Dalla parte della Democrazia.

Fa troppo caldo per essere la fine di maggio. E’ il mese che amo di più. Ma  c’è in giro un’atmosfera sospesa inquietante. Non sappiamo come vada a finire o a cominciare, la storia del governo, se ne avremo uno, quanto durerà, se andremo alle elezioni…di nuovo alle elezioni, sarebbe una beffa.

Veramente strana questa primavera, con le minacce delle spread, con i mercati col fiato sul Colle, le borse altalenanti, i diktat, le minacce, i sorrisi stereotipati degli attori di questa commedia che sta sempre là là per tramutarsi in farsa.

La politica, l’arte del far credere, del compromesso, dell’arrrampicata sugli specchi e delle salite e delle risalite e come può uno scoglio…o anche molti scogli…

Insomma, questa domenica mi sembra più strana del solito.

Il mio paese potrebbe finire male? L’Italia si sta preparando a subire la mazzata finale dopo tanti anni di alti e bassi, anzi, più bassi che alti, forse si sta per insediare un governo di cosiddetti populisti che la farà precipitare dentro il baratro definitivamente?
Voglio essere ottimista: no, non precipiteremo. Spero che il presidente non dia l’avvio a questo governo di pazzi scatenati e ci rimandi a votare. Tutto sommato forse è la soluzione migliore.

Ci darebbe un’altra chance per pensarci bene e capire in quale direzione vogliamo andare.

E se dovesse, al contrario, formarsi il governo dei populisti, spero che cada il prima possibile e che faccia meno danni possibile.

Dopo oltre ottanta giorni, con quello che abbiamo visto: accordi sottobanco, minacce, manfrine, sorrisi e pianti, curriculum truccati, propaganda elettorale ai massimi livelli, tutta a favore di telecamera, non ho alcuna fiducia che questi personaggi un po’ torvi, certamente ambigui, possano portarci bene.

Se poi, si tornasse al voto e gli italiani insistessero nel votarli, allora sia fatta la loro volontà, alla fine sapremo chi ringraziare.

Io, comunque, sarò sempre dalla parte della Democrazia.

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