Li curo

Ma chi glielo fa fare? Mi sono chiesta quando l’ho visto. Parlo del premier incaricato Giuseppe Conte.

Ha un’aria che non mi convince. Mi colpisce lo sguardo. Di traverso, obliquo, come di uno che guarda senza vedere ma cerca di non incontrare occhi che potrebbero metterlo in imbarazzo. Sarà la sua abitudine forense? Sarà l’attitudine professorale di guardare oltre le teste degli studenti? Non lo so. Ma questo primo approccio con questo sconosciuto tecnico con volontà di apprendere velocemente a fare il politico, per accontentare i suoi suoi “datori di lavoro”, la coppia ormai collaudata, i due arrembanti pirati col coltello tra i denti, tronfi di essere riusciti a mettere nero su bianco tutta una serie di bugie in contrasto tra loro, ma che serviranno a conquistare il potere, non è stato positivo, per nulla.

Il potere! Ecco che cosa spinge il premier incaricato ad affrontare questa avventura, questo tuffo nel vuoto senza paracadute: il potere è il motore che, alimentato dall’ambizione, conduce gli uomini ad affrontare le imprese più spericolate.

Conte lo ha messo in moto e vedremo dove lo condurrà. Ma io mi preoccupo per me. Per l’Italia. Delle smanie di protagonismo di questo sconosciuto, di questo signore un po’ impacciato, ma dall’aria di quello che non riesce a contenere l’emozione di avercela fatta, di essere arrivato, di aver superato il muro del suono e di volare verso le vette più ardite, non me ne importa nulla, francamente.

Dietro a lui ci sono i due volponi. Loro lo hanno voluto, plasmato, estratto da un pentolone magico che odora di casta, di establishment, di deja-vu, di primissima Repubblica, loro sono il “nuovo”, loro sono il”cambiamento”, lui, questo premier incaricato è messo li da loro ed a loro dovrà rispondere.

Chi fregherà chi? Faranno a fregarsi l’uno con l’altro? L’un contro l’altro armati fino ai denti? Che ne sappiamo noi che questo signore sarà in grado di rappresentarci degnamente nel consesso internazionale? Che ne sappiamo se riuscirà a svolgere i suoi compiti nel rispetto della Costituzione?

Già ho l’impressione che della Costituzione i due volponi stiano facendo carta da riciclo. Con loro si cambia, dicono e Conte è li per eseguire i loro ordini, ma siamo sicuri che gli ordini andranno nella giusta direzione?

E se non riescono a mettersi d’accordo, che farà il premier? Si metterà a fare da terzo incomodo tra loro e non saprà che strada prendere? Se per ipotesi litigano su questioni importanti come la Tav e non trovano la tonda, che fa il premier? Aspetta pazientemente che  arrivino ad un accordo o si impone lui e lancia in aria la monetina?

E poi, a sentirlo dire che sarà il mio avvocato, mi preoccupo.

Ma perché avrei bisogno di un avvocato? Io con gli avvocati ho avuto poco a che fare per non dire nulla e vorrei continuare ad ignorarli se possibile, perché adesso arriva questo e mi dice che sarà l’avvocato degli italiani?

Che cosa ci stanno nascondendo i due volponi? Che cosa hanno in mente i due volponi che non ci hanno detto?

Questa storia è appena cominciata ma già non mi dice niente di buono.

Un anno fa avevo sognato che Salvini sarebbe diventato importante nella politica e avrebbe ottenuto un ruolo di rilievo, pensavo al premierato. Non è andata proprio cosi ma quasi, Salvini non sarà premier (per ora) ma tutto fa pensare che sarà lui e la Lega a dettare molto dell’agenda politica del nuovo governo.

Mamma mia!Con questi tre moschettieri l’Italia ha qualche chance di rimanere a galla?

Spero proprio di si, speriamo che funzionino i pesi e contrappesi, che il Parlamento sia messo in grado di lavorare e che la Democrazia non sia messa in aspettativa.

Io non metterò il cervello in aspettativa e aspetterò al varco questi tre.  Conviene tenere gli occhi aperti. I facili entusiasmi dei populisti e di chi si fa ingannare dalle loro sirene, mi mettono in agitazione.

Prenderò una camomilla e cercherò di essere ottimista ma occhio moschettieri perché vi curo.

 

Cinque passi dal baratro

La situazione è grottesca, nel senso letterale: siamo dentro alla grotta e vediamo solo ombre aggirarsi e non sono per nulla rassicuranti.

Il nome del premier è uscito, è stato finalmente fatto ed oggi è su tutti i giornali, nome e faccia e cosa scopriamo? Che quel nome e quella faccia appartengono al prossimo candidato premier il quale ha messo nel suo curriculum delle cose non vere, come ad esempio di aver frequentato assiduamente la New York University, ma da una ricerca fatta dal N.Y.Times, non risulta.

A me sembra una cosa gravissima: questo signore del tutto  sconosciuto, un tecnico del Diritto, va a infiocchettare il curriculum di fiabe e noi, con questi presupposti dovremmo farlo Primo Ministro?
Ma primo ministro della repubblica delle nespole, lo facciamo.Smentite ufficiali non ne sono arrivate quindi si presume che la notizia sia fondata.

Il presidente Mattarella si prende ancora tempo. Ma a che cosa gli serve ancora tempo? Ma non sarà che non sa che pesci pigliare? Che vorrebbe non aver mai accettato questo incarico?  Che si ritrova a pelare due gatte che gli scivolano dalle mani ogni volta che tenta di afferrarle? Ma perché non applica alla lettera le sue prerogative e non manda i due giovanotti a quel paese?

Ora, la cosa mi sembra chiarissima: Salvini è il più scafato dei due: ha permesso a Di Maio di riempirsi la bocca col nome del professorone, gli ha consentito di candidarlo premier, di proporlo a Mattarella ed ora che Conte ha fatto flop lui che fa?
Raccoglie i cocci e dice all’amico: senti bello, qui si fa il governo o si muore e tu sei il primo a finire arrostito sulle braci, o mi lasci andare avanti a fare il premier o il presidente farà il suo governo o ci manderà a votare.

In caso di voto la Lega farà il botto e già si è visto nelle ultime elezioni regionali. In caso di governo del presidente la Lega ci guadagna sempre mentre i Cinquestelle fanno la figura dei peracottari che si meritano.

Gli conviene abbozzare anche perché Salvini si è messo d’accordo con Meloni che, se fa lui il premier lei gli da il suo appoggio e 18 senatori, caro Dimiao, non sono bruscolini.Ti conviene mettere da parte la sicumera, la boria e la tracotanza che hai dimostrato sinora, metterti il la coda in mezzo alle gambe e abbozzare.

Quindi Salvini potrebbe guidare questo nascente governo fondato sulla quasi assoluta incompatibilità di due forze contrapposte e sperare che non cada alla prima spintarella.

Un incubo, ma sempre meglio di questo insensato e insopportabile tira e molla.

P.S. Ma se tutto questo tempo è servito solo per i “temi” e non per i “nomi”, viene il dubbio che abbiano sparacchiato un nome a casaccio senza fare le preventive verifiche. Stanno uscendo talmente tante “anomalie” sia sul curriculum, sia sul percorso di vita di questo neo canditato per caso a primo ministro che, forse, ma dico, forse, sarebbe il caso di riflettere ancora un pochino, magari non altri 80 giorni (qualcuno ci ha fatto il giro del mondo) e magari,per non perdere la capra con tutti i cavoli, ri-sedersi a tavolino (spiritico) e valutare l’opportuninità di far partire Il Salvimeloni (beneaugurante in molti sensi). In fondo è l’unica donna leader di partito e può dire la sua con i suoi 18 giannizzeri…ma ci vorrebbe un po’ di più sale nella zucca, q.b.

Ma Dimiao ne possiede q.b.?

Certo che a furia di sedersi avranno il fondo dei pantaloni logoro…come la nostra pazienza.

Imbevibile ciofeca

Altro che Conte, questi ci vogliono mettere un barone a capo del governo.

Già, il prossimo esecutivo 5S-Lega, se tutto procede secondo quanto trapela, dovrebbe essere guidato da un tale cattedrattico di Diritto Giuseppe Conte.

E chi è costui? Mi dicono essere amico di DiMaio e un “amico del popolo”.

Amico mio, no di certo,

Ma ci rendiamo conto che ci stiamo per mettere al governo il partito dei baroni? I rivoluzionari cinquestelle che tramacciano con le baronie universitarie, gli anti-establishment che inciuciano con l’establishment e ce lo mettono al governo del paese.

Ma non sappiamo ancora se il PdR, darà l’o.k. a questa buffonata. Hanno rotto i timpani per anni, sia la Lega che i 5S con i professoroni, con i tecnici ed ora ce ne mettono più di uno al governo?

Ma naturale, limpido! E cosa vi aspettavate signori simpatizzanti grillini? Che a fare il premier ci andassero i due novelli salvatori della patria? Ma scherziamo? Loro si devono tenere liberi per il prossimo giro, perché lo sanno benissimo che questo giro qui è fasullo. E’ come quando si compra una nuova caffettiera e si fa un caffè per prova.

Ecco questo è il governo del caffè per prova. ne esce un caffè, ma non è bevibile perché pieno di scorie di “lavorazione” lasciate dalla caffettiera nuova.

E questo governo è la stessa cosa: un governo di prova. Se la va…bene se non va, si ritona alle urne il prima possibile e si prova a fare un caffè come Dio comanda.

Questo è solo una ciofeca imbevibile.  Per amore del popolo italiano, sovrano e mazziato.

Sirene

Non è che la politica sia tutto nella vita, però sappiamo che ha molta influenza nella vita di tutti.

In molti se ne disinteressano, non li appassiona, è una cosa fredda e lontana. Eppure è la politica che scandisce le nostre vite, che può renderle migliori o peggiori a seconda se è buona o cattiva.

Per anni me ne sono disinteressata, la sentivo una cosa superflua, senza significato, quasi inaccessibile.

Poi, all’improvviso mi sono accorta che tutto nella vita è politica, da quando ci alziamo a quando andiamo a letto, la nostra giornata è scandita dalla politica.

In quali condizioni siano le strade, le scuole, gli ospedali, quali siano le regole da seguire nella quotidianità, le cose che compriamo, quello che mangiamo, la qualità della nostra vita, tutto è legato alla politica.

E, io credo, tutti ne dovremmo conoscere il funzionamento ed accostarci a lei senza timore. Non è una cosa per iniziati o per addetti ai lavori.

Siamo tutti addetti ai lavori perché tutti, come diceva Brecht, dovremmo conoscere il prezzo dei fagioli.

Che significa, secondo me, dare il giusto valore alle cose. Prendiamo ad esempio il governo che si sta per formare (se tutto va bene o male a seconda dei punti di vista).

A formarlo dovrebbero essere due partiti che hanno tra loro molte contraddizioni. Ma sono stati votati da molti italiani e gli è stato chiesto di provare a fare di necessità virtù, unendosi, pur  con visioni delle cose persino contrapposte. Si sono messi a tavolino ed hanno stilato una sorta di contratto (che non ha alcun valore giuridico) ) ma che dovrebbe servire a loro per avere una base comune dalla quale partire.

E’ chiaro che hanno cercato di far passare il cammello dalla cruna dell’ago. Ed ora, forti di questo prodotto delle loro animate discussioni che dovrebbe essere la “bibbia” sulla quale fondare la loro azione di governo si apprestano a presentarsi al presidente della Repubblica per ottenere l’incarico a governare.

Ma non hanno ancora designato un premier, non sanno indicare un primo ministro perché, dicono, le idee sono importanti, ma non chi le dovrebbe portare avanti dinanzi al paese.

La trovo una enorme contraddizione che da l’idea di come DiMaio e Salvini, non abbiano la giusta percezione di quale impegno si stanno prendendo davanti al mondo.

Fa capire  quanto la loro “intesa” sia precaria ed inadeguata e si fondi su basi esclusivamente legate alla volontà di appropriarsi del potere per poterlo esercitare nel nome dei loro rispettivi interessi di parte e non di quelli del paese, come si ostinano a ripetere da mesi.

Rispondono alle critiche con la sicumera e l’arroganza di chi si intesta una conoscenza superiore delle cose, di chi pensa di poter infinocchiare il “popolo” con promesse che non hanno alcuna possibilità di essere attuate perchè non ci sono i presupposti finanziari per attuarle.

In pratica ci stiamo per dotare di amministratori che vogliono fare il passo molto più lungo delle loro gambe e che potrebbero portarci presto alla bancarotta.

La tendenza a dare del disfattista, del poco moderno, di tacciare di scarsa comprensione o addirittura di oscurantismo chi osa obiettare che questa avventura potrebbe essere pericolosa è di per sé già la spia di un sotttile e strisciante autoritarismo. E’ un segnale che la nostra democrazia sta correndo un serio pericolo.

Per questo, credo, dovremmo tutti interessarci di più alla politica e farlo, soprattutto con un occhio critico e il più smaliziato possibile, senza cedere alle lusinghe di chi ci promette la luna ma, proprio per questo, tenere più alta la guardia per non essere, ancora una volta, presi nella rete di attori politici senza scrupoli che potrebbero, mostrando le migliori intenzioni, o fingendo di possederle, trascinarci in avventure dalle quali sarà sempre più difficile uscire “vivi”.

In altre parole, non lasciamoci incantare dalle sirene di parolai che si credono tanto furbi da poter sottomettere un paese ai loro voleri. Abbiamo, sinora, avuto sin troppe esperienze negative per esaltarci delle parole di due che non hanno ancora fornito alcuna prova seria di essere capaci di affrontare il gravissimo compito che si apprestano ad accollarsi e che potrebbero rivelarsi, con tutta probabilità e lo si evince dalle premesse, peggior toppa del buco.

Balsamo

Tutto il governo minuto per minuto. I due giovinotti sembrano baldanzosi, tutto fatto: contratto siglato, nodi sciolti.

Devono aver usato qualche balsamo speciale.

Pare che a Salvini dovrebbe andare il Ministero dell’Interno…come nei peggiori incubi.

Mentre il premier lo dovrebbero fare: DiMaio, Bonafede, Crimi…e altri due mai sentiti, prima.

Ecco tra Bonafede e Crimi non saprei quale tragedia scegliere. Per carità, belli entrambi, il fisico di ruolo ce l’hanno, non c’è alcun dubbio, magari Crimi avrebbe bisogno di un contacalorie e Bonafede un contaparole, ma sono piccolezze.

Tutto scompare davanti alla statura gigantesca di questi due statisti.

Bene, forse ci siamo, prepariamoci perché l’Italia sta per cambiare. Intanto ho letto in  una locandina di un giornale locale che nel mio Comune i vigili gireranno con la pistola, come nel Far West. Cominciamo bene. Si sfregano già le mani i produttori di armi.

Il contratto di governo è stato ultimato, forse ci sono ancora alcune cosucce da rivedere nei dettagli, ma il più è fatto.

Soprattutto mi convince il “Comitato di conciliazione”. Bello. Siccome hanno già capito che litigherano anche sul menù al ristorante, meglio premunirsi e disporre un organo terzo, dove si possa addivenire ai tanti compromessi che saranno necessari per seguire la road map che il libro dei sogni prevede.

In alcuni punti è persino antitetico.

Per esempio: la Lega vuole andare avanti con la Tav mentre i grillini vogliono bloccare i lavori. Ma non è una cosa  inconciliabile. Nel Comitatone potrebbero decidere di fare entrambe le cose, con un po’ di buona volontà si puà fare tutto.

Ma diamogli fiducia, ormai abbiamo provato di tutto, siamo (stra)rotti a tutte le esperienze, avere Grillo al governo non può scomporci.

Comunque l’ultima parola spetta al Presidente, ammesso che abbia voglia di fare lo sforzo di parlare.

“Parla poco e ride rado”, Mattarella, ma, se è vero che un” bel tacer non fu mai scritto”, il suo non è né scritto, né parlato, pardon taciuto.

Ma quando parla…speriamo di riuscire  a sentirlo. Forte e chiaro.

 

Idea a cinquestelle

Questi due che vogliono fare il governo hanno seccato. Ma noi dovremmo farci governare da due tizi che non sono capaci di mettersi d’accordo su nulla?

Che hanno scritto sul famoso contratto che vogliono chiedere a Draghi di cancellarci 250 miliardi di debito? Che vorrebbe dire farci uscire dall’Euro chiedendo di cambiare i Trattati? Ma hanno smentito, poverini e allora cosa stanno combinando, qualcosa di ancora più “rivoluzionario”?

Che avevano previsto un “Comitato di conciliazione” per le trattative controverse, in pratica un quasi “governo ombra”?

Ma chi ce li ha mandati questi? Ma non ne abbiamo abbastanza di guai senza che ci si mettano questi due baldi giovanotti a complicare le cose?

Hanno talmente tanti nodi da sciogliere che ci si potrebbe dire un rosario.

Il nodo più grosso sul quale si stanno impiccando è quello del premier: hanno fatto nomi a vanvera ma in realtà non sanno proprio a chi darla quella poltrona che scotta.

La tengano vuota, ci mettano un bambolotto sopra e la facciano finita.

Non ne posso più di sentir nominare i cinquestelle. Ma non potevano trovarsi un nome più semplice? No!

E’ impronunciabile e fastidioso. Presuntuosi e inconcludenti dalla prima all’ultima stella.

Ma 5 stelle di che? Sanno solo criticare gli altri, dare tutte le colpe dei loro fallimenti agli altri. Dopo due e mesi e mezzo nei quali ne hanno sparate di tutti i colori contraddicendosi in continuazione saranno capacissimi di dire che loro ce l’hanno messa tutta, che la colpa è di Salvini, di Berlusconi, del bajon e del destino cinico e assassino.

Ma loro, mai. E il bello è che in tanti gli credono. Hanno rincretinito 11 milioni di italiani. meritano rispetto, certo, ma posso dirgli, sommessamente che li stanno prendendo per i fondelli tutti e undici milioni quanti sono?

Ma non vedono che non cavano un ragno dal buco?Che sono solo capaci di intestarsi successi quando il successo più grande che hanno ottenuto è stato quello di  aver occupato le poltrone in Parlamento senza concludere nulla?
E che stanno da due mesi a girarsi i pollici? Ma loro non parlano di poltrone ma di temi, dicono. Bravi, le poltrone portatele tutte in ripostiglio, fateli stare tutti all’impiedi i parlamentari, al massimo si appoggino coi gomiti sui tavoli, o al limite forniteli di un seggiolino pieghevole.

Adesso dobbiamo aspettare l’esito del referendum della piattaforma Rousseau…ci mancava solo questa bella trovata per tirarla ancora per le lunghe.

Ma, idea! Perchè non fanno premier Rousseau? I loro elettori sono capaci di dire che sarebbe un’ottima idea.

Basta che sia a cinquestelle è sempre un’ottima idea.

 

Il fiume scorre lento

Il fiume è una presenza molto diffusa nel mio territorio.Ogni giorno, durante la mia passeggiata quotidiana ne costeggio uno, ma ce ne sono miriadi: fiumi, fiumiciattoli, rii e canali e canalette, dighe, chiuse…laghetti artificiali e naturali, è tutto cosi, dovunque. La presenza dell’acqua è una compagnia piacevole e della quale neppure mi accorgo tanto è costante.

Dovunque mi giri si vede il fiume che attraversa la mia città e si gira e rigira a volte pigramente e  a volte con più forza, si ingrossa e ritorna placido dopo i temporali, va in secca durante le estati siccitose o arriva quasi a tracimare negli autunni particolarmente piovosi.

Ci sono abituata, da sempre. A volte fa un po’ paura. E, anche se è successo che in qualche punto abbia, a volte, rotto gli argini , ma non ha mai causato danni troppo gravi. In più punti è stato deviato, cementificato, costretto a prendere altre direzioni, ma non ha mai “protestato”, si è sempre adattato al nuovo corso e ripreso a scorrere tranquillamente  mimetizzandosi con il  paesaggio circostante e impreziosendolo.

Quello di cui parlo non è un gran fiume, ma un piacevole corso d’acqua ombreggiato sulle due sponde da una fitta vegetazione e dove famigliole di uccelli acquatici trovano il loro habitat naturale. In questo periodo ci sono molti nuovi nati ed il percorso che faccio quotidianamente ne è piacevolmente affollato.

Sono presenze deliziose che accompagnano il tragitto che giorno dopo giorno si fa sempre più verde e punteggiato di fiori e impercettibilmente ma decisamente, cambia, si trasforma si tinge e scolora a seconda delle stagioni ed è quella metafora della vita  che ben conosciamo.

“Il fiume scorre lento, frusciando sotto i ponti, la luna brilla in cielo, dorme tutta la città…” dice una strofa di una celeberrima canzone di Domenico Modugno: “Vecchio frack”. E’ una canzone splendida soffusa di maliconia e con un sottofondo di lieve e velata ironia. Il fiume ne è il protagonista, il fiume che rende poetica anche una storia tragica. Il fiume che ci ricorda che tutto scorre e tutto passa, tutto arriva a destinazione, il fiume che nasconde segreti ma è capace di riportarli a galla e farci ritrovare e riscoprire consapevolezze che credevamo perdute.

A guardarlo, ogni mattina, mentre gli cammino accanto e lo osservo distrattamente, mi capita di sentirmi una parte del panorama.

Mi mimetizzerei anch’io, volentieri tra le acace fiorite e a volte invidio il profumo che emanano, soprattutto la sera, e mi vedo traformata in quell’unico ontano che da anni è rimasto solo dopo che gli altri due che gli crescevano accanto , sono stati abbattuti da un furioso temporale. Sembrava cosi solo e disperato qualche tempo fa, ma ora ha ripreso vigore ed è cresciuto cosi rigoglioso da non far più rimpiangere i suoi fratelli scomparsi. Ed emana una forza vitale talmente luminosa da sembrare fornito di una anima e chissà che non ce l’abbia davvero nascostra tra i cerchi concentrici che formano il suo grosso e robusto tronco, sviluppatosi negli anni ed ora cosi maestoso e ricco di sana autorità. A voler significare che dopo la tempesta, qualunque tempesta, quello che sembrava mortificato e incapace di reagire, ritorna presto a riprendere forza  e nuova vita, più forte di prima.

 

Nel nome del premier

Siamo impantanati sul nome del premier. DiMaio ha detto che si sta scrivendo la Storia, ci vuole il suo tempo.

La “rosa” ancora non è pronta, hanno parlato di temi e non di poltrone. L’importante è la rosa, la poltrona di premier è importante, perbacco se lo è. E questi cosa fanno? Lo tengono li come un particolare insignificante? Ma no, il fatto  è che il nome per Salvini è Matteo Salvini per Di Maio è Luigi Di Maio.

E non riescono a mettersi d’accordo.Comprensibile. Avrei un suggerimento, ma è una cosa seria, non scherzo, facciamo premier Luigi Salvini o in alternativa (solo perché sono buona), Matteo di Maio.

Come? Non esistono? E dove sta il problema? Si fa un giretto all’anagrafe e si risolve tutte cose.

Ma insomma, ragazzi,vi volete o no dare una smossa?

Il problema è che non sono d’accordo su niente. Ma proprio niente e non può che essere cosi. E se dovesse mai nascere questo governo durerebbe meno di un matrimonio di Trump.

Lasciate perdere, non è cosa, non siete adatti a governare. Ma c’è una cosa sulla quale si trovano d’accordo: andare subito al voto. Tornare alle urne sarebbe una pacchia, intanto riprendono fiato, ricominciano le concioni, tanto fare e disfare è sempre lavorare.

Questi non hanno proprio “fantasia de lavorà”.

Eppure il presidente Mattarella, lo ha detto chiaro: fate con comodo ma fate presto e soprattutto datemi questo benedetto nome. Ma, attenti, se non mi piace lo distruggo seduta stante e ci metto chi pare a me. E voi rimanete come due allocchi sul ramo. E se vi lamentate vi sparo pure con la pistola ad acqua cosi vi rinfrescate le idee.

Insomma la faccenda sta in questi termini: Mattarella non ha dato l’incarico al centrodestra (come secondo me avrebbe dovuto, mi scuso se mi permetto) perché gli andava cosi, ha detto ai due baldi giovani di provare a mettersi d’accordo tanto sapeva che non ci sarebbero riusciti e cosi  può fare il suo governo di tecnici che sistemi le cose prima di tornare a votare. E poi…qualche santo ci penserà.

E, dato che è tornato in pista Berlusconi che tra i due litiganti se la gode una cifra, al prossimo giro, magari ce lo ritroviamo candidato premier. Ed ecco che il problema è risolto: abbiamo il nome del premier: Silvio Berlusconi.

Non è proprio una novità ma i grillini si sfregherebbero le mani sapendo quanto potrebbero rimanere in Parlamento a mandarlo a vaffa. Infatti si stanno preparando tutti uno strapuntino comodo da tenere sempre nel trolley per quando ci saranno le sedute fiume.

A meno che quei due non riescano a trovare la tonda: governare a quattro mani… gattoni.

Già, sono cosi giovani, prima si impara a gattonare e poi a camminare.

 

 

Trump, la pornostar e… la cioccolataia

Risposta di Beppe Severgnini:
Forse perché, in materia, abbiamo passato di più e di peggio?
Pubblicato oggi sulla rubrica Italians del Corriere della Sera
Pubblico di seguito un commento ricevuto sulla mia mail privata solo come esempio di alcune “risposte”, che definirei perlomeno “disinformate” sulla questione.
“Buongiorno . Nella sua “interessantissima ed originale” lettera, lei, per dire che qualcuno ha restituito del denaro ad un altro, usa, per ben due volte,  l’espressione ” gli ha RITORNATO  il denaro”. E’ un ‘espressione inascoltabile come quella dei meridionali che, per dire ad uno di dargli dei soldi , dicono “esci la cinquanta euro”.
Ma lei dove ha frequentato le elementari ? In qualche desolata landa della provincia di Benevento? Già le cose che dice brillano per banalità e noia, almeno eviti lo stupro della lingua italiana. Poveri noi! e Severgnini che pubblica certe banalità espresse in termini così osceni. Mi dia retta: se vuole scrivere le sue teorie sul ciuffo di Trump e la presunta violenza su una pornostar ( mi viene da ridere!) almeno prima studi un po’. Eviterà figure da cioccolataia. Cordialità”

Er coccodrillo

Ho ritrovato questa filastrocca scritta a giugno dello scorso anno in romanesco (non sono romana quindi mi scuso sin d’ora coi pochi romani che dovessero mai leggere), ma mi è sembrata consona al momento attuale.

Perché se i cinquestelle al governo dovessero dimostrarsi come l’avvocatessa romana, sarebbe il disastro nel disastro.

Non ne vedo assolutamente il bisogno.

Er poppolo tradito

 

Er poppolo vabbene si ha votato
e pure doppo un po’ lei l’ha
tradito.
Come? Si avete la pazienza
d’ascortà, mò ve lo dico.

S’è messa ‘n testa
de fare l’indiana
pure se tutti sanno
ch’è romana.

Da quanno c’è Virginia
ar Campidojo tutto
se fila liscio come l’ojo.

Peccato che però niente
è cambiato ma tutto eguale
a primma sia restato.

Che ce sta a’ ffa l’avvocatessa
allora a capo der consijo
communale?

Ce sta a fa’ la bella statuina
che sopra a li tetti
col Romeo ce sale.

Dice che dritta vo’ tenè
la barra ma poi fa li
pastrocchi con quel Marra.

E allora sai Virgì mo’ che
te dico? Vedi de fila dritto
sinno Beppe ar posto tuo
ce mette bello Fico.

 

P.S. Naturalmente ora il finale andrebbe cambiato visto l’importante carica che ha preso Roberto Fico attualmente.

Allora l’ultima strofa potrebbe essere cambiata con:

Vedi de fila dritta sinnò Grillo

ar posto tuo ce mette un coccodrillo.