Stop alla violenza sulle donne

Oggi, 25 novembre, è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

In Italia ne viene uccisa in media, una ogni tre giorni. In genere dal compagno, marito o fidanzato.

Per i motivi più vari, ma, quasi sempre, perché la donna ha deciso di vivere la propria vita in maniera indipendente e di scegliere se continuare o mettere fine ad una relazione. Da molti anni in Italia c’è il divorzio, una conquista di civiltà. Non ci sono dubbi su questo. Ma sembra avere dei risvolti inaspettati.

Paradossalmente, per quante conquiste si siano fatte nell’emancipazione femminile in questi ultimi decenni, sembra che in molti uomini permanga una sorta di desiderio di sopraffazione frustrato che li spinge a compiere atti estremi. E non accennano a diminuire nonostante si sia cercato, in questi ultimi anni, anche con nuove leggi, di porre maggiore attenzione ad alcuni segnali che provengono da situazioni di disagio delle donne di fronte a certi comportamenti violenti da parte di tanti uomini.

Non possiamo certo restare indifferenti davanti a brutali omicidi e violenze in genere compiuti sulle donne e questa giornata dovrebbe aiutare tutti a riflettere sul fatto che una società, per progredire, ha bisogno dell’aiuto di tutti i suoi componenti: uomini e donne insieme, tutti dobbiamo dire un forte e sonoro stop alle violenze.

Aggiungo questa mia poesia composta qualche anno fa per l’occasione come piccolo contributo.

Silenzio.

Ne hanno lasciate a mazzi sul luogo del delitto,
davanti a quel portone quella scia rossa ha scritto
la tua mortale angoscia per quelle enormi mani,
per quel muto terrore, per quel freddo sudore.

Quel rosso delle rose somiglia a quel tramonto
che anticipa la sera che ti nasconde al mondo.

La pietà della notte, che vela col silenzio
quell’urlo trattenuto da quel terrore muto,
su quel viso impietrito che grida alle coscienze:
non rimanga impunito!

3 commenti su “Stop alla violenza sulle donne”

  1. Mariagrazia,
    la poesia commovente che hai scritto, che sembra sgorgata dal cuore, colpisce nel profondo e descrive meglio di ogni considerazione mentale, il dolore e lo sgomento per le violenze fatte e perpetrate contro le donne.
    Istinto brutale, turbe psischiche, nevrosi, una cultura della sopraffazione coltivata da tempo immemore, sono le cause di questo scempio quotidiano intollerabile contro esseri più deboli e inermi, donne e aggiungo anche bambini.
    Per troppo tempo il maschio ha soggiogato la donna considerandola quasi un oggetto di proprietà, di cui possa disporre a piacimento, e guai a mostrare un segno anche minimi di ribellione.
    È ora di finirla, di usare ogni mezzo, soprattutto educativo, per ricondurre l’uomo alla sua dimensione umana più genuina, il rispetto del prossimo prima che a se stesso.
    Ciao.

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    • Grazie Alessandro. Proprio sgomento è questa la parola giusta. Non si può che rimanere sgomenti davanti alla brutalità di certi omicidi compiuti sulle donne. Considerando poi che avvengono quasi sempre in famiglia o comunque sono compiuti da uomini che dicevano di “amare” quella donna.
      Credo però che una componente di tutta questa violenza sia da ricercare anche nella brutalità di certi film che passano in televisione o al cinema, talmente brutali da arrivare ad assuefare alla violenza le menti più deboli, per non parlare di tutta quella che gira su Internet.

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  2. Una compagna di classe di mia figlia Marta è stata pugnalata, a 40 anni, da chi la frequentava da 20 anni. Lui ha cercato persino di dire che lei lo aveva provocato, con un ulteriore rifiuto. È morta nella cucina di casa sua, dissanguata, povera Elisa, che io ricordo quando usciva di scuola, correndo e gridando, con le compagne, e diceva: “Biffa, c’è qui il tuo papi-prof!” Una fine orribile! C’erano tutte le sue compagne di un tempo, alle esequie.

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