Il rosa non si addice al Pd

Oggi c’è l’ennesima resa dei conti nel Pd. Ma poi, i conti non li rende mai nessuno, si lasciano sempre da pagare, sospesi. Per questo abbiamo il debito pubblico alle stalle. (Ho scritto stalle apposta, la parola “stelle” mi sembra abusata di questi tempi).

Ora, Orfini, ha detto a Lucia Annunziata che non esiste in natura un accordo coi Cinquestelle, che ora il Pd deve stare all’opposizione, Che la sconfitta è di tutti e non solo di Renzi, che si trovava a passare di li per caso e il caso ha voluto che fosse nominato segretario, poi premier ed ora senatore, ma la colpa non è certo sua, ma del caso, appunto.

No, non se ne parla proprio, ora bisogna rimuginare sui non errori e chiedersi quali altri si possono eventualmente fare per riprendersi il ruolo di partito progressista con vocazione maggioritaria e di guida della  Nazione verso il raggiungimento della Giustizia Sociale e del Benessere dei cittadini.

Perbacco, Orfini ha detto parole cesellate in oro, colate, proprio. Ma c’è Michelone che dall’alto della sua stazza si erge a difesa della responsabilità di appoggiare un qualsiasi governo, pena la definitiva scomparsa del partito.

Rassicura vedere che nel Partito Democratico, le varie anime hanno ritrovato finalmente una granitica compattezza di vedute e di intenzioni.

Emiliano lo vedo forte e risoluto. Sarebbe un buon leader, almeno è uno che parla chiaro, come mangia e per mangiare Emiliano mangia. Eccome. Al contrario di Orfini che mi sembra esile e pittosto diafano. Un bel piatto di orecchiette alle cime di cozza con rape pelose, non gli farebbe certo male, magari innaffiato da un buon rosatello…no, meglio un verduzzo toscano doc. Il rosa non si addice più al Pd. Oggi meglio un bel grigio fumo di Rignano sull’Arno. E’ più adatto.

Oggi si terrà la direzione Pd, a porte sprangate, via streaming basta, hanno già dato, via, via.

Si prevede maretta, come al solito, niente di nuovo al Nazareno.

Renzi sarà convitato di pietra o ci sarà? Mi pare che abbia scelto di andare a giocare a tennis o a sciare. In entrambi gli sport, l’ex smart premier, eccelle. Mah, a me poco importa, anzi, nulla. Si butti pure dalle Tofane a uovo, ma stia attento a non fare frittate, di questi tempi trova sempre qualcuno che gliele rompe, nel paniere.

Troveranno un’intesa su come procedere? La vedo difficile. Ultimamente sono piuttosto in subbuglio, non vanno nemmeno d’accordo su chi ha diritto a prendere la parola per primo, figuriamoci se trovano l’accordo se allearsi o meno col nemico odiatissimo.

E poi, scusate, ma chi chi glielo fa fare? Un conto è allearsi con Berlusconi, quella è un’alleanza naturale, ma con quei manfrinari dei Cinquestelle che prima sputano sul piatto che gli offre Bersani e poi vogliono dividere i pani e pesci con chi è riuscito a cacciarlo dal suo stesso partito, non è proprio cosa ammissibile dall’ordine stesso delle cose.

Perbacco, va bene che la coerenza in politica è un optional, ma questa volta il Pd rischia davvero grosso.

Ma a loro il rischio piace, finora, da quando è arrivato Renzi, hanno sempre raddoppiato e sempre perso, persa per persa, forse gli conviene mettere il gruzzoletto sul tavolo per farselo mangiare dai Cinquestelle.

In fondo che cosa hanno da perdere?

Tutto. Ma chi lo spiega ad Emiliano? Ha due spalle cosi e se si inca…vola, mena.

6 commenti su “Il rosa non si addice al Pd

  1. Mariagrazia un articolo brioso, pieno di trovate lessicali originali e situazioni paradossali, per farci sorridere un po’ di una situazione paradossale in cui ci siamo cacciati, quella di chiedere aiuto agli sconfitti fino a ieri combattuti, derisi e bastonati.
    Ora ci accorgiamo del vicolo cieco in cui ci siamo cacciati, una situazione di ingovernabilita (prevedibile) da cui non si.potrà uscire, perché qualsiasi govermo Mattarella riuscisse ad abborracciare, sarebbe un tradimento dell’elettorato, e non potrebbe che essere precario e impotente, per non dire che sarebbe esiziale per la democrazia e di irreversibili conseguenze.
    Già sento risuonare appelli alla responsabilità nazionale, risfoderare vecchie misure di emergenza, appoggi esterni, patti di salute pubblica, solidarietà nazionale, unità nazionale, Governo del Presidente e di scopo, insomma tutti quei sotterfugi e inganni con cui s’è tirato aventi nel passato.
    Il.Pd non è piaciuto?
    È suo dovere dimostrare che è capace di stare all’opposizione.
    Ma così Non si può govrnare! Bisognava pensarci prima quando il governo c’era e s’era preoccupato di varare una legge che garantisse la governabilità.
    Ma quella legge è stata bocciata!
    Per l’appunto, democrazia allora, democrazia ora, bellezza.
    Ora à la guerre (leggi opposizione) comme à la guerre.

    • Alessandro, ti ringrazio, ma non possso fare a meno di farti osservare che lo stesso governo (inteso del Pd) ha varato la legge elettorale più brutta di tutti i secoli, loro l’hanno fatta mica io o i cinquestelle.
      E in quanto alla democrazia, secondo me, dipenderà molto da come Mattarella gestirà la cosa. Non credo che mandare avanti un governo di minoranza (Cinquestelle) sia l’ideale, ma non credo neppure che il presidente non manderà avanti a cercare di formare un governo Salvini come capo della coalizione e candidato premier del centrodestra.
      Mi dispiace per gli elettori dei grillini, ma c’è una buona percentuale di italiani (maggiornaza relativa) che ha votato per loro e se questa sarà la decisione di Mattarella e Salvini troverà la fiducia alle camere, tutti, ma dico proprio tutti, credo, dovremo farcene una ragione.

      Ps: La drezione Pd è andata, Renzi ovviamente non c’era, ha mandato la letterina: andate avanti voi che a me viene da piangere, vi spiegherò tra mese perché me ne sono andato (se non lo avessero capito).
      Intanto il Pd ha un autoreggente efficace in Martina uno che ogni volta che apre la bocca sembra che abbia parlato la settimana scorsa, non è mai in sintonia con gli avvenimenti, ma è bravo, soprattutto a ringraziare Renzi.
      Certo grazie Renzi, hai fatto un buon lavoro, mai prima d’ora la sinistra aveva ottenuto tanti pochi voti, le destre ringraziano.

  2. Mariagrazia la legge elettorale attuale è nata dopo la bocciatura dell’Italicum e delle rifome. Non è “quella di Renzi”, è il ripiego e come tutti i ripieghi è un pasticcio.
    Ma ormai è inutile rivangarecil passato.

  3. Spero che da questa nuova reggenza del partito, non escano tentazioni di alleanze “contro natura”.
    Qualcuno ha detto che senza Renzi, il Pd è un partito svuotato.
    Lui ha detto “Vado via, ma non mollo”
    Vedremo, ma il vero svuotamento del partito sarebbe fare da stampella ai Grillini.

  4. ” Vado via ma non mollo”, leggermente ambigua la formula. Tra l’altro non spiega mai nulla e non è mai presente quando deve dare spiegazioni. Va via ma non non molla, cioè, in italiano, cosa vorrebbe dire? forse: occhio che vi curo e alle prossime primarie mi ricandido? E allora giochiamo davvero ai bussolotti? Pe me quello non se va nemmeno con i lanciafiamme, intanto le lancia lui le fiamme, perché intervistato dal corriere ha già detto che “la dentro ha subito piaggeria e finzione”. Poverino, già lui invece è uno franco, aperto al monologo, le discussioni sul suo operato le rimanda sempre alla Calenda …e infatti il ministro ha già detto che lo cura lui…

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