Armatevi e insegnate!

Mentre c’è chi si chiede per quali motivi la Russia avrebbe aiutato Trump a entrare alla Casa Bianca, lo stesso si trova davanti ad una delegazione di genitori e compagni delle vittime della scuola in Florida, dove 17 studenti sono stati massacrati, da un ex studente della stessa scuola. E Trump (a quanto pare aiutato dalla Russia a guidare la più grande democrazia mondiale) non ha trovato di meglio che proporre di armare gli insegnanti.

Armare gli insegnanti, cioè fargli assumere il ruolo di guardie armate per difendere gli studenti da dei pazzi che possono entrare liberamente a scuola e fare una strage. Davvero una grande trovata. Meno male che, quando in campagna elettorale la tanto vituperata Hillary Clinton aveva detto che Trump avrebbe portato le armi nelle scuole, lui aveva twittato che era pazza. Ora l’America, anche grazie ai russi che hanno tutto l’interesse a indebolire le democrazie occidentali (economici e politici), si ritrova con un presidente che fa di queste proposte oscene. Invece che promettere una seria campagna anti armi in tutto il paese, lui propone di venderne ancora di più e di armare civili che hanno altri compiti che quelli di difendere gli studenti dai pazzi che girano armati di fucili a ripetizione. Ma di che cosa abbiamo ancora bisogno per capire che questo personaggio è arrivato dov’è per interessi personali e che con la sua “guida” il mondo non può che andare fuori strada?

Capisco che le lobby delle armi, le quali, con tutta probabilità sono state i suoi primi sostenitori, se lui facesse leggi per fermare la vendita indiscriminata, se ne avrebbero a male. Ma, ora è lui il capo della Casa Bianca, è lui quello che avrebbe la possibilità di mettere un freno a tutta questa assurda violenza  che si scaglia contro cittadini inermi. E lui che cosa fa? Vuole armare gli insegnanti.

Davvero un genio. E si porta pure la nota con scritto: “I hear you”. Andare a braccio sarebbe stato troppo faticoso per la sua emotività.

 

PS: pubblicato oggi su: “Italians” del Corriere dellea Sera.

21 commenti su “Armatevi e insegnate!”

  1. Trump è stato eletto democraticamente dal popolo americano, piaccia o non piaccia.

    Lei lo sa che le overdose di oppiacei fanno molti più morti in America che le armi? Lo sa che muoiono più persone per guida al telefono che per stragi da armi? Lo sa che le.piscine private uccidono piu bambini che le armi? Lo sa che Obama è stato il presidente con più violazioni costituzionali e che ha iniziato il piu alto numero di.missioni militari all’estero? Questi sono i fatti, il resto parole e opinioni.

    Le armi sono uno strumento così come un camion. Se ci sono matti in giro per il mondo occupiamoci di quello.

    Cordialmente

    • E lei, naturalmanete sa che le armi sono strumenti di morte e che vengono fabbricate proprio per questo.
      Un camion o un auto uccidono incidentalmente o se vengono usati con imperizia o come armi.
      Se ci sono i matti in giro per il mondo, secondo me, non devono poter acquistare armi per compiere delle stragi ma gli dovrebbe essere impedito come dovrebbe essere impedito ai pregiudicati o a chi non ha un motivo valido per detenerle ed usarle.
      Il fatto che Trump sia stato eletto democraticamente non autorizza a pensare che non possa fare o dire delle cose sconclusionate o peggio, anche Obama era stato eletto democraticamente eppure di lui è stato detto di tutto e di più. Anche questo fa parte della democrazia.

  2. Giusto per aggiungere sostanza. La probabilità di morire in un mass shooting negli Usa è pari allo 0.00000143% il che significa che razionalmente si può andare in giro molto tranquilli.
    È molto più alta quella di morire in un incidente d’auto.
    Con questo ogni vita persa ha un valore incommensurabile e capisco che i numeri possano sembrare stupidi. Però alle reazioni emotive bisogna contrapporre la razionalità.

    Vale lo stesso per il terrorismo islamico. La probabilità di esserne vittima è bassissima.

    • Daniele
      L’America consente la detenzione di armi ma l’America potrebbe restringere la detenzione di armi. Non possono essere paragonate a farmaci o aniente altro, le armi sono armi e sono fatte per uccidere. In mano a delinquenti o persone disturbate possono essere micidiali,
      Quei ragazzi, quei genitori, davanti al presidente seduto sul suo seggiolone che li guarda con quell’aria da “il leone s’è addormentato”, un po’ sonnacchioso e seccato, che cosa devono aver provato a sentirsi dire che bisogna dare le armi in mano ai docenti? Loro non hanno in mano fredde statistiche ma hanno visto la morte in faccia e hanno visto morire i loro amici i loro compagni. Loro stessi chiedono con forza e manifesteranno (e fanno bene) perché l’amministrazione Trump prenda in seria considerazione di restringere l’abuso di armi. Certo le lobby non saranno contente, ma chi se ne importa delle lobby? A me importerebbe molto di più la sicurezza dei ragazzi nelle scuole. Si potrebbe fare tanto. L’FBI ci ha messo di suo non tenendo in nessun conto l’avviso che era arrivato e non mettendo in allarme le scuole della Florida, anche questo è da mettere nel conto. Ma la cosa principale, a mio avviso è che l’industria delle armi non deve venire prima della vita di innocenti che sono a scuola per imparare a vivere. Quale insegnamento possono avere da questa esperienza? Che il denaro viene prima delle loro vite? E che razza di democrazia sarebbee quella che consente a scriteriati di acquistare una santa barbara e di andare in giro armati e di arrivare ad uccidere cittadini inermi che attendono alle proprie faccende?
      Un ragazzo superstite del massacro ha chiesto al senatore Rubio di non accettare più sovvenzioni dai produttori di armi. La risposta non è stata cosi sconcertante come quella di Trump, ora non la ricordo ma ricordo che la stampa non ne ha detto le peggio cose.
      Anche un servizio di sorveglianza davanti alle scuole ( a parte i costi) potrebbe non essere sufficiente quando ci si trova davanti ad un pazzo con un mitragliatore.
      L’unica cosa da fare è modificare la legge e Trump, non solo non è adeguato a fare una cosa del genere ma ha dimostrato di essere totalmente inadeguato persino ad un minimo di dimostrazione di empatia e solidarietà umana.

      Aggiungo che ho appena guardato un video della CNN dove in un ‘intervista un ragazzo sopravvissuto alla tragedia, Alfonso Calderon, ha risposto alle domande dell’intervistatore come se si fosse trattato di un navigato politico. Ha detto fermamente che la risposta di Trump di armare gli insegnanti è terribile, che non vorrebbe mai vedere i suoi insegnanti con le pistole in pugno e che sono e devono essere degli educatori e non dei policeman.
      Ha aggiunto che farà di tutto assieme al gruppo per chiedere alla polica risposte concrete e non stupidaggini ed ha concluso che andranno avanti ad oltranza fino a che non avranno raggiunto lo scopo di mettere un freno alla vendita di armi soprattutto le semiautomatiche e di elevare a 21 anni l’età per acquistare un arma. Mi è sembrato molto determinato e spero che ci riesca. Tutta la mia solidarietà

  3. Signora Maria Grazia

    Molte cose sono strumento di morte. Dipende da chi le usa. Un farmaco può diventare strumento di morte.

    L’america è costituzionalmente più libera e consente la detenzione di armi. Certo uno screening più severo aiuterebbe a prevenire certi fenomeni. Nell’ultimo caso l’FBI ci ha pure messo del suo.

  4. Mica è il primo a proporre quella scemenza, è che agli AMERICANI (non solo a Trump) l’idea evidentemente non dispiace, sempre meglio comunque che levare di mezzo un po’ di artiglieria. Trump sarà quello che vuoi, ma all’atto PRATICO non ha fatto tanto meno o peggio di Obama-santo-subito o della micidiale Hillary-esportiamoguerre-Clinton. Stiamo parlando dell’ UNICA nazione al mondo che si fatta spazio col genocidio dei residenti, che ha usato vere armi di distruzioni di massa, che ammette ufficialmente la tortura e la detenzione senza processo, che invoca Dio nella propria moneta e che ha conflitti in corso in tutto il mondo con una cinquantina di Paesi di cui NESSUNO l’ha mai minacciata o sfidata o danneggiata.

    Forse il problema non è “the Donald”. O almeno, non solo lui.

    Saluti

    • Alberto
      beh, lo ammetti che è una scemenza…Hilary non è mai stata presidente in quanto a That Donald…dagli tempo, purtroppo se non lo “impicciano” prima, potrebbe stupirci, anche senza effetti speciali.
      Certo, comunque, il problema non è solo lui o almeno non solo ma lui è in charge of the nation e potrebbe, volendo, fare anche qualcosa di buono. Volendo. E però, per contraltare, non dimentichiamo mai 9/11.
      Ah, complimenti…bella foto.

      • A proposito di 11 settembre.
        Un principe SAUDITA rampollo di una famiglia nota in tutto il mondo che ha i soldi (i bin Laden hanno interessi anche nelle cave di Carrara) e in affari anche col presidente Bush organizza un attentato. Come rappresaglia viene invaso e messo a ferro e fuoco …..l’Afghanistan. Siccome pare brutto prendersela solo con gli Afghani, viene assassinato il cittadino onorario di Denver (è vero!) Saddam Hussein e viene invaso e distrutto l’Iraq, che con l’attentato delle Torri c’entrava come me e te.
        Trump ai tempi era ancora lì che si divertiva con le sue pornostar e i reality TV. Quindi, insisto, sarà tutto quello che vuoi ma rassegnamoci e apriamo gli occhi, gli USA sono LUI, non il nerd fighetto pieno di aifon nipote del banchiere ebreo di Manhattan.

        • Alberto
          certo sono tragedie e Lui era con le pornostar, ne ha una collezione, Lui coi fatti che menzioni non c’entra.
          Ma uno che va all’audizione di quei ragazzi e genitori con un foglietto con su scritto: “I hear you”, non mi sembra interpretare il massimo dell’empatia, se ha bisogno di un promemoria per dimostrare vicinanza e solidarietà. E neppure una parola sulla libertà (sacra, per carità) di acquistare un fucile a ripetizione a 18 anni, nemmeno una.
          Comunque, de gustibus, io preferisco questo e naturalmente la grande “Orgogliosa Maria”.

  5. Non sono Presidente di niente, ma ci vuol tanto a capire che, intanto, anziché armare inermi docenti, si potrebbe isitituure un bel servizio di vigilanza?
    In quanto a Trump è inutile illudersi che ponga freno alla vendita d’armi, se lui è a quel posto, lo deve anche a chi le armi le ama.

  6. “La probabilità di morire in un mass shooting negli Usa è pari allo 0.00000143%”

    ossia 1,43 ogni 100 milioni. Così, a naso, mi sembrano un po pochini.
    Comunque visto che la probabilità di tornare in vita dopo essere stati uccisi è ancora più bassa -zero- anche quel poco, mi sembra eccessivo.

  7. Certo che la proposta di armare gli insegnanti, se non fosse tragica sarebbe addirittura comica.
    Ci pensate?
    passa il prof. con la colt. Ben nascosta sotto la giacca però. Uno tosto il prof, basta che senta muoversi una foglia e la tira fuori: chi va là? Fermo… e via partono pallottole…
    E poi, armare gli insegnanti sai che pacchia per la lobby degli armieri? Quanto fa in soldoni? Stanno già facendo i conti in tesoreria. Magari per restare nel budget ne licenziamo qualcuno, magari licenziamo le donne, loro con le pistole non ci vanno tanto d’accordo, tranne le Calamity Janes.
    Magari gli facciamo un training nel doposcuola. Via, tutte al poligono.
    No, qualcosa non torna. A capo della pù grande democrazia del mondo c’è uno che deve ancora coordinare il cervello con la bocca. Sarà bene che si faccia fare un check-up veloce prima che una valanga di risate (amare) finisca per seppellire lui e tutta la sua corte dei (non) miracoli. O che si tolga dai piedi prima possibile. Mueller pensaci tu.

  8. Buongiorno Mariagrazia.
    La invito a chiedersi perché Obama (per citare l’ultimo in ordine di tempo) con governo e congresso dalla sua parte e otto anni a disposizione non ha voluto (o potuto) cambiare la legge sulle armi.
    In secondo luogo, se fosse cittadina americana con figli in età scolare, e non fosse oggettivamente possibile vietare la circolazione di armi, considererebbe così “geniale” creare un deterrente con una piccola parte del corpo insegnanti (naturalmente selezionati in ex militari o ex poliziotti) che in caso di attacco possano intervenire in 2-3 minuti, visto che normalmente le forze dell’ordine riescono ad arrivare in 10 minuti ed è troppo tardi?
    La sola notizia di una possibile difesa in tal senso spaventerebbe a mio parere tanti mitomani che oggi sanno che possono agire contro bersagli indifesi.

    Un cordiale saluto

    • Federico

      Obama ormai non c’è più, ora c’è Trump. Che non possa mettersi contro le lobby delle armi lo si capisce ma che tiri fuori certe trovate come armare gli insegnanti…a me sembra follia pura.
      Ma se lo immagina: un insegnante sta facendo lezione, sente un tramestio, mette mano alla pistola che tiene sotto la giacca o nel cassetto o appoggiata al registro elettronico…e mentre continua a spiegare con un occhio attende l’irruzione del matto e con l’altro attende agli studenti, poi entra il matto e sparacchia a ripetizione sul mucchio e il professore che fa? Sparacchia anche lui prendendo la mira e colpisce (alla meglio) lo stipite della porta dopo che il matto si è già dileguato e poi…sviene. Questa è la scena tragicomica che ho descritto per spiegare meglio come la penso ma la faccenda è serissima e va presa molto seriamente. Io spero che quei ragazzi (a 17 anni dimostrano molto più buon senso di Trump) riescano almeno a far innalzare il limite di età a 21 anni e a limitare le vendite di AR15 ( i fucili a ripetizione). Tutto il resto è…macchietta. Gli insegnanti sono educatori e devono insegnare il rispetto della vita e, casomai, la repulsione verso le armi.

  9. Ripeto ciò che scrissi in data 23 febbraio:

    “Ci vuol tanto a capire che, intanto, anziché armare inermi docenti, si potrebbe isitituure un bel servizio di vigilanza?

    Mi sembra l’uovo di Colombo, troppo semplice, forse per questo non lo si prende in considerazione?
    Signor Federico, fossi cittadino americano, mi battersi.per questa soluzione.
    Cordialità.

  10. Una buona notizia: pare che i supermercati Dick’s, tra i maggiori dettaglianti di armi negli Usa (la fonte è il NYT), abbiano deciso di non vendere più fucili a ripetizione nei loro negozi e di non vendere armi a minori di anni 21. La decisone è stata presa subito dopo la notizia della strage alla scuola di Parkland in Florida.
    La proprietà ha anche affermato che avrebbe tagliato i ponti con la NRA e che avrebbe chiesto al governo di modificare la legge sulla vendita di armi.
    Forse i ragazzi, compagni delle vittime e quanti si sono uniti a loro, ce la stanno facendo a smuovere le acque e ad ottenere risultati concreti nella lotta contro la vendita indiscriminata di armi.
    Dove non arriva Trump, arriva il buon senso degi americani che lo costringeranno a rivedere le sue folli iniziative (vedi armare gli insegnanti) e a mettere mano davvero ad un problema cosi serio che ha già fatto fin troppe vittime.

  11. Cara Mariagrazia, mi hai quasi battuto sul tempo nello scrivere al ns. Beppe. Anche io stavo per mandare una segnalazione stizzita (a dir poco) sull’ idea di armare gli insegnanti. A parte le varie motivazioni di cui tu parli, che approvo pienamente, ma fosse solo per una questione pratica, la cosa e’ assurda. Immagina che un pazzo armato di arma automatica mi entra in classe e comincia a sparare: ora che mi accorgo, estraggo l’ arma, la carico, miro e faccio fuoco, quello mi ha gia’ steso tre volte . Oggi ascoltavo la radio e c’era gente che diceva di mettere un’ arma in ogni classe, in una teca con apertura tramite codice o lettura di impronta digitale di un insegnante: ma se le sognano di notte?

    Bah, giusto per difendere il Paese dove vivo, diciamo che qui almeno ci sono organi che contengono (o almeno ci provano) le follie del presidente, vedi le decisioni del parlamento e della corte suprema.

    Ciao dalla Florida.

    • Si, è notizia di oggi, pare che la più grande catena di negozi di armi sia intenzionata a non vendere più fucili a ripetizione e ad acquirenti di età non inferiore ai 21 anni. Lo scrivo nel post precedente.
      Ma Trump ha continuato per giorni a dare la colpa al “deputy”, quel poveraccio che si è trovato invischiato in questa tragedia e non è riuscito a fermarla da solo (come se fosse stato uno scherzo). Pare che si sia dimesso e Trump però continua a dire che lui sarebbe entrato anche a mani nude (l’ho letto su the Guardian)…già il Presidente Rambo. Ma mi faccia il piacere…direbbe Totò.

  12. Sembra che il poliziotto della scuola si sia RIFIUTATO di entrare nella scuola, dicendo che l’ arma d’ordinanza non era sufficiente a contrastare in fucile mitragliatore. Certamente come dici tu non si puo’ addossare tutta la colpa al poveretto, ma io sono d’accordo con chi dice che si e’ comportato da codardo e vada punito. In caso di emergenza … a la guerre comme a la guerre, come fecero ai tempi i nostri alpini in Russia e tanti altri prima e dopo di loro.

    Ciao

    • Si, è vero forse il poliziotto avrebbe potuto cercare di contrastare il folle, ma non credo sia giusto che un presidente lo chiami codardo e lo svergogni davanti ad una nazione intiera. Ha subito dato le dimissioni e, da quanto ho letto, si è difeso anche dicendo che aveva creduto che gli spari provenissero dall’esterno. Certo non è cosi facile, credo, partire lancia in resta, nei pochi secondi concessi dalla concitazione del momento, senza sapere dove precisamente dirigersi. Non ne farei un eroe ma nemmeno un facile capro espiatorio.
      Trump ha detto che bisognerà considerare di fare qualche restrizione alla vendita di armi, ma poi ha subito frenato dopo che la NRA ha protestato. Certo è più facile prendersela con un poliziotto che con la potentissima lobby delle armi americana. Ma, pare, che i suoi gli abbiano suggerito di lasciar perdere la proposta di armare gli insegnanti. Meno male che ha intorno qualcuno che non parla a vanvera come lui, speriamo bene.

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