Porte bonheur

Manca poco più di un mese alla fine della campagna elettorale e poi vedremo chi riuscirà a mettere in piedi un governo. A sentire tutte le campane mediatiche, sembra essere Berlusconi, ancora Berlusconi in testa alle classifiche.

Già, visto che il centrosinistra ha fatto abbastanza schifo,pare che gli italiani vogliano  ritornare a votare per lui. E i suoi. Ma come è potuto succedere? Dopo tutti gli scandali, i processi, i divorzi, le nipoti di Mubarack, le case di Montecarlo, i festini a luce rosse, pardon, le cene eleganti, i tradimenti degli amici fedeli, la condanna, l’interdizione, lo spread, Monti, la Fornero e le sue lacrime di coccodrillo (come le sue borse).

Siamo ancora qui a pendere dalle labbra dell’uomo che sta tenendo in ostaggio l’Italia da trent’anni con tutte le sue beghe private e pubbliche, che ci ha messo in ridicolo coi suoi atteggiamenti da personaggio da pochade, le barzellette, le battute spinte, le corna nelle foto ufficiali…siamo ancora qui ad aspettare che gli italiani lo votino per vedere se poi per l’ennesima volta lascerà tutti ( o quasi) a bocca asciutta.

Ma non sappiamo ancora chi sia il candidato premier del centrodestra. Salvini continua a chiedere un voto in più per poter essere lui, perché questi , pare, siano gli accordi presi ad Arcore: chi prende un voto in più governa.

Ma pare che a Berlusconi la cosa non vada tanto a genio e che sia in parola per fare governare il suo fido Brunetta.Sarebbe il coronamento di una brillantissima carriera. Un uomo che ha vissuto per e di politica da quando ha lasciato il “paesello” (l’amata città lagunare) per la città eterna.

Ci conta, Berlusconi in Brunetta premier, Non lo ha ancora reso noto alla stampa ma tempo al tempo, vuole riservarsi questa sospresa per le ultime battute della campagna elettorale.

In fondo Renato Brunetta ha tutti i numeri: eccellente economista, uomo di spirito caustico, amico per la pelle e anche per le ossa di Silvio, grande intrattenitore, viveur, gaffeur,tombeur porte bonheur.

Già me lo vedo agli incontri ufficiali, con  la sua statura di statista capace di sovrastare tutti e non c’è alcuna facile ironia in questo: Brunetta ha sempre dato prova di grande impegno e carattere e statura morale invidiabili.

Se le cose dovessero mettersi bene per il centrodestra, come pare da tutti i sondaggi, l’uomo in corsa per diventare nuovo premier potrebbe essere lui.

D’altronde non ha mai fatto mistero delle proprie ambizioni e neppure sembra essere uno che si scoraggia davanti alle difficoltà.

Il bel Di Maio ne deve mangiare di “cioppette”, prima di arrivare alla sua altezza.

Beh, si capisce che scherzo no? Spero che Renato Brunetta non me ne voglia, ma credo che un pensierino ce l’abbia fatto e forse spera che non sia troppo lontana dalla verità.

13 commenti su “Porte bonheur”

  1. Brunetta nato Re, come da anagramma? Forse sarebbe troppo, ma PdC potrebbe diventarlo, non è un’idea tanto peregrina.
    Certo ha un caratterino un po’ rissoso, come mediatore in un governo di larga alleanza, sarebbe come il pepe sulla macedonia, però se quel voto in più lo prende Forza Italia, chi lo tiene più Berlusconi nello sponsorizzare il suo alter ego?
    Be’ possiamo dare il via al totoelezioni.

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  2. Secondo me, nonostante il nome (ma quello l’ha ereditato), Casini sarebbe l’ideale.
    Se c’è un sostanziale pareggio tra centro destra e centro sinistra, è la soluzione che accontenta tutti, tranne 5s LeU.
    Vi sembra una soluzione saggia o mattarella?

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  3. Ma si, va, facciamo un tassa piattissima, allo 0 per cento?
    Contenti?
    Ma non è che questi ci stanno prendendo un po’ per i fondelli? No, vero? Solo poco, poco.
    Ma se ci va Brunetto al governo la tassa ce la propina in tutte le forme:circolare, triangolare, quadrata, insomma una open space tax, ci scegliamo l’aliquota da soli, a piacere, tassa libera in libero stato. Giusto, loro sono liberali.

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  4. Mettere in piedi un governo non basta, occorre un governo durevole e capace di decidere.
    Qualsiasi governo di coalizione è destinato a durare poco, e sarà punto e d’accapo.
    La lezione di decenni e decenni di legislature figlie del proporzionale non è bastata e il maggioritario non è mai decollato. L’ultimo tentativo è stato bocciato.
    Moriremo di ingovernabilità.

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    • Difficile essere ottimisti, la congiuntura politica è al massimo della desolazione, votare è diventato un privilegio per pochi che non siano ancora troppo sfiduciati e non sentano la rabbia di mettere una croce inservibile.
      Ma se intende dare la colpa alla decisione degli italiani di non promouvere la riforma costituzionale, secondo me, è fuori strada. E’ ancora un modo di colpevolizzare chi cerca solo di supearare indenne un impasse che dura da troppi anni.Senza troppe conseguenze deleterie sulle nuove generazioni che pagano già un prezzo altissimo.

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  5. Gentile Maria Grazia,
    forse mi sono espresso male, la bocciatura degli Italiani non è una “colpa” è una decisione che stando ai fatti (presumibili)
    si rivelerà un errore.
    Saluti.

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  6. Ha ragione, ho frainteso, non è per nulla una “colpa”, io ho votato No con convinzione e lo rifarei, non sono per nulla pentita.
    Non so però di quali fatti presumibili lei stia parlando: chi voleva abolire il senato si sta preparando per entrarci, la coerenza in politca è un optional a quanto pare.
    Come promettere di lasciare la politica in caso di sconfitta e poi fare marameo.
    Tutto normale?
    Si, forse per lei lo è, per me, al contrario, è la solita vecchia storia che tanto cosi fan tutti della quale mi sarei arcistufata se non le dispiace.
    Vorrei gente che quando dice bianco vuole significare bianco e non gente che pensa tanto se poi faccio nero posso sempre dire che è una questione di punti di vista.

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  7. Gentile Maria Grazia,
    i “fatti presumibili” sono l’ingovernabilità e il caos.
    Se così sarà, Renzi avrà avuto ragione.
    Per il resto ha sbagliato molte cose, una di queste promettere di andarsene se non fosse passata la riforma.
    S’è dimesso, più coerente di così?
    Che poi dovesse rinchiudersi in un monastero di clausura, questo mi pare troppo.

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  8. Avrà avuto ragione di che?
    Di aver fatto la legge elettorale più pasticciata del secolo? E di chi sarebbe la colpa dell’ingovernabilità se non di questa L/E passata con 8 fiducie?
    Si, si è dimesso per finta, che manfrinaro!
    E chi lo vuole in clausura? ma nemmeno ancora qui a pontificare dopo la sonora sberla che ha preso sia alle comunali che al referendum, chiunque altro avrebbe tratto conclusioni ben diverse, ma da uno cosi arrogante sarebbe chiedere troppo!

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  9. In democrazia si contano i voti, sarà l’elettorato a estrometterlo oppure a riconfermarlo, ma non si può chiedere a un uomo che ne abbia i requisiti, e ancora giovane, di non spendersi in politica.

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  10. Mi sembra che si sia “speso” fin troppo, a spese nostre.
    E poi chi lo dice che abbia i requisiti? Il popolo non lo ha mai votato, a suo tempo era Bersani a dover fare il governo poi è andata come è andata. Napolitano ha deciso per Letta (non sono neppure stati capaci di eleggere un nuovo pdR), ma quando ho votato Pd se avessi saputo che ci andava lui a fare il pdc, avrei votato piuttosto FI (per assurdo), tanto poi è come se l’avessi votata perché ha fatto le leggi assieme a Verdini.

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