Pensiamoci

Oggi è la giornata della Terra. Sono sicura che non gliene importa niente a quasi nessuno.

Sarà come tutte le altre giornate dedicate: un giornata come le altre in cui si fanno bei proponimenti ma poi la “ciccia” rimane sempre poca.

Come succede per la giornata contro la violenza sulle donne, succede anche per questa che celebra la nostra amata vecchia terra che non facciamo altro che bristrattare in tutti i modi possibili, allo stesso modo la violenza sulle donne non accenna a diminuire.

Si fa davvero fatica a capire che le risorse non sono illimitate e che non si può sprecare l’acqua, inquinare i mari e i fiumi, riempire di sacchetti di plastica persino le pance dei pesci, inquinare l’aria lasciando le auto accese per ore, rendere intere aree del pianeta inaccessibili a causa degli scarichi industriali, deforestare ettari ed ettari di boschi, riempire di pesticidi i campi e i massacrare il suolo col cemento?

No, mi direbbeo in tanti, non si fa fatica, si capisce benissimo, ma tu pretendi troppo. Sei una fanatica.Che differenza fa se tengo dieci minuti l’auto accesa? E io potrei rispondere: e che differenza fa se la chiudi e mi risparmi qualche tonnellata della schifezza che esce dal tuo tubo di scappamento e finisce nei miei polmoni?

Il fanatismo è ben altra cosa. Per esempio quello degli ultras durante le partite di calcio o quello di chi non sopporta che la propria squadra perda e se ne fa un punto d’onore di perorare la sua causa in tutti i modi possibili.

Oppure ancora,chi non può fare a meno di supportare un politico o un partito e si scaglia giornalmente su tutti i social contro “l’avversario”, riempendolo di insulti o ridicolizzandolo. Questo secondo me sfiora il fanatismo.

Cercare di divulgare comportamenti che servano a proteggere la terra, a difenderla dalle aggressioni che l’uomo le sferra continuamente, secondo me non solo non è fanatismo ma è opera meritoria di salvaguardia di un bene prezioso che tanti ritengono scontato.

Questa mattina sono uscita per la mia passeggiata ed ho respirato a pieni polmoni, al parco in mezzo ai mei alberi “nuovi”, pieni di foglie appena nate e rigogliosi già, in questa primavera che sembra l’inizio di una estate già troppo calda. E i profumi, il canto degli uccelli, il colore dell’acqua del fiumiciattolo che lo attraversa e che riflette questo verde universo, preservato dalla furia degli speculatori solo perché si trova all’interno di una villa dogale e sotto la Sovrintenza delle Belle Arti, mi riempiono il cuore allo stesso modo in cui da bambina li scoprivo per la prima volta.

Altrimenti ne avrebbero già fatto un insediamento di stupide villete a schiera, vendute a prezzi altissimi e a me sarebbe precluso  il piacere impagabile di camminare in mezzo alla natura.

Tutti, nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per la terra,  facciamoci un nodo al fazzoletto per ricordarci di  non tenere comportamenti sbagliati che possono sembrare ininfluenti ma che moltiplicati per centinaia di migliaia di altri comportamenti scorretti potrebbero determinare la fine del nostro meraviglioso pianeta.

Pensiamoci.

 

Fiducia

Non vorrei parlare di politica ma è più forte di me.

Oggi ne parlavo con mia sorella, volevo conoscere il suo parere sulla situazione di stallo, visto che lei ha votato i grillini. Non che sia una fanatica di Grillo, per carità, è una persona intelligente (è vero ma devo anche dirlo non sia  mai dovesse passare da queste parti…) molto delusa dal Pd, come me del resto, ha optato per chi le dava più fiducia.

E io che lei abbia dato la sua fiducia a chi, a mio parere non se la merita, non lo sopporto. Cerco di farla ragionare e le chiedo se le sembra che stiano facendo bene.

– seguono la loro linea, mi risponde senza troppa convinzione.

-ma quale linea?dico io. Ma non vedi che dicono di no a tutto?

-si ma Berlusconi non si può, pregiudicato, spregiudicato, ne ha fatte di ogni…

-si ma e allora? Ci si devono sposare? No, e gli italiani hanno votato Forza Italia.

-Contenti loro…

-Ma questa è democrazia, bisogna accettarla.

-Si, ma loro hanno la loro linea.

-Uhu…co ‘sta linea.

Peccato, mi sono dimenticata di dirle che Anche Grillo è pregiudicato e persino spregiudicato. Ma sono sicura che avrebbe fatto spallucce.

Allora le racconto il fatto di Di Battista (lei ne è una fan) le dico che ha firmato contratti con Mondadori e allora come fa a dire che Berlusconi è il male assoluto, ma i suoi soldi non gli fanno schifo?

-Ah, beh, io questa cosa non l’ho sentita.

-Tu non senti quello che non vuoi sentire…

E a questo punto siamo li li per litigare ma non vorrei perché, lei, in fondo vuole solo qualcuno che metta un po’ di ordine nella corruzione, nei conti, che migliori la vita agli italiani e si è convinta che i grillini lo possono fare.

Ma alla mia domanda se le va bene che si faccia il governo del Presidente, lei dice che piuttosto che governare con Berlusconi…e io insisto, ma allora governare con Renzi? Beh, si a questo punto la vedo perplessa.

E allora insisto: ma non lo vedi che questi non vogliono governare? Non lo vedi che cercano tutte le scuse per rimanere “vergini”, come fai a non capire, guarda (le dico) io li vorrei vedere governare per vedere se oltre che parlare sanno fare anche altro.

-Ah si hai ragione, anch’io li vorrei vedere governare…

Meno male, perché di litigare non avevo proprio voglia. E volevo finire il mio cappuccino che stava diventando tragicamente freddo.

Non so perché ma l’ho vista perplessa.

Non so perché ma forse, questa volta, il seme del dubbio sono riuscita a metterglielo nella testa.

Vedremo se germoglierà o se la “fede grillina” sulla “linea” prevarrà.

Spero non mi legga, la conosco è permalosa. Meglio di no.

 

 

Grisaglie

“Per la prima volta – si legge nel documento firmato da oltre 460 donne – il Pd è sovrastato nella rappresentanza femminile parlamentare dal M5S e dalla destra e mentre chi ha vinto le elezioni affida la leadership dei gruppi parlamentari e le cariche istituzionali alle elette, nel PD un gruppo dirigente sempre più chiuso e muto si trincera in delegazioni e “trattative” di soli uomini”.

 

Da Il Giornale.it dell’11 aprile 2018

Le donne del Pd si ribellano, chiedono di poter partecipare maggiormente alla vita del partito, chiedono a Martina di farle partecipare alle trattative per il nuovo governo o comunque di esserci.

E, perbacco, hanno ragione. Non si vedono che uomini. File di uomini, musi lunghi di uomini, cravatte di uomini, mocassini da uomo, tutti del Pd e tutti abbottonati e chiusi dentro i loro rancorosi silenzi del dopo sconfitta, serrati, sprangati nelle grisaglie mono o doppio petto. Tutte firmate, però.

Perdere non piace, brucia. Però, ragazze, vi siete svegliate tardi. Come mai non ve la prendete con Renzi? E’ lui che vi ha strizzato l’occhiolino fino a mo’: si, ma dai, ma certo, eccome no? avrete tutto da me, sono dalla vostra parte…e invece vi ha preso in giro, alla grande e siete rimaste col cero in mano a fare da tappezzeria.

Ma quei musi lunghi e legnosi non vi servono, partite al contrattacco tutte quante siete.

Tanto, lo sapete no? Sono sempre le solite raccomandate che vanno avanti, Vi servono esempi? No vero?

Ma io, per puro e maligno divertimento personale, li faccio: Madia, Boschi, Fedeli…beh, qui mi fermo.

Fedeli, poi, l’ex ministro (detto tra noi, sembra la regina di cuori di Alice nel paese delle meraviglie), sa come si fa per “arrivare”, prendete esempio, anzi no, per carità. Lo sapete anche voi quali sono i “mezzi” o i mezzucci.

No, lasciate stare i compromessi, badate al sodo e non aspettatevi solidarietà, se non di facciata, da queste signore.

Andate dritte per la vostra strada, ma non aspettatevi che vi prendano in considerazione, hanno ed avranno sempre problemi più seri delle vostre bazzecole e pinzillacchere.

Perciò, se posso, vi darei un consiglio. Io un ideuzza ce l’ho…a me piace, ve la dico? Ok, la dico, ma declino…

chiedete asilo politico a Liberi e Uguali. Loro ce l’hanno nel nome tutta l’intenzione di accogliervi e liberarvi dalle catene di quel Pd democratico à la carte.

Bussate alla porta di Grasso in massa e sono sicura vi verrà aperto e lasciateli stare tutti tra di loro a parlare di cose “serie”, a fare la figura che si meritano: quella dei maschilisti a loro insaputa.

 

Luigino Marajà

L’avvocato di Berlusconi: Alberti Casellati, incidentalmente anche presidente del Senato, va in mssione.
Mission impossible? Non proprio, l’avvocatessa Casellati conosce i suoi polli, uno per uno e saprà trovare gli argomenti.
Per esempio, prendiamone uno a caso: Luigi DiMaio. Quando se la troverà davanti lui ha già premesso che le dirà. chiaro e forte: Berlusconi no!.
E allora mi sono immaginata come la presidente possa interloquire col giovanotto.

Caro signore, lei non ha molta scelta. O volere o volare Berlusconi dovrà accettare. Eh, si. Caro lei, questa è democrazia, lei accetta Berlusconi e la cosa è fatta: state al governo con lui, che è come un buon papà e avete solo da imparare vedrete non ve ne pentirete.
Altrimenti, se non accetta rischia che si faccia un bel governo minestrone, veda lei cosa le conviene, se la minestra o il minestrone.
Povero Di Maio, non vorrei essere nei suoi panni: o salta la finestra o mangia la minestra.
Questo la premiata ditta Grillo/Casaleggio non glielo aveva detto.

Va beh, ma lo sai Dimma che la ditta cambia idea su due piedi, ha cambiato persino il programma: prima delle elezioni erano tutti no ora ci si trova qualche ni e persino qualche si.
Magia? no para…gnostia.
Vai DiMaio, fattelo piacere il cavaliere, lo so che è un rospo grosso ma tu ne hai già ingoiati tanti, vedrai che questo andrà giù che è un piacere.
E non fare l’ipocrita già lo sapevi, si va bene, fai ancora le faccette da scandalizzato, ma poi finiamola, tanto lo sai bene cosa ti aspetta.
E a te poi, alla fine che t’importa? Il garante è Grillo. Di sicuro si inventerà qualcosa.

Anche DiMaio, in fondo è attore, non comico ma attore si. Il Rodolfo Valentino della politica.

A lui, in fondo, la politica interessa poco, niente. A lui, da buon napoletano interessa soprattutto una cosa: acchiappare.

Vai Luigino Maraja.

L’ultima chance

Grillo ha visto la sua cartomante di fiducia anche oggi. Come tutti i giorni.

Vuole sapere come va a finire questa storia del governo. Non sa più che pesci pigliare. Il suo candidato premier è un po’ in ribasso, sta perdendo smalto ogni giorno che passa, eppure gli da una spolveratina ogni 24 ore ma la patina dello stress si sta posando sul volto giovane e sorridente ma leggermente apatico, del giovane leader.

Forse troppe camomille? non rischia di diventargli abulico?E poi passa troppo tempo a farsi fotografare con la nuova fidanzata, quello ha altro per la testa,altro che governare.

Forse era meglio Dibba. Con questi dubbi atroci in mente Grillo ha atteso che la cartomante stendesse i tarocchi francesi sul tavolo, con maggior ansia del solito.

Ma come ? rimugina tra sé e sé, abbiamo il mondo in mano, abbiamo il paese con noi e quello sta a cincischiare con i forni? Si, va bene, il ragazzo segue tutte le indicazioni dei suoi superiori, si sente con me(Casagrillo) e Casaleggio e Casalino due volte al giorno, non gli basta?

Insomma è furibondo e fremente.

No, niente da fare, gli dice la cartomante. Qui c’è un blocco e gli indica la carta dell’Impiccato.

Un blocco? risponde Grillo ansioso, che blocco?

Un blocco, risponde lei, un grosso ostacolo sulla vostra strada.

Questa non ci voleva, pensa Grillo.

La cartomante prosegue: però vedo anche un Papa e questo Papa è seguito da un Imperatore e…

A questo punto l’operatrice dell’occulto si ferma, guarda Grillo con aria preoccupata e poi, indicando l’ultima carta comparsa, cioè l’Imperatore, gli dice solennemente:

il sentiero è già tracciato, un uomo di più di ottant’anni sta per mettervi un grosso bastone tra le ruote…

Nooo, urla Grillo disperato, no, non può essere, ma sei sicura?

Certo risponde lei, le carte non mentono.

Grillo ha capito tutto e deve correre ai ripari, sente che il suo progetto gli sta sfuggendo dalle mani, sente che Berlusconi sta per  fregarlo, non può permetterlo.

Ecco come è andata e perché ha suggerito a Di Maio che  non gli resta che attaccarsi al carro del Pd sperando che non si sia già venduto anche le ruote. IL Pd è ormai l’unica salvezza. Non si può stare a guardare tanto per il sottile.

Già, la metamorfosi del movimento è in fase avanzata, trasformarsi in movimento democratico non sarà indolore, ma Maurizio Martina sembra avergli dato una qualche possibilità.

Meglio non lasciarsela scappare, potrebbe essere l’ultima chance di non finire seppellito da una risata.

 

P.S.:Dalla Stampa on line di oggi 18.4.2018:
“L’ex segretario Pd si sta tenendo ostentatamente fuori, come se la faccenda governo non lo riguardasse più; però mille segnali inducono a credere che Renzi possa cedere alla tentazione di riprovarci. Se con il suo beneplacito i «Dem» accettassero di sedersi al tavolo programmatico proposto dai Cinque stelle, allora Fico sarebbe il principale indiziato a favorire quel tragitto in quanto presidente della Camera, con un compito speculare a quello di Elisabetta Casellati: invece di «esplorare» l’alleanza tra centrodestra e M5S, Fico si concentrerebbe su quella tra M5S e Ps. In caso di esito favorevole, potrebbe essere lui stesso a mettere in piedi un governo, o magari tornerebbe in campo Di Maio: per saperlo adesso con certezza ci vorrebbe una cartomante”.
Lo scivo per chi, leggendo il mio articolo, scritto ieri, possa pensare che io abbia idee “strane”.

Verde Lega

Arrivano un po’ trafelati e si vede subito che Berlusconi ha in mente una delle sue trovate.

Troppo compunto, ciglio alzato, fa gli onori di casa: tu li, tu là, io qua. Lui, lei e l’altro. L’altro, naturalmente è il povero leghista. Eppure Elisa lo aveva preparato a puntino, camicia bianca, vestito a un petto…veramente il bottone tira, ma la cravatta è il vero pezzo forte. E non poteva che essere verde. Una regimental non poteva certo andare. doveva essere verde Lega. Che è una nuance particolare, non è un verde qualunque il verde Lega. Ormai i colorifici lo tengono a catalogo il verde Lega. Ma con quel vestito elegante quel verde non lega, per niente, stride. Un azzurro ci sarebbe stato molto meglio ma poi che cosa avrebbero detto i suoi? Che si era venduto a Berlusconi? Poveraccio, che pena deve essere stata la riunione a Grazioli.Il “capo”deve avere parlato sempre lui:devi dire questo e poi quest’altro e ti raccomando Matteo facciamogliela vedere a quegli antidemocratici chi siamo noi non abbiamo certo bisogno di loro fagli vedere che non abbiamo alcuna paura che possiamo anche fare da soli capito Matteo? Senza mai riprendere fiato, ma come farà?

E lui, Matteo, si era preso appunti. Infatti leggeva ma sembrava aver imparato a memoria quel discorso, letto e riletto dal “capo” che lo aveva limato e ri-limato fino allo sfinimento. E Salvini era sfinito, si capiva. Non lo regge. Ma lo deve reggere, non può mandarlo a quel paese deve stare in coalizione, tenerselo buono, fare buon viso…

Invece il viso lo tradiva. Se avesse potuto gli avrebbe detto: ma vuoi smetterela di dire quello che devo dire? lo so io quello che devo dire, chiaro? Ma non si può e allora ingoia ‘sto rospo e fai buon viso.Viso che alla fine era verde Lega.

Lui, il capo, no. Era rubizzo sotto il cerone. La faccia delle occasioni importanti, ma scanzonato e briccone e vecchio marpionaccio come al solito. Mentre Salvini parla fa un sacco di facce, muove le mani, conta, fa la faccia di circostanza, poi ripassa a memoria muovendo le labbra…tutto lo sa. Avrebbe potuto farlo lui il discorso mannaggia se non fosse per la Severino…

E invece il discorso lo fa Matteo ma alla fine si capisce che non ne può più, non capiva nemmeno quello che diceva. E’ comprensibile, la prima volta alle consultazioni, tutta la famiglia che lo guarda in Tv trepidante, si capisce , la voce trema un poco ma giusto un pochino ma trema sprattutto di rabbia.

Poi, se ne vanno e Meloni, rimasta seria e muta tutto il tempo, compunta ma con un ribollire  di budella che le si leggeva in faccia, alla fine scoppia e fa un sorrisino a Matteo e sembrano Merkel e Sarkozy in quella famosa scena quando se la ridono alle spalle di Berlusconi. Solo che ora si trattava di una risatina isterica, da stress. Deve essergli costato ad entrambi quel discorsetto mimato dal capo che sembrava un direttore d’orchestra che dirigeva due suonatori suonati.

E lui che fa? Li manda avanti e si ferma, abbraccia i microfoni e si rivolge ai giornalisti con aria da buon padre e gli dice di fare i bravi e di dire ai Cinquestelle che non conoscono l’ABC della democrazia.

Un po’ fuori programma, ma Silvio al Quirinale è di casa, non si mette soggezione è come se fosse a casa sua, dopotutto le sue dimore non hanno nulla da invidiare alla sede della presidenza della Repubblica. Anzi, i corridoi sono un tantino stretti e poco arredati, al confronto.

I tre se ne vanno, Meloni furiosa lascia la compagnia per non sbottare, Salvini se ne va a piedi per sbollire la rabbia e i giornalisti lo rincorrono.

Lui scherza, gli dice : lasciate passare il prossimo candidato premier.

Se lo sente che sarà il turno suo e se sarà, gli farà vedere i sorci verdi al capo. Verde Lega, ça va sans dire.

L’elogio dell’ombrello

Si va, più o meno serenamente, verso un governo di grossa coalizione e grande ipocrisia.
Il vento nuovo portato dai cinquestelle si sta calmando e trasformando in brezza o ponentino…Roma nun fa la stupida…oggi pomeriggio.
Anche perchè nel mondo tira una brutta aria. Get started! Come direbbe Trump, uno che non ci mette le scale di seta per annunciare le sue intenzioni al mondo.

Ma lasciamolo stare dove sta, per ora, abbiamo i guai nostrani.

Ma, pare che all’orizzonte si profili un qualche arcobaleno: apertura di DiMaio a Forza Italia, ma porta in faccia a Berlusconi. Beh, siamo a buon punto, andiamo per gradi. Berlusconi non ti preoccupare, arriverà anche il giorno tuo.

Di Battista, ricordate il grillino apostata, quello che ha lasciato il Parlamento (bontà sua) per la famiglia(sic)? Dice che Berlusconi è il male assoluto. Perbacco, che affermazione lampadaria! Il male ossoluto? Ma, e allora come mai, ex onorevole, lei  fa i contratti per le sue fatica letterarie con Rizzoli (99per cento Mondadori) e Mondadori medesima (l’ultimo, pare, per 400mila euro)?

Fake news? Mica tanto. Ho guardato i suoi libri: sono belli spiattellati con tanto di titoli che richiamano la libertà. Già ottima pensata per attirare i lettori, a chi non piace essere liberi,?ma, perdoni, ex onorevole, pecunia non olet neppure per lei vero?

Il “male ossoluto” ha un profumo di soldi che si sente fino a qui. Come poteva non cedere a questa “collaborazione”? Coerenza prima di tutto. Lei c’insegna! Attento  non cadere dal pulpito dopo la predica, non vorrei che i suoi successi letterari ed i prossimi come giornalista- reporter del Fatto Quotidiano (fake anche questa?) le facessero girare la capoccia.

Intanto il molto onorevole Di Maio sta seguendo la scaletta: precisa, come da ordini superiori: piano, pano ma irresisitibilmente corro da te…(vecchio motivetto sempre valido nel caso di ipocriti manfrinari come i suoi colleghi grillini).

E,vedrà ex onorevole, ce la farà. Oh se ce la farà. magari non sarà lui premier ma c’è sempre il prossimo giro, il ragazzo è capacino.

Non c’entra nulla ma vorrei qui fare l’elogio dell’ombrello. Qui da noi, al nord non fa che piovere, piove in continuazione da un mese e passa, non ne possiamo più (governo ladro) e l’ombrello è prezioso, in molti non lo portano perché è fastidioso e sperano che spiova, ma poi ti invidiano quando tu glielo apri davanti e ti ripari dai goccioloni mentre loro se li prendono tutti.

Ecco, pensavo a chi ha votato i grillini, se lo porteranno loro l’ombrello quando piove, o fanno parte di quella folta schiera a cui da fastidio?

Ecco, io glielo consiglierei. Comunque ho l’impressione, mi sbaglierò, per carità, che i grillini stessi gliene stiano regalando uno di proporzioni gigantesche.

Non facciamo gesti, per favore, non siamo inglesi.

Pupillo

Che il giornalista Jacoboni non sia potuto entrare alla convention di Casaleggio, sinceramente a me poco importa, come credo importi poco agli italiani in generale. Ma rimane un fatto: che Casaleggio junior ha detto il falso inventandosi delle scuse per non averlo fatto entrare, quando di giornalisti ce n’erano una settantina. Non ce lo voleva, punto e basta. Avrebbe potuto dirlo subito non ce lo voglio alla commemorazione di mio padre perché non ne ha parlato bene e mio padre lo ha definito “sciacallo”, perciò ho pensato che una giusta punizione fosse quella di cacciarlo se si fosse presentato. Sai la soddisfazione.

E’ andata cosi, inutili tutte le giustificazioni con quelle faccette santificate del Casaleggio figlio.

In Italia vige la libertà di stampa, se un giornalista non ti è amico, gli devi controbattere con forza le tesi non sbattergli la porta in faccia. Ma Casaleggio ha pensato: la convention è mia e faccio entrare chi voglio io. Ha una sua logica ma mi pare una zappa sui piedi del figlio del fondatore di un movimento che si dichiara inclusivo e dalla parte dell’onestà e della trasparenza.

Le bugie non sono contemplate in questa “visione” meno che mai in un  partito che si accinge a governare l’Italia e che agli italiani deve dire la verità, stiamo freschi se queste sono le premesse ne sentiremo molte altre di bugie e vedremo anche tante prepotenze e sfoggio di arroganza che questo “piccolo” caso già anticipa. Ma abbiamo già visto come l’organizzazione dei cinque stelle comporti di questi “incidenti”.

Il convegno aveva come titolo “Capire il futuro”. Era un pallino di Casaleggio padre capire il futuro. E intorno all’ansia si capire il futuro ci ha fondato un partito.  Non male.

Io, invece, vorrei capire il presente, ho pretese meno nobili e il presente, mi pare di capire, è piuttosto ingarbugliato.

La stanno tirando alle calende aspettando di vedere come si mette nelle varie elezioni comunali e regionali prossime per vedere se cambiano gli equilibri e per avere, eventualmente, più voce in capitolo. Cioè stanno facendo melina. Un po’ come Casaleggio con Jacoboni.

Ma non abbiamo bisogno di manfrinari. Ne abbiamo già avuti fin troppi al governo.

Abbiamo bisogno di persone serie. Ce ne sono attualmente tra quelle che gli italiani hanno votato in massa? A me, francamente, pare proprio di no. Non ce ne sono. Ci stanno tutti prendendo ancora in giro, alla grande.

Non mi piacciono le loro facce, da quelle sorridenti di Di Maio, a quelle truci di Salvini, da quelle ipocrite di Berlusconi a quelle da santino di Casaleggio, nonostante dica che lui col movimento non c’entra ma fornisce solo un supporto tecnico…

Junior, guardiamoci nelle pupille, Totò ti avrebbe detto: accà nisciuno è fesso!

Bracamao

Renzi sta nascosto come il serpente Bracamao ma comanda ancora e ha deciso di restare acquattato per sondare le mosse dei suoi avversari. E’ sempre segretario ad honorem, le dimissioni come le ha date se le è mangiate ed ha detto a Martina:vai avanti tu che a me viene da ridere.
Si tiene stretto quel tesoretto del 18%, lo surgela fino a che gli crolleranno tutti davanti come birilli, a quel punto dirà: ecco, vedete che goduria governare? E rialzerà la testa e con un sibilo si rimetterà a fare Leopolde nel sottoscala del Nazareno.
Il Pd è proprio a rotoli. Il reggente bon da gnente, conta meno del due di briscola, porta la voce del capo e rientra subito nei ranghi. Quando lo ha visto, in televisione, con quella pettinatura, con quello sguardo basso basso, con quella faccia da funerali, che poco ci mancava che dicesse: “Renzi mi ha detto di dirvi che con quei quattro sozzoni manfrinari dei grillini non ci metteremo mai, possono tirare il collo fino a diventare tutti quadri di Modigliani, ma noi stiamo alla loro opposizione e gli faremo vedere i topolini verdi”.
Ma con quell’aria dimessa, come se chiedesse scusa…ma dove siamo? ha pensato con lo stomaco in fiamme, Matteo.
Ma tu guarda chi ha la pretesa di prendere il posto mio? perché quel posto è mio, ho i numeri, li ho presi alle primarie, mentre lui pare telecomandato, non ha un briciolo di orgoglio, uno scatto di autostima, niente…
Cosi rimuginava l’ex segretario ora pacioso senatore pantofolaio.
E ha deciso che non ci sta, perbacco.
Cuperlo ha detto che se ha cambiato idea lo dica, ma che non giochi a nascondino e a rubamazzetto, esca dalla tana e o dica chiaro e tondo: il capo sono ancora io le mie dimissioni erano finte e voglio ritornare in campo.
E poi si vedrà.
Siamo a questo. Il Pd ha un segretario dimissionario che comanda e un reggente che sta per non reggersi più nemmeno all’impiedi. Mentre lui è ancora ruggente e carico e pieno di voglia di cambiare l’Italia.
Ancora? ma se gli italiani gli hanno detto in tutti i modi che se ne deve andare, ma in che lingua lo vuole sentire? In cinese?
Ma lui non ce la può fare, fino a che ha vita ha speranza e vuole dirglielo in faccia, in pieno muso a quel damerino fricche e fracche di Di Miao che ormai sta facendo le fusa per accattivarsi le simpatie del Pd, dopo che Salvini ha mostrato i muscoli e vuole andare al Quirinale in delegazione compatto, a braccetto con gli alleati della coalizione… dicevo, vuole dirglielo in faccia chiaro e tondo in modo che non ci siano dubbi né fraintendimenti di sorta: No enne o. Non ci sto, fallo con Floris il governo o con Vespa, qui non c’è trippa per grillini.

A che ora si fa la rivoluzione?

 

P.S.: devo specificare che il serpente Bracamao, per chi non lo sapesse, ha la particolarità specifica di misurare dalla testa alla coda 6 metri circa e 12 metri circa  dalla coda alla testa.

Sinceramente

Quando questa mattina ho pensato a cosa scrivere in questo spazio, la prima cosa che mi è venuta in mente è che voglio ringraziare quanti vi partecipano, sia con una certa assiduità che saltuariamente. Quando ho iniziato non avevo la pià pallida idea di che cosa mi aspettasse e devo dire, francamente, che, arrivata al giro di boa dei sei mesi (ma non faccio bilanci per carità), trovo che mi sono molto divertita e che non ho pensato neppure per un minuto di aver sbagliato ad iniziarlo. Spero di poter continuare ad esporre quello che mi passa per la testa fino a quando riterrò che sia “divertente”, sperando anche che possa risultare utile e magari divertente anche ad altri

E’ bello potersi confrontare con altre opinioni, sempre che ciò avvenga nel rispetto delle idee altrui e delle regole della buona educazione. Che può sembrare un concetto arcaico, ma che, secondo me, è quanto mai attuale e ce ne sarebbe bisogno in  molti campi.

In questi sei mesi, ho dovuto censurare molto poco e solo perché  pretendo rispetto per me e per gli altri. Lo ritengo il minimo sindacale.

Frequento un blog di un quotidiano inglese ed ho potuto constatare che il metodo di censura è molto pratico ed efficace: vengono lasciati gli spazi bianchi con il nome dell’utente che che ha scritto il commento censurato  e la dicitura: “questo commento è stato censurato perché non conforme all’etica del giornale”.

Gli inglesi sanno come semplificarsi la vita, molto meglio di noi italiani che siamo bravissimi a complicarcela.

Ma quello che mi piace di più dello scrivere qui sopra, oltre la possibilità di condividere le mie idee in politica o in tanti altri settori della quotidianità è la possibilità di essere sincera e di dire fino in fondo come la penso.

Capisco benissimo che qualcuno potrebbe anche obiettare: echisseneimporta? Certo è possibile che qualcuno lo pensi. Ma a quel punto io posso, naturalmente, rispondere: altrettanto. Ed è proprio questo il bello. Non trovate?

La sincerità per me è la cosa più importante nei rapporti interpersonali, in tutti i rpporti interpersonali.
“Posso non pensarla come te ma farò di tutto perché tu possa esprimere il tuo pensiero”. Ecco questa è una frase molto celebre che mi piace molto.

Naturalmente questo “pensiero” però, non deve essere la possibilità di buttare fango a palate o dire tutte le cavolate che ci passano per la mente per ferire,offendere, denigrare sino all’esasperazione un’ altra persona o un gruppo o un partito politico o chicchessia.

I blog dei maggiori quotidiani o settimanali sono molto frequentati e, nella maggior parte, sono luoghi d’incontro dove ci si scambia opinioni sull’attualità politica o sullla società o cronaca o varie ed eventuali. Ed è una gran bella cosa poter dire la propria in ogni momento su fatti che ci riguardano tutti da vicino o da lontano, ma che comunque ci interessano.

Ma la possibilità che possano diventare dei luoghi dove alcuni vogliono primeggiare rivaleggiando con altri , ponendosi sempre in primo piano, esponendo sempre idee che contrastino quelle degli altri, magari usando escamotages o vari espedienti pur di ottenere la sadica soddifazione di vedere “soccombere” “l’avversario”, cioè chi non la pensa allo stesso modo e vuole argomentare in santa pace le proprie idee, è sempre in agguato e i vari blogger faticano non poco per riportare l’ordine in quello che a volte si può trasfomare nel più classico degli asili Mariuccia.

Più che un’occasione di scambi di vedute diventano una ghiotta possibilità di sfogare tutte le proprie frustrazioni su malcapitati che cadono nelle loro imboscate. E in molti soccombono e lasciano per la difficoltà oggettiva di combattere contro l’imbecillità, l’arroganza e la tracotanza di molti che si credono i padroni del mondo e vogliono affermarlo in tutte le sedi possibili.

Certo, non bisognerebbe dare peso o importanza a chi si diverte con questi giochetti sciocchi ma c’è anche chi, in buona fede, pensa di contribuire ad animare una discussione che possa risultare interessante anche per chi non partecipa ma legge solamente. ma spesso, il protagonismo assoluto ed il narscisismo esasperato riescono a scoraggiare anche le migliori intenzioni.

Ovviamente tutto questo non può riguardare questo piccolo spazio e chi lo frequenta e spero continuerà a farlo e a chi si vuole aggiungere dico che è il benvenuto, purché rimanga entro i pochi limiti sopra descritti.

Sinceramente e francamente.