Maradona.
    Ma la Francia si riorganizza, la gioia argentina dura poco, tre gol infilati uno dopo l’altro, con lanci in profondità e contropiedi micidiali, capovolgono la situazione. Prima con un magnifico tiro di Pavard da fuori area, su cross di Hernan, poi con Mbappé, per ben due volte: 4-2.
    L’Argentina reagisce, Messi trova un altro guizzo, si libera di un paio di avversari ma alla fine il tiro è debole e il portiere para.
    Negli ultimi minuti assalto alla porta francese e finalmente al 2′ dei quattro minuti di recupero, grande assist di Messi ad Aguero che accorcia le distanze per l’Argentina.
    Restano una manciata di secondi, e all’ultino secondo il pareggio sembra fatto, ma no, Otamendi lo fallisce per poco.
    Finisce 4-3, il punteggio ne ricorda un’altro, nel ’70 in Messico: allora fu l’Italia a battere la Germania in un incontro storico. Bei tempi, altri tempi.

  23. La caduta degli dei, un’espressione un po’ eccessiva, ma, mutatis mutandis, appropriata: dopo Müller, cadono anche Messi e Ronaldo.
    L’Uruguay sotto la spinta di un eccezionale Cavani, batte per 2-1 il Portogallo di Cristiano Ronaldo, nello stadio di Sochi, gremito di 45 mila spettatori.
    Già al 7′ l’Uruguay passa in vantaggio con un’azione capolavoro e altrettanta magnifica conclusione in gol: da quasi metà campo Cavani con un lancio che attraversa in diagonale tutto il campo va a cercare Suarez li appostato; controllo a seguire e nuovo diagonale spiovente nei pressi del secondo palo della porta portoghese, dove puntuale si trova ancora Cavani che con un balzo, in posizione difficile, colpisce di testa e insacca alla perfezione all’incrocio dei pali.
    Un’azione da manuale che rende giustizia al calcio pratico e atletico nei confronti dell’estenuante tiki taka di marca spagnola.
    Ronaldo mostra letteralmente i muscoli su punizione(solleva i gambali dei pantaloncini) prima di tirare, ma inutilmente, sulla barriera.
    Il pareggio però vene da un aktro classico giocatore portoghese, Pepe, che su calcio d’angolo insacca di testa.
    Il Portogallo sull’onda del successo preme, ma ancora una volta, un’azione esemplare di contropiede, dà agio al matador Cavani, servito de Bentancur, di tirare imparabilmente e segnare il 2-1 per l’Uruguay.
    Lo spettro dell’eliminazione si profila ai disorientati portoghesi che, dopo l’uscita di Cavani per infortunio, premono in disordine Quaresma ci prova ma viene atterrato più che di spalla, che sarebbe regolare, di lombi, che è irregolare, poi prima del fischio finale l’ultima occasione si spegne in cielo dova va a finire il pallone calciato in una mischia.
    Emblematica l’immagine di Ronaldo che accompagna fuori campo colui che gli ha strappato la corona del miglior attaccante del torneo, quel Cavani lanciato da Zamparini nelle file del Palermo, entrato tra i fuoriclasse del Cacio nel Napoli, passato al Paris St.Germaine, insieme a Ibraimovich (altro grande assente), che ora cerca la gloria del successo mondiale.
    Speriamo che l’infortunio non gli impedisca di giocare il primo quarto di finale, contro la Francia.

  24. È la moria delle grandi squadre (o meglio, ex grandi): fuori anche la Spagna, battuta dalla Russia ai rigori dopo i tempi supplementari, ridotta ormai a giocare un tiki taka sterile e noiosissimo, fatto di una trama fittissima di passaggi, un liberarsi immediato della palla, quasi bruciasse, miriadi di triangolazioni spesso fine a se stesse, un gioco che evita l’uno contro uno, le lunghe discese, i traversoni, i contrasti per la conquista della superiorità numerica.
    Insomma, un estenuante possesso palla alla ricerca drllo smarcamento, che ogni tanti, dovrebbe essere lluminato da un guizzo, una penetrazione improvvisa in area… ma se mancano i Messi (di un tempo) o, come in tal caso gli Iniesta (ormai al limite della tenuta dei 90′) resta un gioco dispendiosissimo, poco redditizio e dal punto di vista spettacolare poco piacevole.
    La partita svoltasi a Mosca in uno stadio gremitissimo (80 mila spettatori) è quasi a senso unico, e già all’11’ la Spagna va in vantaggio su autorete propiziata da una punizione su cui si lanciamo Sergio Ramos e Ionasevic, ma quest’ultimo, tocca di tacco e infila nella propria rete. Sembra, dopo questo successo, che la Spagna debba dilagare, invece allo scadere del primo tempo, su calcio d’angolo battuto dalla Russia, Piquet, col braccio proteso in alto, devia un colpo di testa indirizzato in porta. È rigore netto Dzyuba realizza: 1-1.
    Nel secondo tempo e nei supplementari la musica non cambia, possesso palla imbarazzante della Spagna, ma il risultato non cambia.
    Ai rigori il portiere russo Akinfeev è protagonista, ne para uno, poi, su quello decisivo, è spiazzato, ma con la punta del piede riesce a respingere.
    La Spagna è fuori dal Mondiale con grande delusione dei tifsi e del re Felipe, che assisteva alla partita.
    A proposito il re in tribuna d’onore, si esibisce in un baciamano esemplare, non sfiora neppure la mano della dama, chissà se Conte non ne faccia tesoro.

    Ecco gli highlight:

    https://youtu.be/gHPke43iqNg

  25. Anche Croazia-Danimarca finisce 1-1, con una fammata iniziale, botta di Mandzukic per la Croazia al 2′, e risposta di Jorgensen per la Danimarca al 4′.
    Dopo un continuo batti e ribatti con vicende alterne si va ai tempi supplementari.
    Qui finalmente un sussulto, la Croazia usufruisce di un rigore, calcia Modric e il portiere danese, Schmeichel, un colosso di un metto e novanta, intuisce e blocca.
    Si va ai rigori, Schmeikel ne para altri due, ma il portiere croato Subasic ne para tre. Passa la Croazia che incontrerà la Russia ai quarti di finale.
    Una curiosità sui rigori: sei sono tirati sulla destra del portiere, tre nella zona centrale, tutti in basso; uno solo a sinistra in alto. Fossi un portiere ne trarrei le conseguenze.

    https://youtu.be/5_iIW2DZ8nc

  26. Proprio oggi, in Messico, dopo una campagna elettorale sanguinosa (centodieci candidati uccisi in quattro mesi), cambio di politica, vince le elezioni Lopez Obrador, fondatore del partito di sinistra, Morena. La vittoria è riconosciuta dagli avversari, arrivano anche le congratulazioni di Trump.

    Niente di meglio, per i messicani, se oggi avessero potuto festeggiare battendo il Brasile.

    Invece i Carioca l’hanno liquidato per 2-0, confermando i risultati finora acquisiti negli scontri dei vari Mondiali: 4-0, 5-0, 2-0, 0-0 e oggi 2-0. Quattro vittorie e un solo pareggio, e rete
    del Brasile inviolata.
    Dopo un buon inizio del Messico , il Brasile a poco a poco prende l’niziativa che si concretizza nel secondo tempo, al 51′, quando passa in vantaggio con un’azione combinata tra i due elementi attualmente più in forma: Naymar si accentra in cerca di un varco per il tiro, non lo trova e serve di tacco William, che penetra in area di rigore a serve un assist allo stesso Neymar che in scivolata insacca.
    Il Messico si impegna alla morte alla ricerca del pareggio, ma le sue velleità svaniscono all’88’: ancora Naymar filtra in area, assist per il nuovo entrato Firmino e 2-0. Finosce cosi, per il Messico, neppure la soddisfazione di violare per la proma volta la porta del Brasile.
    Chi sarà l’avvesario del Brasile ai quarti? La sapremo fra poco dopo l’incontro Belgio-Giappone.

  27. A 30 secondi dal termine del recupero, il Giappone, sul 2-2 contro il Belgio, batteva un calcio d’angolo: sarebbe stata l’ultima opportunità di vincere la partita, se… se i giapponesi non avessero ceduto una decina di centimetri di statura ai belgi. In queste condizioni, fossero stati smaliziati come noi europei o come isudamericani, avrebbero battuto corto con l’intenzione di tenere palla e fare trascorrere quella manciata di secondi per arrivare comodamente ai tempi supplementari.
    Invece no, battono il calcio d’angolo, contro ogni logica, con un alto spiovente facilissima preda del gigantesco portiere belga, e da lì nasce il prevedibilissimo contropiede che si rivela micidiale e il Belgio segna l’irrimediabile 3-2. In quel momento mancavano sei o sette secondi al fischio finale.
    Ho provato un sincero senso di solidarietà per i giocatori del Sol Levante, che delusi e stremati giacevano a terra quasi in lacrime.
    Non si può dare loro torto, si erano battuti con coraggio, avevano tenuto in scacco il più quotato Belgio per 69 minuti mettendolo sotto per 0-2, con due magnifici gol di Haraguchi e Inui, per poi vedesi rimontare dai Diavoli Rossi con Vertonghen(colpo di testa fortuito) e i nuovi ingressi, Fellaini e Chadli.

  28. Oggi s’è conclusa la fase degli ottavi di finale, la Svezia, nostra giustiziera alle qualificazioni, elimina la coriacea Svizzera (1-0, gol di Forsberg), almeno ci consoliamo, forse non eravamo poi così brocchi. Mi dispiace per Shakiri che mi pare un supereroe in sedicesimo.

    L’Inghilterra, sull’1-0 (gol dell’attuale capocannoniere Kane) viene raggiunta dalla Colombia alla fine del recupero (gol di Mina) ma poi vince ai rigori (falliscono Bacca e Uribe). Peccato non vedremo più Cuadrado e Falcao.
    Ai quarti sarà Svezia-Inghilterra

  29. Riepiloghiamo la situazione alla fine degli ottavi di finale. Ai quarti di fiale accedon otto squadre così abbinate:
    Francia-Uruguay
    Russia-Croazia

    Brasile-Belgio
    Svezia-Inghilterra

    Si incontreranno in semifinale le vincitrici delle prime due coppie e della seconde due coppie)

    Inaspettata l’eliminazione della Germania, campione del mondo uscente, già nella fase dei gironi all’Italiana.
    Tra le squadre più rinomate , spno seguite le eliminazioni agli ottavi di finale di Argentina, Portogallo e Spagna.
    Sono andati a casa anzitempo, giocatori della portata di Müller, Messi, Cristiano Ronaldo, Iniesta, James Rodriguez.

    La classifica dei mrcatori vede in testa l’inglese Kane.
    Si sono particolarmente distinti, i quattro calciatori del club francese Paris Saint Germaine:
    Mbappé(Francia), Cavani(Uruguay), Neymar(Brasile),
    Di Maria (Argentina)

    Tra i difensori è spiccato in particolare Thiago Silva(Brasile), e tra i portieri finora hanno subito.meno gol, Muslera (Uruguay) e Alisson (Brasile).

    Arrivederci a sabato.

  30. Nell’attesa che il Mondiale entri nella fase finale,
    credo che possa interessare, un accenno agli schemi di gioco, croce e delizia dei Ct, cui oggi si dà la massima importanza.
    Il Calcio primitivo non seguiva particolari schemi, tutti a inseguire la palla con l’intento di scaraventarla in rete, solo in seguito si affermò l’idea di schema di squadra con compiti diversi per i vari settori strettamente legati tra loro.

    Per non andare in tempi troppo.lontani, il primo schema efficace fu il cosiddetto Metodo adottato dalle squadre danubiane, in particolare il Wünderteam di Vienna, e dall’Italia di Vittorio Pozzo, schema col quale vinse ben due titoli monduali(’34 e ’38)e un oro olimpico (’36).
    Il Metodo predisponeva due terzini in zona prefissata davanti al.portiere; tre mediani in seconda fila, di cui quelli laterali con compiti di marcatura delle ali avversarie, e quello centrale (contromediano metodista) col compito di interdire a zona ma anche di costuire; dei cinque uomini di attacco, le mezze ali erano leggermente arretrate rispetto ai tre uomini di punta, di cui le ali avevano il compito, ricevuto il pallone, di correre lungo la linea laterale del campo, e giunte al fondo(per evitare il fuori gioco che allora contemplava tre avversari almeno tra la linea del pallone e quella di fondo) eseguire un traversone( o cross)che il centroattacco aveva il compito di trasformare in gol. Il Metodo si chiamò anche, dalla disposizione in campo dei giocatori, schema a WW , o 2-3-2-3.

    In seguito gli inglesi inventarono il Sistema (l’Arsenal allenato da Chapmann), con disposizione WM o 3-2-2-3.
    Il centromediano è in linea coi terzini, i sue median e due mezze ali formano il quadrilatero sistemista, con compiti di filtro e rilanco per le tre punte avanzate. La marcatura è ad uomo.
    Questo schema coincise con la semplificazione della regola del fuori gioco.
    Gli Italiani lo adattarono alle loro caratteristiche (Mezzo Sistema), retrocedendo l’ala destra come marcatore(stopper) che liberasse il centromediano dai compiti di marcatura(libero). L’inventore di Gipo Viani .

    La famosa Ungheria di Puskas invece retrocedeva il centravanti e le ali, mentre le mezze ali più avanzate costituivano un doppio centravanti(MM o 3-2-3-2). L’avanzata contemporanea dei tre terzini in linea costituiva l’arma difensiva molto efficace del fuori gioco.

    Dall’altra parte dell’oceano, in Sudamerica, era in voga il 4-2-4, difesa e attacco forti, collegati da un centrocampo snello. Da esso derivano i moderni 4-3-3 con rafforzamento del centrocampo e il classico 4-4-2 oggi molto usato, e la variante 3-4-1-2 con il cosiddetto trequartista che lancia le due punte.

    Una concezione tutta nuova che però contempla un grande dispendio di energie e uomini adatti ad applicarlo è il cosiddetto calcio totale, inventato dall’olandese Rinus Michels, applicato in meniera egregia dall’Olanda di Cruiff, che si basava su alcuni principi innovativi, difesa in appoggio all’attacco e vicevera, attacco che ripiega in difesa, ritmo di gioco elevato con pressing sul portatore di palla attuato da due o più giocatori contemporaneamente, tattica del fuori gioco.
    Con questo gioco l’Olanda arrivo alla finale del Mondiale del ’74, solo battuta dalla Germania di Bekenbauer, Overath e Gert Muller. Fu riproposto da Arrigo Sacchi col
    Milan dei tre olandesi Gullit, Ben Basten e Rijkard.

    Questa sintesi è certamente incompleta, e per chi voglia approfondire rimando al seguente link:

    http://storiedicalcio.altervista.org/blog/storie-di-schemi.html

  31. Perdinci e anche Per Bacco… ma questa è una vera lezione parauniversitaria.
    Francamento non ci capisco (quasi nulla).
    Ma sono sicura di essere l’unica. I lettori di questo blog (speriamo numerosi) sono di sicuro molto più competenti di me.
    In attesa che qualcuno voglia fare “cappoccella” e dirci se ci ha capito qualcosa o meno, ti faccio i miei più sentiti complimenti.

  32. Se non si capisce bene la mia esposizione sintetica, consiglio gli ipotetici lettori, se hanno tempo, di dare una scorsa all’articolo di cui ho postato il link, di lettura piacevole ed esauriente, corredato anche di fotografie.

    Però, faccio ammenda, perché ho dimenticato di accennare al tiki-taka una tattica di gioco impostata sul possesso palla, con ragnatela fitta di passaggi, triangolazioni, smarcamenti, allo scopo di disorientare l’avversario e di aprire varchi nella sua difesa dentro cui, al momento opportuno, penetra il giocatore risolutore.
    Applicato egregiamente dal Barcellona di Messi e Neymar ha permesso a tale squadra di mietere allori, ma lo spettacolo, e mio parere, viene svilito, a lungo andare, diventa noioso, si gioca in spazi stretti evitando il contrasto, che è l’anima del gioco atletico, mancano le corse palla al piede, il dribbling in velocità , il contendersi gli spazi, insomma è un gioco redditizio solo se si posseggono calciatori capaci anche di una fiammata o di una penetrazione risolutiva (alla Messi, tanto.pet fare un esempio).
    No grazie, preferisco il gioco del Real Madrid,.del Bayern Monaco, o dell’Atletico Madrid di Simeone.

  33. Roberto Baggio, è stato uno degli ultimi fuoriclasse del calcio italiano assieme a Gigi Buffon, Francesco Baresi, Alessandro Del Piero, Paolo Maldini e altri pochi.
    Però la sua carriera non è così brillante come quella di altri campioni (Argento ai Mondiali Usa ’94 e Pallone d’Oro nel ’93.
    Il suo nome è legato al rigore sbagliato a Usa ’94.

    https://youtu.be/WqbSVERxzDU

    • Roberto Baggio è uno dei calciatori più bravi che siano mai esistiti e qul rigore è stato la sua rovina. Un grande talento. Si è fatto buddista per quello.
      E’ stato molto sfortunato (nella fortuna) ed è una persona molto schiva e non si è mai dato arie da campione, forse per questo non lo si ricordacosi spesso come meriterebbe. Ma ha avuto il pallone d’oro e per un lungo periodo è stato uno dei più quotati al mondo e tutto il mondo lo conosce.

  34. Senza voler fare paragoni, mi piace ricordare Totò Schillaci il cui nome è legato alle “notti magiche” di Italia ’90.
    Fu una meteora che comparve improvvisamente a illuminare la Nazionale italiana ai Mondiali del ’90.
    Non era bastata una stagione eccezional alla Juventus, dove era pervenuto dalla serie B, vincitore nelle file del Messina della classifica marcatori della seconda serie.
    Il Ct Vicini gli aveva preferito come titolare Carnevale, ma un infortunio del centravanti gli aveva aperto la strada. Da allora cominciò a segnare gol uno dopo l’altro e l’Italia arrivò in semifinale con l’Argentina da cui però venne sfortunatamrnte eliminata ai rigori(il gol iniziale di Schillaci era stato pareggiato all’ultimo da Caniggia). Vinse però la finale per il terzo posto battendo l’Inghilterra su rigore trasformato ancora da lui.
    Schillaci si aggiudicò anche la classifica marcatori con 6 gol.
    Aveva la tempra del realizzatore come pochi, da centravanti puro nonostante non avesse una statura eccezionale.
    Le immagini della sua esultanza dopo i gol che segnava erano l’emblema dell’uomo umile baciato insperatamente dalla fortuna.

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Schillaci

  35. Primo incontro dei quarti di finale, Uruguay-Francia.
    Privi di Cavani, i sudamericani subiscono la prevalenza dei francesi, che in superiorità di possesso palla (61%) e più precisi nei passaggi, concretizzano al 40′ con un colpo di testa di Varane raccolto da calcio di punizione e indirizzato imparabilmente all’angolino alla destra di Muslera.
    Al 44′ identica azione dell’Uruguay, su punizione, Caceres di testa indirizza all’angolino alla destra di Lloris, ma il portiere francese con un balzo felino sventa in calcio d’angolo.
    Il secondo tempo inizia con una leggerezza di Muslera, che indugia nel rinvio e per poco Greizmann non insacca.
    Sono 36 mila i tifosi uruguagi che tifano per la Celeste, ma è sempre la Francia che preme.
    Finalmente l’Uruguay si fa minacciaso ma la conclusione è imprecisa.
    61′, Muslera conferma di essere in giornata negativa, con un goffo balzo, si fa piegare le mani da un sinistro da fuori area di Griezmann (bella azione iniziata da Pogba) ed è il 2-0 per la Francia.
    Baruffa al 67′, innescata dall’uruguayano Rodriguez, attorno a Mbappe: ammoniti entrambi.
    Sugli spalti, un bimbo in maglia celeste, piange.
    Cominciano le sostituzioni. Tra i francesi entra Nzonzi, altro nome difficile da pronunciare, dopo Mbappe che alla fine viene sostituito.
    La paura dell’eliminazione incombe, Gimenez, in barriera, non trattiene le lagrime.
    Inutile pressione finale dell’Uruguay, passano anche i 5 minuti di recupero, la Francia è la prima semifinalista, tripudio dei pochi tifosi francesi presenti, delusione della moltitudine dei tifosi uruguaiani che hanno riempito gli spalti.

  36. Anche l’ultima Nazionale d’oltreoceano è eliminata in questo Mondiale russo che sembrerebbe sancire , forse per la prima volta, la superiorità del calcio europeo su quello sudamericano.
    Quel Brasile che quasi per default viene dato sempre favorito è stato sconfitto clamorosamente dalla squadra di quei giganti che sono i Diavoli rossi del Belgio.
    Certo, in campo, la differenza di statura è tangibile: tra i belgi Curtois 1.99, Fellaini 1.94, Lukaku 1.91, Vertonghen appena 1.89;
    la torre brasiliana è Miranda 1.86, insomma quasi un… pigmeo.
    Ma non è certo questione di statura, perché i piccoletti del Giappone, l’avevano messo sotto per 2-0, questo stesso Belgio, cedendo poi anche per ingenuità nel finale.
    In realtà il Belgio ha dimostrato di essere una squadra forte con alcune individualità che spiccano, come Hazard, Lukaku e De Bruyne, oltre al portiere Curtois.
    Però occorre riconiscere che il Brasile è stato molto sfortunato e fino all’ultimo ha avuto la possibilità della rimonta.

    Il Belgio passa in vantaggio al 13′  per un autogol fortuito di Miranda che, su calcio d’angolo, colpisce male di testa, ostacolato da un suo stesso compagno, e insacca nella propria rete.
    Al 31′ raddoppia con un contropiede da manuale portato in velocità da Lukaku: discesa travolgente e rifinutura per una micidiale staffilata di De Bruyne.
    A questo punto la supremazia dei Belgi appare sciaccuante, ma il Brasile si riorganizza e pur prendendosi dei rischi mette alle strette il Belgio.
    Neymar viene atterrato in paio di volte ma paga la sceneggiata poco onorevole che l’ha visto protagonista della partita precedente, e l’arbitro non ritiene opportuno neppure consultare il Var.
    Batti e ribatti, al 76′, il Brasile accorcia le distanze con un colpo di testa del nuovo entrato Renato Augusto: 2-1.
    Da questo momento è un continuo assalto alla porta di Curtois, prima Firmino, poi ancora Augusto, quindi Neymar sono a un passo dal pareggio, ma tutto è vano.
    Infine al 94′ Neymar, dal limite dell’area, indirizza un tiro preciso e violento appena sotto la traversa: sembra finalmente il miracolo, ma il gigantesco portiere belga, ci mette il palmo della mano, e il miracolo lo fa per la sua squadra. Salva così la vittoria, il Brasile è fuori, in semifinale si incontreranno i vicini di casa europei Francia e Belgio. Sarà un grande scontro.

  37. Tra Inghilterra e Svezia non c’è quasi storia, i britannici si affermano col classico punteggio 2-0, un gol per tempo, e vanno in semifinale.
    Segna al 30′ Maguire che riprende di testa un calcio d’angolo, e dopo che la Svezia sfiora il pareggio in apertura della ripresa con un bel colpo di testa di Berg parato da Pinckford, ecco il raddoppio dell’Inghilterra, ancora su colpo di testa di Alli,
    sul quale il portiere Olson non pare impeccabile.
    Invece, l’altro portiere, Pickford, nega Berg il gol della bandiera, esibendosi in una magnifica parata.
    Sarà l’Inghilterra a sfidare in semifinale la vincente tra Russia e Croazia.
    Ed ecco gli highlights

    https://youtu.be/Wr7-HtVlAdI

  38. I quarti di finale di concludono con l’eliminazione della nazione ospitante, la grande Russia, battuta ai rigori dalla piccola Croazia.
    Come spesso in questi mondiali molto equlibrati, risultato incerto fino all’ultimo secondo dei supplementari e fino all’ultimo rigore.
    Una partita tiratissima fatta di lunghi lanci in profondità, portatori di palla in corsa a travare improbabili sfondamenti, palle alte di difficile controllo, giro palla e cross in area con relative mischie.
    Non a caso dei quattro gol, tre sono su colpi di testa.
    Passa in vantaggio per prima la Russia con magnifico tiro parabolico scoccato da Cheryshev da fuori area.
    Pareggia la Croazia al 40′ con colpo di testa di Kramaric su assist di Mandzukic.
    Al 60′ Perisic colpisce il palo, la palla corre lungo la linea di porta ed si perde oltre.
    Ai supplementari su calcio d’angolo, colpo di testa del difensore croato Corluka che filtra tra una selva di maglie e s’insacca in rete: 2-1 per LA Croazia.
    Al 115′ pareggio della Russia con altro colpo di testa di Mario Fernandes che raccoglie un tiro di punizione: 2-2.
    I due capi di governo che presenzino, la croata Kalinda Grabar Kitarovic e il russo Medvedev, si stringono la mano.
    Si va ai rigori, M.Fernandes tira fuori, Rakitic non fallisce.
    La Russia rimane a casa, ma non più da protagonista.
    In semifinale sarà Inghilterra-Croazia.

    https://youtu.be/wjU8j2bj3RY

  39. Domani a San Pietroburgo, prima semifinale di questo appassionante Mondiale 2018, Francia-Belgio. Dopodomani sarà la volta di Croazia-Inghilterra a Mosca, stadio Luzniki.

    È tempo di analisi retrospettive e di previsioni.
    Da notare che si tratta di uno scontro tutto europeo, essendo stata eliminate tutte le squadre sudamericane, le africane, le asiatiche, e l’Australia(unica squadra rapperentativa di un intero continente).
    La Francia è giunta in semifinale battendo, fra le altre, Argentina e Uruguay.
    Il Belgio ha battuto, tra le squadre più quotate, Brasile e Inghilterra (che si è poi qualificata) e finora è l’unica squadra ad aver sempre vinto (5 vittorie)
    Le quotazioni danno vincente la Francia al 39%, il Belgio al 32%.
    Il mio personale parere è che, al contrario delle quotazioni, il Belgio sarà la prima finalista.

    Delle altre semifinaliste, la Croazia ha battuto, tra le squadre più forti, l’Argentina, pareggiando le ultime due partite con Danimarca e Russia, e spuntandola dopo i tempi supplementari ai rigori.
    L’Inghilterra ha vinto con squadre non favorite, perdendo con l’unica “big” cha ha incontrato, il Belgio.
    Le quotazioni danno favorita nettamente l’Inghilterra (41% di probabilità di vittoria, contro il 28% della Criozia).
    Anche qui il mio ponostico va contro le quotazioni, i Croati benché più stanchi li vedo vincenti sull’Inghilterra.
    Insomma, voglio rovinare la mia reputazione di intenditore, prevedo una finale Belgio-Croazia e la vittoria finale del Belgio.

  40. È pur vero che le emozioni in una partita di calcio non dipendono dalla levatura delle due squadre che si incontrano, ed è anche vero che un incontro di calcio ha come scopo la vittoria di uno dei due contendenti (il pareggio è gia una sorta di fallimento), non certo l’emozione che viene come conseguenza, ed è strettamente personale.
    Così in Francia-Belgio, prima semifinale svoltasi a San Pietroburgi, nonostante la levatura delle squadre, forti di elementi come
    Hazard, De Bruyne, Lukaku(Belgio), o Pogba, Griezmann, Mbappe (Francia),
    le aspettative di una partita spettacolare ed emozionante sono andate in parte deluse.
    Le due squadre si sono equivalse, superata la fase di studio, hanno prodotto una serie di attacchi e controattacchi rimasti incompiuti, spesso sventati dalla casualità delle intercettazioni delle difese serrate, da pressing aggressivi e da scontri fisici.
    Altre volte è stata la bravura dei due portieri a sventare le insidie.
    Insomma, acuti in cui è mancata la nota più alta.
    Ha vinto la Francia con un episodio su calcio piazzato, uno dei tanti calci d’angolo, e colpo di testa del difensore Umtiti che prevale sul gigante Fellaini.
    Ma avrebbe potuto vincere il Belgio, quando nella parte centrale del primo tempo, Hazard (il suo uomo più attivo) sfiora il gol un paio di volte o quando, in svantaggio, al 65′ Fellaini di testa manca di un soffio il bersaglio o poco dopo il solito Hazard viene atterrato fallosamente in area di rigore nell’indifferenza dell’arbitro uruguaiano Cunha .
    All’81’ altra grande parata del portiere francese Curtois sventa il pareggio, mentre l’altro portiere LLoris evita il raddoppio della Francia negli ultimi minuti, con la sauadra sbilanciata alla ricerca del pareggio.
    Ma come s’è detto, a parte l’episodio decisivo, il “goool” è rimasto sempre soffocato nella strozza.
    Ecco gli highlights

    https://youtu.be/ntQsMSuEbyg

  41. Così la piccola Croazia per le prima volta andrà in finale e potrà ambire alla conquista del massimo riconoscimento nel campo del Calcio, la Coppa del Mondo.
    Battuta la Francia per 2-1, dopo i tempi supplementari, con una rimonta titata coi denti fino all’ultimo respiro.
    Gli inglesi, da parte loro, in questo strano Mondiale che, via via, s’è trasformato in un Europeo, sembrano aver perseguito, loro malgrado, anche qui, la strategia della brexit.
    Partita dal doppio aspetto, un inizio che vede predominare l’Inghilterra che concretizza già al 5′ con una magnifica punizione tirata dal suo specialista Trippier: uno spiovente che supera una nutritissima barriera e s’isacca all’incrocio dei pali. È Il nono gol su 13, segnato su tiro piazzato dagli inglesi.
    La Croazia sembra non reagire, mantiene la calma e Trinic, fuori fase, ne combina piu di una. Rischia di subire il raddoppio al 30′ con Kane che si vede respingere il tiro dal portiere, riprende e colpisce il palo.

    Finalmente la Croazia si sveglia, con Modric, Perisic e Rakidic si rende pericolosa e al 68′ raggiunge il pareggio: spiovente in area di Versaliko e gran balzo di Perisic, al limite del gioco pericoloso, che di sinistro insacca. Lo stesso Perisic qualche minuto dopo coglie il palo. Ci riprova Modric all’83’, stop di petto, giravolta, tiro e parata del portiere.
    Al 91′ Il capocannoniere Kane sbuccia di testa e fallisce il gol che avrebbe portato l’Inghilterra in finale.
    Si va ai supplementari e la Croazia conferma le sue capacità di rimonta già evidenziate in questo Mondiale. È Mandzukic che raccoglie un colpo di testa di Perisic, spiovente in area e di sinistro, raso terra, segna il 2-1.
    Domenica in finale la già titolata Francia affronterà la Croazia. Sara la piccola nazione affamata di gloria a prevalere? Sarebbe anche una sorta di rivalsa di noi italiani, l’interista Perisic e lo Juventino Mandzukic in fondo ci darebbero questa illusione.

  42. In attesa della “Grande finale” di oggi tra la minuscola Croazia (circa 4 milioni di abitanti, meno della mia Sicilia) e la Francia, “malata” di grandeur, ieri s’è svolta la finale per il terzo e quarto posto, altrimenti detta “finalina” o “finale dei delusi”, tra Belgio e Inghilterra.
    L’ha spuntata il Belgio, altra squadra du una piccola nazione( poco più estesa della Sicilia) che già aveva battuto gli inglesi per 1-0 nei gironi, stavolta con un 2-0 netto, con due bei gol, uno per tempo, di Meunier e di Hazard, l’uomo più di spicco della squadra.
    Solo una volta gli inglesi hanno avuto l’occasione di pareggiare, ma proprio sulla linea di porta il pallone è stato respinto.
    Negato pure il gol della bandiera, devono accontentarsi del quarto posto e del primo posto con Kane nella lassifica marcatori (probabile, insidiato solo da Mbappé e Griezmann). Troppo poco perl’orgogliosa Gran Bretagna.

    https://youtu.be/x_5SJPKMHAA

    • Vinca davvero il migliore, tra le due squadre non saprei proprio quale mi sta più antipatica, quindi non tiferò per nessuna delle due.Se finiscono alla roulette russa dei rigori, allora vincerà il più fortunato e questa sarebbe, a mio parere, la cosa più giusta.

  43. Finale del mondiale 2018:
    Francia-Coazia 4-2.

    Finisce così questo strano mondiale che ha visto il calcio europeo prevalere su quello sudamericano, il tramonto delle squadre più quotate(Spagna, Brasile) che si non si sono rinnovate, il ridimensionamento di tanti campioni-monstre(Messi, Ronaldo), la prevalenza del pressing e del gioco manovrato, le difese e i centrocampi molto fitti, molti gol segnati su calci piazzati, e infine la prevalenza della freschezza di una squadra giovane e tecnicamente dotata, la Francia, su una squadra più esperta ed altettanto dotata in termini di tecnica e tattica di
    gioco , ma certamente più affaticata (la Croazia) e sfortunata. È stato anche il mondiale del Var, senza il quale forse avremmo avuto risultati diversi.
    Magnifici stadi, sempre affollati, nelle coreografie preliminari, autorità spesso presenti e inclini ad abbandonare l’aplomb tradizionale per concedersi alle intemperanze del tifo.

    La Francia vince, ma gioca meglio la Croazia, almeno fino a quando la stanchezza dei tre supplementari che ha dovuto giocare in precedenza, non s’è fatta sentire, e la sfortuna ci ha messo il resto.
    La Croazia ha l’iniziativa del gioco, mentre la Francia adotta una tattica attendista.
    Solo al 17′ si assiste al primo affondo della Francia con Mbappé che genera la punizione da cui nasce, al 19′, il vantaggio della Francia: tira Griezmann, saltano in molti, colpisce Manduzikic, ma non da difensore, bensì da attaccante qual è, e insacca: purtoppo nella propria porta.
    Passano nove minuti e la Croazia pareggia con una bella azione nata da calcio di punizione, manovrata e infine conclusa da Perisic con tiro imparabile di collo piede, angolato sul palo di destra.
    Magnifico gol che premia la maggiore aggressività dei croati, vanificata alnda un corner “regalato” ai francesi. Dal tiro dalla bandierina, un altro attaccante croato, Perisic, arretrato a difesa, salta e sventa ancora in angolo. Ma i francesi protestano, il Var rivela un tocco di mano decisivo dell’autore del pareggio: rigore, batte Griezmann, portiere da un lato, pallone che s’insacca dall’altro lato: 2-1 per la Francia.
    Nel secondo tempo la Croazia pur mantenedo l’iniziativa, va via via calando di tono, e al 59′ la Francia mette a segno il 3-1: azione corale Mbappé, Griezmann, Pogba, tiro ribattuto, ripreso e infine messo a segno con un sinistro potente.
    Al 65′ è Mbappé che segna il 4-1 con un tiro da fuori area di rigore.
    Al 69′ il portiere francese, ci regala una “papera”: su retropassaggio e pressinge di Mandzukic, pecca di presunzione, prova a scartare l’accorrente croato che invece lo beffa con un tocco.
    Il 4-2 riaccende le speranze della Croazia, ma le energie sono allo stremo, la partita finisce, la Francia è Campione del Mondo per la seconda volta.

    Fine del Mondiale, non mi resta che deporre lo smartohone e ringraziare la proprietaria del blog che mi ha permesso di scrivere le avventure del mondiale. Ho sbagliato tutte le previsioni (vittoria del Belgio in finale contro la Croazia), ma che importa? Sono contento anche se solo una persona mi abbia letto.

    • Sono io che ringrazio, questi commenti su un mondiale al quale non abbiamo partecipato a me hanno dato l’impressione di esserci stata comunque, io me li sono letti con molto piacere e sono sicura di essere in buona compagnia. Grazie Alessandro.

  44. Su Francia e mondiali: fortuna e sfortuna.
    Quello scritto (il lettore si riferisce ad una lettera publicata su Italians del Corriere della Sera, NdR) mi ha riportato a considerare la nostrana Juventus che, proprio in questi giorni, ha realizzato l’acquisto di Cristiano Ronaldo. Tale operazione dovrebbe portare, secondo i dirigenti torinesi, al “rafforzamento” dei bianconeri e alla conquista della ambitissima Coppa dei Campioni: trofeo da tantissimo mai piu’ agguantato.
    Io non voglio “gufare” ma…penso che la “Vecchia Signora” non ha e non avra’ mai la capacita’ di pervenire a quel traguardo!!!
    La Juventus, difatti, fa solo e prevalentemente collezione di scudetti!!! Ne ha vinti cosi’ tanti che ne ho perso il conto. Considerando che nella vecchia formula di partecipazione al torneo, allora denominato “Coppa dei Campioni”, era sufficiente vincere il campionato del proprio Paese per esservi ammessi, le volte che la Juventus e’ stata….annoverata a quella competizione sono state gia’ tante. Tante che diventano tantissime dopo che a quella, ora denominata “Champion League”, s’e’ permesso anche alle “piazzate” dei vari campionati nazionali di parteciparvi.
    In buona sostanza le occasioni per la Juventus sono state…numerosissime, per conquistare il trofeo, o come vincente o come piazzata del nostro campionato.
    Eppure, sebbene i bianconeri continuino a collezionare scudetti a ripetizione e ad essere sistematicamente “pompati” da stampa, media e quant’altri, non vanno mai oltre il “provincialismo” nazionale.
    In Italia, e solo in essa, la “Vecchia Signora” strapazza gli avversari: Udinese, Sassuolo, Chievo, Sampdoria… e va come un treno. Nessuna compagine italica, da sempre, riesce a fermarla. Se non vince il titolo di “Campione d’Italia” (raro) perlomeno arriva seconda o, proprio male che le vada, terza… Sempre in grado, pero’, di partecipare, come succitato, alla “Champions”.
    Li’ pero’, non si sa perche’, non si sa per come…, la grande squadra, la divina, il mostro sacro italiano, si arena, si spompa, perde tono e….floppa. A nulla sono valsi gli acquisti milionari: i vari Boniperti, Charles, Sivori, Altafini, Platini, Higuain, Dybala… e ora pure Cristiano Ronaldo, tutti presi, via via, durante gli anni.
    In tutta la loro storia calcistica solo due volte i bianconeri hanno afferrato la “coppa dalle grandi orecchie”: ma…con quanta e quale fatica!!!
    La prima volta contro il Liverpool, a Bruxelles, grazie ad un rigore segnato da Platini: una vittoria stiracchiata e fortunosa concessale quasi a risarcimento per i tragici fatti accaduti sugli spalti prima di quella gara.
    La seconda volta contro l’Ajax, ma dopo snervanti tempi supplementari e calci di rigore che lasciano il tempo che trova per quanto essi sono aleatori e legati a mero fattore “C”.
    Per il resto… zero anche se i tifosi e simpatizzanti bianconeri si gloriano per tutte le finali disputate dai loro beniamini ma….mai vinte, ed e’ quello che conta.
    Stranamente, in campionato italiano, i calciatori juventini sono sempre tutti in ottima forma, quando invece giocano partite internazionali – che sistematicamente perdono – le scuse abbondano.
    Quel giocatore non era al meglio, mancava tizio, l’arbitro era di parte o aveva una pattumiera al posto del cuore…e via dicendo.
    Fortuna e sfortuna.
    Io penso, invece, che se sei davvero una squadra forte allora prima o poi vinci. Se sei fiacca non ce la fai nemmeno se ti aprono un’autostrada verso la porta avversaria.
    Significativa rimane, a tal proposito, la dichiarazione di Feola (allenatore del Brasile ai mondiali in Cile nel 1962) quando, dopo aver battuto gli andini padroni di casa per 4 a 2, nonostante l’arbitro fosse palesemente di parte e il pubblico cileno inveisse contro i verdeoro buttando oggetti in campo per infastidirli (l’Italia fu proprio eliminata da quel Cile fiacco ma ultra supportato che arrivo’ addirittura terzo!!), dichiaro’: – Abbiamo battuto tre avversari, l’arbitro, il pubblico ed il Cile; dei tre il Cile e’ stato il piu’ debole!!!-
    Cordialmente.

  45. Signir Piccinini,
    lei dice bene, tra la grandi del calcio italiano -Juventus, Milan e Inter- la Juventis è la squadra che ha vinto di gran lunga più scudetti(34!), ma che, della più prestigiosa coppa internazionale, ha appena raccolto due soli trofei, mentre il Milan(18 scudetti), di Coppe dei Campioni ne ha vinte ben sette, e la stessa Inter (anch’essa 18 scudetti) ne ha vinte tre.
    Lo stesso “Grande Torino” vincitore di 5 scudetti di fila (come era anche accaduto alla Juventus) e che aveva contribuito alla Nazionale, con ben dieci elementi(unico elemento spurio il portiere Sentimenti IV), in campo internazionale non raccolse nulla.
    Come spiegare questo strano fenomeno?
    Mentalità provinciale, come lei stesso suppone?
    Certo, anche questo, ma credo contribuisse anche la grande crisi del calcio italiano del dopoguerra causata anche dalla morte in blocco del Grande Torino nel tragico impatto di a
    Superga. Si dovette aspettare l’arrivo di grandi allenatori come Helenio Herrera e Arrigo Sacchi, e allo sblocco del numero di stranieri (limitato a tre), con l’escamotage degli “oriundi”, mentre negli altri paesi il mercato era più liberalizzato.
    Ricordo che un grande calciatore come il cecoslovacco Kubala, in Italia non trovò spazio per vari cavilli burocratici, finendo poi nel Barcellona, e un altro grande, l’ungherese Puskas militò nel Real Madrid, mentre da noi molti “oriundi” presi dal Sud America (con le dovute eccezioni, quali Schiaffino, Ricagni, Sivori, Julinho, Angelillo, e qualche altro) si rivrelarono veri e propri brocchi.
    Cordialità.

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