Lo scambio

Renzi che canta al Senato non lo avrei immaginato, eppure pare cantasse: “dammi il tuo amore non chiedermi niente dimmi che hai bisogno di me…” mentre entrava da senatore negli uffici del Pd. Ostentava indifferenza, chiaramente.
Napolitano non gli ha fatto gli elogi in pubblico, anzi, lo ha mazziato, lui e le sue politiche di governo, ne ha detto peste e corna. Ma lui è rimasto sorridente, imperturbabile con la faccia dello scolaretto che non vuole dar soddisfazione a chi lo rimprovera. Si guarda attorno, sembra dire, bel posto visto da qui, non me n’ero mai accorto, sorrisi e pacche sulle spalle, con Maria Elena, con Tommaso Cerno al quale chiede cosa si prova a stare da quella parte. Chissà cosa avrà risposto l’ex condirettore di Repubblica, mah, le cronache non lo riportano, forse ha solo fatto un mezzo sorriso di circostanza.
Renzi sta bene, si vede, meno male ero preoccupata, l’ha presa bene, si sente a proprio agio, ma soprattutto ha la faccia di chi vuole vendere a caro prezzo la pellaccia.La faccia da: vi faccio vedere i sorci verdi. Ma ai giornalisti racconta che starà zitto per due anni. Cos’è un voto a San Crispino? Protettore degli segretari trom…pardon dimissionari?
Chissà che cosa gli frulla in testa. Vendetta, tremenda vendetta, ce l’ha col mondo ma fa finta di nulla, è solo facciata, dentro è tutto un ribollir di rabbia al pensiero che al suo posto possono andare quei due bischeri di Di Maio o Salvini.
Insieme, a braccetto come Brontolo e Cucciolo, per la prima volta nel mondo una premiership condivisa dai due neo premier gemelli siamesi.
Ma è ancora tutto da vedere, troppe incognite su questa coppia di fatto ma non certo di diritto.
Un consiglio però mi sento di darglielo al neo senatore Renzi, accomodato sulla comoda poltrona di un luogo che ha fatto di tutto per abolire (lo vedi che gli italiani avevano ragione? cosa faresti adesso? la riserva del Rignano calcio?), dicevo gli voglio dare un consiglio da nemica: ma perché non fai uno scambio con Grasso? Tu vai a dirigere Liberi e Uguali e Grasso e i fuoriusciti rientrano nel Pd e cosi i renziani saranno liberi da quelli che nel Pd vogliono farli fuori e uguali a se stessi come sempre.
Non è un’idea meravigliosa? In fondo piccolo è bello.

8 commenti su “Lo scambio”

  1. Simpatica l’idea dello scambio, ma io proporrei una soluzione più drastica, il frullatore.
    Così, mettendo in un frullatore i politici e le idee da loro espresse potrebbe anche accadere che Di Maio sposi le idee di Salvini e viceversa, con elisione degli opposti.
    Per esempio l’idea della flat tax, la sposi Di Maio, convincendosi che non potrebbe convivere con il reddito di cittadinanza, e l’idea del reddito di cittadinanza la sposi Salvini, convincendosi che la flat tax è incompatibile con essa.
    Nell’accordo di governo salterebbero entrambe, così si eviterebbero di mettere in pratica le parti più difficili da realizzare dei loro programmi, quelle per le quali hanno preso più voti. Insomma nel frullatore ci entrerebbe, volente o nolente, l’elettorato che li ha votati, e chi si beve il frullato saranno i due eletti dal popolo.

    • Si e così hai evitato di parlare di Renzi, non parliamone ormai è argomento tabù, ma mi risulata sia ancora molto influente nel partito e nemmeno un piccolo accenno al fatto che si è accomodato nello scranno del luogo da lui tanto contestato…eh già, capisco è difficile “uccidere” i miti.

  2. Renzi ha pagato i suoi errori con le dimissioni da PdC e successivamente da segretario del partito.
    In quanto alla sua candidatura e successiva elezione al Senato, forse ha voluto dare un segnale che ha accettato del tutto la volontà popolare e che non ha più pregiudizi verso quel ramo del Parlamento.
    Io penso che un uomo, una volta che ha riconosciuto di essere stato sconfitto, debba avere la possibilità di risorgere, le esperienze negative servono anche a ciò, e che questa possibilità sua una condizione essenziale per la democrazia.

    • Ah si? trovi che abbia pagato i suoi errori? ma se continua a dare la colpa a tutti tranne che a se stesso?
      Pagare gli errori dimettendosi da segretario per entrare tutto baldanzoso al Senato? A me sembra che sia molto furbo e che non abbia pagato proprio nulla, chi paga sono sempre gli elettori che rimangono esterrefatti davanti a certi comportamenti del tutto incoerenti e oppurtunisti. E nel partito ha ancora tanti fedelissimi che seguono le sue indicazioni, dunque le dimissioni date sono, per ora, solo sulla carta ma chi comanda è ancora lui. L’ennesima presa in giro.

  3. Signore e signori, voltiamo pagina, ora ci aspetta un drastico cambiamento non solo della politica ma anche della mentalità di questo Paese.
    Spero che sia Di Maio il nuovo promotore del cambiamento e che Salvini, ma anche quella parte ragionevole della sinistra, mettano da parte interessi personali e rancori per sostenere il vero rinnovamento all’insegna dell’onestà, della trasparenza amministrativa, del sostentamento e della dignità delle classi povere.

    • Si e noi prepariamoci un bel SalvadiMaio per metterci qualche risparmio,se nasce questo irgoverno, ne avremo bisogno, si preannunciano tempi duri, tanto per non perderci l’abitudine. Potrebbero fare la flat tax sul reddito di cittadinanza e tassare la cittadinanza, cosi per trovare le coperture.
      Meglio mettersi al coperto e fare un po’di “musina” (risparmiare) come diceva mia nonna.

  4. Azzardo un’ipotesi, per AvantiMarch: e se ci fosse un dietro front del Pd? E anziché l’Aventinino (ora l’opposizione si chiama Aventino)scegliessero di sostenere Salvini e Co?
    Si evitetebbe il paventato “rompete le righe” e I grillini potrebbero “segnare il passo”.
    Eh? Che ne dice AvantiMarch?

  5. Secondo me manca solo qualcuno che li metta tutti sull’attenti. Ma fra un po’ arriva il castigamatti e li passa ai raggi x uno per uno. E poi vediamo se fanno ancora tanto gli splendidi con i portafogli degli altri.

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